La strategia della Cipolla

Di David Di Luca – Sviluppo personale e libri con contorno di patatine fritte

Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

Daltonismo, arriva la terapia genica

Pubblicato da davidone1967 su 17 Settembre 2009

Fonte: www.naturaebenessere.it

Potrebbe trattarsi della soluzione definitiva per milioni di persone al mondo che sono colpite da daltonismo, quella particolare patologia oculistica che rende incapaci di distinguere il rosso dal verde. Si tratta della terapia genica che è stata applicata con successo a un gruppo di scimmie. La ricerca è stata condotta dall’Università di Washington a Seattle, negli Stati Uniti. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista “Nature”. Le scimmie hanno ricevuto il gene umano del fotorecettore retinico che permette di percepire i due colori, verde e rosso, un tipo di “opsina”, e dopo cinque settimane, hanno cominciato a vedere i colori. A due anni dall’esperimento, le scimmie distinguono ancora i colori e non hanno avuto effetti collaterali.

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Link Parade Luglio 2009

Pubblicato da davidone1967 su 1 Agosto 2009

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Il Web come la lampada di Aladino

Pubblicato da davidone1967 su 1 Luglio 2009

Di David Di Luca

Oggi voglio farvi visitare un sito davvero curioso, che mi è stato segnalato direttamente dal suo autore: http://xoomer.virgilio.it/milionarioweb/

L’idea in sè non è malvagia, anzi. Mi ricorda molto il libro dei sogni che tengo regolarmente da quando ho iniziato la mia attività nel multi level marketing. E non del tutto peregrina. Poi il tono ironico con cui è sviluppata merita un applauso. Quasi quasi proco anch’io a mettere su un sito di ’sto tipo. Ho giusto in mente un paio di cosette…

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Nievo, Sterne, Mazzini… tutti insieme sul treno

Pubblicato da davidone1967 su 26 Aprile 2009

Di David Di Luca

Ultimamente nei miei spostamenti in treno Livorno-Roma e viceversa ho cominciato a ritagliarmi del tempo per darmi a sane letture. In particolare, visto che mi picco di scrivere romanzi, mi sto buttando sui grandi classici.

In particolare, ultimamente mi sono imbattuto ne Le confessioni di un Italiano di Ippolito Nievo. Ho cominciato a leggerlo, devo confessarlo, con l’idea di mollarlo dopo un po’, vista la lunghezza. Invece ho scoperto un libro molto gradevole, spiritoso, e che mi sta perfino stimolando dal punto di vista linguistico.

Leggendo l’introduzione, poi, mi sono reso conto che il buon Nievo ha dei collegamenti molto stretti con altri due autori che mi piacciono molto. Laurence Sterne, che mi ha incantato in particolare con il Tristram Shandy, e con Giuseppe Mazzini, che personalmente apprezzo come fautore del miglioramento umano, senza scendere sul terreno minato delle idee politiche.

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“L’era dell’ottimismoooooooo!!!”

Pubblicato da davidone1967 su 11 Marzo 2009

Magari con i tempi che corrono qualcuno avrà pensato che Tonino Guerra ci prendesse anche per i fondelli negli spot in cui inneggiava all’ottimismo. Ma è noto che incavolarci più del giusto non solo non serve a nulla, ma rischia seriamente di crearci più complicazioni che altro.  Ecco l’ennesima conferma scientifica… http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/scienze/ottimismo-salute/ottimismo-salute/ottimismo-salute.html?ref=hpspr1

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Quelli che piacciono a me: “Puoi se vuoi” di Norman Vincent Peale

Pubblicato da davidone1967 su 28 Febbraio 2009

Puoi se vuoi

Di David Di Luca

Puoi se vuoi  è stato in assoluto uno dei primi libri di motivazione che ho letto. Certo, per chi non ha mai avuto a che fare con questo genere di libri, può sembrare un po’ “fortino”. Si sa, per noi italiani a volte gli americani esagerano un po’. Peale poi, essendo un sacerdote protestante, ci mette un’enfasi tutta sua. Però, è vero anche che questo libro è uno dei più diretti in assoluto, ottimo per chi vuole avvicinarsi alla motivazione…Compralo ora su “Il Giardino dei Libri”

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Scrittura, leggendo Sklovski: l’importante è straniare

Pubblicato da davidone1967 su 12 Febbraio 2009

Sto continuando a leggere Teoria della prosa di Victor Sklovkskij, e devo dire che si sta rivelando un testo molto stimolante.  Per essere precisi, le lettura mi sta aiutando a puntualizzare dei concetti che già possedevo senza esserne consapevole. Un’idea che mi pare fondamentale è quella dello straniamento. Ovvero: io parlo di un oggetto anche banalissimo, ma lo vedo con occhi diversi dal consueto.

Sklovskij cita diversi esempi. In particolare mi è rimasto impresso quello di una storia in cui tutto viene visto attraverso gli occhi di un cavallo. Il quadrupede descrive  la sepoltura di un uomo:  per lui si tratta di mettere un corpo sotto terra, senza che alcuna parte di esso “venga buona a nulla”, ovvero possa essere “riciclata”, come accade invece in genere per diverse parti del corpo dei cavalli.

Finora la Teoria della prosa mi ha fatto mettere in coda di lettura questi testi:

Alain Renè Lesage, Il Diavolo zoppo

Maupassant, Racconti

Cechov, Racconti

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Vivo di emozioni, quindi comunico

Pubblicato da davidone1967 su 6 Febbraio 2009

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Ma chi ha detto che per comunicare serve necessariamente la parola? Noi comunichiamo in molti modi diversi, forse anche più eloquenti della parola stessa. Per esempio con le emozioni.

Comunichiamo le varie emozioni attraverso le espressioni del viso che si hanno per natura e parlano un “linguaggio universale”, capibile da tutti. Ci sono emozioni come la gioia che sono immediatamente comunicabili, senza alcun bisogno di parlare, di aprire bocca.

Rabbia, disgusto, paura, gioia, sorpresa e tristezza sono considerate le sei emozioni primarie, quelle che esprimiamo in modo universale, comuni in tutte le persone della terra. Sono emozioni leggibili da tutti, sono emozioni che comunicano determinati stati d’animo, che dunque, non hanno alcun bisogno delle parole per farsi comprendere.

E’ bene che Tu sappia che se anche il Tuo volto o il Tuo corpo può sembrare impassibile, ci sono dei piccoli gesti che rivelano esattamente l’emozione che provi in quel momento.

Spesso queste emozioni ci “fregano” e comunicano agli altri cose che non vorremmo mai che la persona davanti a noi percepisse.

Per esempio: se stai parlando con qualcuno e ad un certo punto la persona che hai davanti fa un passo indietro, è segno che prova disgusto o fastidio per qualcosa che hai detto o fatto.

Ed ancora: se mentre parla con Te, l’altra persona giocherella con qualcosa che tiene in mano, può essere un segnale di disagio.

Infine: se hai davanti una persona che preme la lingua sulla parte interna della guancia vuol dire che sta esprimendo un forte gradimento.

Naturalmente, questi sono solamente tre esempi. Ce ne sono a centinaia che si potrebbero raccontare. Quello che conta è che Tu devi essere consapevole che il Tuo viso ed il Tuo corpo comunicano emozioni ogni volta che parli e incontri una persona.

Tutto il Tuo corpo comunica “inconsapevolmente” le Tue emozioni: l’espressione facciale, il colorito, i gesti delle mani e, naturalmente, la voce.

In chiusura, posso affermare che l’emozione è il nostro primo linguaggio. Prima delle parole, arrivano sempre le emozioni. Questo perché le emozioni governano i nostri pensieri; sono loro che letteralmente ci “prendono per mano” e ci guidano inconsciamente. Anche nella comunicazione.

Quindi, emozionati pure ma sappi che, contemporaneamente, comunichi le emozioni che provi alle persone che hai davanti.

Come afferma anche il Professor Antonio R. Damasio, una delle figure di maggior spicco nel campo delle neuroscienze: “Grazie alle emozioni siamo creature sociali, in grado di vivere con gli altri”.

Ma che mondo sarebbe senza le emozioni? Lasciami pure un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore di Penso Positivo

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Giornalisti e neolaureati, stages sul terzo settore

Pubblicato da davidone1967 su 23 Gennaio 2009

Se volete entrare nel mondo del Terzo Settore, ecco un bando molto interessante che mi è arrivato via email e che vi giro volentieri…

http://www.enxerio.com/Bando Progetto Bonelli 2008-09[1].pdf

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Delitto sulla scogliera – Capitolo VIII

Pubblicato da davidone1967 su 10 Gennaio 2009

Rientrato a casa, Tiziano si buttò immediatamente sul sofà, per finire di sudare come si deve prima di farsi una bella doccia a bollore. Niente da fare, quel cavolo di sensazione di rabbia non se ne voleva andare. E in definitiva, che colpa ne poteva avere lui se la gente è così tonta? Se uno ha un cane, se lo tenga legato al guinzaglio, che diamine. Invece no, tutti liberi, pronti ad infilartisi tra le gambe, e in genere a deconcentrarti durante un rito sacro come il jogging.

Mise i piedi sul tavolino da tè. Alla fine, pensò, non ce l’aveva davvero con quel botolo. Qualche secondo dopo il calcione qualcosa di simile ad un pentimento si era effettivamente affacciato da qualche parte. Ma sì, ma sì, se la prendeva sempre con le persone sbagliate. Persone? Un cane era una persona? Ci riflettè sopra un attimo. Sì, concluse, è una persona. Si muove, pensa, ha ricordi ed emozioni. Per cui…

Si alzò pigramente, iniziando il suo viaggio in direzione del bagno. E poi, gli venne da pensare, dando un calcio a quel cane non era come se lo avesse sferrato al padrone? Perbacco se era così’. Anzi, era probabile che gli avrebbe fatto meno male se lo avesse dato proprio a lui. Il buffo di tutta la faccenda era che spedire in aria quel botolo era stato esattamente come farsi: sul momento, un senso di potere e di euforia. Poi il down, con relativo sapore di merda in bocca.

Si infilò nella doccia, cercando di concentrarsi completamente sul tentativo di ottenere dell’acqua tiepida. C’era quasi riuscito, quando la sua testa venne attraversata da qualcosa tipo un fulmine. Non era più lì. Si trovava di nuovo sulla scogliera. Azzurro giallo marrone ovunque. E in mezzo a quei colori il suono, un suono stridulo, come quel quadro di quel tipo, norvegese danese, che cavolo era. Una voce di donna: no, no, no. Poi più nulla. Solo la sensazione, ormai, di non poter tornare indietro, e il petto che brucia. Apnea. Buio.

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