La strategia della Cipolla

Di David Di Luca – Sviluppo personale e libri con contorno di patatine fritte

Archivio per la categoria ‘pensiero positivo’

Pensieri eccessivi

Pubblicato da davidone1967 su 12 Dicembre 2009

Di David Di Luca

In un periodo di “crisi” come l’attuale (si notino le virgolette: sono volute) capita spesso di pensare “eccessivo”. Ovvero: si possono creare situazioni di disagio, vere o percepite poco importa, che possono spingerci a prendere in considerazione gesti eclatanti.

Senza arrivare a parlare di gesti inconsulti di vario tipo, che non contemplo neanche perchè li considero troppo stupidi, può passare per la mente di andarsene, lasciare il lavoro, la moglie, la fidanzata, insultare pesantemente chi ci urta per la strada.

Il mio invito è quello, di tanto in tanto, di fermarsi, e guardare con attenzione quello che stiamo pensando, il nostro monologo interiore che non si ferma mai. E di tenere sempre un motto dei gesuiti, simpatici o meno che vi siano: nel dubbio persevera.

Se volete cambiare qualcosa nella vostra vita, qualsiasi cosa, valutate bene se si tratta di un vero miglioramento, o soltanto di una voglia di andarvene per il disagio di cui si parlava sopra. Parlo per esperienza: le scelte fatte in modo impulsivo, o peggio ancora per “punire” qualcuno, possono rivelarsi peggiori rispetto al “peggio” di prima.  

Ma allora, direte voi, come sopportare il disagio? Personalmente, mi sforzo molto di tenere a bada i pensieri eccessivi. Quando sento che voglio fare qualcosa di drastico,  e che la scelta è associata a un sentimento di rabbia o comunque non costruttivo, rimando la scelta, e poi ancora e ancora, fino a quando sento che quel sentimento distruttivo  è passato.  Allora, può darsi che quel cambiamento sia effettivamente una buona idea.

Sono convinto che questo atteggiamento mi abbia salvato il didietro più di una volta. E mi sono sentito di condividerlo con voi.

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Impara ad aver fede…

Pubblicato da davidone1967 su 8 Dicembre 2009

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Hai presente quei momenti nella vita in cui tutto ti va storto?
In cui vengono a mancare lavoro e soldi?
In cui una malattia entra nella tua vita e cerca di portarti via?
In cui un amore si dissolve nel nulla?

Purtroppo sì, ci sono momenti come questi, terribili per un uomo e per una donna. Questa è la vita: splendida e meravigliosa e al tempo stesso drammatica e da incubo.

Eppure, nonostante i momenti nei quali la speranza crolla letteralmente e in cui ogni certezza viene meno e cresce l’ansia di un futuro incerto, bisogna guardare avanti e imparare ad aver fede.

Se mentre stai leggendo il post, ti stai identificando, sappi che ci sono passato prima di te. Sono passato in tutte le fasi brutte che ho descritto.

Ci sono stati momenti nella mia vita in cui non riuscivo a pagare le bollette della luce e del gas. Poi, quando le cose economicamente andavano meglio, ecco una splendida malattia, giunta a turbare il mio futuro e quello delle persone a me care.

Malattia che mi ha portato a quello che io scherzosamente chiamo “punto di non ritorno” e naturalmente, essendo io una persona molto originale, doveva esserlo anche lei, pertanto, un anno di ricerca ed esami per cercare di capire cosa mi fosse accaduto, per scoprire che ho una “mutazione genetica” nel sangue, che mi crea problemi con l’acido folico e l’omocisteina e, di conseguenza, sono a rischio trombotico (nella versione meno piacevole del termine).

Poi tutto passa e torna la vita allegra che, naturalmente, non dura molto.

Molti anni fa decido di lavorare per gli Enti Pubblici (Istituti, Comuni, Agenzie Formative) e fare formazione solo per loro ed eccoli dietro l’angolo: altri problemi economici, altre bollette non pagate o pagate in ritardo.

Gli Enti Pubblici, ti pagano quando vogliono loro, se vogliono. Con gli avvisi di fattura emessi sono un uomo ricco e con i soldi reali in tasca, povero, molto povero.

Finalmente mi faccio furbo e riduco la mia collaborazione con gli Enti Pubblici (e in molti casi inutili) e decido di lavorare per me stesso, facendo coaching ed organizzando i miei seminari.

Le cose migliorano, cominciano ad arrivare i soldi. La gente paga puntualmente e posso tornare a sorridere. Per poco.

Nel frattempo, piano piano, il mio matrimonio vacilla. Comincia a sgretolarsi sotto i colpi impietosi della discordia e capisco che tra me e Paola, è rimasto poco in comune, forse nulla.

Pazienza, è la vita: splendida e meravigliosa e al tempo stesso drammatica e da incubo. Nonostante tutto questo, io ho imparato ad avere fede.

Sono passati degli anni ed io sono ancora qui, molti dei problemi sono stati superati, per non dire, sconfitti. E se faccio l’elenco delle cose belle che ho, devo ammettere che è ancora lungo.

Quindi, continuo sempre a sorridere ed anche questa mattina mi sono alzato pensando a tutte le cose belle che la vita può regalarmi. Niente e nessuno, potrà mai costringermi ad auto-commiserarmi.

Io so, che le cose belle e brutte che la vita mi ha regalato dipendono anche da me. Forse me le sono cercate o forse, era destino. Di sicuro evito di piangerci sopra e guardo avanti.

So altrettanto bene che la vita è comunque meravigliosa e vale la pena di essere vissuta intensamente.

Se pensi di essere l’unica persona di questo mondo ad avere dei problemi, voglio che ti guardi intorno: troverai tantissime altre persone che hanno problemi come Te e forse, anche più importanti dei Tuoi.

Quindi, smettila di lamentarti e fai come me: impara ad aver fede.

Un abbraccio e lasciami un commento al post

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Autore degli ebbok Donne In Crisi e Penso Positivo

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Tre lettere che portano al successo

Pubblicato da davidone1967 su 17 Novembre 2009

Di David Di Luca

“Ma come parli? Le parole sono importanti” diceva il buon Nanni Moretti. Verissimo.  Come sapete, ci torniamo spesso su questo concetto nei nostri articoli. Qui però vorrei parlare di una parolina semplice semplice, che nasconde un grande potenziale: ORA.

In effetti, si potrebbe anche dire: non fare domani quello che puoi fare oggi. Ma, si noti, ORA è molto più compatto. Basta pronunciarlo mentalmente perchè si attivino tutta una serie di reazioni.

Chiaramente, l’obiettivo è la produttività. Però capisco che non sempre uno può andare di corsa. Oltretutto, non sempre l’iperattività porta a dei risultati, in base alla regola per cui bisogna lavorare furbo e non lavorare duro (“work smart, not hard”). Però è anche vero che viene il momento di agire, e  può essere utile avere la capacità di farlo senza rimandare.

Come tutto nello sviluppo personale, occorre cominciare passo passo, senza aspettarsi che tutto funzioni non appena si preme un interruttore. Però possiamo cominciare adesso. ORA, appunto.

Libro correlato: Problem solving strategico da tasca di Giorgio Nardone

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Ma le donne amano ancora essere corteggiate?

Pubblicato da davidone1967 su 13 Novembre 2009

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Giancarlo_ForneiL’altro giorno ero a Pistoia, in Toscana, ed ho rivisto con piacere Alberto, un ex allievo avuto nei miei corsi di formazione sulla comunicazione.

Abbiamo preso un caffè insieme e parlato per almeno trenta minuti. Ad un certo punto, sconsolato, mi dice queste testuali parole:

“Caro Giancarlo, non ci sono più le donne di una volta. Mi ricordo che si facevano corteggiare con piacere ed era bello far loro la corte. Oggi fare la corte non va più di moda, sembra che alle donne non interessi più”.

Personalmente non condivido affatto il pensiero di Alberto e credo che le donne amino ancora essere corteggiate. Magari non tutte, anche se sono convinto che alla maggior parte faccia immensamente piacere essere corteggiate da un uomo.

Sarà perché sono un romantico, ma trovo che regalare un mazzo di rose rosse sia ancora uno dei gesti più belli che si possa fare nei confronti di una donna.

Sono anche convinto che oltre ad essere un bel gesto, sia anche particolarmente apprezzato dalle stesse donne. Così come è sicuramente apprezzato invitare la donna a cena.

Corteggiare una donna non è per nulla “obsoleto” o da “vecchi”, come può pensare qualcuno e non necessariamente deve essere quello di altri tempi.

Posso corteggiare una donna anche semplicemente guardandola negli occhi.
Posso corteggiarla ascoltandola con attenzione e partecipando alle sue emozioni.
Posso corteggiarla dedicandole attenzioni speciali.
Posso corteggiarla persino con strumenti innovativi quali la chat, la posta elettronica o un semplice sms.

No, caro Alberto. Il corteggiamento è più vivo che mai e sono certo che la maggior parte delle donne ama ancora essere corteggiata.

Il corteggiamento è un momento bellissimo, da vivere con intensità. Ed anche la donna più emancipata ama essere sedotta e affascinata. Vuole essere inseguita, cercata, valorizzata. Corteggiata, appunto.

Piuttosto, mi dirai, esiste un problema inverso: “Ma dove sono gli uomini che sanno corteggiare una donna?”

La maggior parte dei maschietti di oggi non è capace a corteggiare una donna e pensa che sia tempo sprecato, “correndo dritto” al dunque.

Dammi retta, puoi raggiungere il tuo obiettivo, qualunque esso sia, anche imparando a corteggiare una donna e posso garantirti che sarà molto più affascinante per entrambi.

Se sei un uomo, trovi delle informazioni molto interessanti nel sesto capitolo del mio nuovo libro sulle donne, dove oltre a parlare di corteggiamento, racconto anche come le donne amano essere sedotte.

E se sei convinto come Alberto che le donne non amano essere più corteggiate, possiamo sempre chiederlo a loro.

Un grande abbraccio e lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale e Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Autore di:

Penso Positivo,
Donne In Crisi,
e dell’Audio Corso Autostima per Donne

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L’uomo che avanza

Pubblicato da davidone1967 su 12 Novembre 2009

Di David Di Luca

Sento spesso persone che si lamentano del fatto che “tanto non cambia mai nulla”. A parte il fatto che si tratta di un’affermazione molto vaga, e che dalle affermazioni vaghe è complicato trarre qualcosa di buono, che cosa dovrebbe mai cambiare? Se semplicemente aspettiamo che qualcosa cambi è probabile che rimarremo delusi.

Ed è esattamente quello che sono oggi molte persone: deluse. Scuntentizze. Ammosciate. Hanno lasciato perdere, ed è un grosso errore. Sì, perché il cambiamento inizia esattamente dalla persona che vediamo nello specchio. Il fatto che “la vita sia difficile” non può diventare una scusa per lasciarsi andare all’inerzia. Che è più comoda, ma, ahimè, non ci porta da nessuna parte. O meglio, ci porta ad essere sempre più amareggiati e stanchi.

A questo proposito vorrei sottoporre alla vostra attenzione un brano da un libro che secondo me tutti dovrebbero leggere: La scienza del diventare ricchi di Dennis Wattles (in inglese “The science of Getting Rich”). Per la precisione si tratta del capitolo 15, intitolato “The Advancing Man”, “L’uomo che avanza” o “L’uomo che progredisce”.

In questo capitolo Wattles ci parla di come l’uomo che lavora alla costruzione del suo sogno non dovrà mai aver timore di nulla e di nessuno. Ci invita anzi a migliorarci per noi stessi, senza pensare di farlo per ingraziarci il nostro datore di lavoro. Per lui, infatti, siamo molto preziosi… ma esattamente nel posto dove siamo.

Una volta che ci siamo avviati sul cammino del miglioramento personale, le occasioni non potranno mancare, perché le persone percepiranno la nostra determinazione, e ci identificheranno come individui capaci di porsi delle mete…e di raggiungerle.

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Perchè migliorare se stessi?

Pubblicato da davidone1967 su 8 Novembre 2009

Di David Di Luca

Molti che mi conoscono mi chiedono spesso: “ma chi te lo fa fare di occuparti di tutte quelle americanate”? Le americanate in questione sono naturalmente lo sviluppo personale, la motivazione ecc.

Questa domanda me la sono fatta spesso anch’io. D’altronde, la maggioranza delle persone sono demotivate, e ho avuto modo di rendermi conto di come sia contagioso questo atteggiamento. In fondo, cosa c’è di più comodo del pensare che se qualcosa non va nella nostra vita la responsabilità è di qualcun’altro?

Molto più complicato, invece, prendersi in carico il nostro atteggiamento, decidere di reagire in modo costruttivo a quello che ci accade. Nessuno afferma che è facile. Però ne vale la pena.

 Ed ecco i tre libri che in assoluto mi hanno aperto la strada:

Puoi se vuoi di Norman Vincent Peale
(in inglese You can if you think you can )

Prendi la vita nella tue mani di Wayne Dyer

Come ottenere il meglio da sè e dagli altri di Anthony Robbins

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La ruota palindromica

Pubblicato da davidone1967 su 26 Ottobre 2009

Questa mi è arrivata via email. Fa molto riflettere…

La vita è una ruota. Il Primo giorno, Dio creò la Mucca e disse: – Dovrai andare nei campi con il contadino, soffrire tutto il giorno sotto il sole, figliare in continuazione e farti spremere tutto il latte possibile. Ti concedo un’aspettativa di vita di 60 anni. La Mucca rispose: – Una vita così disgraziata me la vuoi far vivere per 60 anni? Guarda, 20 vanno benissimo, tieniti pure gli altri 40! – E così fu.

Il secondo giorno, Dio creò il Cane e disse: – Dovrai sedere tutto il giorno dietro l’ingresso della casa dell’uomo, abbaiando a chiunque si avvicini. Ti
assegno un’aspettativa di vita di 20 anni. Il Cane replicò: – 20 anni a rompermi le palle e a romperle agli altri? Guarda, 10 sono più che sufficienti, tieniti pure gli altri! – E così fu.

Il terzo giorno, Dio creò la Scimmia e disse: – Dovrai divertire la gente, fare il pagliaccio ed assumere le espressioni più idiote per farla ridere. Vivrai 20 anni. La scimmia obiettò: – 20 anni a fare il cretino? Mi associo al cane e te ne restituisco 10! – E così fu

Infine, Dio creò l’Uomo e disse: – Tu non lavorerai, non farai altro che mangiare, dormire, scopare e divertirti come un matto. Ti assegno 20 anni di vita! E l’Uomo, implorante: – Come, 20 anni?!? solo 20 anni di questo Bengodi? Senti, ho saputo che la Mucca ti ha restituito 40 anni, il Cane 10 e la Scimmia altri 10, sommati ai miei 20 farebbero 80, dalli tutti a me!!! – E
così fu.

 Ecco perché per i primi 20 anni della nostra vita non facciamo altro che mangiare, dormire, giocare, scopare, godercela e non fare un cazzo, per i successivi 40 lavoriamo come bestie per mantenere la famiglia, per gli ulteriori 10 facciamo i cretini per far divertire i nipotini, e gli ultimi 10 li passiamo rompendo le palle a tutti

Tutto gira intorno ad una ruota palindromica: A 3 anni il successo è: non pisciarsi addosso. A 12 anni il successo è: avere tanti amici. A 18 anni il successo è: avere la patente. A 20 anni il successo è: avere rapporti sessuali.
A 35 anni il successo è: avere moltissimi soldi. A 50 anni il successo è: avere moltissimi soldi. A 60 anni il successo è: avere rapporti sessuali. A 70 anni il successo è: avere la patente. A 75 anni il successo è: avere tanti amici. A 80 anni il successo è: non pisciarsi addosso!

Amen.

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Ottimisti si nasce o si diventa?

Pubblicato da davidone1967 su 18 Ottobre 2009

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

potere_ottimismoOggi vi voglio consigliare un articolo che ho beccato sul blog della Giacomo Bruno Editore . Si tratta di Come imparare l’ottimismo: un argomento che affascina ed interessa un numero sempre maggiore di persone del pregevole Giovanni Raimondi.

Raimondi si domanda: ottimisti si nasce o si diventa? La mia opinione personalissima è che si nasca, si venga influenzati dall’ambiente fino a diventare pessimisti professionisti, e poi occorra re-imparare ad essere ottimisti adoperando le nostre risorse intellettive.

Per fare un esempio,  i mezzi di informazione (e mi ci metto pure io, che faccio il  giornalista di professione) fanno di tutto per istillarci dentro un senso, come minimo, di confusione. Inondazioni de qua, stragi de llà, terremoti de su ed epidemie de giù. Ma il punto è che queste cose fanno notizia perchè creano emozioni. E il giornalista, l’autore di programmi tv ecc.  se vuole fare audience, su quello deve lavorare, per portare a casa la pagnotta.

Questo significa che bisogna sempre prendere cum grano salis quello che leggiamo, sentiamo, vediamo ecc. Le belle notizie non fanno notizia, e quindi tranne rari casi non hanno grande risalto. Ma accadono anche le cose belle. Basta pensare a tutte le persone che ogni giorno si impegnano, su piccola o grande scala, per aiutare il prossimo. Di esempi ce ne sono tanti, ognuno cerchi quelli vicino a sè.

Quindi, la catastrofe non incombe su di noi, contrariamente a quanto pensano molti. Si può essere ottimisti, anzi, peggiore è la situazione, più si dovrebbe esserlo. Vediamo qualche esempio fornito da Raimondi. Sono considerazioni fatte da un pessimista (P) e un ottimista (O):

(P) “Non riuscirò mai a prendere la sufficienza in matematica”
(O) “Non sono ancora riuscito a prendere la sufficienza in matematica”

(P) “Gli autobus arrivano sempre in ritardo”
(O) Ultimamente alcuni autobus arrivano in ritardo

(P) “Non sono portato per vendere”
(O) Non conosco le tecniche e le abilità di vendita

(P) “Mi sento distrutto”
(O) Mi sento un po’ stanco

Come vedete, la situazione alla fine non cambia. La differenza sta nell’atteggiamento. Nel primo caso sembra che non ci sia nulla da fare. Nel secondo invece, per così dire, si “intravede la via della salvezza”. Fate un po’ voi…

Su questo argomento, Raimondi ha scritto un ebook dal titolo Il potere dell’ottimismoA tale proposito, vi ricordo che acquistare gli ebook della Bruno Editore partendo dai link di questo sito è uno dei modi per sostenerlo.

Se volete leggere l’articolo completo di Raimondi lo potete trovare a questo link.

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Su col morale, anche tu puoi farcela

Pubblicato da davidone1967 su 14 Ottobre 2009

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Ti è mai capitato di pensare di non farcela più ad andare avanti? Ad Annalisa sì, e proprio l’altro giorno, in preda all’ennesimo momento di sconforto, si è messa davanti al computer ed ha trovato in rete uno dei miei articoli, lo ha letto e poi ha deciso di telefonarmi.

La storia di Annalisa potrebbe essere la Tua: una giovane donna di 53 anni, madre di due ragazze adolescenti, abbandonata dal marito che si è innamorato di una cubana ed è scappato all’estero, portandosi dietro tutti i risparmi di una vita.

Ho passato quasi due ore parlando al telefono con Annalisa, credimi: era letteralmente disperata. Alla fine della lunga telefonata sono riuscito a farle capire che pur difficile, la vita, vale il massimo dell’impegno nell’essere vissuta.

La vita è meravigliosa, qualcosa di magico che ci viene donato e pertanto, merita di essere vissuta intensamente.

Capisco che per molte persone potrebbe essere tutt’altro che meravigliosa, prese da problemi di soldi, di salute o di felicità, e proprio a loro vorrei ricordare che la vita non regala nulla e che bisogna lottare per conquistarsela.

Io lo so bene; so bene quanto sia difficile e quanto abbia dovuto lottare per conquistarmi un “posto al sole”. Può sembrare strano alle persone che m’incontrano e conoscono “oggi”, eppure ieri era diverso.

Forte della mia esperienza personale, ad Annalisa e a tutte le donne che in questo momento sono in difficoltà dico: su col morale, anche Tu puoi farcela.

Sì, anche Tu puoi farcela. Così come ce l’ho fatta io e tantissime altre persone che ho conosciuto. Voglio che Tu sia consapevole che solo reagendo riuscirai a risolvere i problemi che hai.

Solo smettendo di commiserarti potrai rialzare la Tua testa e tornare a sorridere, quindi, fallo ora: mettiti in un angolo della Tua casa e urla, urla forte, tira fuori tutta la rabbia che hai!

Fatto? E adesso gira pagina e pur nelle difficoltà che la vita Ti ha riservato, comincia a “viverla”.

Un piccolo passo in avanti alla volta, solo un piccolo passo in avanti. Fallo ora, senza rimandare a domani.

So che Annalisa ama leggere i miei post e pertanto, ho deciso di scriverne uno incentrato proprio su di Lei. Spero vivamente che lo legga e possa comprendere che anche Lei, può farcela.

Un abbraccio e lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le donne a creare Autostima e raggiungere un Obiettivo in 5 passi”

Autore degli ebook Donne In Crisi e Penso Positivo e dell’Audio Corso Autostima, appositamente creato per le donne

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Dalla crisi un mondo migliore?

Pubblicato da davidone1967 su 6 Ottobre 2009

Oggi vi proprongo un articolo che ho letto su EPolis di ieri. E mi sono detto: questo lo devo proprio far conoscere a chi legge il mio blog… Mi sento di condividere ogni virgola. D.

Di Marco Stefanini

Come ci avrà cambiato questa crisi? Azzardo qualche ipotesi a partire da osservazioni concrete. Nonostante decine di fattori avrebbero potuto provocare il contrario, la coesione sociale ha resistito. E per coesione sociale s’intende quel patrimonio di unità tra le persone che non solo capiscono il legame di tutti in un destino comune, ma agiscono di conseguenza. Il caso degli operai della Innse, che dopo giorni di protesta sul tetto dell’azienda, hanno convinto il proprietario a riassumerli, è davvero una notizia eclatante.

Il fatto che nell’opinione comune sia emerso un senso di repulsione verso lo scudo fiscale è positivo: i furbetti che evadono le tasse sono oggi persone da odiare.

Un atteggiamento che smentisce quei circoli di intellettuali che disegnano l’italiano medio incapace di un sentimento di sdegno civile. L’italiano s’indigna, invece, è che non si fida delle èlites che lo invitano a farlo. Un altro aspetto che colpisce, questa volta nel dibattito politico, è la fine della distinzione delle persone tra progressisti e conservatori, sostituita dalle categorie del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto, dell’utile e dell’inutile. Tutto sommato è un bel passo in avanti.

Se perfino la Lega ha abbassato i toni dello scontro politico (Bossi dal Papa non se lo aspettava nessuno), significa che qualche cosa sta cercando davvero di cambiare. Forse (forse!) questa crisi ci sta veramente cambiando in meglio. Forse questa crisi sta facendo venire alla luce un tipo di italiano che è stato sepolto sotto l’incuria della trasandatezza degli ideali civili. Il sostegno a questo tipo di italiano, che non è un’astrazione, passa anche attraverso il sostegno alle famiglie e alle persone. Senza un (più) moderno stato sociale le nostre piazze sarebbero bollenti. Per questo le pensioni, la cassa integrazione, il sostegno alla mobilità, non sono affatto impedimenti al mercato, ma ne sono un imprescindibile fattore.

Il liberalismo senza la certezza che nessuno resterà indietro trasforma le persone in ladri del futuro di tutti. La responsabilità di chi è chiamato a gestire questa fase di crisi economica, è esattamente quella di garantire che questo patrimonio di unità sociale non vada disperso attraverso favoritismi nell’allocazione delle poche risorse disponibili che deluderebbero le aspettative di chi rimane fuori dal banchetto. Deludere è il primo passo verso la perdita dell’autorità.

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