> Val più una cosa fatta…

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

“Val più una cosa fatta, che cento da fare”. Verissimo. Vi siete mai ritrovati che siete lì, con la testa che vi bolle, e ci si affollano tremila cose, duecentomila obiettivi, quattocentomila tasks da eseguire? Sembra che si divertano a fare a cazzotti l’uno con l’altro. Si sospetta che siano responsabili di parecchie emicranie.

Eppure, il tempo è uno. Non ci sono più minuti ore giorni da vivere in parallelo per fare più cose alla volta. Possiamo fare  gesummio con cento mani, ma il flusso temporale è unico.  Delle centomila possibili combinazioni di cose da fare, se ne realizzerà sempre e solo una . E quindi?

E quindi, dovremmo scegliere l’azione che ci porta maggior vantaggio. Ma che cosa fare se tutte sembrano ugualmente importanti? La mia esperienza ci riporta al proverbio di cui sopra. Dobbiamo prendere una cosa a caso, e portarla avanti, fosse anche solo di un passettino piccolo piccolo.

Dopo un po’ ci potremo anche fermare e valutare quello che abbiamo fatto, ma intanto è probabile che avremo ridotto la pressione dentro il nostro cranio. Senza contare che abbiamo preso una decisione. Il che, mi risulta,  è alla base di ogni vita che voglia chiamarsi soddisfacente…

> Il commento di Caterina Salmini Sturli al mio ebook Penso Positivo

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiAlcuni giorni fa, su Facebook, mi ha scritto Caterina, un’amica di Padova che mi sembra aver capito, adesso vive a Roma.

Caterina mi ha ringraziato per aver aver risvegliato qualcosa dentro di lei…

Sono felice che il mio libro abbia aiutato Caterina ha dare una svolta positiva alla sua vita.

Così come sono felice di ricevere, ogni giorno, testimonianze di persone che affermano che Penso Positivo ha cambiato loro la vita.

A Caterina, il mio grazie per il suo bel commento, nonchè per avermi permesso di pubblicarlo, e la promessa che se capito a Roma con uno dei miei seminari o conferenza, sarà mia gradita ospite in prima fila.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

———————————————————
Il commento di Caterina Salmini Sturli a Penso Positivo
——————————————————–

Ciao Giancarlo, mi permetto di darti del tu anche se non ci conosciamo.

Qualche settimane fà cercando su internet un libro da leggere, sono rimasta colpita dalla copertina e dal titolo di “Penso Positivo” ed ho acquistato l’ ebook.

Ho cominciato a leggerlo e sono rimasta molto colpita dai contenuti. Ti devo ringraziare di cuore perchè leggendo il tuo libro, si è risvegliato qualcosa dentro di me.

La mattina mi sveglio con il sorriso e cerco di trovare sempre il lato positivo delle cose.

Ho passato un periodo molto difficile negli ultimi mesi, affrontavo le situazioni con angoscia e negatività.. pessimismo allo stato puro.

Grazie a te e al tuo libro ho cominciato a dare una svolta positiva alla mia vita.

Continuerò a seguirti (hai qualche nuovo libro in uscita?) e se dovessi tenere qualche seminario a Roma, verrò a seguirti.

Una buona giornata
Caterina

Quand’è che smetti di lamentarti e cominci ad agire?

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiOggi rispondo ad Antonietta, una cara amica della mia mailing list che tempo fa mi ha inviato un’email dal tono un po’ troppo lamentoso.

Pubblico la mia risposta (non la sua email, non mi è arrivata l’autorizzazione), perché sono certo che le molte amiche del blog, sapranno coglierne i vari suggerimenti tra le righe e farli propri.

Se anche tu hai la brutta abitudine di lamentarti in continuazione, leggi il post, smettila di lamentarti e comincia ad agire.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

——————————————-
——————————————-

Cara Antonietta, ma perché non incominci ad apprezzare quello che hai?

Sei giovane, sei bella, sei intelligente e di successo.

Permettimi di farti notare che non tutte le persone che mi scrivono possiedono queste doti (e tutte insieme), pertanto, cara amica mia, ti prego di tenerne conto in futuro…

Mi dispiace molto che tu e il tuo compagno siate alla frutta, purtroppo sono cose che succedono, anche nelle migliori famiglie.

Certo, col senno di poi, avresti potuto gestire il rapporto in maniera diversa, ma ormai è andata.

Piuttosto, vorrei che tu la smettessi di rimpiangere il passato e guardassi un po’ avanti, fiduciosa del tuo domani.

Sei laureata ed hai anche maturato ottime professionalità nel settore della contabilità,
quindi, amica mia: smettila di piangerti addosso e comincia a rimboccarti le maniche.

Ogni essere umano di questo mondo ha paura.

Anche i vincenti sentono questa brutta emozione, eppure, la differenza è tutta qui: i vincenti agiscono nonostante la paura, i perdenti rimandano continuamente le cose.

Per favore, voglio che a partire da questo momento, quando leggerai queste parole, tu ti renda conto che puoi ancora combattere, lottare per la tua vita.

Puoi ancora farcela.

Ma di quali limiti parli?
Io a quasi 50 anni combatto ancora come un leone.

Ci sono delle amiche che leggono questo blog che hanno la mia età o molto più dei tuoi anni, e combattono come delle leonesse.

Tu dove hai il tuo coraggio?
Smettila di commiserarti e comincia ad agire, per favore.

Per quanto riguarda i tuoi obiettivi, ti consiglio di rivolgerti ad un buon coach, che forse, oltre ad aiutarti a definirli e poi raggiungerli, ti aiuterebbe anche a creare della sana autostima.

Cercalo nella tua zona, sono certo che ci sono e se proprio non lo trovi, io sono qui. Armati di coraggio nel metterti in discussione e vienimi a trovare.

Purtroppo gli uomini sono spesso stupidi e mi dispiace che il tuo compagno si comporti così male con te.

Ma ti stai facendo del male da sola, mentre lui, beatamente, è sicuro di averti in mano, di spezzarti in due, il brutto è che tu glielo permetti, con il tuo comportamento passivo.

Voglio che tu sappia che puoi farcela: a 40 anni hai ancora tutto un mondo davanti, una vita da percorrere.

Cerca un qualsiasi lavoro che ti permetta di uscire di casa, comincia con il renderti indipendente economicamente, al lavoro della tua vita, ci penserai dopo.

Torna libera, al resto penserai dopo.

Un grande abbraccio
G.F.
ps
Se anche Tu, come Antonietta, sei una donna in crisi e non riesci ad uscire da questa brutta situazione, leggi il mio ebook omonimo, scritto appositamente per aiutare tutte le donne a tornare a sorridere. Clicca su questo link

A nostro agio, dormendo su una panchina…

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Mio nonno materno, essendo nato nel 1910, aveva vissuto in pieno la crisi del ’29.  A parte questo, ovviamente, si era sciroppato in modo diretto o indiretto, due guerre mondiali. Ma diceva sempre che aveva imparato molto dal crack del ’29, e soprattutto dal fatto di essere tranquillamente sopravvissuto, come accadde, fino al 1993, anno in cui morì serenamente di vecchiaia.

Cosa aveva imparato mio nonno? Mettendola in soldoni, che i beni materiali contano molto meno della nostra capacità di essere creativi e sopravvivere. Per la mia generazione, questo è un discorso abbastanza privo di senso. Io stesso, lo ammetto, sono legato alla “mia” casa, ai “miei” libri, al “mio” computer e via andare. Ma se con lo sguardo della nostra mente ci spingiamo appena un po’ sotto la superficie, ci rendiamo conto del fatto che… col cavolo che sono nostre!

La ruota della fortuna gira in continuazione, cari miei. Non è una minaccia, è una promessa. Consideriamo “nostre” le cose solo per abitudine. In realtà, potremmo perdere tutto tra cinque minuti.

Questo fatto, però, non dovrebbe causarci angoscia, nè trovarci impreparati. Al contrario: ci pensate se davvero, anche di fronte a catastrofi di dimensioni immani, fossimo sempre capaci di pensare: cristo che casino, ma ora rimbocchiamoci le maniche?

Riconosco che io stesso mentre scrivo ‘ste cose dico a me stesso: ma sei scemo, non posso sopravvivere senza il “mio” televisore piatto. Eppure. Eppure, sono sempre più convinto, personalmente, che la più grossa conquista per noi sia quella di trovarsi a dormire su una panchina e pensare: d’accordo, è un periodo difficile, ma ce la farò. Ho tutte le risorse necessarie.

Ma cosa rende, una donna normale, una grande donna?

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Alcuni giorni fa, Lisa, un’amica della mia mailing list mi ha posto questa domanda: che cosa rende una donna “grande”?

Avevo promesso a Lisa di scrivere un post sull’argomento ed eccomi qui.

Devo ammettere che la domanda è di quelle da “un milione di dollari”, ma proverò a dare il mio parere di coach; di coach che lavora, tra l’altro, in maniera particolare proprio con le donne.

Prima di provare a rispondere alla domanda, faccio una premessa: a mio avviso, le donne, per il ruolo che hanno e per le cose che fanno ogni giorno, spesso neppure riconosciute, sono già grandi di sé.

Una donna che sa amare con il cuore (senza tenere in considerazione solo il conto in banca), è una grande donna.

Una donna che rimane fedele a se stessa, ai suoi valori (nonostante cerchino di calpestarglieli), è una grande donna.

Una donna che rispetta se stessa e le persone che ha intorno (anche accettandone i limiti e i difetti), è una grande donna.

Una donna che cade e si rialza sempre (nonostante tutto il dolore e i problemi del mondo), è una grande donna.

Credo che una donna normale, con queste caratteristiche, si possa definirsi una “grande donna”!

Non so se la mia risposta sia piaciuta a Lisa, ma sono certo che queste caratteristiche rendano una donna normale, una grande donna, una donna speciale!

Dedico questo post a tutte le donne normali nel mondo, che ogni giorno dimostrano di essere delle grandi donne, nella loro “normalità”.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps:
ho volutamente messo la foto di Madre Teresa di Calcutta perché incarna, a mio avviso, molto bene i presupposti di una donna normale, diventata una “grande donna”.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.