La strategia della Cipolla

Di David Di Luca – Sviluppo personale e libri con contorno di patatine fritte

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Gestione delle email, alcuni utilissimi consigli

Pubblicato da davidone1967 su 14 Dicembre 2009

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david  

Personalmente ricevo ogni giorno centinaia di messaggi sulla posta elettronica. E’ diventato anche un mezzo per mandare a me stesso appunti sulle cose da fare. Peraltro, non sono un maniaco dell’antispam. Mi piace ricevere posta, anche perchè non si sa mai che da qualche “messaggio indesiderato” non esca qualche ottima idea.

Quindi, non uso filtri di alcun tipo, mi limito a fare uno screening e ad aprire quelli che per un motivo o per l’altro trovo interessanti. Tutto viane archiviato nell’ordine che per me è quello più pratico, quello cronologico.

Tuttavia, ho trovato molto interessante questo ebook di Alexander Reif, editor del pregevole www.strategievincenti.net. Spero possa essere utile anche a voi.  Visto che lui stesso invita a condividerlo. potete scaricarlo qui: http://www.enxerio.com/pdf/Ebook-Email.zip

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Pensieri eccessivi

Pubblicato da davidone1967 su 12 Dicembre 2009

Di David Di Luca

In un periodo di “crisi” come l’attuale (si notino le virgolette: sono volute) capita spesso di pensare “eccessivo”. Ovvero: si possono creare situazioni di disagio, vere o percepite poco importa, che possono spingerci a prendere in considerazione gesti eclatanti.

Senza arrivare a parlare di gesti inconsulti di vario tipo, che non contemplo neanche perchè li considero troppo stupidi, può passare per la mente di andarsene, lasciare il lavoro, la moglie, la fidanzata, insultare pesantemente chi ci urta per la strada.

Il mio invito è quello, di tanto in tanto, di fermarsi, e guardare con attenzione quello che stiamo pensando, il nostro monologo interiore che non si ferma mai. E di tenere sempre un motto dei gesuiti, simpatici o meno che vi siano: nel dubbio persevera.

Se volete cambiare qualcosa nella vostra vita, qualsiasi cosa, valutate bene se si tratta di un vero miglioramento, o soltanto di una voglia di andarvene per il disagio di cui si parlava sopra. Parlo per esperienza: le scelte fatte in modo impulsivo, o peggio ancora per “punire” qualcuno, possono rivelarsi peggiori rispetto al “peggio” di prima.  

Ma allora, direte voi, come sopportare il disagio? Personalmente, mi sforzo molto di tenere a bada i pensieri eccessivi. Quando sento che voglio fare qualcosa di drastico,  e che la scelta è associata a un sentimento di rabbia o comunque non costruttivo, rimando la scelta, e poi ancora e ancora, fino a quando sento che quel sentimento distruttivo  è passato.  Allora, può darsi che quel cambiamento sia effettivamente una buona idea.

Sono convinto che questo atteggiamento mi abbia salvato il didietro più di una volta. E mi sono sentito di condividerlo con voi.

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Impara ad aver fede…

Pubblicato da davidone1967 su 8 Dicembre 2009

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Hai presente quei momenti nella vita in cui tutto ti va storto?
In cui vengono a mancare lavoro e soldi?
In cui una malattia entra nella tua vita e cerca di portarti via?
In cui un amore si dissolve nel nulla?

Purtroppo sì, ci sono momenti come questi, terribili per un uomo e per una donna. Questa è la vita: splendida e meravigliosa e al tempo stesso drammatica e da incubo.

Eppure, nonostante i momenti nei quali la speranza crolla letteralmente e in cui ogni certezza viene meno e cresce l’ansia di un futuro incerto, bisogna guardare avanti e imparare ad aver fede.

Se mentre stai leggendo il post, ti stai identificando, sappi che ci sono passato prima di te. Sono passato in tutte le fasi brutte che ho descritto.

Ci sono stati momenti nella mia vita in cui non riuscivo a pagare le bollette della luce e del gas. Poi, quando le cose economicamente andavano meglio, ecco una splendida malattia, giunta a turbare il mio futuro e quello delle persone a me care.

Malattia che mi ha portato a quello che io scherzosamente chiamo “punto di non ritorno” e naturalmente, essendo io una persona molto originale, doveva esserlo anche lei, pertanto, un anno di ricerca ed esami per cercare di capire cosa mi fosse accaduto, per scoprire che ho una “mutazione genetica” nel sangue, che mi crea problemi con l’acido folico e l’omocisteina e, di conseguenza, sono a rischio trombotico (nella versione meno piacevole del termine).

Poi tutto passa e torna la vita allegra che, naturalmente, non dura molto.

Molti anni fa decido di lavorare per gli Enti Pubblici (Istituti, Comuni, Agenzie Formative) e fare formazione solo per loro ed eccoli dietro l’angolo: altri problemi economici, altre bollette non pagate o pagate in ritardo.

Gli Enti Pubblici, ti pagano quando vogliono loro, se vogliono. Con gli avvisi di fattura emessi sono un uomo ricco e con i soldi reali in tasca, povero, molto povero.

Finalmente mi faccio furbo e riduco la mia collaborazione con gli Enti Pubblici (e in molti casi inutili) e decido di lavorare per me stesso, facendo coaching ed organizzando i miei seminari.

Le cose migliorano, cominciano ad arrivare i soldi. La gente paga puntualmente e posso tornare a sorridere. Per poco.

Nel frattempo, piano piano, il mio matrimonio vacilla. Comincia a sgretolarsi sotto i colpi impietosi della discordia e capisco che tra me e Paola, è rimasto poco in comune, forse nulla.

Pazienza, è la vita: splendida e meravigliosa e al tempo stesso drammatica e da incubo. Nonostante tutto questo, io ho imparato ad avere fede.

Sono passati degli anni ed io sono ancora qui, molti dei problemi sono stati superati, per non dire, sconfitti. E se faccio l’elenco delle cose belle che ho, devo ammettere che è ancora lungo.

Quindi, continuo sempre a sorridere ed anche questa mattina mi sono alzato pensando a tutte le cose belle che la vita può regalarmi. Niente e nessuno, potrà mai costringermi ad auto-commiserarmi.

Io so, che le cose belle e brutte che la vita mi ha regalato dipendono anche da me. Forse me le sono cercate o forse, era destino. Di sicuro evito di piangerci sopra e guardo avanti.

So altrettanto bene che la vita è comunque meravigliosa e vale la pena di essere vissuta intensamente.

Se pensi di essere l’unica persona di questo mondo ad avere dei problemi, voglio che ti guardi intorno: troverai tantissime altre persone che hanno problemi come Te e forse, anche più importanti dei Tuoi.

Quindi, smettila di lamentarti e fai come me: impara ad aver fede.

Un abbraccio e lasciami un commento al post

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Autore degli ebbok Donne In Crisi e Penso Positivo

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Prendi il denaro nelle tue mani (4)

Pubblicato da davidone1967 su 23 Novembre 2009

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Per le parti precedenti clicca qui

Ben diversa è invece la sorte di coloro che coltivano qualche hobby, ampliano le loro conoscenze , e meglio di tutto si sforzano di migliorare la loro consapevolezza finanziaria. Dirò qualcosa che a molti potrà sembrare ovvio, ma proprio perchè ovvio spesso non viene preso in considerazione: lo stipendio non è l’unica fonte di reddito.  E anzi non dovrebbe esserlo mai.

Il “flusso multiplo di reddito” (multiple streams of income) è un concetto formalizzato da Robert Allen (www.robertgallen.com) . Detto in soldoni, si tratta di creare altre fonti di reddito, meglio se passivo, ovvero non legato al nostro lavoro. Il caso più banale è questo sito. Io scrivo questo articolo, pubblico quelli di altri, voi li leggete e qualcuno (spero :-) ) acquista i prodotti consigliati.

L’articolo viene scritto una volta sola, ma genera visite per un lungo periodo di tempo. Lo stesso accade con i libri, grazie al diritto d’autore, o con le invenzioni, grazie ai brevetti. Il lavoro viene fatto una volta, ma produce reddito o comunque valore più volte.

Direte voi:  insomma, mi stai consigliando di aprire un blog , esattamente come questo. Ma se tutti ci mettiamo a fare un blog, non sarà che alla fine il mercato si saturi? E poi, di che cosa mi dovrei occupare?

Dubbi più che legittimi. Ed ecco le mie risposte: (1) in genere il mercato è “saturo” quando tutti propongono lo stesso prodotto. Non è certo geniale aprire un pizza a taglio quando ce ne sono già una decina nelle vicinanze. Però… se voi fate un tipo particolare di pizza, che nessuno fa, ecco che la cosa assume un aspetto completamente diverso.

Quindi, poi potete fare un blog anche simile ad un altro, ma se è vostro, personale,  ecco che diventa un prodotto diverso da quello degli altri.

Quanto all’argomento, ovviamente dovrebbe essere qualcosa che vi appassiona: nel mio caso la motivazione e lo sviluppo personale, ma niente vieta che possiate metter su un blog sui francobolli, o sui vini del Molise.

Quel che conta è che vi divertiate nel farlo, e che mettiate informazioni utili.

Se riuscite ad essere interessanti, a questo punto potete cercare affiliazioni con siti che vendono prodotti del vostro settore, e molto semplicemente cercare di venderli ai vostri visitatori.

Nel mio caso, sono principalmente libri, ma niente vieta che troviate degli accordi con i produttori di beni di altro tipo. L’importante è che ciò che proponete abbia a che fare il più possibile con i contenuti del sito. Basta cercare “affiliazioni” su Google per avere soltanto l’imbarazzo della scelta.

Ovviamente, tenete d’occhio le statistiche dei post più visitati per avere idea di quali sono gli argomenti che interessano ai vostri lettori.

Per saperne di più: Multiple Streams of Income: How to Generate a Lifetime of Unlimited Wealth! Second Edition di Robert G. Allen

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Tre lettere che portano al successo

Pubblicato da davidone1967 su 17 Novembre 2009

Di David Di Luca

“Ma come parli? Le parole sono importanti” diceva il buon Nanni Moretti. Verissimo.  Come sapete, ci torniamo spesso su questo concetto nei nostri articoli. Qui però vorrei parlare di una parolina semplice semplice, che nasconde un grande potenziale: ORA.

In effetti, si potrebbe anche dire: non fare domani quello che puoi fare oggi. Ma, si noti, ORA è molto più compatto. Basta pronunciarlo mentalmente perchè si attivino tutta una serie di reazioni.

Chiaramente, l’obiettivo è la produttività. Però capisco che non sempre uno può andare di corsa. Oltretutto, non sempre l’iperattività porta a dei risultati, in base alla regola per cui bisogna lavorare furbo e non lavorare duro (“work smart, not hard”). Però è anche vero che viene il momento di agire, e  può essere utile avere la capacità di farlo senza rimandare.

Come tutto nello sviluppo personale, occorre cominciare passo passo, senza aspettarsi che tutto funzioni non appena si preme un interruttore. Però possiamo cominciare adesso. ORA, appunto.

Libro correlato: Problem solving strategico da tasca di Giorgio Nardone

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Ma le donne amano ancora essere corteggiate?

Pubblicato da davidone1967 su 13 Novembre 2009

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Giancarlo_ForneiL’altro giorno ero a Pistoia, in Toscana, ed ho rivisto con piacere Alberto, un ex allievo avuto nei miei corsi di formazione sulla comunicazione.

Abbiamo preso un caffè insieme e parlato per almeno trenta minuti. Ad un certo punto, sconsolato, mi dice queste testuali parole:

“Caro Giancarlo, non ci sono più le donne di una volta. Mi ricordo che si facevano corteggiare con piacere ed era bello far loro la corte. Oggi fare la corte non va più di moda, sembra che alle donne non interessi più”.

Personalmente non condivido affatto il pensiero di Alberto e credo che le donne amino ancora essere corteggiate. Magari non tutte, anche se sono convinto che alla maggior parte faccia immensamente piacere essere corteggiate da un uomo.

Sarà perché sono un romantico, ma trovo che regalare un mazzo di rose rosse sia ancora uno dei gesti più belli che si possa fare nei confronti di una donna.

Sono anche convinto che oltre ad essere un bel gesto, sia anche particolarmente apprezzato dalle stesse donne. Così come è sicuramente apprezzato invitare la donna a cena.

Corteggiare una donna non è per nulla “obsoleto” o da “vecchi”, come può pensare qualcuno e non necessariamente deve essere quello di altri tempi.

Posso corteggiare una donna anche semplicemente guardandola negli occhi.
Posso corteggiarla ascoltandola con attenzione e partecipando alle sue emozioni.
Posso corteggiarla dedicandole attenzioni speciali.
Posso corteggiarla persino con strumenti innovativi quali la chat, la posta elettronica o un semplice sms.

No, caro Alberto. Il corteggiamento è più vivo che mai e sono certo che la maggior parte delle donne ama ancora essere corteggiata.

Il corteggiamento è un momento bellissimo, da vivere con intensità. Ed anche la donna più emancipata ama essere sedotta e affascinata. Vuole essere inseguita, cercata, valorizzata. Corteggiata, appunto.

Piuttosto, mi dirai, esiste un problema inverso: “Ma dove sono gli uomini che sanno corteggiare una donna?”

La maggior parte dei maschietti di oggi non è capace a corteggiare una donna e pensa che sia tempo sprecato, “correndo dritto” al dunque.

Dammi retta, puoi raggiungere il tuo obiettivo, qualunque esso sia, anche imparando a corteggiare una donna e posso garantirti che sarà molto più affascinante per entrambi.

Se sei un uomo, trovi delle informazioni molto interessanti nel sesto capitolo del mio nuovo libro sulle donne, dove oltre a parlare di corteggiamento, racconto anche come le donne amano essere sedotte.

E se sei convinto come Alberto che le donne non amano essere più corteggiate, possiamo sempre chiederlo a loro.

Un grande abbraccio e lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale e Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Autore di:

Penso Positivo,
Donne In Crisi,
e dell’Audio Corso Autostima per Donne

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L’uomo che avanza

Pubblicato da davidone1967 su 12 Novembre 2009

Di David Di Luca

Sento spesso persone che si lamentano del fatto che “tanto non cambia mai nulla”. A parte il fatto che si tratta di un’affermazione molto vaga, e che dalle affermazioni vaghe è complicato trarre qualcosa di buono, che cosa dovrebbe mai cambiare? Se semplicemente aspettiamo che qualcosa cambi è probabile che rimarremo delusi.

Ed è esattamente quello che sono oggi molte persone: deluse. Scuntentizze. Ammosciate. Hanno lasciato perdere, ed è un grosso errore. Sì, perché il cambiamento inizia esattamente dalla persona che vediamo nello specchio. Il fatto che “la vita sia difficile” non può diventare una scusa per lasciarsi andare all’inerzia. Che è più comoda, ma, ahimè, non ci porta da nessuna parte. O meglio, ci porta ad essere sempre più amareggiati e stanchi.

A questo proposito vorrei sottoporre alla vostra attenzione un brano da un libro che secondo me tutti dovrebbero leggere: La scienza del diventare ricchi di Dennis Wattles (in inglese “The science of Getting Rich”). Per la precisione si tratta del capitolo 15, intitolato “The Advancing Man”, “L’uomo che avanza” o “L’uomo che progredisce”.

In questo capitolo Wattles ci parla di come l’uomo che lavora alla costruzione del suo sogno non dovrà mai aver timore di nulla e di nessuno. Ci invita anzi a migliorarci per noi stessi, senza pensare di farlo per ingraziarci il nostro datore di lavoro. Per lui, infatti, siamo molto preziosi… ma esattamente nel posto dove siamo.

Una volta che ci siamo avviati sul cammino del miglioramento personale, le occasioni non potranno mancare, perché le persone percepiranno la nostra determinazione, e ci identificheranno come individui capaci di porsi delle mete…e di raggiungerle.

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Perchè migliorare se stessi?

Pubblicato da davidone1967 su 8 Novembre 2009

Di David Di Luca

Molti che mi conoscono mi chiedono spesso: “ma chi te lo fa fare di occuparti di tutte quelle americanate”? Le americanate in questione sono naturalmente lo sviluppo personale, la motivazione ecc.

Questa domanda me la sono fatta spesso anch’io. D’altronde, la maggioranza delle persone sono demotivate, e ho avuto modo di rendermi conto di come sia contagioso questo atteggiamento. In fondo, cosa c’è di più comodo del pensare che se qualcosa non va nella nostra vita la responsabilità è di qualcun’altro?

Molto più complicato, invece, prendersi in carico il nostro atteggiamento, decidere di reagire in modo costruttivo a quello che ci accade. Nessuno afferma che è facile. Però ne vale la pena.

 Ed ecco i tre libri che in assoluto mi hanno aperto la strada:

Puoi se vuoi di Norman Vincent Peale
(in inglese You can if you think you can )

Prendi la vita nella tue mani di Wayne Dyer

Come ottenere il meglio da sè e dagli altri di Anthony Robbins

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Anche “lei” vuole investire…

Pubblicato da davidone1967 su 2 Novembre 2009

Di David Di Luca

padre_riccoSono un estimatore dei libri del buon Robert Kiyosaki, ormai abbondantemente pubblicati in italiano (utilissimo Padre ricco, padre povero, in inglese Rich Dad, Poor Dad). Da lui ho imparato due ho tre “trucchetti” che mi hanno molto aiutato nella gestione dei miei soldini.  Ma ecco che il “politically correct” si affaccia anche in queste faccende.

Difatti: i libri di Kiyosaki parlano prevalentemente di persone che lavorano  da dipendenti, e che vogliono diventare imprenditori o crearsi una loro indipendenza finanziaria. Ma… si tratta pur sempre di un libro scritto da un maschietto! E se io invece fossi una donzella!?

rich_womanProblema risolto, almeno in inglese. Infatti, ecco che Kim Kiyosaki, naturalmente la moglie di Robert, dice la sua in Rich Woman. Insegna alle donne come essere innanzitutto indipendenti finanziariamente dall’altro sesso,  ma anche, com’è giusto, dagli umori del mercato, dei datori di lavoro e da tutti gli altri fattori che a volte ci fanno sentire come su un ottovolante. Con in più, per le donne, la  liberazione dall’idea che debbano sposarsi per forza o rimanere sposate per avere una stabilità finanziaria.

Già che ci sono, vi ricordo che il mio grande socio Giancarlo Fornei ha pubblicato un ebook dal titolo  Donne in crisi, che fa il paio con il libro (cartaceo) della Kiyosaki.

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Post Parade Ottobre 2009

Pubblicato da davidone1967 su 1 Novembre 2009

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