La strategia della Cipolla

Di David Di Luca – Sviluppo personale e libri con contorno di patatine fritte

Archivio per la categoria ‘sviluppo personale’

Perchè migliorare se stessi?

Pubblicato da davidone1967 su 8 Novembre 2009

Di David Di Luca

Molti che mi conoscono mi chiedono spesso: “ma chi te lo fa fare di occuparti di tutte quelle americanate”? Le americanate in questione sono naturalmente lo sviluppo personale, la motivazione ecc.

Questa domanda me la sono fatta spesso anch’io. D’altronde, la maggioranza delle persone sono demotivate, e ho avuto modo di rendermi conto di come sia contagioso questo atteggiamento. In fondo, cosa c’è di più comodo del pensare che se qualcosa non va nella nostra vita la responsabilità è di qualcun’altro?

Molto più complicato, invece, prendersi in carico il nostro atteggiamento, decidere di reagire in modo costruttivo a quello che ci accade. Nessuno afferma che è facile. Però ne vale la pena.

 Ed ecco i tre libri che in assoluto mi hanno aperto la strada:

Puoi se vuoi di Norman Vincent Peale
(in inglese You can if you think you can )

Prendi la vita nella tue mani di Wayne Dyer

Come ottenere il meglio da sè e dagli altri di Anthony Robbins

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Anche “lei” vuole investire…

Pubblicato da davidone1967 su 2 Novembre 2009

Di David Di Luca

padre_riccoSono un estimatore dei libri del buon Robert Kiyosaki, ormai abbondantemente pubblicati in italiano (utilissimo Padre ricco, padre povero, in inglese Rich Dad, Poor Dad). Da lui ho imparato due ho tre “trucchetti” che mi hanno molto aiutato nella gestione dei miei soldini.  Ma ecco che il “politically correct” si affaccia anche in queste faccende.

Difatti: i libri di Kiyosaki parlano prevalentemente di persone che lavorano  da dipendenti, e che vogliono diventare imprenditori o crearsi una loro indipendenza finanziaria. Ma… si tratta pur sempre di un libro scritto da un maschietto! E se io invece fossi una donzella!?

rich_womanProblema risolto, almeno in inglese. Infatti, ecco che Kim Kiyosaki, naturalmente la moglie di Robert, dice la sua in Rich Woman. Insegna alle donne come essere innanzitutto indipendenti finanziariamente dall’altro sesso,  ma anche, com’è giusto, dagli umori del mercato, dei datori di lavoro e da tutti gli altri fattori che a volte ci fanno sentire come su un ottovolante. Con in più, per le donne, la  liberazione dall’idea che debbano sposarsi per forza o rimanere sposate per avere una stabilità finanziaria.

Già che ci sono, vi ricordo che il mio grande socio Giancarlo Fornei ha pubblicato un ebook dal titolo  Donne in crisi, che fa il paio con il libro (cartaceo) della Kiyosaki.

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Post Parade Ottobre 2009

Pubblicato da davidone1967 su 1 Novembre 2009

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Come aiutare una donna a mettersi nello stato necessario per raggiungere un orgasmo

Pubblicato da davidone1967 su 27 Ottobre 2009

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Giancarlo ForneiOggi ti parlo di un argomento un pochino osé: come aiutare una donna a mettersi nello stato necessario per raggiungere un orgasmo.

Oltre alle mie specifiche esperienze, ho raccolto centinaia e centinaia di punti di vista femminili e quasi tutti, convergono su di un aspetto: se una donna vuole avere un orgasmo deve eliminare dalla propria testa paure e ansia.

Ripeto con parole diverse: se una donna vuole avere un orgasmo, deve lasciarsi completamente andare, sentirsi al sicuro, priva di ogni minima tensione e paura.

Ciò denota una differenza sostanziale tra l’uomo e la donna: il vero centro sessuale della donna è il suo cervello, mentre nell’uomo è il suo organo genitale.

Dunque, mentre noi uomini ci eccitiamo principalmente in base agli stimoli visivi che riceviamo dall’esterno (ci basta anche una semplice rivista per eccitarci), per le donne il desiderio dipende da tutta una serie di componenti emotive e sensoriali.

Credo che questa sia una delle differenze più importanti che gli uomini dovrebbero comprendere, quando fanno o vogliono fare l’amore con il proprio partner.

Insomma, caro amico che leggi, è bene che tu sappia che problemi di lavoro, famigliari, relativi ai figli, ansia, scadenze e mancanza di comunicazione tra i partner, possono letteralmente “bloccare il desiderio sessuale” della tua signora.

Il calo della libido della tua compagna, infatti, può dipendere da almeno due fattori diversi:

  • un problema ormonale;
  • da stimoli emotivi e sensoriali che non la fanno sentire tranquilla e che anzi, la mettono a disagio e le creano ansia.

Pertanto, la prossima volta che ti dirà che ha il famoso “mal di testa”, e magari questa cosa si protrae da parecchio tempo, anziché pensare egoisticamente al tuo orgasmo quotidiano, chiediti dov’è, realmente, la sua testa.

Scommetti che ha un grosso problema che la tormenta?

Accetti un consiglio banale? Parla con lei.

Aiutala a spiegarti cosa la preoccupa tanto e, soprattutto, ascoltala. Spesso il problema può essere risolto con poco, altre volte No. Quello che conta e che ti fai trovare al suo fianco, al momento giusto.

Nel nuovo libro che sto scrivendo su “come riuscire a conoscere e capire meglio le donne”, ho dedicato tutto l’intero settimo capitolo a raccontare come le donne vivono il sesso. Vi trovi consigli come quelli esposti in questo post e tanto altro ancora.

Se sei un uomo e sei veramente interessato a capire e amare le donne, ti consiglio di smetterla di pensare egoisticamente al tuo esclusivo orgasmo quotidiano e cominciare a fare uno sforzo per cercare di coinvolgere nel orgasmo anche la tua donna.

E stai attento: ho parlato di “coinvolgere” e non, di ricerca delle performance sessuali tanto care agli uomini.

Del resto, sbaglio o l’amore si fa in due?

Troppo osè l’argomento? Dai, dammi il tuo feedback, lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
Il Coach delle Donne

“Che aiuta le donne a creare autostima e raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore degli ebook Penso Positivo e Donne In Crisi e dell’audio corso Autostima

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La ruota palindromica

Pubblicato da davidone1967 su 26 Ottobre 2009

Questa mi è arrivata via email. Fa molto riflettere…

La vita è una ruota. Il Primo giorno, Dio creò la Mucca e disse: – Dovrai andare nei campi con il contadino, soffrire tutto il giorno sotto il sole, figliare in continuazione e farti spremere tutto il latte possibile. Ti concedo un’aspettativa di vita di 60 anni. La Mucca rispose: – Una vita così disgraziata me la vuoi far vivere per 60 anni? Guarda, 20 vanno benissimo, tieniti pure gli altri 40! – E così fu.

Il secondo giorno, Dio creò il Cane e disse: – Dovrai sedere tutto il giorno dietro l’ingresso della casa dell’uomo, abbaiando a chiunque si avvicini. Ti
assegno un’aspettativa di vita di 20 anni. Il Cane replicò: – 20 anni a rompermi le palle e a romperle agli altri? Guarda, 10 sono più che sufficienti, tieniti pure gli altri! – E così fu.

Il terzo giorno, Dio creò la Scimmia e disse: – Dovrai divertire la gente, fare il pagliaccio ed assumere le espressioni più idiote per farla ridere. Vivrai 20 anni. La scimmia obiettò: – 20 anni a fare il cretino? Mi associo al cane e te ne restituisco 10! – E così fu

Infine, Dio creò l’Uomo e disse: – Tu non lavorerai, non farai altro che mangiare, dormire, scopare e divertirti come un matto. Ti assegno 20 anni di vita! E l’Uomo, implorante: – Come, 20 anni?!? solo 20 anni di questo Bengodi? Senti, ho saputo che la Mucca ti ha restituito 40 anni, il Cane 10 e la Scimmia altri 10, sommati ai miei 20 farebbero 80, dalli tutti a me!!! – E
così fu.

 Ecco perché per i primi 20 anni della nostra vita non facciamo altro che mangiare, dormire, giocare, scopare, godercela e non fare un cazzo, per i successivi 40 lavoriamo come bestie per mantenere la famiglia, per gli ulteriori 10 facciamo i cretini per far divertire i nipotini, e gli ultimi 10 li passiamo rompendo le palle a tutti

Tutto gira intorno ad una ruota palindromica: A 3 anni il successo è: non pisciarsi addosso. A 12 anni il successo è: avere tanti amici. A 18 anni il successo è: avere la patente. A 20 anni il successo è: avere rapporti sessuali.
A 35 anni il successo è: avere moltissimi soldi. A 50 anni il successo è: avere moltissimi soldi. A 60 anni il successo è: avere rapporti sessuali. A 70 anni il successo è: avere la patente. A 75 anni il successo è: avere tanti amici. A 80 anni il successo è: non pisciarsi addosso!

Amen.

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Ottimisti si nasce o si diventa?

Pubblicato da davidone1967 su 18 Ottobre 2009

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

potere_ottimismoOggi vi voglio consigliare un articolo che ho beccato sul blog della Giacomo Bruno Editore . Si tratta di Come imparare l’ottimismo: un argomento che affascina ed interessa un numero sempre maggiore di persone del pregevole Giovanni Raimondi.

Raimondi si domanda: ottimisti si nasce o si diventa? La mia opinione personalissima è che si nasca, si venga influenzati dall’ambiente fino a diventare pessimisti professionisti, e poi occorra re-imparare ad essere ottimisti adoperando le nostre risorse intellettive.

Per fare un esempio,  i mezzi di informazione (e mi ci metto pure io, che faccio il  giornalista di professione) fanno di tutto per istillarci dentro un senso, come minimo, di confusione. Inondazioni de qua, stragi de llà, terremoti de su ed epidemie de giù. Ma il punto è che queste cose fanno notizia perchè creano emozioni. E il giornalista, l’autore di programmi tv ecc.  se vuole fare audience, su quello deve lavorare, per portare a casa la pagnotta.

Questo significa che bisogna sempre prendere cum grano salis quello che leggiamo, sentiamo, vediamo ecc. Le belle notizie non fanno notizia, e quindi tranne rari casi non hanno grande risalto. Ma accadono anche le cose belle. Basta pensare a tutte le persone che ogni giorno si impegnano, su piccola o grande scala, per aiutare il prossimo. Di esempi ce ne sono tanti, ognuno cerchi quelli vicino a sè.

Quindi, la catastrofe non incombe su di noi, contrariamente a quanto pensano molti. Si può essere ottimisti, anzi, peggiore è la situazione, più si dovrebbe esserlo. Vediamo qualche esempio fornito da Raimondi. Sono considerazioni fatte da un pessimista (P) e un ottimista (O):

(P) “Non riuscirò mai a prendere la sufficienza in matematica”
(O) “Non sono ancora riuscito a prendere la sufficienza in matematica”

(P) “Gli autobus arrivano sempre in ritardo”
(O) Ultimamente alcuni autobus arrivano in ritardo

(P) “Non sono portato per vendere”
(O) Non conosco le tecniche e le abilità di vendita

(P) “Mi sento distrutto”
(O) Mi sento un po’ stanco

Come vedete, la situazione alla fine non cambia. La differenza sta nell’atteggiamento. Nel primo caso sembra che non ci sia nulla da fare. Nel secondo invece, per così dire, si “intravede la via della salvezza”. Fate un po’ voi…

Su questo argomento, Raimondi ha scritto un ebook dal titolo Il potere dell’ottimismoA tale proposito, vi ricordo che acquistare gli ebook della Bruno Editore partendo dai link di questo sito è uno dei modi per sostenerlo.

Se volete leggere l’articolo completo di Raimondi lo potete trovare a questo link.

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Su col morale, anche tu puoi farcela

Pubblicato da davidone1967 su 14 Ottobre 2009

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Ti è mai capitato di pensare di non farcela più ad andare avanti? Ad Annalisa sì, e proprio l’altro giorno, in preda all’ennesimo momento di sconforto, si è messa davanti al computer ed ha trovato in rete uno dei miei articoli, lo ha letto e poi ha deciso di telefonarmi.

La storia di Annalisa potrebbe essere la Tua: una giovane donna di 53 anni, madre di due ragazze adolescenti, abbandonata dal marito che si è innamorato di una cubana ed è scappato all’estero, portandosi dietro tutti i risparmi di una vita.

Ho passato quasi due ore parlando al telefono con Annalisa, credimi: era letteralmente disperata. Alla fine della lunga telefonata sono riuscito a farle capire che pur difficile, la vita, vale il massimo dell’impegno nell’essere vissuta.

La vita è meravigliosa, qualcosa di magico che ci viene donato e pertanto, merita di essere vissuta intensamente.

Capisco che per molte persone potrebbe essere tutt’altro che meravigliosa, prese da problemi di soldi, di salute o di felicità, e proprio a loro vorrei ricordare che la vita non regala nulla e che bisogna lottare per conquistarsela.

Io lo so bene; so bene quanto sia difficile e quanto abbia dovuto lottare per conquistarmi un “posto al sole”. Può sembrare strano alle persone che m’incontrano e conoscono “oggi”, eppure ieri era diverso.

Forte della mia esperienza personale, ad Annalisa e a tutte le donne che in questo momento sono in difficoltà dico: su col morale, anche Tu puoi farcela.

Sì, anche Tu puoi farcela. Così come ce l’ho fatta io e tantissime altre persone che ho conosciuto. Voglio che Tu sia consapevole che solo reagendo riuscirai a risolvere i problemi che hai.

Solo smettendo di commiserarti potrai rialzare la Tua testa e tornare a sorridere, quindi, fallo ora: mettiti in un angolo della Tua casa e urla, urla forte, tira fuori tutta la rabbia che hai!

Fatto? E adesso gira pagina e pur nelle difficoltà che la vita Ti ha riservato, comincia a “viverla”.

Un piccolo passo in avanti alla volta, solo un piccolo passo in avanti. Fallo ora, senza rimandare a domani.

So che Annalisa ama leggere i miei post e pertanto, ho deciso di scriverne uno incentrato proprio su di Lei. Spero vivamente che lo legga e possa comprendere che anche Lei, può farcela.

Un abbraccio e lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le donne a creare Autostima e raggiungere un Obiettivo in 5 passi”

Autore degli ebook Donne In Crisi e Penso Positivo e dell’Audio Corso Autostima, appositamente creato per le donne

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Dalla crisi un mondo migliore?

Pubblicato da davidone1967 su 6 Ottobre 2009

Oggi vi proprongo un articolo che ho letto su EPolis di ieri. E mi sono detto: questo lo devo proprio far conoscere a chi legge il mio blog… Mi sento di condividere ogni virgola. D.

Di Marco Stefanini

Come ci avrà cambiato questa crisi? Azzardo qualche ipotesi a partire da osservazioni concrete. Nonostante decine di fattori avrebbero potuto provocare il contrario, la coesione sociale ha resistito. E per coesione sociale s’intende quel patrimonio di unità tra le persone che non solo capiscono il legame di tutti in un destino comune, ma agiscono di conseguenza. Il caso degli operai della Innse, che dopo giorni di protesta sul tetto dell’azienda, hanno convinto il proprietario a riassumerli, è davvero una notizia eclatante.

Il fatto che nell’opinione comune sia emerso un senso di repulsione verso lo scudo fiscale è positivo: i furbetti che evadono le tasse sono oggi persone da odiare.

Un atteggiamento che smentisce quei circoli di intellettuali che disegnano l’italiano medio incapace di un sentimento di sdegno civile. L’italiano s’indigna, invece, è che non si fida delle èlites che lo invitano a farlo. Un altro aspetto che colpisce, questa volta nel dibattito politico, è la fine della distinzione delle persone tra progressisti e conservatori, sostituita dalle categorie del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto, dell’utile e dell’inutile. Tutto sommato è un bel passo in avanti.

Se perfino la Lega ha abbassato i toni dello scontro politico (Bossi dal Papa non se lo aspettava nessuno), significa che qualche cosa sta cercando davvero di cambiare. Forse (forse!) questa crisi ci sta veramente cambiando in meglio. Forse questa crisi sta facendo venire alla luce un tipo di italiano che è stato sepolto sotto l’incuria della trasandatezza degli ideali civili. Il sostegno a questo tipo di italiano, che non è un’astrazione, passa anche attraverso il sostegno alle famiglie e alle persone. Senza un (più) moderno stato sociale le nostre piazze sarebbero bollenti. Per questo le pensioni, la cassa integrazione, il sostegno alla mobilità, non sono affatto impedimenti al mercato, ma ne sono un imprescindibile fattore.

Il liberalismo senza la certezza che nessuno resterà indietro trasforma le persone in ladri del futuro di tutti. La responsabilità di chi è chiamato a gestire questa fase di crisi economica, è esattamente quella di garantire che questo patrimonio di unità sociale non vada disperso attraverso favoritismi nell’allocazione delle poche risorse disponibili che deluderebbero le aspettative di chi rimane fuori dal banchetto. Deludere è il primo passo verso la perdita dell’autorità.

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Win for Life, anch’io a caccia dello “stipendione” con il “numerone”

Pubblicato da davidone1967 su 4 Ottobre 2009

Di David Di Luca

Come sa qualcuno che mi legge e/o mi conosce, non sono contrario al gioco in sè e per sè. L’importante, per quel che mi riguarda, è decidere quanto perdere e fare in modo che la perdita non incida sulla qualità della vita.

 Finora sono stato un aficionado del “Gratta e Vinci”, scoprendone uno da un euro al giorno e saltando se perdo. Questa settimana ho fatto la mia prima giocata a “Win for life”, il nuovo gioco della Sisal. Devo dire che mi è piaciuta più che altro l’idea della “rendita”. 4000 euro al mese per vent’anni mi sembrano molto più costruttivi di un jackpot da x milioni.

Penso che continuerò a giocare. Un colpo da due euro la settimana, o la va o la spacca. Sapete come la penso: vince molto chi gioca il giusto. Se andate sul sito della Sisal  c’è scritta la stessa cosa.

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Come convincere le persone

Pubblicato da davidone1967 su 2 Ottobre 2009

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Ma convincere le persone, persuaderle a fare qualcosa per noi, è possibile?

Durante i vari seminari e corsi sulla comunicazione che organizzo, spesso mi sento rivolgere questa domanda, alla quale rispondo sempre nello stesso identico modo: “Sì, convincere e persuadere qualcuno a fare qualcosa per noi è possibile”.

Naturalmente, non nel modo tradizionale e diretto del termine. Per esempio, se chiediamo a qualcuno di fare o acquistare qualcosa in maniera diretta e questa persona non né ha nessuna voglia, sarà difficile convincerla.

Viceversa, se aggiriamo le sue barriere difensive, andando a lavorare sulla mente inconscia, usando una serie di tecniche particolari, che vanno dalle tecniche linguistiche tratte dalla Programmazione Neuro-Linguistica alle tecniche di persuasione di Robert Cialdini, è molto probabile che quella stessa persona faccia proprio quello che volevamo e che ne sia anche contenta.

In PNL, per esempio, esistono tre tipi di domande: quelle “Nascoste”, quelle di Approfondimento e quelle “Rievocative”, che servono per far aprire una persona e portarla a rivivere un determinato stato d’animo che a noi interessa in quel momento.

Sempre in PNL, esistono i “Comandi in forma negativa”, i “Comandi Nascosti” e le “Domande Indirette”, che servono a dare dei comandi indiretti alle persone, senza che queste se ne accorgano.

Ed ancora, ci sono gli “Operatori Modali”, le “Citazioni”, i “Presupposti”, il metaprogramma più importante nella vendita “Verso e Via/Da”, insomma: tante tecniche linguistiche molto particolari.

Per quanto riguarda le tecniche persuasive individuate dal Dottor Robert Cialdini, troviamo la “Coerenza”, il “Principio di Reciprocità”, la “Riprova Sociale”, il “Principio di Autorità”, il “Potere della Simpatia” e, per finire, il “Concetto di Scarsità”.

Tutte regole e principi che, se utilizzate bene, spingono le persone a fare qualcosa per noi.

Le armi di persuasione”, come le chiama simpaticamente Cialdini nel suo omonimo e splendido libro e le tecniche di linguistica tratte dalla Programmazione Neuro-Linguistica che ho citato sopra, hanno tutte in comune il processo meccanico con cui si possono attivare nella parte inconscia delle persone.

Processo che se imparato a dovere, permette a chiunque di poter sfruttare queste potentissime tecniche. E posso garantirti che funzionano.

Nel mio seminario del 17 ottobre 2009, che terrò a Pietrasanta, in Versilia (Toscana), racconterò più nel dettaglio tre delle tecniche di PNL che ho evidenziato sopra: le domande rievocative, quelle nascoste ed i comandi in forma negativa.

Se Vuoi saperne di più, visita questo link. Ti aspetto a Pietrasanta.

Un abbraccio e lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le donne a creare Autostima e raggiungere un Obiettivo in 5 passi”

Autore degli ebook Penso Positivo e Donne in Crisi

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