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Reiki, un corso di Fabiana Del Torto
Pubblicato da davidone1967 su 28 Settembre 2009
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Alla ricerca del vostro Reiki Master
Pubblicato da davidone1967 su 23 Settembre 2009
Un guest post di Fabiana Del Torto
Miei cari ricercatori,
vi invito a cercare attentamente il vostro Reiki Master. Molto attentamente.
Cosa vuol dire? Vediamo di chiarire alcuni aspetti delicati e fondamentali:
se nella vostra ricerca spirituale avete deciso (per curiosità, per spinta interiore, per convinzione e profonda motivazione etc… etc…) di iniziare ad intraprendere il cammino col Reiki, le opportunità che vi si apriranno saranno multiple. I corsi oggi sono alla portata di tutti e presenti in quasi tutte le città. Ma al di là della comodità geografica, della parsimonia economica, vi suggerirei di focalizzare la vostra attenzione sulla persona che condurrà il corso che vi interessa. Vale la pena spendere una manciata di euro in più oppure affrontare una, sia pur significativa, distanza chilometrica per assicurarsi che il lavoro venga svolto da un Reiki Master al quale potrete donare la vostra fiducia senza riserve.
La persona che sceglie con grande responsabilità di insegnare Reiki non si impegna solo nel vivere la sua vita conducendo un ruolo nuovo, essa accetta e comprende soprattutto che questa scelta è uno stato evolutivo della coscienza, è un guardare profondamente in se stessi per rispettare questa decisione che deve essere purificata da ogni aspetto egoico.
Un insegnante maturo sarà colui che:
-ha sviluppato sufficientemente le qualità della compassione, dell’umiltà, della tolleranza e soprattutto (e non per ultima) del dare amore
-ha elaborato e rimosso gli atteggiamenti mentali come la gelosia, l’invidia, il giudizio e il protagonismo
ha un’adeguata preparazione tale da fornire risposte chiarificatrici alle tante domande che saranno poste dagli allievi
-ha approfondito, attraverso i trattamenti e la pratica costante, le infinite possibilità energetiche del Reiki
-umilmente comprende che il maestro e l’allievo evolvono insieme, che uno non è superiore all’altro, e che ognuno ha le sue qualità
-ha la convinzione di aver risolto le proprie conflittualità interiori riuscendo a gestire in modo distaccato le proprie emozioni (attenzione: non intendo a reprimerle, ma ad osservare con obbiettività la situazione) mettendo a fuoco la problematica nella comprensione sia di se stesso che degli altri
-ha una spiccata predisposizione all’ascolto, superiore alla tentazione di parlare ed emettere giudizi
sa essere un esempio coerentemente con ciò che insegna
Allora, avendo trovato una persona che esprime al meglio tutto ciò, potreste abbandonarvi con fiducia al suo insegnamento perché sono molto alte le possibilità di aver individuato un insegnante Reiki che vi guiderà con chiarezza e trasparenza, un insegnante veramente consapevole e totalmente responsabile.
“Genera e nutri, genera senza possedere, nutri senza creare dipendenza, guida senza dominare. Questa è la virtù profonda.” Lao-Tzu
“La conoscenza che rimane nel cervello senza scendere al cuore è di assai scarsa utilità nei momenti cruciali dell’esperienza della Vita” Gandhi
Continua…..
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Sessione Reiki di gruppo
Pubblicato da davidone1967 su 11 Luglio 2009
Guest post di Fabiana Del Torto
In Giappone, come ormai in occidente, si possono praticare sessioni Reiki in equipe. Operando una sessione di gruppo è possibile effettuare più posizioni contemporaneamente. Il ricevente percepisce simultaneamente da più mani l’Energia e avverte fortemente l’impatto sul suo corpo ottenendo subito tutti i vantaggi del Reiki. Un’equipe che ha imparato a lavorare bene insieme è fonte di gioia, ogni membro è essenziale e scopre ogni volta la peculiarità del suo ruolo. E’ gioia anche per la persona che ha scelto di effettuare un trattamento di questo genere: la dedizione, la delicatezza degli altri verso di se stimola un appagamento e una soddisfazione immediata da aggiungere ovviamente a ciò è il grande apporto energetico che avviene simultaneamente.
Tutti i membri del gruppo che effettuano tale sessione devono aver ricevuto un’adeguata preparazione che corrisponde almeno ad un training di 1° Livello anche se possono provenire da diverse fonti formative. Un gruppo può includere due o più persone, fino ad un numero massimo di 8-10 persone. Generalmente è opportuno che il tempo della sessione venga accorciato rispetto ad un trattamento operato da un unico operatore. La simultaneità è vissuta molto intensamente e dona una sensazione splendida per colui che la riceve.
Si inizia un incontro di questo tipo con una persona che si posiziona, in piedi o seduta, alla testa del richiedente e, oltre a coordinare gli altri operatori per l’intera durata dell’incontro, (la divisione dei compiti comunque sarà stabilita prima dell’inizio della sessione) effettuerà tutte le posizione dedicate a quest’area del corpo, che risulta troppo piccola per consentire il posizionamento di più mani. Gli altri operatori si dispongono intorno al ricevente. Ad un cenno del coordinatore tutti gli operatori assumono le posizioni prescritte e una volta attivata l’intenzionalità l’energia inizia a fluire. I componenti del gruppo osserveranno sempre il leader che, al termine di ogni periodo dedicato ad una posizione, darà contemporaneamente il consenso a cambiare zona da trattare. Al termine della sessione è sempre il coordinatore che con un cenno fa sollevare tutte le mani dal corpo del richiedente. A questo punto la persona che ha goduto di questo prezioso trattamento necessita un po’ di tempo per tornare alla sua dimensione normale. Con un po’ di esperienza la seduta procede rapidamente e uniformemente.
Questo lavoro di gruppo è importante, oltre che per l’aspetto di guarigione, anche per una condivisione dell’esperienza fra gli operatori Reiki.
Il Reiki è utile in ogni luogo e in ogni momento, quando si inizia ad usarlo diventa parte integrante della propria vita quotidiana. Abbiamo già parlato del diffuso uso che ne possiamo fare: per trattare ferite lievi o gravi, stati di stress, depressioni, cefalee, crampi mestruali, malattie croniche, crisi improvvise, per aiutare se stessi, i familiari, gli amici gli animali, le piante e persino le auto e le macchine di ogni tipo.
Ricordiamoci di effettuare sessioni o interventi Reiki sempre dopo aver chiesto il consenso della persona in questione. Reiki è un dono, usiamolo con saggezza, frequentemente, in modo corretto e con gratitudine.
“Soltanto l’ardente pazienza porta al raggiungimento di una splendida felicità.” (Pablo Neruda)
Continua ….
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Reiki: riassumendo i tre livelli
Pubblicato da davidone1967 su 20 Giugno 2009
Guest post di Fabiana Del Torto
Miei cari ricercatori,
proviamo a riassumere che cosa abbiamo focalizzato fino ad ora per quanto riguarda questo metodo di guarigione naturale quale è appunto il Reiki secondo Mikao Usui.
Le potenzialità energetiche nei vari Livelli Reiki:
Il Reiki è qualcosa di straordinariamente semplice ed efficace e, poiché è anche molto potente, è stato suddiviso dal dott. Usui in 3 livelli per dare l’opportunità al praticante di integrare armonicamente e progressivamente le nuove potenzialità energetiche che man mano va acquisendo.
Il 1° Livello Reiki (Shoden) è definito il livello manuale. Il praticante di 1° Livello si affida all’ Energia, alla propria sensibilità e al proprio intuito e si avvale di una delicata e rispettosa imposizione delle mani per canalizzare l’energia Reiki.
Qui l’atteggiamento intenzionale da adottare è quello di non-fare, in quanto è l’energia stessa che agisce proprio dove serve e il reikista con presenza, stando in amorevole ascolto, si limita ad appoggiare le sue mani e ad affidarsi all’intelligenza e all’azione riequilibrante dell’Energia di Amore Universale.
Il 2° Livello Reiki (Okuden) è stato definito mentale, nel senso che educa la mente a quella fluidità, a quella coscienza del proprio potere che, spesso, le convenzioni sociali hanno annebbiato. Questo è il livello creativo: qui la creatività assume la forma del superamento del limite e della forma, andando oltre l’illusione dello spazio e del tempo. Si agisce tramite la presenza, l’intenzionalità e la consapevolezza.
Il 3° Livello Reiki (Shinpiden) costituisce in un certo senso il coronamento della preparazione di questa tecnica. Con la preparazione al 3° liv. “lavorando” con la “Grande Luce Splendente” si arriva alla riconnessione con la propria componente animica. Un ulteriore avanzamento nella nostra evoluzione spirituale.
Recentemente questo livello è stato insegnato dando l’opportunità di suddividerlo in due parti:
alcune persone desiderano completare la loro formazione verso una crescita personale frequentando solo una parte della preparazione del terzo livello (comprensiva dell’acquisizione del 4° simbolo) ma senza l’intenzione di diventare un Maestro Reiki e di conseguenza senza desiderare di insegnare.
altre continuano la preparazione facendo una scelta di vita che richiede la consapevolezza della grande responsabilità che comporta il diventare un Maestro Reiki. La conoscenza delle corrette procedure d’iniziazione avviene solo per coloro che decidono di completare il 3° livello al fine di diventare Reiki Master.
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Il terzo livello Reiki: Shinpiden
Pubblicato da davidone1967 su 24 Maggio 2009
Articolo di Fabiana Del Torto
Miei cari ricercatori,
dopo aver acquisito la competenza del 2° livello Reiki, ci rendiamo conto che abbiamo davanti a noi un bel lavoro da fare per la nostra crescita personale. Senza fretta, incontrando ognuno i propri tempi, con ritmi personali, poiché tutto accade a suo tempo, ci accorgeremo che grande aiuto dà la consapevolezza: è già metà lavoro svolto. Occorre una preparazione adeguata, perseveranza e fiducia.
Così strada facendo il Reiki ci aiuterà a soddisfare le nostre esigenze, a vivere con sincerità, a mantenere le relazioni con onestà, a lavorare con soddisfazione, ad accrescere la nostra Fede, in qualsiasi manifestazione essa voglia esprimersi.
Per arrivare a desiderare di avanzare al 3° livello SHINPIDEN, e magari diventare anche Maestri di Reiki, è necessario intraprendere un viaggio interiore profondo, alla scoperta di noi stessi. Qui l’Energia della Luce illumina la Coscienza e porta l’integrazione degli aspetti contraddittori della Psiche in una visione unitaria della Realtà. Occorre essere fortemente motivati e determinati a scavare dentro di noi, attraverso un’osservazione attenta, acritica il nostro mondo esteriore ci fornirà un’adeguata mappatura di noi stessi, poiché tutto ciò che ci disturba nel nostro mondo esterno ci indica che non siamo in armonia, col principio corrispondente. Il mondo esterno è la fonte di informazioni più fidata sulla nostra situazione personale. Quindi è di fondamentale importanza riconoscere i propri desideri, i bisogni, rendersi conto con attenzione di ciò che ci accade perché sono dei messaggeri preziosi della realtà individuale. E’ inutile prendersela con gli altri, o essere eccessivamente attaccati, è inutile colpevolizzare gli altri. Tutto ciò rivela il fedele riflesso della realtà personale interiore, talvolta scomoda, ma che è dentro di noi.
Solo quando saremo disposti in maniera responsabile a un sincero e diretto confronto con noi stessi, con la parte più profonda di noi, allora ogni paura scomparirà per aprirci le porte alla nostra vera evoluzione, alla scoperta della nostra missione in questa vita. Un passo spesso frenato fintanto che manteniamo la paurosa distanza fra noi e la nostra Anima.
E’ possibile concepire il nostro corpo come uno specchio, dove si manifesta la nostra essenza, e scoprire, per integrare in noi stessi, le parti che non conosciamo ancora, ma dobbiamo essere disposti a guardare con chiarezza e coraggio qualsiasi cosa o emozione apparirà sullo specchio, senza distorcere i messaggi che arrivano, senza deformare il tutto con illusioni o maschere. Ci vuole coraggio e chiarezza, solo questo porta a conoscerci interiormente. La malattia, ad esempio, il dolore, un sintomo, richiamano la nostra attenzione su quelle parti di noi che non riusciamo ad ascoltare o a vedere. Reiki è lo strumento potente e efficace che permette la guarigione perché ci mette in comunicazione col nostro corpo ma soprattutto con la nostra psiche aiutandoci a riconoscere chi siamo e che cosa è la realtà
Il potere del quarto simbolo conferito al 3° Livello dona la capacità di affrontare la propria Ombra, di non fuggire, di non negare, di accogliere amorevolmente anche la peggiore delle verità di cui siamo depositari, solo in questo modo infondendo questa Luce svanirà la stessa Ombra.
Parleremo ancora del 3° livello nel nostro prossimo incontro, ma adesso vorrei salutarvi con una bellissima preghiera: tutte le tradizioni indigene, parlando di unità e forza fanno riferimento allo Spirito, a Dio. La preghiera Hopi della Compassione inizia così:
Ti sento o Spirito
Ti sento attraverso le orecchie del mio spirito lupo,
Ti sento o Spirito,
negli alberi mentre il vento mormora tra le fronde
che coprono il mio villaggio nella sera.
Ascolto la tua voce nell’acqua
mentre scorre sulle pietre nel ruscello
che passa accanto alla mia famiglia, alla mia gente.
Ti sento o Spirito in tutte le cose
Ti vedo o Spirito,
ti vedo attraverso gli occhi del mio spirito falco.
Ti vedo nel viso dei bambini del mio villaggio
quando fisso i loro occhi
e ti vedo quando guardo le stelle nella volta del cielo notturno
che copre la mia casa
Ti vedo al lavoro nelle pennellate del paesaggio
dipinto nel deserto che mi circonda,
Ti vedo o Spirito in tutte le cose.
Ti assaporo o Spirito, attraverso la lingua
del mio spirito serpente
Assaporo la tua brama per la mia saggezza
Assaporo la tua tolleranza verso il mio apprendimento
Assaporo la tua compassione per l’anima mia
Assaporo la tua compassione per l’anima mia.
Continua…
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Reiki in ospedale
Pubblicato da davidone1967 su 8 Maggio 2009
Un guest post di Fabiana del Torto
Cari ricercatori,
con l’apertura di questo nuovo anno voglio rendere omaggio alla Reiki Master Monica Giovine, (www.ilsolenascente.it) nel diffondere un suo articolo sul Reiki in ospedale: sia a Milano che a Torino. Buona lettura…
Reiki in ospedale a Milano
Chi ha un’emicrania ribelle ai trattamenti farmacologici e ha una storia di abuso di analgesici, può usufruire del trattamento presso il Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano. Iniziativa finanziata dalla Regione Lombardia nell’ambito del progetto “Osservazioni e valutazioni di procedure terapeudiche di medicina complementare” ha i seguenti criteri di ammissione dei pazienti alla terapia:
-
pazienti di entrambi i sessi, tra i 18 e i 60 anni;
-
sofferenti da almeno un anno di emicrania diagnosticata come tale, con la frequenza di almeno tre attacchi al mese;
-
consenso informato scritto.
I pazienti accedono al Centro di Medicina Psicosomatica (3°piano) Ospedale San Carlo Borromeo Via Pio II°, 3-20153 Milano con impegnativa per visita c/o ambulatorio Medicina Psicosomatica pagando le prestazioni secondo le tariffe del S.S.N.Alla prima visita fa seguito una richiesta interna di un ciclo di otto visite durante le quali vengono praticate le sedute di Reiki a cadenza settimanale. All’inizio e alla fine del trattamento vengono praticati test psicodiagnostici e somministrati dei questionari per valutare l’andamento dei sintomi. I pazienti sono controllati dopo 6 mesi e un anno. L’A.O.Ospedale San Carlo Borromeo è un Azienda Ospedaliera pubblica in cui viene praticato Reiki e secondo tariffario S.SN.: ciò è possibile nell’ambito dei progetti di Medicina Complementare approvati dalla Regione Lombardia. I risultati definitivi saranno forniti alla Regione Lombardia secondo i criteri della privacy. Si può anticipare che i pazienti sono per la maggioranza donne, coniugate, di età media 37 anni; per la maggior parte hanno compiuto studi superiori, alla fine del trattamento si dichiarano molto soddisfatte dell’esperienza. Il trattamento Reiki, ha indotto, nella quasi totalità delle sedute, uno stato di rilassamento medio/profondo: questo dato è particolarmente interessante in quanto il paziente cefalalgico, più di altri, incontra difficoltà ad abbandonare il controllo e a lasciarsi andare. L’equipe è formata da cinque medici e una psicologa.
Articolo tratto dal sito http://www.lifegate.it
Reiki in ospedale a Torino
La Struttura Complessa di Oncologia Medica delle Molinette di Torino, afferente al Polo Oncologico della Cittadella Ospedaliera, ha avviato a partire dal 2003, in collaborazione con l’Associazione Cerchiodiluce, il progetto Reiki in Ospedale. Scopo del progetto è di fornire un supporto ai pazienti del Centro Oncologico Ematologico Subalpino (Coes), sottoposti sia a terapie mediche convenzionali sia a cure palliative, attraverso la pratica del Reiki. Reiki è una parola giapponese formata da due sillabe:
“rei”che significa energia universale e “ki” che indica l’energia vitale di ogni creatura. La pratica del reiki affonda le sue origini nell’antica medicina orientale che riconduceva le cause delle malattie a specifici squilibri o carenze energetiche e dunque interveniva a livello fisico, emotivo e mentale per riportare una condizione di equilibrio energetico nella persona malata. Nel paziente oncologico il trattamento di Reiki, basato semplicemente sulla trasmissione dell’energia vitale per mezzo delle mani, si dimostra particolarmente utile durante i cicli di radioterapia e chemioterapia nel controllo dei sintomi collaterali, potendo inoltre fornire un contributo significativo nella terapia del dolore.
Articolo tratto dal sito: http://www.reteoncologicapiemontese.it/n_050407_zen_reiki.asp
Inoltre:
Il Reiki viene offerto in diversi centri medici statunitensi, tra cui il Portsmouth Ragionai Hospital a New York, il Marin General Hospital a San Francisco e il California Pacific Medical Center, che lo definisce “tecnica di guarigione attraverso l’energia sottile, che opera in associazione con energie individuali e universali per aprire percorsi di guarigione. Si pongono le mani sul corpo della persona oppure si sfiora il corpo per allineare i chakra e portare energia di guarigione agli organi e alle ghiandole”. In questi e altri centri nord-americani lo usano infermieri, fisioterapisti e volontari accanto alla terapia convenzionale, su pazienti che già ricevono un trattamento medico classico.
Nel nostro prossimo incontro parleremo del 3° Livello Reiki.
“Sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perché più triste di un sorriso triste c’è la tristezza di non saper soridere”. Jim Morrison
Continua….
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Simboli…
Pubblicato da davidone1967 su 25 Aprile 2009
Un guest post di Fabiana Del Torto
Miei carissimi ricercatori,
abbiamo parlato di simboli nell’affrontare i dettagli riguardanti il 2° Livello Reiki.
I simboli sono forme-pensiero che servono a chiarire e a potenziare l’intenzione di ciò che si fa. Essi fanno parte di noi, ma in una dimensione più sottile di quella materiale. Tramite il simbolo si approfondisce la conoscenza del campo energetico umano e si impara a potenziare il flusso energetico come praticanti. Da cosa sono composti i simboli? Sono essenzialmente caratterizzati da una forma, un suono e un pensiero positivo legato a ciascuno di essi. Se attribuiamo a un nostro pensiero una specifica forma simbolica e questa viene imparata a memoria da mille persone e ripetuta e usata con lo stesso significato, il suo effetto sarà potenziato non mille, ma un milione di volte, perché è diventato una forma-pensiero della coscienza collettiva, quindi assume molto potere nel veicolare il significato stabilito.
Ecco perché i simboli non devono essere cambiati, essi sono vere e proprie chiavi energetiche. Mentre con il 1° livello si canalizza con le mani e si opera sul corpo, col 2° livello è la mente che canalizza. Ovviamente con la mente si può coprire un raggio d’azione ben più ampio rispetto alla fisicità corporea. E’ facoltà naturale della mente spostarsi liberamente e velocemente nello SPAZIO e nel TEMPO per fare luce negli eventi del passato e del futuro su cui vogliamo lavorare. Col 2° livello si impara a conoscere la legge fondamentale dell’Energia: l’Energia segue l’intenzione. Questo significa che l’Energia segue i nostri pensieri, l’Energia va dove facciamo cadere la nostra attenzione.
Uno dei simboli che viene insegnato nel 2° livello è quello utilizzato nel trattamento a distanza. Dove la parola distanza fa riferimento sia allo spazio fisico che a quello cronologico. Tracciandolo richiama l’unione, la connessione, proietta la propria coscienza in dimensioni che trascendono i confini della ragione e la limitatezza della percezione ordinaria. E’ la chiave che facilità la connessione con persone, situazioni, cose con le quali si è già da sempre collegati senza esserne tuttavia consapevoli. Noi siamo nell’Unità del Tutto, ma nell’illusione di separazione su cui i nostri sensi si sono fissati ci siamo creati limiti spazio-temporali. Il termine che definisce questo simbolo anticamente in Giappone significava:
“Il Buddha che è in me vede il Buddha che è in te”.
Reiki va oltre ogni religione, abbiamo detto più volte che è un’energia di amore universale, quindi proviamo ad “attaccare” questo concetto espresso in questa breve frase, densa e bellissima, ad una realtà appunto universale: dentro ognuno di noi c’è la scintilla divina. La nostra Essenza è Sacra, degna di amore, di dignità e di rispetto. Umilmente tracciando questo simbolo, ci poniamo in contatto con una persona della quale non vedremo la sua “ buccia” esteriore; se la conosciamo: non vedremo i suoi difetti o le sue inadempienze, ma scendendo dalla dimensione della razionalità alla dimensione del cuore, la nostra Essenza Divina vedrà la sua Essenza Divina, vedremo la sua Luce interiore. Il Cristo che è in me vede il Cristo che è in te, il Buddha che è in me vede il Buddha che è in te. Siamo tutti unici e divini.
Ecco il significato di questa espressione.
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Reiki, promozione gratuita di sessioni individuali a Livorno
Pubblicato da davidone1967 su 16 Aprile 2009
via Mimbelli, 5/7
57100 – Livorno
tel. 0586/814179
www.orienteacquaviva.it
e-mail: info@orienteacquaviva.it
Sarà per voi un’occasione da non perdere per conoscere personalmente questo metodo di guarigione naturale.
Se vorrete “provare” una sessione individuale, chiamate direttamente la segreteria dell’ associazione per un appuntamento.
Abbiamo definito inoltre una giornata settimanale fissa per tutti coloro che desiderano effettuare scambi Reiki: dettagli e informazioni ulteriori sono a vostra disposizione presso la segreteria.
Il prossimo CORSO di Reiki di 1° Livello si terrà presso la medesima associazione nei giorni 30-31 Maggio.
Vi aspetto con gioia ed entusiasmo
Fabiana
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Aggiornamento sulla storia di Usui
Pubblicato da davidone1967 su 31 Marzo 2009
Un guest post di Fabiana del Torto
Miei cari ricercatori,
vediamo come si può passare da una storia tramandata oralmente, diventata quasi una leggenda, senza “buttare via” il buono intento e la profondità dell’evento, ed arricchirla con un approfondimento concreto, reale, documentabile. Sto parlando della vera storia di Mikao Usui: di ciò che vi ho raccontato in un precedente articolo, e di ciò che mi pare sia doveroso dettagliare alla luce di documentabili prove moderne. Prendiamo e manteniamo quindi vera l’essenza della storia orale, non ripeterò in questa occasione tutti i dettagli, e arricchiamola con queste nuove conoscenze.
> Inizialmente in occidente si era creduto che Usui fosse cristiano, ma negli ultimi anni dopo minuziose ricerche sono state trovate documentazioni sulla sua vita e sulle sue origini. Usui discende da una famiglia buddhista della scuola Tendai. Da giovane è sempre stato uno studente molto volenteroso e nell’età adulta ha iniziato a compiere moltissimi viaggi, soprattutto in Cina, e poi spostandosi verso l’occidente, dove ha approfondito le sue conoscenze filosofiche e spirituali, studiando anche gli antichi Sutra. Un giorno si recò sul monte Kurama, a Kyoto l’antica capitale del Giappone in un ritiro di 21 giorni di digiuno e meditazione. Tornato a Tokyo iniziò a praticare Reiki alla sua famiglia e in seguito, nell’aprile del 1922 aprì una clinica Reiki in Harajuku, Aojuma, Tokyo.
Egli si dedicò alla cura dei malati, e all’insegnamento di Reiki, e successivamente aprì una seconda clinica più grande a Nakano fuori Tokyo. Nel settembre del 1923, ci fu un grande terremoto e Mikao Usui curò e salvò molte persone.
Morì il 9 marzo 1926 a Fukuyama nelle vicinanze di Hiroshima e suo figlio, avuto dalla moglie Sadako Suzuki, continuò ad occuparsi della clinica e delle guarigioni.
Oggi a Tokyo, nella zona Suginami, nel Tempio Saihoji si trova la tomba di Usui con un monumento commemorativo alla sua vita dedicata alla ricerca e all’ insegnamento di Reiki. Il lignaggio di Reiki conosciuto in occidente, ha come successore di Usui, il dott. Chujiro Hayashi, uno dei migliori allievi di Mikao Usui. Hayashi, medico e omeopata, che si occupò della clinica Reiki, anch’esso dedicò la vita alla cura, alla pratica e all’insegnamento di Reiki. Morì il 10 maggio 1940. La terza maestra di Reiki fu una esile signora giapponese, Hawayo Takata, che si presentò alla clinica di Hayashi con 2 tumori, per farsi curare. Guarì, e come riconoscimento iniziò ad apprendere la strada di Reiki con moltissima dedizione.
Lavorò a lungo nell’ospedale di Hayashi finchè si trasferì dapprima nelle Hawaji e poi in California. In USA aprì una scuola di Reiki e nel corso della sua vita preparò 22 Reiki masters. Fu l’inizio della grande diffusione di Reiki negli Stati Uniti. Hawayo Takata morì all’età di 80 anni nel 1980.
I suoi allievi master Reiki furono: George Araki, Dorothy Baba, Ursula Baylow, Rick Bockner, Patricia Bowling, Barbara Brown, Fran Brown, Phyllis Furumoto, Beth Gray, John Gray, Iris Ishikuro, Harry Huboi, Ethel Lombardi, Barbara McCullough, Mary McFayden, Paul Mitchell, Bethel Phaigh, Shinoby Saito, Virginia Samdahl, Wanja Twan, Barbara Ray, Kay Yamashita.
Dapprima negli Stati Uniti, successivamente in Australia e in tutta Europa, Reiki ha avuto in soli 20 anni una enorme diffussione in tutto il mondo.
Esiste anche a Tokyo un filone di Reiki della scuola tradizionale giapponese di Reiki sviluppato dagli allievi diretti del Dott. Hayashi. Si chiama Reiki Usui Shiki Ryoko Gakkai, ed era stata fondata proprio da Mikao Usui. Il nome significa: scuola di Reiki per la guarigione naturale di Usui. In Italia il sistema giapponese è stato portato dal Rev. Inamoto Hyakuten ed è chiamato Komyo Reiki. A livello di efficacia non c’è differenza alcuna ed a livello di pratica non esiste una reale differenza fra i 2 metodi Reiki entrambi validi e comunque sempre fedeli all’ insegnamento originale e tradizionale di Usui.
Alla domanda posta al maestro Paramhansa Yogananda:
” E’ più saggio l’Oriente o l’Occidente”
egli rispose:
” L’ignoranza è equamente ripartita in tutto il mondo”
Da: Aforismi per la vita Paramhansa Yogananda
Nel prossimo articolo continueremo il nostro viaggio nel mondo Reiki.
Continua…
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Il secondo livello Reiki: Okuden
Pubblicato da davidone1967 su 13 Marzo 2009
Un guest post di Fabiana Del Torto
Miei cari ricercatori,
l’approccio al 2° Livello Reiki, detto Okuden, definisce attivamente la nostra capacità creativa.
E’ consigliabile, sebbene non determinante, che passi un periodo di tempo (variabile da 6 mesi a due anni) prima di avanzare dal 1° al 2° livello. In questo lasso di tempo soggettivo, si avvia un potente processo di guarigione che comporta una purificazione psicofisica e un vero e proprio rinnovamento a livello cellulare in tutto l’organismo.
Affinare l’esperienza, continuando a dedicarsi assiduamente alla pratica dei trattamenti dopo l’iniziazione al Primo livello serve per equilibrare la nostra energia, per assestare tutto ciò che il Reiki può aver smosso e portato alla luce della nostra consapevolezza. Una volta integrati e compresi gli insegnamenti di 1° Livello, si può desiderare di conoscere qualcosa in più di questa tecnica e di aumentare la propria energia.
Durante il seminario di 2° Livello si viene armonizzati a tre potenti simboli, si imparano le loro potenzialità e l’uso cosciente della propria capacità immaginativa unita all’uso strategico del pensiero positivo. Si ha un ulteriore salto vibrazionale della nostra Energia e si realizza un incremento della consapevolezza.
Questi simboli, o “chiavi” sono considerati Sacri e Segreti, vanno quindi trattati con rispetto e consapevolezza. Non devono essere rivelati a chi non ha le attivazioni di Reiki, né tracciati inutilmente nell’aria, tanto meno disegnati su materiali vari. Essi ci permettono di:
- inviare Reiki a distanza per un trattamento fisico e mentale ad una persona che non si trova vicino a noi, ma che ci ha richiesto il trattamento (ricordate che il libero arbitrio è fondamentale, non possiamo imporre la nostra volontà a nessuno, spesso ciò che riteniamo essere “BENE” per me, non è detto che sia “BENE” per altri)
inviare Reiki oltre le dimensioni di SPAZIO E TEMPO: possiamo andare a sanare una situazione conflittuale inviando Reiki in un determinato tempo nel passato, affinché oggi questa situazione possa essere vissuta in modo più sereno e amorevole. Possiamo inviare Reiki in un tempo futuro a favore di un evento che ancora non si è verificato, affinché possa realizzarsi al meglio, per il massimo del nostro beneficio, o del beneficio di coloro che ci hanno chiesto aiuto. Lo spazio non ha confini limitanti per inviare Reiki a distanza, possiamo inviarlo a una distanza minima, come dall’altro capo del mondo. Siamo connessi al tutto.- Possiamo agire su problemi mentali ed emotivi profondamente radicati
- Possiamo imparare a purificare i nostri ambienti e locali nei quali lavoriamo, viviamo…
- Possiamo trattare una situazione
Con queste tecniche la persona che viene iniziata al 2° Livello riceverà tutte le informazioni utili per continuare ed approfondire il processo di auto-trasformazione.
Approfondiremo tutto questo strada facendo, ma non troverete scritti in queste mie pagine i simboli dei quali il 2° livello tratta, per scelta personale, per una questione di rispetto verso dettami antichi. Il rispetto per ciò che è sacro, in materia di una disciplina spirituale, non è una questione puramente individuale, ma riguarda anche il rispetto per tutti coloro che credono in quei principi e in quella pratica.
Nel prossimo incontro incrinerò la leggenda precedentemente trattata sulla storia di Usui, alla luce di nuove ricerche documentate.
Continua….
“Chi si è liberato dalla malattia del “Domani” ha una probabilità di conseguire ciò per cui si trova qui”.
G.I. Gurdjieff
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