La strategia della Cipolla

Di David Di Luca – Sviluppo personale e libri con contorno di patatine fritte

Archivio per la categoria ‘marketing’

Circolo virtuoso

Pubblicato da davidone1967 su 21 Settembre 2009

Di David Di Luca

L’altro giorno mi è capitato di entrare in un negozio, e ho provato davvero una stretta al cuore. Poca merce, che pareva realmente tirata sugli scaffali. Dietro il banco, pieno di graffi e visibilmente vecchissimo, stava un tipo con la barba lunga e l’occhio spento. Teneva in una mano una bottiglia di alcool denaturato, e nell’altra uno straccio bisunto. Lo saluto cordialmente, e lui mi risponde: “dimmelo”. Tra le righe leggo: ecco un altro che viene a rompere le scatole.

Ora, io capisco che “c’è la crisi”. Tutti siamo preoccupati per il domani e il dopodomani e via di questo passo. Ma, come diceva il buon Roosevelt, “Dobbiamo avere paura solo della paura stessa’. In realtà, questa “crisi” può essere vista come una sfida.

E’ vero, potremmo perdere. Magari sarete comunque costretti a chiudere il vostro negozio, a trasferirvi in una casa più piccola. Ma quello che conta è che il nostro morale  rimanga integro. Se riusciamo a trasmettere a noi stessi e agli altri un messaggio di fiducia, come si dice dalle mie parti “non faremo una lira di danno”. Anzi, ”rischiamo” di innescare un circolo virtuoso che potrebbe ridurre l’impatto della “crisi” e la sua durata. Perchè come sempre l’atteggiamento con cui affrontiamo ciò che ci accade conta moltissimo.

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Il Web come la lampada di Aladino

Pubblicato da davidone1967 su 1 Luglio 2009

Di David Di Luca

Oggi voglio farvi visitare un sito davvero curioso, che mi è stato segnalato direttamente dal suo autore: http://xoomer.virgilio.it/milionarioweb/

L’idea in sè non è malvagia, anzi. Mi ricorda molto il libro dei sogni che tengo regolarmente da quando ho iniziato la mia attività nel multi level marketing. E non del tutto peregrina. Poi il tono ironico con cui è sviluppata merita un applauso. Quasi quasi proco anch’io a mettere su un sito di ’sto tipo. Ho giusto in mente un paio di cosette…

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Marketing… per sport

Pubblicato da davidone1967 su 2 Marzo 2009

Il marketing oramai si applica davvero a tutto,  ed è proprio questo che lo rende estremamente interessante. Mi ha incuriosito la segnalazione dell’amico Luca Panza, che si occupa, fra le altre cose, di marketing sportivo. Il sito a cui collabora è una vera  miniera di informazioni interessanti, che non si trovano spesso altrove. Per cui, urge visitarlo: www.sportmarketingnews.com

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Marketing, ecco “The Secret of the Brand”, Dvd da due ore con i migliori esperti di branding!!!

Pubblicato da davidone1967 su 6 Febbraio 2009

The Secret of the Brand (Videocorso DVD)

Questo Dvd davvero non ve lo potete perdere. Non foss’altro perchè, in due ore e passa di durata, è matematico che qualche buon consiglio sul posizionamento ce lo ricavate. E si sa quanto può valere una sola, piccolissima idea… Dunque, cliccate & acquistate, popolo!!!!

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MLM: Devo cominciare a vendere in famiglia?

Pubblicato da davidone1967 su 2 Febbraio 2009

Uno degli aspetti del MLM è la vendita. Mettiamocelo bene in testa: se ci propongono un’attività di multi level marketing dove non è prevista una circolazione di prodotti, e quindi una vendita, è probabile che si tratti piuttosto di una piramide, che in molti paesi è stata dichiarata illegale. /link/ Perchè ci siano delle provvigioni stabili, occorre che ci sia una circolazione di prodotti. E non può trattarsi di una cosa del tipo un grosso ordine ora, poi mesi di buio. Sono fermamente convinto che occorra puntare a un fatturato magari non stellare, ma stabile. 
Qui troviamo un punto che secondo me è fondamentale. Molti di coloro che iniziano un’attività Mlm non sono venditori di professione, nè sentono di avere attitudine a vendere. Giusto? Io sono il primo: non mi è mai piaciuto vendere. Quando ho iniziato attività di questo tipo, al di là dei risultati, l’ho sempre trovata molto stressante, abbandonandola dopo un periodo più o meno lungo.

D’altra parte, si dice spesso nelle presentazioni che nel Mlm non c’è alcunchè da vendere. Ed è vero, se abbiamo in testa la classica immagine del venditore che va in giro porta a porta con il suo bravo campionario. Si tratta di qualcosa di diverso. Nel Mlm si vende perchè (a) proviamo i prodotti in casa (b) valutiamo se ci piacciono o meno (c) se ci piacciono li consigliamo ad altri (o, come faccio io, proponiamo direttamente l’attività).

Ricordo ancora molto bene i primi giorni della mia attività. Mi consigliarono di cominciare in famiglia. Io ero riluttante, perchè pensavo che mi avrebbero detto: ecco questo,  ma che si mette a fare? Tuttava, ebbi un’idea. Perchè non far provare i prodotti senza stare tanto a decantarli? Se fossero stati validi, dov’era il problema a venderli e consigliarli? Se invece non lo fossero stati, era meglio saperlo da subito. O no?

Così, alla fine, decisi di farli provare a mia madre, che in definitiva, in quanto donna di casa, era una fonte molto più attendibile di me. Una mattina, mentre facevo colazione, mi vedo arrivare la brava donna. Brandiva uno dei prodotti. Con un sorriso smagliante mi disse: questo lo devi riordinare perchè è troppo buono.

Avevo venduto? Sì, sotto tutti gli aspetti si trattava di una vendita, con tanto di fatturato e provvigione. Ma era stata messa a segno in modo completamente diverso dal solito. Più che cacciare il prodotto in gola all’acquirente, avevo fatto una sorta di test di mercato andato a buon fine. E non avevo avuto problemi a farlo, perchè o il prodotto piaceva, e allora avrei fatto l’attività, oppure non piaceva. E allora, l’attività non avrebbe fatto per me. Perchè non potete continuare a lungo a fare qualcosa che non vi piace e non vi somiglia.

Quindi, per quanto mi riguarda, la risposta alla domanda del titolo è sì, è opportuno cominciare a fare Mlm con i familiari. Vi servirà per capire se l’atttività fa o meno per voi.

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Buzz Marketing

Pubblicato da davidone1967 su 31 Gennaio 2009

Da qualche giorno anch’io sono stato preso dal virus di Facebook. Lì per lì avevo messo su due righe di profilo, e lo avevo lasciato dove stava. Poi però è successo che sempre più persone mi contattavano per “chiedermi l’amicizia”.  E a quel punto ho cominciato a rendermi conto di quanto questo “giochino” in realtà sia utilissimo.  Per rinsaldare vecchie amicizie e farne di nuove. Ma anche, perchè no, per promuovere le nostre attività.

Oltretutto, proprio stamani mi è capitato di leggere su Html.it un articoletto che ci ricorda come, in definitiva, il miglior marketing sia sempre il passaparola tra amici…

http://webmarketing.html.it/articoli/leggi/2952/buzz-e-viral-marketing/

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Promuoversi su Internet

Pubblicato da davidone1967 su 2 Gennaio 2009

Vi propongo un articolo che ho scritto diverso tempo fa per il sito della Onlus della mia grande amica Monica Di Noto, www.asiru.org . La maggior parte delle idee mi sembrano ancora valide.

Un sito internet per un’azienda o un professionista può essere molte cose. Si può scegliere di farne una semplice vetrina, dove raccontare la nostra storia e dare la possibilità di inviare un’email. Oppure può diventare la più importante fonte di contatti per la nostra attività.

Di certo, il potenziale del Web è immenso. Talmente grande che quando si apre un sito occorre avere le idee molto chiare su quello che ci si vuol fare. Sono moltissimi infatti i casi di aziende, soprattutto mediopiccole, o di professionisti, che mettono su un paio di paginette con qualche foto e un indirizzo email, lasciandole poi lì per anni. Tutto bene, se l’intento era solamente quello di esserci, e magari le due paginette ce le siamo fatte noi in qualche modo, perdendoci un’oretta. Ogni contatto che arriva è tutto grasso che cola. Meno bene, invece, se eravamo partiti con l’idea di usare internet in una strategia integrata, col preciso scopo di muovere business.

Se l’idea è questa, sappiate che un’azienda ovviamente non può vivere del suo sito internet. Occorre fare in modo, quantomeno, che i visitatori vi trovino. Però le pagine internet possono essere un ottimo supporto alle altre forme di comunicazione che avete scelto. Non hanno i limiti della pubblicità cartacea, che comunque è limitata nello spazio. Nè di quella audiovideo, che è limitata nel tempo. Su internet potete mettere tutto quello che volete, a patto che sia ben organizzato.

Non è neanche questione di spenderci cifre esagerate. Ci sono tantissimi siti rigonfi di effetti speciali: animazioni Flash in stile Steven Spielberg, applicazioni Java in ogni dove, database come se piovesse. Il piccolo problema è che molti poi sono assolutamente vuoti, oppure con informazioni risalenti al Paleolitico Superiore. O peggio ancora con link che letteralmente non portano da nessuna parte.

E’ un modo più che sicuro per farsi del male.

Naturalmente, c’è speranza. Ecco alcuni spunti:

1. Come si diceva, avere ben chiaro quello che metteremo nel sito. La storia della nostra azienda? Notizie legate al nostro settore? Mappe interattive per raggiungere la nostra sede? Progettiamo il nostro sito anche su carta, prima di cominciare a metterci le mani.

2. Iniziamo passo passo. Facciamo delle pagine gradevoli, ma non sovraccariche. Mettiamo solamente voci che sappiamo di poter aggiornare regolarmente. I motori di ricerca, specie Google, verificano gli aggiornamenti, e chi “dimentica” il proprio sito finisce là dove nessuno lo troverà mai.

3. Mettiamo sempre un’email e soprattutto il numero di telefono. Non tutti hanno dimestichezza con la posta elettronica, e comunque se vogliamo vendere dobbiamo avere contatti, e se vogliamo avere contatti dobbiamo essere raggiungibili. Personalmente odio i siti dove non ci sono i numeri di telefono. Potete sempre mettere su una segreteria telefonica, sia per il fisso che per il cellulare, se siete impegnatissimi.

4. Fate a cambio di link. Qualcuno asserisce che non serve. In realtà serve tutto. Non si sa mai da dove può venire un contatto utilissimo.

5. Mettete gli annunci di Google, o di altri siti che hanno questo tipo di servizio. Può darsi che incassiate poco, ma poco è sempre meglio di nulla. Al limite invitate chi vi visita a cliccare su questi link. Un visitatore su cento lo fa, matematicamente. Voi potreste essere quelli che alzano la media.

6. Se potete, create una newsletter, anche molto semplice, in formato solo testo (anzi il solo testo è molto apprezzato nella nostra epoca di spamming). La newsletter vi consente di contattare regolarmente potenziali clienti. Cercate di mantenere una cadenza almeno mensile.

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Domande e risposte: perfezionisti e futuri imprenditori titubanti

Pubblicato da davidone1967 su 25 Ottobre 2008

Ecco a voi un “Guest post” firmato da Mario Furlan …

Non mi sento mai all’altezza di quello che faccio. Mi rendo conto che avrei potuto fare meglio, e questo mi procura insoddisfazione. Anche se gli altri mi fanno i complimenti. Biagio, 23 anni

Sei un perfezionista. Punti sempre al massimo: il che, in linea di principio, va bene. Ma il massimo non lo si può mai raggiungere. Deve restare un’aspirazione, certo. Ma nessuno è perfetto. Forse neanche tu… Quindi accettati con le tue imperfezioni, i tuoi difetti, le tue mancanze. Avresti potuto fare di più? Che serva come lezione. Ma impara ad accontentarti. Punti al dieci? Nel tuo caso basta la sufficienza. E poniti un nuovo obiettivo: non colpevolizzarti. Questo sì che è un ambito in cui devi impegnarti a fondo…

 

Da anni sogno di aprire la mia azienda. Adesso potrei farlo. Ma l’economia è entrata in crisi, e mi chiedo se questo sia il momento giusto.  Tiberio, 41 anni

Il momento giusto c’è sempre e non c’è mai. Nel senso che ogni periodo presenta opportunità e rischi. Anche le fasi di recessione come questa possono presentare opportunità. Le aziende che producono grembiuli scolastici, ad esempio, stanno facendo affari d’oro grazie alla riforma Gelmini… Non esiste un momento positivo per tutti o negativo per tutti. Dipende dal settore in cui operi, certo. Ma anche dal tipo di persona che sei. Dalla tua lungimiranza. E da quanto sei disposto a impegnarti, sacrificarti, batterti per realizzare il tuo sogno. Le crisi portano a una selezione darwiniana: le aziende più deboli vengono spazzate via, le più forti restano padrone del campo E tu vuoi fondare un’azienda forte, vero?

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Libri: come inventare un altro “Harry Potter”

Pubblicato da davidone1967 su 9 Ottobre 2008

Fonte: AdnKronos Cultura

Con 400 milioni di copie vendute nel mondo, una serie di film di cassetta e la capacita’ di mantenere vivo l’interesse del pubblico per dieci anni, Harry Potter e’ un fenomeno economico quanto culturale, sostiene un libro-strenna. La prima edizione di ”Harry Potter and the Philosopher’s Stone” e’ stata pubblicata nel giugno 1997 da Bloomsbury, in Gran Bretagna, in sole 500 copie. ”Harry Potter and the Deathly Hallows”, il settimo e ultimo libro della saga, e’ stato messo in vendita in tutto il mondo di lingua inglese a mezzanotte del 21 luglio 2007 e ha venduto, nelle prime 24 ore, 11 milioni di copie (8,3 nei soli Stati Uniti). In questi dieci anni si sono vendute piu’ di 400 milioni di copie dei libri con il maghetto come protagonista e si e’ creato un marchio il cui valore e’ stimato in 4 milioni di dollari, mezzo milione in meno della cifra incassata, in tutto il mondo, dai primi cinque film tratti dalla serie. Harry Potter, insomma, entrera’ non solo nella storia della letteratura, ma soprattutto in quella del business, come ineludibile benchmark per ogni campagna di marketing delle industrie culturali. Ed e’ proprio l’aspetto del business quello indagato da Susan Gunelius in ”Harry Potter. Come creare un business da favola” (Egea, 2008, 244 pagine, 16,50 euro), il libro ideale per chi coniuga la passione per il personaggio di JK Rowling e la curiosita’ per i fenomeni culturali ed economici, in libreria questa settimana.

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