Letture: Il Cantar de Mio Cid

Scheda di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Il Cantar de Mio Cid è un poema epico. Appartiene cioè allo stesso genere di opere come la Chanson de Roland o I Nibelunghi. Con la differenza che le azioni del protagonista hanno un carattere molto più realistico. Ovvero, niente anelli magici, niente di soprannaturale. Ruy Diaz de Bivar è un guerriero coraggioso, che compie grandi imprese, ma è pur sempre un uomo.

Il poema inizia con l’esilio del Cid, disonorato con l’accusa di furto, e di conseguenza privato dei suoi beni e della patria potestà sulla propria famiglia. Grazie al suo valore come guerriero conquista la città di Valencia, ed ottiene il perdono reale. Viene deciso che le sue figlie si sposeranno con gli Infantes di Carrión, Questi ultimi però le oltraggiano, lasciandole abbandonate nel bosco di Corpes, di fatto ripudiandole. Il Cid farà in modo che gli infanti siano disonorati, mentre le figlie si sposeranno con uomini ancora più nobili.

Quindi, come si diceva, nessuna impresa eccezionale, se non quelle che un uomo può compiere essendo un abile guerriero e sapendo guidare degli uomini. Tuttavia, Il Cantar de Mio Cid rappresenta un’esempio di epica attraverso una storia tipicamente spagnola, ed è da notare che la guerra faceva ancora parte, all’epoca (sec XI-XII) della quotidianità degli spagnoli. Era in atto la Reconquista, ovvero il lunghissimo periodo (iniziato nel 711, terminerà nel 1492) in cui la Spagna era impegnata nel riconquistare i territori occupati a suo tempo dai Mori.

Edizioni Italiane: Cantar de mio Cid-Cantare del Cid (Grande Universale Mursia)  |   Cantare del Cid. Testo spagnolo a fronte (I grandi libri Garzanti) | Cantare del Cid (I millenni Einaudi)

Edizioni in spagnolo: Cantar de Mio Cid (Castalia)  |  Cantar de Mio Cid (Catedra)

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