Motivazione cabalistica

Di David Di Luca, www.enxerio.com/David

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Mi sono messo a studiare la Cabala. No, non chiedetemi i numeri del Superenalotto, non è quella Cabala, che tra parentesi sarebbe piuttosto la Smorfia. Qui si tratta nientepopodimenochè di misticismo ebraico. Addirittura! E già.

Tantissimi anni fa avevo comprato Le grandi correnti della mistica ebraica di Gershom Scholem. Non l’ho ancora letto, tra l’altro. Però sapete come sono le idee. Semi che ti si piantano nel cervello, sembra che sono scomparse invece un bel giorno, oplà, rieccole.  Così mi sono messo a cercare di capirci qualcosa.

Ho notato che la Cabala alla fine ha molto a che fare con la motivazione e lo sviluppo personale. Alla fine, il famoso Albero della Vita rappresenta uno schema delle virtù che l’uomo può sviluppare per “elevarsi dall’umano al divino”. Insomma, per diventare come dicono gli americani larger than life, reagire responsabilmente a quello che gli capita.

Insomma, altro che mistica. Qui siamo alla psicologia pratica che più pratica non si può. Vi terrò informati su come procede la faccenda.  Comunque, per i curiosi ho trovato particolarmente chiaro questo sito.

Diventare scrittori, due siti moooolto utili

Di David Di Luca, www.riassumendo.com

Oggi vorrei consigliare un paio di siti con consigli molto utili per chi volesser diventare scrittore:

1. Il Rifugio degli esordienti -  Ho sempre ritenuto che un sito, come del resto un libro o qualsiasi altro materiale, abbia un significato se organizza informazioni in modo efficace, cioè mette insieme per il lettore delle notizie che da solo avrebbe trovato in un arco di tempo molto più lungo. Per chi aspira a diventare scrittore, una vera e proria miniera di notizie è Il Rifugio dell’esordiente (http://www.danaelibri.it/rifugio/). Ci si trovano importantissime informazioni su come preparare il proprio materiale, inviarlo agli editori, valutare un contratto e perfino le tariffe più convenienti per inviare i pacchi.

2. Lo Specchio Magico  -  Bè, magari la vostra ambizione non è esattamente quella di scrivere libri esoterici, ma vi garantisco che le pagine dedicate alle dritte sono quanto di più concreto si possa immaginare.  http://www.specchiomagico.net/mappadelsito.htm

Post Parade Luglio 2010

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L’importanza di tenere un diario

Di David Di Luca, www.riassumendo.com

Sono ormai moltissimi anni che tengo un diario. Cominciai quando frequentavo l’ultimo anno di liceo, e non ho più smesso. L’idea, pensate, mi venne da una storia a fumetti che lessi su Topolino. C’era per l’appunto un tipo ormai parecchio avanti con  l’età che aveva scaffali pieni dei suoi diari, iniziati quand’era giovanissimo.

L’impulso iniziale, lo ammetto, fu principalmente imitare costui. Poi però mi resi conto che utilizzare dei quaderni era effettivamente molto pratico. Prima scrivevo le mie corbellerie su fogli volanti, e non so quanti capolavori siano andati definitivamente persi per questo :-)

Il quaderno invece consentiva, scusate l’espressione, di “farla tutta lì”. Tanto che fin dall’inizio cominciai a distinguere le pagine dove abbozzavo i miei ghiribizzi letterari da quelle in cui scrivevo il mio diario vero e proprio.

Ho scoperto solo in seguito che molti scrittori ed altre persone di successo scrivevano regolarmente le loro impressioni. Col tempo credo anche di aver scoperto il perchè. Il punto, credo, è che pensiamo troppo velocemente. Nella nostra testa, perlopiù, non passano frasi di senso compiuto, ma spezzoni di ragionamenti, a volte addirittura immagini, ovvviamente legate ad emozioni.

Scrivere su carta ci aiuta a rallentare questo flusso spesso disordinato. Siamo costretti a dare un ordine logico ai nostri pensieri, spinti a capire cosa è davvero importante e cosa no.

C’è anche un altro vantaggio. Quando rileggiamo qualche nota che abbiamo scritto tempo fa, lo facciamo spesso come se fossimo un’altra persona. Non so voi, ma ho spesso trovato che questo ‘vedersi da fuori’ è uno dei modi più fruttuosi per capire come siamo fatti.

Un salto in avanti (FlashForward)

Di David Di Luca,  www.riassumendo.com

Ultimamente sono andato in fissa per la serie di telefilm FlashForward (qui trovi il romanzo da cui è tratta la serie) . L’idea di base è (apparentemente) molto semplice. Un bel giorno, in tutto il mondo, l’intera umanità perde conoscenza per due minuti e diciotto secondi. In quel lasso di tempo, molto hanno una visione, che riguarda per tutti lo stesso giorno. Oltretutto, le visioni degli uni si incastrano con quelle degli altri. Insomma, se io ho visto te, tu hai visto me, e per giunta nella stessa situazione. Gli incastri sono talmente coerenti che tutti si convincono di aver avuto anticipazioni del futuro.

Qui viene il bello. La serie, dal punto di vista narrativo, è tutta costruita sulla vita delle persone dopo la scoperta di aver probabilnente saputo dove saranno e cosa faranno in capo a sei mesi. Ma è davvero possibile conoscere il futuro? E poi: una volta conosciuto, è inesorabile o possiamo cambiarlo? Non si rischia, qualsiasi cosa facciamo, di creare un circolo vizioso per cui le profezie tendono ad autorealizzarsi?

E chi lo sa. Di certo cambiano i rapporti tra le persone, la loro vita viene stravolta. Passa perfino in secondo piano l’indagine sulla causa di questo fenomeno. Quello che importa, almeno dal punto di vista degli autori, è raccontare l’incredibile intreccio di avvenimenti che scaturisce dall’ipotesi di conoscere il proprio avvenire. E naturalmente, al centro di tutto c’è il dibattito sulla possibilità o meno di conoscerlo prima che avvenga.

Personalmente, sono convinto che ci vengono messe in mano delle carte, e sta a noi giocarcele al meglio.

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