La strategia della Cipolla

Di David Di Luca – Sviluppo personale e libri con contorno di patatine fritte

Archivio per la categoria ‘denaro’

Anche “lei” vuole investire…

Pubblicato da davidone1967 su 2 Novembre 2009

Di David Di Luca

padre_riccoSono un estimatore dei libri del buon Robert Kiyosaki, ormai abbondantemente pubblicati in italiano (utilissimo Padre ricco, padre povero, in inglese Rich Dad, Poor Dad). Da lui ho imparato due ho tre “trucchetti” che mi hanno molto aiutato nella gestione dei miei soldini.  Ma ecco che il “politically correct” si affaccia anche in queste faccende.

Difatti: i libri di Kiyosaki parlano prevalentemente di persone che lavorano  da dipendenti, e che vogliono diventare imprenditori o crearsi una loro indipendenza finanziaria. Ma… si tratta pur sempre di un libro scritto da un maschietto! E se io invece fossi una donzella!?

rich_womanProblema risolto, almeno in inglese. Infatti, ecco che Kim Kiyosaki, naturalmente la moglie di Robert, dice la sua in Rich Woman. Insegna alle donne come essere innanzitutto indipendenti finanziariamente dall’altro sesso,  ma anche, com’è giusto, dagli umori del mercato, dei datori di lavoro e da tutti gli altri fattori che a volte ci fanno sentire come su un ottovolante. Con in più, per le donne, la  liberazione dall’idea che debbano sposarsi per forza o rimanere sposate per avere una stabilità finanziaria.

Già che ci sono, vi ricordo che il mio grande socio Giancarlo Fornei ha pubblicato un ebook dal titolo  Donne in crisi, che fa il paio con il libro (cartaceo) della Kiyosaki.

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Win for Life, anch’io a caccia dello “stipendione” con il “numerone”

Pubblicato da davidone1967 su 4 Ottobre 2009

Di David Di Luca

Come sa qualcuno che mi legge e/o mi conosce, non sono contrario al gioco in sè e per sè. L’importante, per quel che mi riguarda, è decidere quanto perdere e fare in modo che la perdita non incida sulla qualità della vita.

 Finora sono stato un aficionado del “Gratta e Vinci”, scoprendone uno da un euro al giorno e saltando se perdo. Questa settimana ho fatto la mia prima giocata a “Win for life”, il nuovo gioco della Sisal. Devo dire che mi è piaciuta più che altro l’idea della “rendita”. 4000 euro al mese per vent’anni mi sembrano molto più costruttivi di un jackpot da x milioni.

Penso che continuerò a giocare. Un colpo da due euro la settimana, o la va o la spacca. Sapete come la penso: vince molto chi gioca il giusto. Se andate sul sito della Sisal  c’è scritta la stessa cosa.

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Banche Italiane:I costi piu’ alti in Europa!! Ora Nel mirino dell’Ue?

Pubblicato da davidone1967 su 27 Settembre 2009

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

banche-condizioni-mirino-unione-europea1“(ANSA) www.ansa.it – BRUXELLES, 17 SET – Banche italiane nel mirino della Commissione Ue assieme a quelle di Francia, Spagna e Austria. Martedi’ la commissaria ai Consumatori, Meglena Kuneva, presentera’ un rapporto che punta il dito contro la poca trasparenza e i costi piu’ alti d’Europa degli istituti di credito dei quattro Paesi. Secondo gli esperti della Commissione, le banche tendono a nascondere i costi.

A mio giudizio la crisi alcuni gruppi bancari in parte l’hanno superata per l’intervento dello Stato , e  purtroppo  in molti casi, nonostante l’Euribor è arrivato ai minimi storici , hanno continuato ad applicare  tassi alti soprattutto ai clienti più deboli .

La giustificazione???

Sembrerebbe , anche se in parte sicuramente è così,
che le banche hanno applicato le normative di Basilea 2 ,  cioè più hai il rating basso e peggiori  sono le condizioni a te applicate.

Bene ,…   nel mese di giugno 2009 ho “discusso” per conto di un mio cliente con una Funzionaria ,che tra l’altro rispetto per la sua serietà e competenza , perchè prima della chiusura del 2° trimestre 2009 non diminuiva il tasso sul conto corrente passivo  che applicava intorno al 9% quando l’Euribor 6 mesi si avvicinava all’1,47%-
Non c’è stato niente da fare ,la sua Direzione non le approvava la diminuzione.
Le mie parole grossomodo sono state:

“come sempre ve ne approffitate di chi ha bisogno , peccato che ora non ci sono le condizioni per chiudere tutto e purtroppo si è costretti ad utilizzare i fidi ,  altrimenti ………”

Non continuo per non scivolare nel pettegolezzo ma la realtà è che ognuno fa il suo lavoro e anche la Brava Funzionaria doveva rispondere  ai suoi superiori .

Comunque al di là delle mie parole ,le condizioni altissime sono state riviste nel terzo trimeste a seguito anche di una nuova istruttoria della pratica.

Cosa ne pensi? Lasciami  un tuo commento.

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Prendi il denaro nelle tue mani (3)

Pubblicato da davidone1967 su 25 Settembre 2009

Di David Di Luca

Nelle due precedenti puntate ( qui c’è la prima  – qui la seconda ) siamo dunque partiti dalla totale incoscienza in materia di denaro per arrivare a un embrione di controllo sulle nostre finanze. Il fatto di separare fisicamente il denaro che potevo spendere da quello “intoccabile” mi aiutò a spremermi le meningi per razionalizzare ancora di più le mie spese.

Come potete notare, sono passato dal raccontarvi le mie esperienze personali a un discorso ben più astratto. Questo perché il cammino di ciascuno di noi è caratterizzato da uno sviluppo continuo, e personalmente mi rendo conto di trovarmi appena all’inizio dello sviluppo di una consapevolezza finanziaria (insomma, in materia di soldi).

Ciò non toglie che io possa raccontarvi quello che sto facendo ultimamente (2009). Ad esempio, un altro punto di svolta fu per me analizzare l’estratto conto della banca. Non avete idea di quanto si impari. Perché, come dice il saggio, “il denaro si vede con la mente, non con gli occhi”.

Nel breve termine, ovvero nella vita di tutti i giorni, spesso non abbiamo una nozione precisa di quanto stiamo spendendo e perché. Possiamo riuscirci passando dal breve al medio termine. Questo, ad esempio, si può fare prendendo un quaderno o un bloc notes e annotando le spese man mano.  Rivedendo periodicamente quello che abbiamo speso ci possiamo rendere conto di quanto e dove possiamo migliorare.

Fin qui siamo rimasti nella prima parte dell’equazione, cioè “ridurre le uscite”. Adesso passiamo alla seconda parte: “aumentare le entrate”. Questo si può fare (1) acquisendo nuove abilità (2) sviluppando la nostra intelligenza finanziaria.

(3 – continua)

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Circolo virtuoso

Pubblicato da davidone1967 su 21 Settembre 2009

Di David Di Luca

L’altro giorno mi è capitato di entrare in un negozio, e ho provato davvero una stretta al cuore. Poca merce, che pareva realmente tirata sugli scaffali. Dietro il banco, pieno di graffi e visibilmente vecchissimo, stava un tipo con la barba lunga e l’occhio spento. Teneva in una mano una bottiglia di alcool denaturato, e nell’altra uno straccio bisunto. Lo saluto cordialmente, e lui mi risponde: “dimmelo”. Tra le righe leggo: ecco un altro che viene a rompere le scatole.

Ora, io capisco che “c’è la crisi”. Tutti siamo preoccupati per il domani e il dopodomani e via di questo passo. Ma, come diceva il buon Roosevelt, “Dobbiamo avere paura solo della paura stessa’. In realtà, questa “crisi” può essere vista come una sfida.

E’ vero, potremmo perdere. Magari sarete comunque costretti a chiudere il vostro negozio, a trasferirvi in una casa più piccola. Ma quello che conta è che il nostro morale  rimanga integro. Se riusciamo a trasmettere a noi stessi e agli altri un messaggio di fiducia, come si dice dalle mie parti “non faremo una lira di danno”. Anzi, ”rischiamo” di innescare un circolo virtuoso che potrebbe ridurre l’impatto della “crisi” e la sua durata. Perchè come sempre l’atteggiamento con cui affrontiamo ciò che ci accade conta moltissimo.

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Prendi il denaro nelle tue mani (2)

Pubblicato da davidone1967 su 17 Settembre 2009

Di David Di Luca

Puoi trovare la prima puntata cliccando qui

Certo, non potevo più spendere e spandere come prima. Ma  era possibile *focalizzarmi*. Cioè: se i soldi non erano abbastanza per comprarmi dieci fumetti, potevano bastare per comprarne uno. Si trattava quindi di trarre il massimo della soddisfazione da quell’uno. Insomma, si trattava di stilare una sorta di “hit parade”. Quanto era importante per me leggere il fumetto X, quello Y? 50,  100, 200? A ciascuno assegnavo un punteggio, stando bene attento a non assegnarne due identici. Il fumetto al numero uno era quello che potevo permettermi. Quanto agli altri… Beh, alla fine non potevo certo leggere tutti quelli in circolazione.

Lo stesso feci con le focacce.  Tra parentesi, il fatto di potermene permettere due a settimana anzichè una decina come prima giovò non poco alla mia salute oltre che al portafogli.

Questo fu un primo passo. Piccolissimo, ma che col tempo era destinato a dare origine a una valanga. Cominciavo a capire cosa significasse gestire un *budget*. Certo, si trattava di qualcosa di molto embrionale. Ma avevo ripreso il controllo.

Un secondo passo fu rendermi conto che potevo anche comprarmi fumetti più costosi. Bastava che attendessi un po’ più di tempo tra una lettura e l’altra, mettendo insieme i soldi di più fumetti che costavano meno. Passai insomma da una mentalità “a breve” a una “a medio”.

Però mi resi subito conto che non bastava *pensare* di accantonare soldi. Occorreva trovare un sistema per cui il denaro che volevo mettere da parte rimanesse *fuori* dalle mie tasche, cosicchè non avessi la benchè minima possibilità di spenderlo se non l”obiettivo che mi ero posto.

Pensa che ti ripensa, alla fine il sistema più semplice mi parve quello di prendere una busta da lettera, infilarci dentro un tot di soldi, e a sua volta sistemare la busta in un posto difficilmente accessibile. In questo modo, il denaro che volevo accantonare era *fisicamente* separato dal resto. Poi, mi proponevo di mettere qualcosa nella busta ogni giorno, anche una cifra minima. Come avrò modo di raccontare nella prossima puntata, questo metodo ha fatto miracoli per le mie finanze.

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Prendi il denaro nelle tue mani – 1a puntata

Pubblicato da davidone1967 su 30 Agosto 2009

Di David Di Luca

Essere ricchi non significa necessariamente girare con la Rolls Royce o farsi la quinta casa alle Antille. Si tratta, molto semplicemente, di quanto entra e quanto esce. Se guadagnate mille euro al mese e ne spendete milleduecento, siete poveri. Se ne incassate diecimila, ma ne escono dodicimila, siete ancora più poveri. Se le vostre entrate sono di un milione di euro al mese, ma le uscite assommano a un milione e duecentomila euro mensili, potete crederci o no, ma siete dei poveracci assillati dai debiti.

Questa affermazione vi sorprenderà. Cionostante, se ci riflettete, è verissima. Tutto si riduce a quello che in gergo si chiama cashflow o, per usare un termine più terra terra, flusso di cassa. Insomma, ciò che rimane quando avete pagato le spese.

Il gioco in effetti si chiama AUMENTA IL TUO CASHFLOW. Per fare questo, ci sono essenzialmenet due modi: (a) aumentare le entrate (b) diminuire le uscite. In emtrambi i casi è utile prendere coscienza dei vostri movimenti di denaro. E qui può essere utile la mia storia personale, che somiglia alla fine a quella di molti di noi.

Ho cominciato  a lavorare alla radio a ventitrè anni. In reltà ero nel settore da moltissimo tempo, ma finora nessuno mi aveva mai pagato per chacchierare e mettere dischi. Adesso, invece, ero un “professionista”. In realtà, mi davano meno che a una donna delle pulizie, e avevo dovuto aprire partita Iva, quindi lavoravo senza ferie e senza indennità di malattia. Però, diciamolo, non avrei mai pensato di guadagnare soldi facendo quello che mi piaceva. Poi lavoravo molto, quindi alla fine intascavo una cifra non malvagia.

Ero gasato, insomma, e qui cominciarono i problemi. Mi piacevano le focacce ripiene e i fumetti. Già prima mi ci giocavo la paghetta, restando magari senza una lira a metà settimana. Adesso poi che avevo qualcosa che popmposamente chiamavo “stipendio” cominciai a spendere a piene mani. Sparivano anche i soldi che, essendo libero professionista, l’azienda mi anticipava per pagare le tasse.

Fortuna che c’era mia madre a togliermi le castagne dal fuoco. Ovvero, nel caso specifico, a prestarmi i soldi che mi mancavano.  Che bello! Avrei potuto tranquillamente  continuare a spendere. A un certo punto, però, la brava donna si ruppe le scatole e mi presentò il conto. Le dovevo una cifra immane, e aveva tutta l”intenzione di riprendersela.

Così, mi sequestrò il libretto di risparmio. Visto che non sapevo gestirmi, saremmo tornati a qualcosa di molto simile alla paghetta.Potete facilmente immaginare la mia disperazione. Addio focacce! Addio fumetti! Per qualche giorno me ne andai in giro con il muso,  senza che peraltro mia madre si commuovesse minimamente. Poi, ebbi qualcosa che posso soltanto chiamare illuminazione. Mi resi conto che alla fine non era così vero che non potevo più soddisfare le mie passioni.

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Abbatti i quattro ostacoli mentali alla prosperità

Pubblicato da davidone1967 su 30 Giugno 2009

Di David Di Luca

Si può diventare “ricchi”, cioè avere più soldi di quelli che ci servono,   in due modi:  diminunendo le uscite o aumentando le entrate. Ma soprattutto, occorre superare alcuni ostacoli mentali.  E sono esattamente quelli che il buon Italo Cillo ci indica in questo articolo.  Ve li riassumo:

1. Il denaro non dà la felicità. Controconvinzione: dipende da come lo si usa

2. I soldi sono sporchi. Controconvinzione:  il denaro non è nè buono nè cattivo

3. “Non me li merito”. Controconvinzione:  e perchè mai? La prosperità è un diritto di tutti.

4. Non ci sono soldi in giro. Controconvinzione: le occasioni sono ovunque, il mondo ne è pieno. Molte grandi fortune sono state fatte in tempi di “crisi”.

Insomma, non ci sono scuse :-)

Qualche librino utile

1. I soldi fanno la felicità di Alfio Bardolla

2. L’arte della ricchezza  di Alfio Bardolla

3. Padre ricco, padre povero  di Robert Kiyosaki

4. I quadranti del cashflow  di Robert Kiyosaki

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Commissioni bancarie? Le Banche fanno il bello e cattivo tempo

Pubblicato da davidone1967 su 17 Giugno 2009

Scarica LEGALMENTE musica in Mp3. Facile e sicuro!!! 

Articolo di Patrizio Gatti

Le Banche sembrano avere il coltello dalla parte del manico e fanno dunque il bello e cattivo tempo .

Ritorno sulla Commissione di massimo scoperto che secondo quanto stabilito dalla legge  2 del 28.01.2009 è applicabile  dalle banche  in alcuni casi.

Ma tu pensavi di risparmiare tutta la commissione ? Era troppo bello vero?

Infatti non poteva il sistema Bancario darti questo  pensiero e quindi ecco che un po’ tutte le banche hanno creato tipologie di spesa diverse , anche se per alcuni ciò comporterà comunque un risparmio .

Prendiamo alcuni esempi riassunti ma reali e dimostrabili  ,prendendo una parte di testo  che è stato scritto in comunicazioni di Istituti di Credito per la “Proposta di modifica unilaterale di contratto di conto corrente” :
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a)    In caso di utilizzi per valuta oltre il limite dell’affidamento concesso (sconfinamenti) è dovuta  una spesa trimestrale  che va da 25 € a 100 €   a seconda dell’importo utilizzato
b)    Addebito commissione sull’affidamento,  che è data da una percentuale per l’importo affidato  -questa commissione viene applicata in misura proporzionale al periodo in cui la somma affidata è disponibile nonché alla stessa somma , indipendentemente dall’utilizzo .Nel caso di di sponibilità dei fondi per un numero di giorni inferiori al periodo di riferimento l’addebito della commissione sarà ridotto proporzionalmente.
c)    Commissione per  scoperto di conto  nella misura di 2 euro per ogni giorno in cui sul conto si è determinato un saldo debitore  e per ogni 1000 euro di saldo debitore (o frazione) -    L’importo massimo addebitabile per trimestre è di 100 euro .
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BENE !!! Ora   non è il caso di fare una carellata di commissioni scritte sulle varie proposte di modifica unilaterale di contratto di conto corrente che ci vengono inviate dagli Istituti Bancari a norma dell’art.118 del Dlgs 385/93 (Testo Unico Bancario)

Ma ti volevo ricordare che su ogni comunicazione la Banca in sostanza ti dice che se non ti sta bene quanto da loro deciso   puoi recedere dal contratto e precisamente “ Entro 60 giorni dal ricevimento della presente proposta di modifica unilaterale del contratto , il cliente ha diritto di recedere dal contratto senza spese di chiusura ……………. Trascorso tale termine le modifiche si intendono approvate.”
Ma tu potresti inviare una dicitura del genere ai tuoi clienti o almeno hai o avresti   la potenza di farlo???
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Ciao Patrizio Gatti

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Ricchi di denaro o ricchi di risorse?

Pubblicato da davidone1967 su 11 Maggio 2009

Di David Di Luca

I soldi fanno la felicità? A prima vista sembrerebbe di sì. Chi possiede molto denaro ha certamente molte possibilità in più rispetto a chi ne ha poco. Come recita il proverbio, però, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Non sempre avere dei mezzi vuol dire automaticamente saperli adoperare, o anche avere la volontà di adoperarli. 

Pensiamo a chi vince una grossa somma alla lotteria, e magari fino ad allora aveva dei problemi ad arrivare alla fine del mese. Dal momento che c’è una maggiore disponibilità di denaro, ci si aspetterebbe che aumenti anche la sua qualità di vita, cioè la sua felicità. Ma è sempre così?

Tutti noi conosciamo come tipica la storia di quello che vince una cifra stratosferica, la dilapida e poi torna ad essere lo stesso poveraccio di prima, anzi forse anche peggio, perchè magari gli eccessi lo hanno portato a rovinarsi la salute e/o i rapporti con gli altri. Certo, non succede sempre così, ma il fatto che consideriamo questa storia come tipica la dice lunga. La morale della favola è: se non sei in grado di gestire le tue risorse, finirai per perderle. 

Ne deriva che le risorse monetarie possono essere inutili o addirittura dannose se non si utilizzano insieme ad altri tipi di risorse che a seconda della nostra indole possiamo definire interiori, mentali o spirituale. Quel che è certo è che risorse di questo genere sono dentro  di noi e non fuori.

A questo punto, sorge il dubbio che i soldi dovrebbero forse essere utilizzati come un mezzo e non come un fine. Dovremmo essere noi ad usare il denaro e non viceversa. Senza contare che spesso chi guadagna molto denaro, e soprattutto riesce a tenerselo, alla fin fine ha potuto arrivarci soprattutto grazie alle proprie risorse interiori. 

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