> Come funziona il cervello empatico femminile

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Tra le tante riviste che leggo ormai da molti anni, Millionaire e Mente & Cervello sono quelle che hanno aperto di più la mia mente.

Sono i due mensili che più spesso, e più di altri, mi hanno offerto un valido spunto per scrivere un articolo, preparare una conferenza o, come in questo caso, approfondire l’argomento di un ebook.

Può sembrare banale, ma queste due riviste, l’una per un verso e l’altra per un altro, hanno ampliato la mia cultura.

Senza di loro, probabilmente, molte delle cose che oggi so non le avrei mai apprese.

Dato che non butto via mai nulla, e ho centinaia di copie delle due riviste, partendo dal 1992 per Millionaire e dal 2004 per Mente & Cervello, quando ho deciso di scrivere questo nuovo ebook ho inteso ampliare le mie conoscenze sull’argomento e mi sono mezzo pazientemente a sfogliare un pò di copie di Millionaire.

Così facendo ho scoperto che, già nel numero di ottobre 2004, l’argomento del “cervello empatico femminile” era stato trattato con un articolo della giornalista Cristina Galullo.

L’articolo si intitolava Uomini e Donne: istruzioni per l’uso.

Nel suo articolo la Galullo evidenziava come, per ragioni biologiche e culturali, uomini e donne siano diversi.

L’uomo privilegia l’azione e l’efficienza, la donna la collaborazione e l’empatia.

I punti più interessanti che la giornalista di Millionaire evidenziava sulle donne erano i seguenti:

1. le donne utilizzano entrambi gli emisferi cerebrali per tutte le azioni che svolgono;

2. sono più capaci di ascoltare. Prestano maggiore attenzione al tono della voce e al linguaggio del corpo;

3. hanno sviluppato nel tempo maggiore capacità di cercare, vagliare, selezionare;

4. la soddisfazione delle donne è direttamente proporzionale alla qualità delle loro relazioni;

5. tendono a condividere i problemi e durante una negoziazione cercano sempre un accordo amichevole, che possa soddisfare tutti.

Già da questo articolo si evinceva che la donna, a differenza dell’uomo, ha una maggiore capacità comunicativa per natura e costruisce i suoi rapporti relazionali su basi empatiche: tende, cioè, a cercare di capire e comprendere emotivamente chi ha davanti.

Non ho ancora avuto il piacere di parlare personalmente con Cristina Galullo e, in tutta franchezza, non so dirti come sia arrivata a queste conclusioni.

Tuttavia ho la sensazione che anche lei abbia letto, come me, i libri di Simon Baron-Cohen, dei coniugi Allan e Barbara Pease, di Marianne J. Legato, di Catherine Vidal, di Dorothèe Benoit-Browaeys, di Marie Borriel, di Louann Brizendine e di tanti altri esperti del cervello femminile…

Tratto da: Cosa Vogliono le Donne?  di Giancarlo Fornei

> Grande partecipazione al convegno didattico Anam di Modena

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiQuasi cinquanta direttori didattici delle Accademie Anam del Centro-Nord.

Qualcuno è arrivato anche dal Centro-Sud: Ascoli Piceno, Foligno, Napoli, Caserta, Palermo.
Una due giorni molto intensa, cominciata domenica mattina intorno alle 10, con saluto del Presidente Nazionale Anam Elio Vassena, e conclusasi lunedì pomeriggio verso le 14,00, dopo la consegna dei diplomi ai vari partecipanti.

Due giorni passati a parlare di comunicazione, tecniche di public speaking e metodiche d’insegnamento.

Due giorni nei quali le amiche e amici dell’Anam presenti, hanno dimostrato grande umiltà, voglia di imparare e di mettersi in discussione.

Una due giorni (per la verità un giorno e mezzo), nel quale le accademie Anam hanno dimostrato ancora una volta, laddove ve ne fosse bisogno, di essere all’avanguardia in Italia sotto l’aspetto della professionalità e dell’aggiornamento formativo.

Il mio plauso a tutto il direttivo Anam, in particolar modo al Presidente Nazionale Elio Vassena e al Responsabile Nazionale alla Didattica, Alessandro Granai, che mi ha coinvolto nel progetto formativo.

A tutti i presenti, il mio grazie per la particolare gentilezza e attenzione che mi hanno riservato.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

>Le donne si cibano di emozioni

Un guest post Di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com 

La conferma che le donne si cibano di emozioni viene dalla vendita dei romanzi rosa.

Devi sapere che la narrativa è molto importante per le donne, che “leggono” le emozioni attraverso il linguaggio, le parole scritte nel libro.

E’ un genere letterario cui poche donne restano indifferenti.

Un modo per evadere dalla routine di tutti i giorni e fantasticare con la mente.

Attraverso il romanzo rosa, la donna riesce a vivere le stesse emozioni dei personaggi del libro, sino a immedesimarsi del tutto nella donna protagonista del romanzo.

Un modo come un altro di vivere quelle emozioni che, magari, la realtà della vita di ogni giorno le nega.

Del resto, se ragioni con me, la struttura di ogni romanzo è fatta apposta per avere e valorizzare un lieto fine.

Il romanzo inizia con un incontro casuale tra una lei e un lui, poi si passa a una fase in cui i due, pur tra mille difficoltà, s’innamorano, per arrivare inevitabilmente alla passione, dove posso garantirti che la donna viene letteralmente rapita, e, subito dopo – chissà mai perchè -arrivano anche gli ostacoli e i malintesi a mettere in pericolo il loro amore.

Sino a giungere, come già detto, a un meraviglioso lieto fine.

In tutta questa struttura la donna rivive la storia come se fosse la protagonista principale del romanzo, emozionandosi, in maniera positiva o negativa, per ogni passaggio.

Vive emozioni intense e partecipa a eventi dove l’amore è al centro dell’attenzione e trionfa sempre, proprio come se fosse in una favola.

Qualcuno ha addirittura elaborato una teoria secondo la quale gli uomini che appaiono nei romanzi rosa sono visti dall’immaginario femminile nello stesso modo in cui le donne che appaiono nelle riviste hard per soli uomini vengono viste dagli uomini.

Mi spiego ancora meglio: le riviste porno stanno agli uomini, come i romanzi rosa stanno alle donne.

Noi uomini fantastichiamo quando abbiamo davanti la foto nuda di un bel didietro femminile, le donne fantasticano con i personaggi maschili dei romanzi rosa.

Direi che ci rendono pan per focaccia.

Ma la stessa cosa funziona, oltre che per i romanzi rosa, anche per i film d’amore e per alcune riviste basate sui racconti o le storie vere.

Insomma: ne emerge un desiderio crescente di romanticismo, passione e sentimento, che permette alla donna di vivere intensamente delle emozioni.

Probabilmente, quelle stesse emozioni che la vita reale, quella di tutti i giorni, le riserva con il contagocce…

Tratto dal libro elettronico di Giancarlo Fornei pubblicato nel 2010: Cosa voglione le donne?

> Fare all’amore, aiuta a far passare il mal di testa…

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiTutto il contrario del luogo comune: la scusa dell’emicrania per schivare il sesso non regge più.

Secondo uno studio, l’eccitazione cancella i dolori dovuti alle tensioni muscolari

La scusa proverbiale delle donne quando non hanno voglia di fare l’amore non regge più.

“Caro ho mal di testa….”.

Bè, proprio per quello bisognerebbe fare sesso.

Lo sostiene un’indagine italiana, condotta dal Centro di medicina del dolore dell’Irccs Neuromed di Pozzili (Isernia).

“Ci sono persone che trovano sollievo dall’emicrania facendo l’amore”,dice Bruno Marcello Fusco, responsabile del Centro e coordinatore dello studio, che ha coinvolto 300 individui fra i 20 e i 60 anni.

“Ovviamente non parliamo di un mal di testa acuto, con sintomi che vanno dalla nausea al vomito, fino alla fotofobia. In quei casi, si ha solo voglia di mettersi a letto (da soli). E sono casi che vanno curati con terapie mirate”.

Provando piacere si alza la soglia di tolleranza al dolore

Se però l’emicrania è leggera, la sex therapy funziona.

“Durante un rapporto sessuale aumentano i livelli di serotonina e dopamina, neurotrasmettitori che influiscono positivamente sulle emozioni e sugli stati d’animo”, continua Fusco.

La conseguenza?
Provando piacere, si innalza la soglia di tolleranza al dolore.

“Sarebbero soprattutto i disturbi che dipendono dallo stress a trarre giovamento dall’atto sessuale”, precisa Fusco.

Concorda Roberto Todella, docente al master di sessuologia dell’Università di Pisa: “Il sesso come antidoto vale principalmente per le cefalee muscolo-tensive, ossia scatenate da una tensione inconsapevole delle spalle o del collo, favorite per esempio da una posizione protratta alla scrivania dopo una giornata in cui siamo stati molto concentrati sul lavoro”.

Ma attenzione: solo se l’idea di far l’amore è legata a un’aspettativa piacevole, il rapporto può sciogliere lo stress.

In questo caso, il rapporto intimo coinvolge tutti i muscoli del corpo (anche quelli contratti) in modo rilassante e fluido: le carezze hanno un potere eccitante e distensivo insieme.
E il mal di testa passa.

“Se invece ci sono conflitti e ansie legate all’incontro, questo non accade”, conclude Todella.

Splendido articolo di Gilda Lyghounis, tratto da: OK La salute prima di tutto. 

> I segnali della menzogna: voce, mani e piedi…

Foto di Giancarlo ForneiUn guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei,com

Capire se qualcuno ci mente dipende da quanto è emozionato: se è tranquillo e disinteressato si controlla di più, al contrario gli scapperanno segnali rivelatori.
Voce, mani e piedi sono l’equivalente del naso lungo di Pinocchio.

Le bugie sono spesso accompagnate da variazioni di tono della voce e del ritmo delle parole.

Se chi parla maschera risentimento nei nostri confronti, la voce si fa metallica, secca, e tende a mangiarsi le parole.

Se invece è deluso ma non vuole farlo capire, il timbro si abbassa, diventa un pò sospirato, flebile.

Le parole sono scandite più lentamente.

Le mani: non è vero che chi mente gesticola, al contrario tende a ridurre la gestualità.

Questo perchè è concentrato su quello che dice e perchè stando fermo si sente meno esposto.

Aumenta però il contatto mani-viso: nel momento della bugia si tocca la bocca, o sposta la mano dalla bocca al naso.

Spesso tiene qualcosa tra le mani e ci giocherella.

Se si pensa che qualcuno menta, basta osservargli piedi e gambe:ansia e senso di colpa orientano le estremità verso porte e finestre, sentiti come vie di fuga.

Anche il movimento incessante dei piedi è segnale del desiderio di fuggire.

Estratto da “Analisi Fisica”, un interessante articolo, molto più ampio, di Simona Acquistapace, da News - giugno 2011

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