> Bevande dolcificate, pericolo per le donne
4 febbraio 2012 Lascia un commento
Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com
Le bevande eccessivamente dolcificate fanno male soprattutto al cuore delle donne, con ripercussioni, anche gravi, sulla percentuale di trigliceridi nel sangue, e sul diabete. Lo conferma uno studio coordinato dell’Università dell’Oklahoma e presentato all’ultimo congresso dell’American Heart Association in Florida, secondo bere più di due soft drink al giorno, anche se si è magre e in forma, aumenta il rischio di patologie cardiache per le donne.
Per capire se il consumo di bevande dolci, come birre analcoliche, succhi di frutta e bibite a base di cola è collegato allo sviluppo di fattori di rischio cardiovascolare, i ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari di oltre quattromila statunitensi fra i 45 e gli 84 anni che avevano già preso parte allo studio sull’aterosclerosi, denominato MESA. Nessuno di loro presentava malattie cardiovascolari all’inizio della ricesca, e lo stato di salute veniva controllato scrupolosamente con tre visite effettuate nell’arco di tre anni.
I risultati non hanno lasciato spazio a interpretazioni: le donne che consumavano abitualmente due o più bibite al giorno avevano un rischio cardiovascolare superiore rispetto a quelle che ne bevevano al massimo uno al giorno. La probabilità di avere i trigliceridi troppo alti quadruplicava, così come crescevano diabete e circonferenza del girovita, e questo anche senza aumento di peso.
Esiti che non si sono rivelati così marcati per i maschi. Lo studio non spiega il perché di questa differenza, ma si ipotizza che possa essere legato al fatto che le donne hanno bisogno di meno energia e quindi meno calorie rispetto agli uomini; le 130 calorie assunte da una donna con una bibita avranno conseguenze metaboliche più pesanti perché rappresentano una porzione considerevole rispetto al suo fabbisogno calorico giornaliero. Il consiglio quindi è di limitare considerevolmente il consumo di bevande dolcificate e di non farsi trarre in inganno neanche dall’etichetta light. Di light c’è poco o nulla.





