> Come smettere di lamentarsi

Di Steve Pavlina, www.stevepavlina.com, traduzione di David Di Luca
Probabilmente il passo più importante nell’abbandonare l’abitudine di lamentarsi è quello di scollegare il comportamento indesiderato dalla nostra  identità. Un errore comune che fanno coloro che hanno l’abitudine cronica di lamentarsi è di identificarsi con i pensieri negativi che si aggirano nella loro mente.  Questo tipo di persone può ammettere di essere responsabile dei propri pensieri, ma allo stesso tempo affermare di non sapere come smetterla di pensare così spesso in negativo. Può sembrare un passo nella giusta direzione, e fino a un certo punto è così, ma può anche rivelarsi una trappola. E’ cosa buona e giusta prendersi la responsabilità dei propri pensieri, ma non è bene identificarsi con essi fino al punto di incolparsi perchè li abbiamo avuti, sentendoci ancora peggio.

Un’ affermazione migliore può essere: “Riconosco questi pensieri negativi che si aggirano nella mia testa. Ma non fanno parte di me. Se alzo il livello della mia consapevolezza, posso sostituirli con delle alternative positive”. Abbiamo la possibilità di ricondizionare i nostri pensieri, ma il trucco consiste nel tenere la nostra coscienza fuori  dal pantano. smettendo di darci la colpa di ciò che pensiamo. Rendiamoci conto che, sebbene questi pensieri vadano a zonzo per la nostra mente, non fanno parte di noi. Siamo semplicemente una conduttura cosciente attraverso cui fluiscono.

Condizionamento mentale

Anche se i pensieri non fanno parte di noi, se ce li ripetiamo più e più volte finiranno per condizionare parecchio la nostra mente.   E’ abbastanza preciso affermare che diventiamo i nostri pensieri dominanti, anche se penso che sia un po’ esagerato.

Pensiamo a come il cibo che mangiamo condizioni il nostro corpo. Non ci trasformeremo certamente nel nostro prossimo pasto, ma di sicuro quel cibo influenzerà la nostra fisiologia, e se continuiamo a mangiare lo stesso pasto più e più volte, nel corso del tempo l’effetto  sarà evidente.  Il corpo svilupperà una sorta di assuefazione per quel tipo cibo, aspettandosi lo stesso pasto ancora ed ancora.  Tuttavia, il nostro corpo rimane separato e distinto dai cibi che mangiamo, e siamo sempre liberi di cambiare il nostro tipo di alimentazione, ricondizionando gradualmente la nostra fisiologia in accordo con i nuovi input.

E’ questo il motivo per cui il pensiero negativo crea tanta asseuefazione. Se continuiamo a pensare in negativo, condizioniamo la nostra mente ad aspettarsi input negativi, addirittura a smaniare per riceverli. I nostri neuroni impareranno addirittura a predire l’arrivo di stimoli negativi. In pratica, diventeremo dei magneti che attraggono negatività.

La trappola del pensiero negativo

Questa è una situazione da cui è difficile uscire perchè tende ad auto-perpertuarsi, come sa fin troppo bene chi si trova impegolato nel pensiero negativo. Le esperienze negative rinforzano le vostre aspettative negative, che attraggono a loro volte esperienze negative.

Effettivamente la maggior parte delle persone che imboccano questa strada non ne escono più in vita loro. Tanto è difficile uscirne. Anche se si battono contro la propria negatività, senza rendernesene conto la rendono perpetua perchè ci si identificano. Se ti incolpi perchè sei troppo negativo, non fai altro che rinforzare lo schema anzichè uscirne.

Penso che la maggior parte della gente che si trova impastoiata in questa trappola ci rimarrà fino a quando non eleverà il proprio livello di coscienza. Devono riconoscere che sono intrappolati, e che continuare a combattere la loro negatività mentre si identificano con essa è una battaglia che non potranno mai vincere. Pensiamoci. Se darci la colpa perchè ci lamentiamo eccessivamente funzionasse, non avrebbe funzionato già da un bel po’? Con tutto lo sforzo che avete messo in questo piano d’attacco, siete più vicini a una soluzione, oppure no?

Di conseguenza, la soluzione che mi piace di più è quella di smettere di combattere e arrendersi. Invece di resistere frontalmente alla negatività, riconoscere che esiste ed accettare la sua presenza. Ciò avrà l’effetto di elevare il livello della nostra coscienza.

Superare la negatività

Possiamo effettivamente imparare ad abbracciare i pensieri negativi che scorrono nella nostra testa, e così facendo trascenderli. Lasciamo che ci siano, ma non identifichiamoci con essi, perchè non sono parte di noi. Iniziamo a interagire con loro come osservatori.

Qualcuno ha detto che la mente è come una scimmia iperattiva. Più combattiamo con la scimmia, più diventa agitata. Quindi rilassiamoci, invece, e osserviamo finchè la scimmia non scarica tutta la tensione.

Riconosciamo anche che è questa la vera ragione per la quale siamo qui, a vivere la nostra attuale vita come esseri umani. La ragione per cui siamo qui è sviluppare la nostra coscienza. Se siamo impantanati nella negatività, il nostro compito è di sviluppare la nostra coscienza fino al punto in cui impariamo a rimanere concentrati su quello che vogliamo, a creare positivamente anzichè in modo distruttivo.  Puo’ servirci più di una vita per arrivarci, e va bene. La nostra vita riflette costantemente verso di noi i contenuti della nostra coscienza. Se non ci piace quello che stiamo provando, è perchè dobbiamo ancora sviluppare le nostre abilità nella creazione consapevole. Non è un problema, però, perchè siamo qui proprio per questo. Stiamo provando esattamente quello che ci serve perchè possiamo imparare.

Creazione consapevole

Se ci servono un po’ di altre vite per lavorare sulla nostra negatività, siamo liberi di prenderci il nostro tempo. La creazione consapevole è una grossa responsabiità, ed è possibile che ancora non ci sentiamo pronti. Quindi, fino ad allora continueremo a ripetere lo schema del pensiero negativo per tenerci lontani da quell’obiettivo. Dobbiamo ammettere che l’idea di essere il creatore dell’intera realtà in cui viviamo attualmente è un po’scoraggiante. Cosa faremo della nostra vita. E se rovinassimo tutto? E se facciamo un gran casino? E se nonostante ce le mettiamo tutta finiamo per fallire? Questi dubbi su noi stessi ci incatenano in uno schema negativo che ci serve per evitare responsabilità.

Sfortunatamente, questo rifuggire dalle nostre responsabilità ha delle conseguenze. L’unico modo in cui i veri creatori possono negare di essere responsabili delle proprie creazioni è cullarsi nell’illusione che in effetti non stanno creando nulla. Ciò significa rivolgere la tua energia creativa contro noi stessi. Siamo come un dio che usa i suoi poteri per non avere più poteri. Usiamo la nostra forza per renderci deboli.

La ragione per cui ci possiamo trovare impelagati in uno schema di pensiero negativo in questo momento è perché a un certo punto, lo abbiamo scelto. Abbiamo valutato che l’alternativa di assumerci la responsabilità di ogni aspetto della nostra vita era ben peggiore.  Era troppo difficile da gestire. Quindi abbiamo rivolto i nostri propri pensieri contro noi stessi, per evitarci questa terribile responsabilità. Continueremo a rimanere in questo schema di manifestazione negativa finché non saremo pronti ad accettare un po’ di quella responsabilità.

La negatività non deve essere per forza una condizione permanente. Abbiamo sempre la libertà di fare una scelta diversa. In pratica, ciò avviene per gradi, attraverso uno sviluppo della nostra consapevolezza. Cominciamo ad accettare e ad accogliere una responsabilità sempre maggiore per la nostra vita.

Prendersi tutta la responsabilità

Vedete… la vera soluzione al fatto di lamentarsi è la responsabilità. Dovete dire all’universo (ed esserne convinti): “Voglio accettare più responsabilità per ogni cosa di cui faccio esperienza”.

Ecco alcuni esempi di quello che intendo per “accettare la responsabilità”:

  • Se sono infelice, sono io che creo l’infelicità.
  • Se questo mondo ha un problema che mi disturba, sono io ad avere la responsabilità di risolverlo.
  • Se qualcuno ha bisogno, ho la responsabilità di aiutarlo.
  • Se voglio qualcosa, spetta a me ottenerlo.
  • Se voglio certe persone nella mia vita, devo impegnarmi ad attrarle e invitarle a stare con me.
  • Se non mi piacciono le mie circostanze attuali, devo porvi fine.

Il lato positivo della faccenda è che siamo responsabili anche per tutto il bello della tua vita. Le cose belle non succedono e basta. Siamo noi che le creiamo. Ottimo lavoro.

Diamoci una pacca sulla spalla per aver realizzato quello che ti piace, ma non fingiamo di gioire di quello che chiaramente non possiamo soffrire. Ma accettiamo la responsabilità per entrambi… almeno, per quanto siamo pronti a farlo.

Lamentarsi vuol dire negare la nostra responsabilità. Dare la colpa a qualcun altro è anch’esso un modo per sottrarsi alla propria responsabilità. Tuttavia, anche questa negazione ha un suo potere creativo.

La creazione creativa è in effetti una responsabilità che fa tremare le vene e  i polsi. Ma secondo me è la parte migliore della condizione umana.  Non c’è altro sistema per creare una vita piena di gioia, anche se implica il prendersi la responsabilità di tutta la spazzatura indesiderata che abbiamo manifestato fin’ora.

Quando ci pizzichiamo mentre ci lamentiamo, fermiamoci, e domandiamoci se vogliamo continuare a negare che siamo responsabili per la nostra realtà o se vogliamo assumercene un po’. Forse siamo pronti per farlo, forse no, ma facciamo del nostro meglio per  prendere questa decisione in modo consapevole.  Preferiamo essere compatiti per aver creato quello che non vogliamo, o ricevere congratulazioni per aver creato quello che volevamo?

Info David Di Luca
http://www.enxerio.com/david

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