La strategia della Cipolla

Di David Di Luca – Sviluppo personale e libri con contorno di patatine fritte

Un racconto: “Cara amica mia…”

Pubblicato da davidone1967 su 9 Novembre 2009

Questo è un racconto che mi ha inviato Claudia Bertuccelli Mi è sembrato carino, spero piaccia anche a voi.

David

Cara amica mia,

ti scrivo in questa giornata piovosa, per raccontarti un po’ di me.

Siedo vicino al fuoco, fuggo lontano con lo sguardo verso il lago.
Il lago in autunno è bellissimo, dolcemente triste, quieto e silenzioso; circondato dalle foglie che danzano lentamente giù dagli alberi formando un soffice tappeto rossastro.
Tutta questa immagine sembra un quadro, di una bellezza così perfetta ma così delicata che mi commuove.

Si mia cara, mentre ti scrivo, mi scopro a piangere come una bambina.
Già, una bambina divenuta adulta troppo in fretta, in un mondo dove non si può più piangere perché troppo sconveniente ed infantile.
Eppure tutti noi ne abbiamo bisogno, l’animo umano può provare infinite emozioni, così forti, così belle eppure così spaventose.
Ma che cosa saremmo senza emozioni?
Fredde macchine, esseri glaciali o cos’altro…?

Ricordi le nostre estati al lago, il sole brillava sull’acqua e le nuvole così alte nel cielo erano morbide come zucchero filato.

Ah, cara amica mia, donna e bambina come me.
In un solo anno la mia vita è cambiata totalmente. Gli affetti, il lavoro, gli amici, la città.
Ma appena posso torno nel nostro piccolo paradiso, per ritrovare un po’ me stessa.
In una grande città come Londra è molto facile perdersi.
Ed ancora più facile è invece scoprire nuovi lati di sé stessi che non conoscevamo.

Il lavoro mi tiene occupata per tutta la mattina, ma dopo pranzo esco e visito la città.
Ne ammiro i musei con le loro opere d’arte, gli antichi edifici, le vecchie librerie e le viuzze anguste. Qui puoi scovare graziose case da tè dove gentili signore ormai sagge e molto compite ti servono pasticcini e tè che profumano di un’antica tradizione.

Ci si abitua sai, all’idea di essere soli in un grande Paese che non è il tuo.
Forse perché in questi luoghi tutti si possono sentire più soli.
So cosa mi chiederesti se tu fossi qui…
Ebbene la mia risposta è no, nemmeno lì ho trovato ciò che vado cercando da anni.
E’ vero, ho potuto ammirare più arte, ah; che cosa sarebbe la mia vita senza di essa…
Ho conosciuto più persone ed ampliato la mia mente, ma la pace, il perdono verso me stessa; questo non l’ho ancora trovato.
E’ una ricerca lunga e spesso dolorosa, ma ne vale la pena, perché solo così posso cercare di conoscermi veramente.
Mi perdo e mi ritrovo ogni giorno, nascondendomi tra la folla della metropolitana, osservando i passanti dalla vetrina di un caffé o semplicemente lasciando libera quella bambina che non ha potuto né piangere né ridere quando avrebbe dovuto.

Alla fine il tempo vola, è già passato un anno da quando mi sono trasferita e noi due non ci vediamo da parecchi mesi.
Bè, potremmo usare le web cam, ma sai che sono una ragazza all’antica…
Comunque sia, puoi venire a trovarmi quando vuoi, la mia porta per te è sempre aperta.

Adesso sento che il caffé sta bollendo, credo che me ne andrò a gustarmelo sul lago.

Il rumore della pioggia, il solletico delle gocce sulla pelle, l’erba umida sotto i piedi e l’odore dell’autunno basteranno a cullare la mia mente.
Una dolce sinfonia, che mi accompagnerà quando un giorno l’enigmatico viaggio della vita sarà giunto al suo termine.
Perché io vorrò essere qua, sulle rive del nostro lago, ad ascoltare con il cuore tutta la pace che solo la natura ci può donare.

Con tutto il mio amore

C.

Una Risposta a “Un racconto: “Cara amica mia…””

  1. [...] da davidone1967 su 22 Novembre 2009 Ho già avuto occasione di proporvi un altro racconto di Claudia. Me ne ha inviato un altro, che mi fa piacere condividere. Spero vi piaccia. [...]

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