Mangiare con lentezza, il segreto del vivere in forma

Fonte: www.naturaebenessere.it

D’accordo, se non si mangiano pizza, patatine fritte e gelato (nello stesso pasto), non si ingrassa. Eppure c’è un trucchetto per evitare i chili di troppo (tenetelo a mente in vista delle abbuffate di panettoni) e sarebbe quello di mangiare lentamente. Lo precisa uno studio, di prossima pubblicazione sulle pagine di “Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism”.

Il cibo-test usato dagli autori, un gruppo di ricercatori del Laiko General Hospital di Atene, in Grecia, è stato infatti un gelato da 300 grammi. Ai volontari sono stati dati ben trenta minuti per gustarselo: alcuni lo hanno spazzolato in pochi minuti, altri si son presi tutto il tempo per mangiarlo. Ebbene, chi aveva impiegato più tempo a mangiare il dolvce aveva mediamente livelli più elevati nel sangue di peptide YY e peptide simile al glucagone, e non a caso riferiva di sentirsi più sazio. Quindi, assaporate ogni pietanza con lentezza. Mangerete meno e sarete più soddisfatti.

Noterelle su romanzo e racconto

Di David Di Luca

Romanzo e racconto mi sono sempre sembrati parenti stretti, almeno a prima vista. Li ho sempre considerati sottoinsiemi della narrativa. Alla fine, sempre di storie si tratta. Però, ultimamente sto rivedendo questa posizione, per motivi strettamente procedurali.

Un racconto in genere lo scrivo in due-tre giorni, una settimana al massimo. Una volta che l’idea è stata concepita, vado abbastanza spedito. Con i romanzi è diverso. Molto banalmente, per me sono abbastanza lunghi da farmi perdere di vista tanto l’idea di base, quanto l’intreccio. Mi capita spesso, leggendo i capitoli che ho già scritto, di meravigliarmi di quello che ci ho messo dentro. Quasi come se li avesse scritti un’altra persona.

Il che non è del tutto falso, perchè magari quel capitolo l’ho scritto tipo un anno prima, quando in effetti ero in parte altr’uom da quel ch’i’sono. Quindi è normale che lo veda con un occhio diverso, talmente distaccato da poter sembrare quello di un’altra persona.

C’è anche un altro aspetto. Ho spesso notato che un buon romanzo non contiene una sola vicenda. Anzi di solito ce ne sono come minimo due o tre, che poi in genere sono riconnesse alla trama principale. L’autore sovente gioca con queste sottotrame, e può anche tenderle fino all’inverosimile, tanto che il lettore magari arriva a domandarsi cosa c’entri con il romanzo nel suo complesso.

A volte mi viene da pensare che proprio in questo stia la bravura dell’autore. Riuscire a creare una storia complessa, con molte sospensioni e quindi avvincente (cosa succederà adesso?) evitando però che il lettore si perda, si annnoi, e alla fine butti il libro. Personalmente, devo ancora imparare, come dire, a lasciare e riprendere i personaggi. Secondo me, si tratta di una delle lezioni più importanti.

Quindi, almeno per me, scrivere un romanzo è una sfida molto più complessa che non buttare giù un racconto. Del resto ci fu qualcuno che mi narrò un aneddoto su Victor Hugo. Pare che il grande francese, mentre componeva I Miserabili, tenesse nel suo studio, su un tavolo, una sorta di plastico, con su delle figurine che rappresentavano i personaggi. Ciascuna era piazzata nel posto che gli competeva al momento.

Non so quanto sia vera questa storia, neanche ho controllato. Però la trovo incoraggiante. Vuol dire che non sono io: è proprio che per scrivere un romanzo e tenerne le fila occorre del metodo.

Tumori, la morfina potrebbe incrementare le metastasi

Fonte: www.naturaebenessere.it

La morfina potrebbe contribuire alla crescita e all’espansione dei tumore. Lo afferma uno studio condotto dall’Università di Chicago sull’antidolorifico più usato nei casi di cancro e diffuso dal sito della Bbc. Secondo le indagini dell’ateneo americano la morfina favorirebbe lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni in grado di alimentare la massa tumorale. Se i risultati venissero confermati dai test clinici, potrebbero cambiare le linee guida per gli anestetici somministrati negli interventi chirurgici sui pazienti affetti da tumore.

Dinosauri, scoperta una nuova specie

Fonte: www.naturaebenessere.it

E’ stata scoperta in Sudafrica una nuova specie di dinosauro. Lo ha reso noto l’università di Witwatersrand. Il dinosauro, “Aardonyx Celestae” ha preso nome dalla moglie dello scienziato che ha fatto la scoperta. Il materiale del rivestimento ha ispirato l’altra parte del nome Aardonyx (ossia artiglio della terra). Gli scopritori si sono trovati di fronte a due esemplari, uno dei quali lungo sette metri e l’altro nove. Si ritiene che risalgano a 195 milioni di anni fa, in pieno giurassico inferiore, e secondo gli esperti erano erbivori. Questi dinosauri avevano tratti caratteristici dei precursori dei sauropodi, che dominarono in tutto il periodo giurassico. 

Per saperne di più:  La misteriosa fine dei dinosauri. Come le grandi estinzioni hanno modificato la vita sulla Terra di Eric Buffetaut

Prendi il denaro nelle tue mani (4)

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Per le parti precedenti clicca qui

Ben diversa è invece la sorte di coloro che coltivano qualche hobby, ampliano le loro conoscenze , e meglio di tutto si sforzano di migliorare la loro consapevolezza finanziaria. Dirò qualcosa che a molti potrà sembrare ovvio, ma proprio perchè ovvio spesso non viene preso in considerazione: lo stipendio non è l’unica fonte di reddito.  E anzi non dovrebbe esserlo mai.

Il “flusso multiplo di reddito” (multiple streams of income) è un concetto formalizzato da Robert Allen (www.robertgallen.com) . Detto in soldoni, si tratta di creare altre fonti di reddito, meglio se passivo, ovvero non legato al nostro lavoro. Il caso più banale è questo sito. Io scrivo questo articolo, pubblico quelli di altri, voi li leggete e qualcuno (spero :-) ) acquista i prodotti consigliati.

L’articolo viene scritto una volta sola, ma genera visite per un lungo periodo di tempo. Lo stesso accade con i libri, grazie al diritto d’autore, o con le invenzioni, grazie ai brevetti. Il lavoro viene fatto una volta, ma produce reddito o comunque valore più volte.

Direte voi:  insomma, mi stai consigliando di aprire un blog , esattamente come questo. Ma se tutti ci mettiamo a fare un blog, non sarà che alla fine il mercato si saturi? E poi, di che cosa mi dovrei occupare?

Dubbi più che legittimi. Ed ecco le mie risposte: (1) in genere il mercato è “saturo” quando tutti propongono lo stesso prodotto. Non è certo geniale aprire un pizza a taglio quando ce ne sono già una decina nelle vicinanze. Però… se voi fate un tipo particolare di pizza, che nessuno fa, ecco che la cosa assume un aspetto completamente diverso.

Quindi, poi potete fare un blog anche simile ad un altro, ma se è vostro, personale,  ecco che diventa un prodotto diverso da quello degli altri.

Quanto all’argomento, ovviamente dovrebbe essere qualcosa che vi appassiona: nel mio caso la motivazione e lo sviluppo personale, ma niente vieta che possiate metter su un blog sui francobolli, o sui vini del Molise.

Quel che conta è che vi divertiate nel farlo, e che mettiate informazioni utili.

Se riuscite ad essere interessanti, a questo punto potete cercare affiliazioni con siti che vendono prodotti del vostro settore, e molto semplicemente cercare di venderli ai vostri visitatori.

Nel mio caso, sono principalmente libri, ma niente vieta che troviate degli accordi con i produttori di beni di altro tipo. L’importante è che ciò che proponete abbia a che fare il più possibile con i contenuti del sito. Basta cercare “affiliazioni” su Google per avere soltanto l’imbarazzo della scelta.

Ovviamente, tenete d’occhio le statistiche dei post più visitati per avere idea di quali sono gli argomenti che interessano ai vostri lettori.

Per saperne di più: Multiple Streams of Income: How to Generate a Lifetime of Unlimited Wealth! Second Edition di Robert G. Allen

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