La strategia della Cipolla

Di David Di Luca – Sviluppo personale e libri con contorno di patatine fritte

Archivio per Luglio 2009

Aziende e magazzini-Just-in-time a tutti i costi?

Pubblicato da davidone1967 su 31 Luglio 2009

Un guest post da www.planconsulting.it/blog

Un tempo le aziende avevano enormi magazzini;

oggi usando l’ elaborazione elettronica dei dati, le informazioni sugli ordini vengono trasmesse in tempo reale e le aziende possono produrre solo quello che serve, consegnarlo nel minor tempo possibile, senza neppure far transitare il prodotto dal magazzino.
Ma cosa più importante possono controllare e seguire le preferenze dei clienti e fare una produzione programmata. In tal modo si abbattono i costi connessi con il mantenimento delle scorte e la gestione del magazzino.
Allora Just-in-time a tutti i costi?

E’ sbagliato pensare di poter applicare il metodo del “just-in-time” (scorte tendenti a zero) ad ogni tipologia di azienda.

Sarebbe fantastico avere zero scorte, zero attese, zero ritardi, zero burocrazia, zero inefficienze…….In realtà la presenza di una certa quantità di scorte per alcune aziende, soprattutto di piccola e media dimensione, il più delle volte è utile se non addirittura indispensabile.

Senza scorte si rischia di non poter soddisfare in tempo la domanda dei clienti o addirittura un blocco della produzione per mancanza di materie prime.

Al contrario una quantità eccessiva di scorte può comportare l’ immobilizzazione del capitale circolante e di conseguenza maggiori oneri finanziari che vanno ad influenzare il risultato economico.

E’ quindi necessaria una oculata gestione degli approvvigionamenti e degli stock in tutte le imprese, indipendentemente dalla loro dimensione.

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A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti Plan Consulting

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Occhi specchio dell’anima (e non solo)

Pubblicato da davidone1967 su 30 Luglio 2009

Fonte: www.naturaebenessere.it

Anche in questo caso la saggezza popolare trova grandi conferme nella ricerca ricerca scientifica. Quando si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima, non si tratta solo di un modo di dire, ma di una verità inconfutabile. E’ proprio dallo sguardo che noi riconosciamo una persona. Lo sostengono i ricercatori dell’Università di Barcellona, secondo cui gli occhi sono la prima cosa che guardiamo in una faccia familiare, per riconoscerla in fretta e per carpire delle informazioni utili.

Lo studio, pubblicato nella rivista Computational Biology, rivela che subito dopo gli occhi, il nostro sguardo si concentra sulla forma della bocca e subito dopo sul naso. Utilizzando dei software visivi, i ricercatori hanno scoperto che gli occhi possono essere sufficienti per riconoscere un volto familiare, mentre non lo sono il naso e la bocca. Atri fattori, come l’età della persona, non sono presi in considerazione.

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“La stanza delle torture” di Cinzia Donati

Pubblicato da davidone1967 su 26 Luglio 2009

Di David Di Luca

La stanza delle torture

Oggi un… “postino” veloce veloce per raccomandarvi il libro di un’amica. Si tratta di una serie di interviste a personaggi di varia foggia & natura. Come tutti i libri di questo tipo ci consente di trarre spunto dalle vite dagli altri, e quindi alle fine si impara qualcosina. Insomma… compratelo. Basta fare clic qui.

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“The Attractor Factor” di Joe Vitale

Pubblicato da davidone1967 su 24 Luglio 2009

 Recensione di Giancarlo Fornei

Attractor FactorDevo ammettere che non conoscevo Joe Vitale e neppure il suo splendido libro Attractor Factor. L’ho letto per puro caso, dopo che mi era stato suggerito da un amico (come spesso accade il passaparola è fondamentale).

12 euro spesi bene, spalmati in 219 pagine che contengono una marea di informazioni su come attrarre verso noi stessi la ricchezza.

Semplice nella scrittura e pieno di consigli interessanti. Nella parte finale scivola un po’ sulla spiritualità ma è del tutto naturale scoprendo il personaggio che lo ha scritto. Bello, lo consiglio da leggere, utile anche per definire bene obiettivi.

Voto da 1 a 10: 9 e mezzo.

Buona lettura, puoi trovarlo a questo link

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Andare in bicicletta (ma anche nuotare) non si dimentica mai

Pubblicato da davidone1967 su 23 Luglio 2009

E’ come andare in bicicletta. Un adagio popolare che però ha anche importanti fondamenti scientifici. Lo dimostra lo studio pubblicato su “Nature Neuroscience”, secondo cui pedalare è uno di quegli automatismi che non si scordano. Rimettersi in sella e partire non è mai un problema per nessuno e lo stesso discorso vale per sciare, mangiare con le bacchette e nuotare. Il segreto di questa capacità del nostro cervello sta in una cellula nervosa che regola i meccanismo dei ricordi motori.

In pratica per noi è più facile ricordare come si fanno correttamente gli addominali piuttosto che una poesia di poche righe. Il motivo sta nei collegamenti tra le cellule nervose che stimolano l’apprendimento. In particolare gli scienziati hanno focalizzato la loro attenzione sulle connessioni tra cellule nervose nel cervelletto, la parte che immagazzina dati sul coordinamento dei movimenti, scoprendo che un particolare tipo di cellula, il cosiddetto strato molecolare interneuronale, fa da “custode” agli impulsi neuronali.

In sostanza, come sostenuto dal dottor Peer Wulff, esiste una cellula che traduce i segnali che provengono dal cervelletto in un particolare codice che a sua volta diventa ricordo. Questo meccanismo, inoltre, funziona ogni volta che apprendiamo una nuova abilità motoria. Chi ha sofferto di disordini cerebrali, come l’infarto o la sclerosi multipla potrebbe, grazie a questa ricerca, ricominciare a fare una vita normale grazie a protesi in grado di riprodurre questi meccanismi nervosi.

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“Il giorno prima della felicità” di Erri De Luca

Pubblicato da davidone1967 su 21 Luglio 2009

Il giorno prima della felicità

Di Paola Romagnoli e Andrea Masanotti

La storia e’ ambientata a Napoli  durante il  dopoguerra in un palazzo   nel cui   seminterrato un bambino vive da solo . Solo l’enigmatico portinaio conosce la sua situazione e si preoccupa di i portargli i pasti . L’orfano vive solo e libero.

Va a  scuola  e nel tempo libero gioca a pallone nel cortile del condominio, innamorato del riflesso della bambina del terzo piano che giunge fino alla sua stanzetta.

Soltanto  quando sara’ un po’ cresciuto  avra’  un compagno per   giocare a carte  : il portiere del palazzo, un uomo in grado di percepire i pensieri della città e di  raccontare tante storie su  Napoli.

Il ragazzo si vedrà raccontare gli eventi precedenti alla sua nascita, quando la città , con le sue giornate di eroica resistenza, si era preparata al giorno di felicità della liberazione.

Quando tornerà la bambina del terzo piano, ormai una donna e con un passato misterioso, il custode dovrà anche prepararlo a vivere il giorno di felicità che attende il giovane con la tensione di un agguato e la forza di portarlo lontano dalla sua fanciullezza.

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E’ ufficiale: essere ragazze è faticoso

Pubblicato da davidone1967 su 20 Luglio 2009

Fonte:  www.naturaebenessere.it

Un luogo comune, supportato ora da una ricerca scientifica. Le donne sono effettivamente più sensibili degli uomini e la dimostrazione arriva da uno studio condotto dal National Institute of Mental Health.

L’attività cerebrale di un campione, formato da 34 fra ragazzi e ragazze tra i 9 e i 17 anni, è stato monitorato grazie alla risonanza magnetica. Nelle ragazze le aree del cervello deputate alle emozioni e alle relazioni interprersonali (come l’amigdala, l’ipotalamo e l’ippocampo) sono più pronunciate rispetto ai maschi, soprattutto con l’avanzare dell’adolescenza. Questo spiegherebbe perché le “femminucce” abbiano una maggior propensione alla depressione e vivano con inquietudine e angoscia i rapporti interpersonali.

Il riconoscimento e l’appartenenza sociale sono al centro dei pensieri femminili e a una maggior aspettativa in questa direzione corrisponde inevitabilmente anche una maggior delusione quando la tanto desiderata approvazione non si verifica.

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Antonio Machado

Pubblicato da davidone1967 su 18 Luglio 2009

Il poeta spagnolo Antonio Machado nacque a Siviglia nel 1875. Nel 1883 la famiglia si trasferisce a Madrid, dove Machado studia nella Institución Libre de Enseñanza, fondata da Francisco Giner de los Ríos. Gli studi saranno peraltro spesso interrotti per le condizioni economiche della famiglia dopo la morte del padre.

Nel 1899 M. si reca a Parigi, dove vive suo fratello Manuel. Con lui scriverà vari lavori teatrali e lavorerà come traduttore. Qui incontra Oscar Wilde e Pio Baroja, ed assiste alle lezioni del filosofo Henri Bergson, che saranno per lui fondamentali. Nel 1903, sempre a Parigi, pubblica Soledades, che più tardi (1907) verrà pubblicato in versione ampliata (Soledades, Galerias y otros poemas). Conosce Ruben Dario. A Madrid diventa amico di Juan Ramon Jimenez.

Nel 1907, vince una cattedra di insegnamento di lingua francese. Si trasferisce a Soria, dove conosce Leonor Izquierdo, che tre anni dopo diventerà sua moglie. Lei ha quindici anni, lui trentaquattro. Leonor muore di tubercolosi nel 1912. M. cade in profonda depressione e si trasferisce a Baeza, dove vive con sua madre.

nel 1912 pubblica Campos de Castilla, in cui si allontana dai toni modernisti di Soledades e dalle attitudini intimiste di Soledades, Galerias y otros poemas, avvicinandosi alle inquietudini patriottiche di cui è espressione la Generazione del ‘98. E’ di questo periodo la sua corrispondenza con Miguel De Unamuno.  Nel 1917 conosce Federico Garcia Lorca, di cui diventa grande amico.

Nel 1919 si trasferisce a Segovia, dove collabora con la Universidad Popular e rimane fino al 1932, quando si trasferisce a Madrid. Qui scrive i testi in prosa che saranno raccolti negli “apocrifi” Juan de Mairena e Abel Martin. A Madrid corteggia anche una donna sposata, Pilar Valderrama, che comparirà con il nome di Guiomar in Nuevas Canciones. In questo periodo si dedica allo studio della filosofia.

Allo scoppio della Guerra Civile, si trasferisce a Valencia. Qui pubblica La Guerra  e collabora a La Vanguardia, giornale espressione della Repubblica.  Nel febbraio del 1939, dopo l’occupazione di Barcellona, si trasferisce in Francia, a Collioure, dove morirà qualche mese più tardi.

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Spazio, partita l’Endeavour

Pubblicato da davidone1967 su 16 Luglio 2009

Fonte: Agenzia Giornalistica Grt

Al sesto tentativo lo shuttle Endeavour ha potuto staccarsi da terra al centro spaziale Kennedy, vicino a Cape Canaveral, e dirigersi verso la stazione spaziale internazionale. La partenza alle 18.03 locali (mezzanotte e tre minuti ora italiana). A bordo sette astronauti che devono aggiungere un modulo alla Stazione spaziale internazionale.

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Pillola dimezza grassi: sogno o illusione?

Pubblicato da davidone1967 su 15 Luglio 2009

Per il momento funziona solo sui topi di laboratorio, ma la speranza è che i principi attivi contenuti nella cosiddetta “pillola antigrasso” possano funzionare anche con gli esseri umani. Lo studio, che ha portato alla creazione di questo particolare farmaco, è stato coordinato dagli scienziati dell’Università dell’Indiana.

Questo prodotto potrebbe ridurre quasi della metà il grasso localizzato in una sola settimana. In sostanza si tratta di un ormone sintetico che regola il metabolismo del glucosio. I risultati sulle cavie da laboratorio sono stati davvero significativi:dopo una settimana di somministrazione sui topi, il peso era sceso di un quarto. Ancora più drastici, invece, i risultati dopo un mese di trattamento, con una riduzione del 28,1% del peso e di quasi il 63% della massa grassa.

Soddisfatto degli esiti della ricerca il professor Roberto De Marchi. “L’obesità e le sue conseguenze, come ad esempio il diabete, restano una minaccia primaria per la salute – ha spiegato – e finora i trattamenti farmacologici per l’obesità hanno avuto efficacia relativamente limitata e sono stati non di rado gravati da pericolosi effetti collaterali. In questo caso, invece, abbiamo dimostrato il principio secondo cui singole molecole possono attivare contemporaneamente più di un meccanismo per normalizzare il peso in modo sicuro”.

Cauto, invece, il professore di biochimica dell’Università di Cambridge, Stephen O’Rahilly. “È fondamentale dimostrare che questo tipo di trattamento è efficace e sicuro sugli animali, prima di procedere a testarlo sugli uomini – ha detto in un’intervista rilasciata al “Daily Mail” -. Del resto, molte pillole cosiddette rivoluzionarie hanno poi fallito quando sono state provate sugli esseri umani, perché non funzionavano sufficientemente bene o a causa dei pesanti effetti collaterali. Mi pare troppo presto per poter dire se questa molecola sarà l’eccezione e potrà rivelarsi davvero efficace per la cura dell’obesità umana, ma rappresenta comunque un’importante speranza per quanti soffrono di questa condizione”.

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