Quelli che piacciono a me: “Puoi se vuoi” di Norman Vincent Peale

Puoi se vuoi

Di David Di Luca

Puoi se vuoi  è stato in assoluto uno dei primi libri di motivazione che ho letto. Certo, per chi non ha mai avuto a che fare con questo genere di libri, può sembrare un po’ “fortino”. Si sa, per noi italiani a volte gli americani esagerano un po’. Peale poi, essendo un sacerdote protestante, ci mette un’enfasi tutta sua. Però, è vero anche che questo libro è uno dei più diretti in assoluto, ottimo per chi vuole avvicinarsi alla motivazione…Compralo ora su “Il Giardino dei Libri”

Balanced Scorecard-Le piccole aziende la utilizzano?

Un guest post di Patrizio Gatti

Il controllo dell’azienda tramite strumenti come la Balanced Scorecard può essere molto interessante oltre che importante nei risultati .

Ma le piccole imprese la utilizzano?

Intanto vediamo cosa è:

La Balanced Scorecard e”  una scheda di reporting che misura determinati indicatori bilanciati tra gli obiettivi finanziari di breve termine e le prestazioni aziendali di lungo termine.

In sostanza, questa scheda di misurazione individua degli indicatori atti a valutare l’andamento gestionale dell’azienda (scostamenti da budget e da piano strategico).

La Balanced Scorecard è attuabile in un arco temporale di almeno un biennio ed in ogni impresa o ente sia pubblico che privato, e consiste in processi definiti. Innanzitutto prevede:

a) La definizione di una missione e la strategia degli interventi realizzata attraverso:

I. La partecipazione degli organi di governo e di management (processo top down), i quali identificheranno le risorse strategiche, formuleranno strategie chiare e verificheranno la validità del modello di business adottato.

In questo processo, l’Amministratore espone la strategia ai responsabili di funzioni, provvede a formare un nucleo di valutazione composto da vari responsabili,  il quale informerà delle strategie tutti i componenti interni all’azienda e provvederà a valutare i risultati ottenuti attraverso riunioni periodiche trimestrali.

II. La partecipazione dei dipendenti alla strategia aziendale (processo bottom up). La missione e gli obiettivi saranno comunicati in maniera efficace e tradotti in attività operative, tenendo conto del bilanciamento degli interessi tra organi di vertice e base produttiva.

b) La redazione di una mappa strategica secondo principi ed obiettivi definiti sulla base di 4 prospettive che vedremo nel prossimo post.

E tu la utilizzi per il controllo gestionale della tua impresa ?

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Benefici e cambiamenti apportati dal Reiki

Un guest post di Fabiana del Torto

Miei cari ricercatori,

un ripensamento mi è sembrato opportuno. Nell’articolo precedente vi avevo promesso che in questo incontro avrei affrontato i dettagli sul SECONDO livello Reiki, invece vorrei sottolineare ancora i benefici e i cambiamenti che arrivano praticando questa tecnica. Abbiamo detto più volte che Reiki è noto in tutto il mondo come “metodo naturale di guarigione”, ma anche se dà grandissimi risultati in questo senso, il suo principale terreno di lavoro è la consapevolezza, la spinta all’evoluzione.

Già durante l’armonizzazione dei PRIMO livello prende avvio la trasformazione, Reiki comincia potentemente a lavorare su tutti i piani dell’Essere. Sinteticamente:

  • sul piano corporeo
  • sul piano emotivo
  • sul piano mentale
  • sul piano dello Spirito

Il Reiki regolarizza e potenzia la circolazione energetica in tutte le aree della propria unità di corpo, emozioni, mente e spirito. Vediamo come:

  1. CORPO: sul piano corporeo Reiki innesca e favorisce i processi di disintossicazione generale che portano ad una graduale e progressiva eliminazione di tossine; aiuta a combattere i danni causati dall’alimentazione errata; contribuisce a potenziare l’azione del sistema immunitario; aiuta ad attenuare il dolore sia acuto che cronico; stimola la rigenerazione dei tessuti e contribuisce a riattivare le funzioni di tutti gli organi armonizzando i sistemi circolatorio, linfatico, endocrino, digerente ed urinario; aiuta a riequilibrare il sistema nervoso e il sistema neurovegetativo contribuendo sensibilmente alla realizzazione di un piacevole stato di rilassamento e distensione muscolare.
  2. EMOZIONI: sul piano emotivo il riequilibrio energetico contrasta con profitto i disagi cui l’essere umano è quotidianamente sottoposto: fretta, ansia, stress, responsabilità, impegni gravosi, ritmi frenetici. Aiuta inoltre, con naturalezza, a riconoscere e a rielaborare anche traumi, conflitti, sensi di inadeguatezza e sensi di colpa.
  3. MENTE: sul piano mentale ridona freschezza e lucidità, va ad eliminare pensieri ossessivi e a venire a capo di piccole manie; stimola la concentrazione nell’attività e nel riposo stimola il rilassamento.
  4. SPIRITO: sul piano spirituale aiuta attraverso il sentire, ovvero risvegliando e potenziando le capacità intuitive e quelle legate alla sensibilità psichica. Il Reiki aiuta a squarciare il velo di Maya (l’illusione che copre il vero aspetto delle cose) fra noi e la realtà che ci circonda, a sentire la vita nella più ampia prospettiva dell’equilibrio cosmico. Quando sembra di essere bersagliati dal destino, o un qualche segnale del nostro corpo è a prima vista solo latente, l’opera di accettazione del Reiki ci può aiutare a comprendere che stiamo attraversando un periodo di trasformazione, un processo di metamorfosi individuale e di profonda crescita interiore alla quale è giusto non sottrarci.

Il Reiki aiuta ognuno a sentire gli infiniti messaggi che il mondo esterno di continuo fa arrivare e che normalmente sfuggono alla nostra normale, condizionata, distratta e pigra attenzione.

Sintomi latenti, fino a quel momento mantenuti tali a costo di un alto dispendio energetico, potranno allora eventualmente emergere, ma per essere guariti in accelerazione; infatti il Reiki accelera fortemente qualsiasi processo di guarigione. Questa “purificazione” che si riscontra principalmente nel corporeo è semplicemente un riflesso del processo di pulizia ben più ampio che avviene nell’ Essere globale dell’ individuo.

La propria energia personale, nei confronti della quale la sensibilità si affina, si affianca all’energia Universale. Aumenta la frequenza della propria vibrazione energetica, di conseguenza muta la coscienza, a tutti i livelli: attraverso il piano del cuore la propria unità di corpo, emozioni, mente e spirito si apre ad una potenziale “comprensione” delle leggi cosmiche.

Agendo sul piano del cuore, il Reiki ci invita e sprona a spostare il nostro centro dal 3° chakra (Ego) al 4° chakra (Amore incondizionato), a trasformare il nostro egoismo, la nostra importanza personale, la nostra presenza in ricerca del Sé totale, dell’ Uno-Tutto e la nostra volontà di potenza viene trasformata in potenza di volontà, d’ intento e di realizzazione.

La divina presenza Io Sono viene più facilmente riconosciuta in noi.

Dal momento in cui riceviamo l’ armonizzazione di Primo Livello il Reiki scorre in noi per tutta la vita.

Prometto che il prossimo articolo sarà sul SECONDO livello Reiki.

“I Maestri, infatti, non vengono mai per essere applauditi, ma per indicarci il nostro potenziale più alto”

Da: Come amare ed essere amati , Paramhansa Yogananda, ed. Ananda

Il comico di Zelig Gabriele Cirilli testimonial dei City Angels

Fonte: City Angels

Il comico di Zelig Gabriele Cirilli è il nuovo testimonial delll’associazione di volontariato dei City Angels. Si aggiunge al testimonial “storico”, il cantautore Alberto Fortis.
Cirilli, diventato popolare con il tormentone “Chi è Tatiana?!”, è stato protagonista di vari film e fa parte del cast di “Un medico in famiglia”, dove recita la parte del giocatore d’azzardo.

“Conoscevo di fama i City Angels e apprezzavo la loro opera umanitaria. Poi ho incontrato Mario Furlan, il loro fondatore, e sono stato definitivamente conquistato al progetto” spiega Cirilli. Che presto indosserà la divisa degli Angeli – basco blu e giubba rossa – per andare con loro sulle strade in cerca di persone da aiutare. E Furlan: “Ho sempre amato Cirilli come comico e come attore. Ora che l’ho conosciuto anche come uomo posso dire che è il nostro testimonial ideale: non è soltanto un grande artista, ma anche una persona semplice, alla mano, e un cuore d’oro”.
 
Per informazioni:

Web www.cityangels.it

Delitto sulla scogliera – Cap XIV

“Esse est percipi.”

“Eh?”

Per Tiziano questa frase di Valerio fu come una secchiata d’acqua gelida. In realtà, dentro la sua testa stava rivivendo l’attimo in cui aveva mandato a quel paese lo psicologo del cacchio. Son tutti bravi a fare i moralisti. Certo che aveva fatto qualche stronzata. Come tutti. Avrebbe voluto vedere lui, se non aveva mai sniffato, o non si era mai concesso qualche scopata di gruppo… Ecco quello che ci sarebbe voluto: stargli appresso per un po’ e al momento giusto… swish! Una bella ripresa col telefonino mentre cavalca una minorenne, o ancora meglio un minorenne. Il tutto seguito da uno sputtanamento tramite upload su internet, con tanto di nome e cognome.

 “Pensa a un concetto apparentemente molto semplice come quello di realtà. – riprese Valerio – Una data situazione viene vista in modo diverso da diverse persone. Se c’è un incidente, per quanti testimoni tu possa trovare, è probabile che ognuno dia una versione differente. Senza contare un altro fatto: la stessa materia, che pure ci pare solida e dotata di forma e colore, secondo tutte le evidenze è fatta di particelle che invece non sono solide, e non hanno nè forma nè colore. E quindi, che cosa è veramente reale? Il fatto che le forme e i colori non esistono, o ciò che noi percepiamo interpretando insiemi più o meno vasti di particelle?”

Tiziano si astenne dal rispondere, e del resto sapeva che Valerio non si attendeva una risposta, o quantomeno non se la aspettava da lui. L’amicizia è davvero una cosa stranissima. Valerio girava con una vecchissime bicicletta. Non si faceva più di una doccia al giorno. Sapeva per certo che era messo molto bene a soldi, eppure non era mai riuscito a trascinarlo in qualcuno dei posti giusti per divertirsi come si deve. Semmai, il denaro lo spendeva per comprare dei libri che erano pesanti solo a tenerli in mano, figuriamoci a leggerli. Con tutto ciò, passare un paio d’ore a sentirlo sparare stronzate era il miglior stimolo a godersi la vita con la dovuta leggerezza.

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