Pubblicato da davidone1967 su 9 Novembre 2009
Questo è un racconto che mi ha inviato Claudia Bertuccelli Mi è sembrato carino, spero piaccia anche a voi.
David
Cara amica mia,
ti scrivo in questa giornata piovosa, per raccontarti un po’ di me.
Siedo vicino al fuoco, fuggo lontano con lo sguardo verso il lago.
Il lago in autunno è bellissimo, dolcemente triste, quieto e silenzioso; circondato dalle foglie che danzano lentamente giù dagli alberi formando un soffice tappeto rossastro.
Tutta questa immagine sembra un quadro, di una bellezza così perfetta ma così delicata che mi commuove.
Si mia cara, mentre ti scrivo, mi scopro a piangere come una bambina.
Già, una bambina divenuta adulta troppo in fretta, in un mondo dove non si può più piangere perché troppo sconveniente ed infantile.
Eppure tutti noi ne abbiamo bisogno, l’animo umano può provare infinite emozioni, così forti, così belle eppure così spaventose.
Ma che cosa saremmo senza emozioni?
Fredde macchine, esseri glaciali o cos’altro…?
Ricordi le nostre estati al lago, il sole brillava sull’acqua e le nuvole così alte nel cielo erano morbide come zucchero filato.
Ah, cara amica mia, donna e bambina come me.
In un solo anno la mia vita è cambiata totalmente. Gli affetti, il lavoro, gli amici, la città.
Ma appena posso torno nel nostro piccolo paradiso, per ritrovare un po’ me stessa.
In una grande città come Londra è molto facile perdersi.
Ed ancora più facile è invece scoprire nuovi lati di sé stessi che non conoscevamo.
Il lavoro mi tiene occupata per tutta la mattina, ma dopo pranzo esco e visito la città.
Ne ammiro i musei con le loro opere d’arte, gli antichi edifici, le vecchie librerie e le viuzze anguste. Qui puoi scovare graziose case da tè dove gentili signore ormai sagge e molto compite ti servono pasticcini e tè che profumano di un’antica tradizione.
Ci si abitua sai, all’idea di essere soli in un grande Paese che non è il tuo.
Forse perché in questi luoghi tutti si possono sentire più soli.
So cosa mi chiederesti se tu fossi qui…
Ebbene la mia risposta è no, nemmeno lì ho trovato ciò che vado cercando da anni.
E’ vero, ho potuto ammirare più arte, ah; che cosa sarebbe la mia vita senza di essa…
Ho conosciuto più persone ed ampliato la mia mente, ma la pace, il perdono verso me stessa; questo non l’ho ancora trovato.
E’ una ricerca lunga e spesso dolorosa, ma ne vale la pena, perché solo così posso cercare di conoscermi veramente.
Mi perdo e mi ritrovo ogni giorno, nascondendomi tra la folla della metropolitana, osservando i passanti dalla vetrina di un caffé o semplicemente lasciando libera quella bambina che non ha potuto né piangere né ridere quando avrebbe dovuto.
Alla fine il tempo vola, è già passato un anno da quando mi sono trasferita e noi due non ci vediamo da parecchi mesi.
Bè, potremmo usare le web cam, ma sai che sono una ragazza all’antica…
Comunque sia, puoi venire a trovarmi quando vuoi, la mia porta per te è sempre aperta.
Adesso sento che il caffé sta bollendo, credo che me ne andrò a gustarmelo sul lago.
Il rumore della pioggia, il solletico delle gocce sulla pelle, l’erba umida sotto i piedi e l’odore dell’autunno basteranno a cullare la mia mente.
Una dolce sinfonia, che mi accompagnerà quando un giorno l’enigmatico viaggio della vita sarà giunto al suo termine.
Perché io vorrò essere qua, sulle rive del nostro lago, ad ascoltare con il cuore tutta la pace che solo la natura ci può donare.
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Pubblicato da davidone1967 su 9 Novembre 2009
Premesso che non sono un “complottista” di professione, trovo che più campane uno sente meglio è. Pare che ci sia chi ha brevettato il virus dell’influenza A. Allora, visto che l’amico Mario Dessanti mi ha segnalato questo video, lo segnalo a mia volta, sperando possa contribuire al formarsi di un’opinione quanto più possibile corretta.
David
http://www.youtube.com/watch?v=CmedEmVmKSA&feature=player_embedded#
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Pubblicato da davidone1967 su 9 Novembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Proprio pochi giorni fa è stata celebrata la giornata nazionale in favore della ricerca sul cancro. Proprio per questo assume grande valore la notizia che dall’anno prossimo sarà sperimentata sui pazienti una nuova terapia. Fondamentale per l’assimiliazione del medicinale, l’azione di una nanoparticella in grado di colpire solo le cellule interessate dalla patologia, eludendo l’intervento del sistema immunitario.
La nanoparticella è stata battezzata Bind 014 ed è stata progettata per risolvere tre dei principali problemi nella somministrazione di un farmaco: come garantire che il principio attivo giunga nella zona corretta, come regolarne il rilascio nell’organismo e come impedire al sistema immunitario di riconoscerlo come estraneo e quindi eliminarlo.
Per saperne di più: Cancro, non mi fai paura, di Fabio Salvatore
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Pubblicato da davidone1967 su 8 Novembre 2009
Di David Di Luca
Molti che mi conoscono mi chiedono spesso: “ma chi te lo fa fare di occuparti di tutte quelle americanate”? Le americanate in questione sono naturalmente lo sviluppo personale, la motivazione ecc.
Questa domanda me la sono fatta spesso anch’io. D’altronde, la maggioranza delle persone sono demotivate, e ho avuto modo di rendermi conto di come sia contagioso questo atteggiamento. In fondo, cosa c’è di più comodo del pensare che se qualcosa non va nella nostra vita la responsabilità è di qualcun’altro?
Molto più complicato, invece, prendersi in carico il nostro atteggiamento, decidere di reagire in modo costruttivo a quello che ci accade. Nessuno afferma che è facile. Però ne vale la pena.
Ed ecco i tre libri che in assoluto mi hanno aperto la strada:
Puoi se vuoi di Norman Vincent Peale
(in inglese You can if you think you can )
Prendi la vita nella tue mani di Wayne Dyer
Come ottenere il meglio da sè e dagli altri di Anthony Robbins
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Pubblicato da davidone1967 su 8 Novembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Secondo quanto rivelato da uno studio condotto dai ricercatori della University of Würzburg e pubblicato sulla rivista “Current Biology”, il pianto dei neonati ha le inflessioni della lingua parlata da mamma e papà, e questo perché il bimbo assimila e apprende la cadenza e l’intonazione delle voci che sente mentre si trova ancora nell’utero della madre, nell’ultimo trimestre di gravidanza.
Si è arrivati a questo risultato studiando i vagiti di 60 neonati, la metà dei quali nati in famiglie di lingua francese e l’altra metà di lingua tedesca. Dall’analisi è emerso chei piccoli francesi piangono “in levare”, imitando in qualche modo l’inflessione e l’intonazione crescente della l’ingua d’oltralpe, mentre la melodia del pianto dei tedeschi è più bassa, caratterizzata da un’intonazione decrescente.
Per saperne di più: La guida del neonato
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Pubblicato da davidone1967 su 7 Novembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
A tutte le mamme che nei primi mesi della gravidanza soffrono per le nausee continue scriviamo di stare tranquille, anzi: più vi sentite male, e più crescono le possibilità che il vostro bebè sia destinato ad avere un alto quoziente di intelligenza. Lo rivela uno studio di Irena Nulman dell’Hospital for Sick Children di Toronto pubblicato sul “Journal of Pediatrics”.
Gli esperti hanno eseguito vari test cognitivi su tre gruppi di bambini tra i 3 e i 7 anni, le cui mamme avevano avuto nausea in gravidanza ed erano state trattate con un farmaco in uso in Canada, o avevano sofferto di nausea ma non avevano preso il farmaco, oppure non avevano sofferto di nausea tout court. E’ emerso che, con o senza trattamento farmacologico, la nausea in gravidanza è associata al quoziente intellettivo del nascituro: premesso che tutti i bambini esaminati hanno un quoziente intellettivo nella norma, quelli le cui mamme hanno sofferto di nausea in gestazione mostrano in vari ambiti cognitivi (linguistico, matematico etc) performance maggiori. Tutto ciò pare legato al fatto che la nausea in gravidanza, portando a una riduzione calorica e quindi insulinica, influenzi livelli ormonali della gestante che vanno a loro volta ad influenzare la crescita della placenta e, quindi, lo sviluppo del feto, nella fattispecie del suo cervello.
Per approfondire: La tua gravidanza settimana per settimana di Glade B. Curtis e Judith Schuler
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Pubblicato da davidone1967 su 5 Novembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Importante scoperta in campo archeologico. Sono due studiosi italiani ad aver ricostruito a computer l’immagine del volto della regina egiziana Nefertiti, vissuta nel XIV secolo a.C., la cui effige è conservata al museo di Berlino. Sono l’etnologo Franco Crevatin dell’Università di Trieste e lo storico della cosmesi e truccatore Stefano Anselmo. I due si sono basati su una Tac realizzata di recente da cui era emerso come sotto il busto si nascondesse un “secondo volto” in pietra, simile ma non identico a quello che appare esternamente sullo stucco.
Per saperne di più
Antico Egitto. Arte e archeologia della terra dei faraoni di Giorgio Agnese e Maurizio Re
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Pubblicato da davidone1967 su 4 Novembre 2009
Di David Di Luca
Si fa un gran parlare di questa influenza A. Non sono un medico, ma personalmente mi sono fatto l’idea che sia meno pericoloso prendersi la malattia che vaccinarsi, almeno per persone non a rischio. Insomma, come spesso capita con le medicine, bisogna vedere quanto sono vantaggiose e quanto invece creano altri tipi di problemi.
Fatto sta che il mio medico curante mi ha sconsigliato di vaccinarmi per la suina. Se sei sano, al limite stai una settimanetta a casa ed è fatta.
Ognuno fa la sua scelta. Comunque, visto che l’informazione male non fa, vi segnalo un testo pubblicato da uno dei siti a cui siamo affiliati, Il giardino dei libri. si tratta di L’Influenza Suina A/H1N1 e i Pericoli della Vaccinazione Antinfluenzale di Roberto Gava. Esiste sia in versione cartacea che digitale formato ebook.
Se poi vi serve un sito, vi segnalo un articolo di Italo Cillo, Per favore informati prima di vaccinarti.
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Pubblicato da davidone1967 su 4 Novembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Alzi la mano chi conosce nel dettaglio cosa sia esattamente l’atmosfera di cui sentiamo parlare ormai quasi quotidianamente. L’ atmosfera è uno spesso strato di aria che avvolge la Terra; ha una espansione di 150km, ma la metà dell’intera massa si addensa nei primi 6,5 km di quota in altezza. La composizione chimica dell’aria secca non contaminata è generalmente costante e contempla elementi metallici come l’azoto, presente nella percentuale del 78%, l’ossigeno col 21 % e l’argon, gas nobile con la percentuale dello 0,9.
Per la fisica noi teniamo in considerazione parametri come la pressione, la temperatura,la velocità e l’umidità. La pressione si misura in millibar ed in condizioni normali, misurata cioè a livello del mare, vale 1013,3 millibar ovvero 760 mm/hg. Le variazioni di temperatura avvengono salendo di quota ed in particolare poco meno di 0,98 gradi Celsius man mano che saliamo in altezza ogni 100 metri. Temperatura e pressione sono molto importanti agli effetti dei movimenti orizzontali dell’atmosfera come sono i venti.
La velocità del vento, oltre a seguire i movimenti di rotazione della Terra è influenzata dall’ altitudine. Al suolo l’attrito contro le ondulazioni del
terreno frena la velocità della massa d’aria, questa si apprezza sempre meno man mano si sale in quota sino ad annullarsi del tutto a grandi altezze. L’ umidità deriva dalla evaporazione dell’acqua, ma anche quella già presente al suolo. A ciò sommiamo la condensazione del vapore d’acqua sotto forma di rugiada, nebbia e pioggia. Questo valore prende il nome di umidità massima.
Che l’aria sia talmente importante per la vita dell’uomo è facile da intuirsi, in quanto fornisce e distribuisce l’ ossigeno, necessario per le combustioni delle vitali reazioni dell’organismo umano ed animale. Per inquinamento intendiamo perciò la presenza nell’ aria di sostanze estranee alla normale composizione con la conseguenza che quest’ultime interferiscono negativamente sulla nostra salute. Sostanze che sono classificate come inquinanti e come tali generatori di evidenti problemi a livello biologico cellulare. L’inquinamento si diffonde attraverso sorgenti contaminanti l’aria respirata e poi quando vengono a mancare i meccanismi di spargimento dei gas tossici nell’atmosfera.
Tra i maggiori responsabili della produzione dei gas, gli scarichi industriali, impianti di riscaldamento auto e motoveicoli a motore. I meccanismi che ostacolano il dissolvimento in atmosfera sono da ricercarsi nel fenomemo di inversione termica ed in assenza di vento. Senza quest’ultimo viene a mancare il movimento ascensionale di risalita dell’aria con conseguente ristagno al suolo degli inquinanti e relativo innalzamento di temperatura.
Da ultimo riflettiamo sul fatto che gli inquinanti oltre a rendere irrespirabile l’aria tendono a depositarsi continuamente al suolo, sulle acque e sugli alimenti rendendosi responsabili di un unico disegno di dissesto ambientale gravemente pericoloso per la nostra salute sia nel breve che lungo periodo.
Per saperne di più
Fare ambiente. Teorie e modelli giuridici di sviluppo sostenibile di Vincenzo Pepe
Salute, ambiente e qualità della vita nel contesto urbano a cura di G. Nuvolati e M. Tognetti Bordogna
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Pubblicato da davidone1967 su 14 Settembre 2009
Terza ed ultima puntata dei consigli dal sito di Steve Pavlina. Se vi siete perse le due precedenti, eccole qui: prima puntata seconda puntata.
23. Quadrante 2. Sono i famosi quattro quadranti che dividono (1) le cose urgenti ma non importanti (2) le cose importanti ma non urgenti (3) le cose le cose urgenti e importanti (4) le cose non urgenti e non importanti. Il meglio sta nel quadrante 2, ovvero fare cose non urgenti ma importanti.
24. Continuum. Prima di terminare la giornata di lavoro, prepara il materiale per il giorno seguente. Al mattino, riparti già focalizzato.
25. Bocconcini. Dividete i progetti complessi in compiti più semplici. Concentratevi su un pezzo alla volta.
26. Uno alla volta per carità. Quando lavorate su qualcosa, fate ogni sforzo per mantenere la concentrazione finchè non l’avete completata. Al limite, se vi viene in mente un’altra cosa da fare, scrivetela da qualche parte per dopo.
27. Casualità. Prendete un qualsiasi pezzo di un progetto e completatelo. Pagate una bolletta a caso. Fate una telefonata. Scrivete una pagina qualsiasi del vostro futuro bestseller.
28. Fatelo male, ma fatelo. Per combattere il perfezionismo, decidete, per gioco ovviamente, di provare a realizzare qualcosa nel peggiore dei modi. Dopotutto, sapete bene che non farete vedere il risultato a nessuno.
29. 30 giorni. Scegliete un’abitudine che volete acquisire, e praticatela per 30 giorni. Un impegno temporaneo viene percepito come meno gravoso rispetto a uno permanente. Ma gli esperti sostengono che 30 giorni sono sufficienti perchè l’abitudine si consolidi.
30. Delegate. Convincete qualcuno a fare quello che voi non volete fare. O meglio, delegate a qualcuno se pensate che sia più bravo di voi per quel compito.
31. Impollinazione incrociata. Provate a frequentare ambienti lontani dai vostri soliti interessi. Potreste raccogliere idee molto interessanti.
32. Intuizione. Seguite il vostro istinto. Probabilmente è nel giusto.
33. Ottimizzazione. Individuate i processi che utilizzate più spesso, e scriveteli su carta passo per passo. Spesso così si trovano modi per migliorarli.
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Pubblicato da davidone1967 su 13 Settembre 2009
Articolo di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com
Moltissime delle donne che ho incontrato nelle mie conferenze, seminari e con cui ho fatto coaching “non si volevano bene” ed avevano l’autostima sotto i loro alti e maestosi tacchi.
Evita di pensare che una scarsa autostima sia un problema puramente legato all’esteticità o alla povertà. Ovvero: le donne belle e ricche hanno una buona autostima, le donne povere e brutte, hanno una scarsa autostima.
No! Non è così che funziona. La scarsa autostima è un problema slegato dal fattore bellezza o bruttezza, dall’avere o non avere i soldi.
Molte delle donne con le quali ho lavorato erano belle; altre erano ricche, o con una buona posizione sociale; in qualche caso, addirittura belle e ricche contemporaneamente!
Viceversa, una delle donne che ho conosciuto ultimamente e che ha una carica emotiva fantastica e un’autostima a 1000, è bassa di statura, un po’ cicciotella ed ha gli occhiali. Pensi che lei si faccia dei problemi per le sue “non perfette misure da modella”?
Assolutamente no: è un vulcano di simpatia, d’idee e di voglia di vivere. A dimostrazione che una sana autostima non è appannaggio di una donna bella o ricca. Bensì di chi sa coltivarla ed alimentarla.
Ecco tre banali consigli per aumentare la Tua autostima:
1) Impara a volerti bene;
2) Lavora sulla Tua immagine;
3) Racconta Te stessa in un diario.
1. Impara a volerti bene. Volersi bene e piacersi è fondamentale per avere una buona autostima, e avere una buona autostima è determinante per raggiungere obiettivi e risultati nella vita.
Ripetiti tutti i giorni questo mantra: “Io mi piaccio per quello che sono. Mi apprezzo e mi voglio bene”.
Fallo tutte le sere prima di andare a letto e tutte le mattine prima di alzarti. Fallo per almeno 21 giorni di seguito e comincerai a vederne i primi effetti…
2. Lavora sulla Tua immagine. L’autostima passa attraverso il “piacersi”, quindi, comincia a curare il tuo aspetto. Tieni in ordine i tuoi capelli, depilati, scegli con cura vestiti, accessori e colori da indossare.
Può sembrare banale ma l’immagine che hai di Te stessa ha un impatto determinante sulla tua autostima.
Se curi quotidianamente il tuo aspetto, puoi migliorare la tua immagine ogni giorno di più e dopo un po’, accadrà un miracolo: migliorando l’immagine, ti sentirai meglio con te stessa e crescerà la tua autostima.
3. Racconta Te stessa in un diario. Lo ripeto da molti anni, ormai: tenere un diario aiuta a conoscere meglio se stessi e conoscere meglio se stessi, aumenta la considerazione che abbiamo di noi è, di conseguenza, sviluppa una migliore autostima.
Spesso, la mancanza di autostima è proprio legata alla cattiva o scarsa considerazione che hai di te stessa. Quindi, spazio ad un bel diario e comincia a raccontarti: appunta le tue piccole vittorie, i tuoi pensieri, le cose belle che ti accadono, le cose belle che già ti circondano, ecc.
Fidati: il diario è magico.
Bene, siamo arrivati al termine del post, dove Ti ho dato qualche idea su come aumentare la Tua Autostima.
Ci sarebbero tanti altri piccoli e banali consigli che puoi trovare nel mio ultimo ebook Donne In Crisi e nell’audio corso Autostima, che ho appena terminato di registrare.
Nel frattempo, comincia subito a volerti bene, a lavorare sulla Tua immagine e raccontare qualcosa di Te in un diario.
Metti in pratica questi tre semplici ed efficaci consigli. Fallo con costanza ogni giorno. Comincia a farlo, ora.
Un abbraccio e tienimi aggiornato.
Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le donne a creare Autostima e raggiungere un Obiettivo in 5 passi”
Autore degli ebook Donne In Crisi e Penso Positivo
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Pubblicato da davidone1967 su 21 Settembre 2009
Di David Di Luca
L’altro giorno mi è capitato di entrare in un negozio, e ho provato davvero una stretta al cuore. Poca merce, che pareva realmente tirata sugli scaffali. Dietro il banco, pieno di graffi e visibilmente vecchissimo, stava un tipo con la barba lunga e l’occhio spento. Teneva in una mano una bottiglia di alcool denaturato, e nell’altra uno straccio bisunto. Lo saluto cordialmente, e lui mi risponde: “dimmelo”. Tra le righe leggo: ecco un altro che viene a rompere le scatole.
Ora, io capisco che “c’è la crisi”. Tutti siamo preoccupati per il domani e il dopodomani e via di questo passo. Ma, come diceva il buon Roosevelt, “Dobbiamo avere paura solo della paura stessa’. In realtà, questa “crisi” può essere vista come una sfida.
E’ vero, potremmo perdere. Magari sarete comunque costretti a chiudere il vostro negozio, a trasferirvi in una casa più piccola. Ma quello che conta è che il nostro morale rimanga integro. Se riusciamo a trasmettere a noi stessi e agli altri un messaggio di fiducia, come si dice dalle mie parti “non faremo una lira di danno”. Anzi, ”rischiamo” di innescare un circolo virtuoso che potrebbe ridurre l’impatto della “crisi” e la sua durata. Perchè come sempre l’atteggiamento con cui affrontiamo ciò che ci accade conta moltissimo.
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Pubblicato da davidone1967 su 13 Settembre 2009
Fonte: www.cityangels.it
Inizia ai primi di ottobre il nuovo corso di formazione per diventare volontari City Angels. Il corso dura tre mesi, due sere la settimana: una in sede e una in palestra. Si impara tutto quanto serve per essere volontari di strada d’emergenza, che operano nei punti più “a rischio” di Milano: dalle tecniche di squadra (gli Angels operano in squadre da tre a cinque volontari, guidate dal caposquadra) al primo soccorso, dalle nozioni di psicologia e comunicazione fino all’autodifesa (si impara l’hashita, un nuovo sistema di combattimento dei corpi speciali israeliani).
Nati 15 anni fa a Milano, in Stazione Centrale, dove hanno tuttora la sede operativa, gli Angels sono ora presenti in 18 città italiane. Contano 100 volontari a Milano e 500 in Italia. I volontari – età media 20-45 anni – sono per il 40% donne e per il 30% immigrati: “Perchè siamo un gruppo multietnico e multirazziale, cosa fondamentale per chi, come noi, opera sulla strada” spiega il fondatore, Mario Furlan.
In media su 10 persone che chiedono di entrare negli Angels, soltanto due arrivano alla fine del percorso. Che comprende, nell’ordine: un colloquio psico-attitudinale, il corso di formazione, la verifica pratica su strada e un esame finale. Superato il quale al volontario viene chiesto un impegno settimanale minimo di tre ore.
Per diventare volontari bisogna avere 18 anni e produrre un certificato di sana e robusta costituzione. Ma bisogna soprattutto essere fortemente motivati, coraggiosi ed equilibrati: “Perchè non vogliamo nè Rambo, né persone incapaci di affrontare una situazione pericolosa” spiega Furlan. Per la loro attività umanitaria gli Angels hanno ricevuto il massimo riconoscimento milanese, l’Ambrogino d’oro.
Per avere informazioni basta telefonare al numero 02 26809435 o visitare il sito www.cityangels.it
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Pubblicato da davidone1967 su 18 Settembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Ogni anno nel mondo nascono 350mila bambini affetti dal virus del Aids. Lo ha detto Michal Kazatchkine, direttore del Fondo Globale per la lotta all’Aids, la malaria e la tubercolosi, intervenuto alla presentazione della mostra “Ricominciare a vivere”, all’Ara Pacis di Roma fino al 18 settembre. Un dato in calo ma sempre alto che fa capire quanto siano grandi ancora le sfide da affrontare per sconfiggere la malattia.
”Solo il 35% di coloro che ne avrebbe bisogno ha accesso ai trattamenti e ogni anno 350.000 bambini nascono affetti dal virus a causa della trasmissione madre-figlio” ha detto Kazatchkine. Solo nel 2009 sono morti due milioni di persone a causa del virus e ogni 3.5 persone che si ammalano solo due hanno accesso a un trattamento. Per tutti coloro che volessero visistarla, la mostra “Ricominciare a vivere” raccoglie scatti di otto reporter, tutti appartenti alla mitica agenzia Magnum, che hanno incontrato e condiviso per settimane la vita di una trentina di persone malate e delle loro famiglie in nove fra i paesi più poveri del mondo.
Info a questo link
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Pubblicato da davidone1967 su 21 Settembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
“Entro quest’anno si potrebbe avere la vita artificiale”. Frase decisamente ad effetto per l’apertura della quinta Conferenza mondiale sul “Futuro della Scienza”. Nella sede della Fondazione Cini, all’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. A pronunciarla è Craig Venter, uno scienziato che ha abituato il mondo agli effetti speciali delle sue performance. Nel 2000 infatti effettuò la mappatura del genoma umano e una settimana e mezza fa sulla versione on line di “Science” ha pubblicato come è riuscito a sintetizzare il cromosoma di un batterio e a portare il Dna da una cellula all’altra.”Siamo riusciti a trasferire il software della vita da una cellula all’altra. A cambiare un organismo in un altro”. Per ora lavora su batteri e organismi unicellulari, ma è proprio così che ebbe inizio la vita sul pianeta. Prossimo obiettivo, trasformare l’anidride carbonica in energia. Sempre “giocando” con il DNA.
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Pubblicato da davidone1967 su 25 Settembre 2009
Di David Di Luca
Nelle due precedenti puntate ( qui c’è la prima – qui la seconda ) siamo dunque partiti dalla totale incoscienza in materia di denaro per arrivare a un embrione di controllo sulle nostre finanze. Il fatto di separare fisicamente il denaro che potevo spendere da quello “intoccabile” mi aiutò a spremermi le meningi per razionalizzare ancora di più le mie spese.
Come potete notare, sono passato dal raccontarvi le mie esperienze personali a un discorso ben più astratto. Questo perché il cammino di ciascuno di noi è caratterizzato da uno sviluppo continuo, e personalmente mi rendo conto di trovarmi appena all’inizio dello sviluppo di una consapevolezza finanziaria (insomma, in materia di soldi).
Ciò non toglie che io possa raccontarvi quello che sto facendo ultimamente (2009). Ad esempio, un altro punto di svolta fu per me analizzare l’estratto conto della banca. Non avete idea di quanto si impari. Perché, come dice il saggio, “il denaro si vede con la mente, non con gli occhi”.
Nel breve termine, ovvero nella vita di tutti i giorni, spesso non abbiamo una nozione precisa di quanto stiamo spendendo e perché. Possiamo riuscirci passando dal breve al medio termine. Questo, ad esempio, si può fare prendendo un quaderno o un bloc notes e annotando le spese man mano. Rivedendo periodicamente quello che abbiamo speso ci possiamo rendere conto di quanto e dove possiamo migliorare.
Fin qui siamo rimasti nella prima parte dell’equazione, cioè “ridurre le uscite”. Adesso passiamo alla seconda parte: “aumentare le entrate”. Questo si può fare (1) acquisendo nuove abilità (2) sviluppando la nostra intelligenza finanziaria.
(3 – continua)
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Pubblicato da davidone1967 su 22 Settembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Il divieto di fumo imposto da molti Paesi nei locali e nei luoghi pubblici fa bene al cuore: già dopo un anno dall’introduzione del divieto si registra un calo del 17% dei casi di infarto e dopo tre anni del 36%; un grande successo per questa misura di prevenzione che ha ridotto non solo l’esposizione coatta al fumo passivo cui erano obbligati i non fumatori, ma anche in alcuni casi le abitudini di chi invece fuma. È quanto rivela uno studio pubblicato sulla rivista “Circulation” da James Lightwood dell’Università di San Francisco. I risultati sono il frutto di una analisi di 13 studi compiuti in diversi paesi dove sono state approvate negli ultimi anni leggi anti-fumo con divieti nei locali e nei luoghi pubblici.
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Pubblicato da davidone1967 su 23 Settembre 2009
Un guest post di Fabiana Del Torto
Miei cari ricercatori,
vi invito a cercare attentamente il vostro Reiki Master. Molto attentamente.
Cosa vuol dire? Vediamo di chiarire alcuni aspetti delicati e fondamentali:
se nella vostra ricerca spirituale avete deciso (per curiosità, per spinta interiore, per convinzione e profonda motivazione etc… etc…) di iniziare ad intraprendere il cammino col Reiki, le opportunità che vi si apriranno saranno multiple. I corsi oggi sono alla portata di tutti e presenti in quasi tutte le città. Ma al di là della comodità geografica, della parsimonia economica, vi suggerirei di focalizzare la vostra attenzione sulla persona che condurrà il corso che vi interessa. Vale la pena spendere una manciata di euro in più oppure affrontare una, sia pur significativa, distanza chilometrica per assicurarsi che il lavoro venga svolto da un Reiki Master al quale potrete donare la vostra fiducia senza riserve.
La persona che sceglie con grande responsabilità di insegnare Reiki non si impegna solo nel vivere la sua vita conducendo un ruolo nuovo, essa accetta e comprende soprattutto che questa scelta è uno stato evolutivo della coscienza, è un guardare profondamente in se stessi per rispettare questa decisione che deve essere purificata da ogni aspetto egoico.
Un insegnante maturo sarà colui che:
-ha sviluppato sufficientemente le qualità della compassione, dell’umiltà, della tolleranza e soprattutto (e non per ultima) del dare amore
-ha elaborato e rimosso gli atteggiamenti mentali come la gelosia, l’invidia, il giudizio e il protagonismo
ha un’adeguata preparazione tale da fornire risposte chiarificatrici alle tante domande che saranno poste dagli allievi
-ha approfondito, attraverso i trattamenti e la pratica costante, le infinite possibilità energetiche del Reiki
-umilmente comprende che il maestro e l’allievo evolvono insieme, che uno non è superiore all’altro, e che ognuno ha le sue qualità
-ha la convinzione di aver risolto le proprie conflittualità interiori riuscendo a gestire in modo distaccato le proprie emozioni (attenzione: non intendo a reprimerle, ma ad osservare con obbiettività la situazione) mettendo a fuoco la problematica nella comprensione sia di se stesso che degli altri
-ha una spiccata predisposizione all’ascolto, superiore alla tentazione di parlare ed emettere giudizi
sa essere un esempio coerentemente con ciò che insegna
Allora, avendo trovato una persona che esprime al meglio tutto ciò, potreste abbandonarvi con fiducia al suo insegnamento perché sono molto alte le possibilità di aver individuato un insegnante Reiki che vi guiderà con chiarezza e trasparenza, un insegnante veramente consapevole e totalmente responsabile.
“Genera e nutri, genera senza possedere, nutri senza creare dipendenza, guida senza dominare. Questa è la virtù profonda.” Lao-Tzu
“La conoscenza che rimane nel cervello senza scendere al cuore è di assai scarsa utilità nei momenti cruciali dell’esperienza della Vita” Gandhi
Continua…..
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Pubblicato da davidone1967 su 23 Settembre 2009
Di David Di Luca
“Postino” velocissimo per tutti coloro (e sono tanti) che stanno cercando dati sul Multilevel Marketing o Network Marketing. Nella sua newsletter il buon Italo Cillo mi ha segnalato il sito di Luigi Di Salvo, http://www.networkmarketingvincente.com . Iscrivendosi, si può vedere un filmato in cui si spiegano tantissime cose, da sapere *prima* di iniziare. Io me lo sono registrato, ficcandolo subito nel mio lettore mp3. Trovo una buona idea riascoltarlo 10000 volte.
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Pubblicato da davidone1967 su 27 Settembre 2009
Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog
“(ANSA) www.ansa.it – BRUXELLES, 17 SET – Banche italiane nel mirino della Commissione Ue assieme a quelle di Francia, Spagna e Austria. Martedi’ la commissaria ai Consumatori, Meglena Kuneva, presentera’ un rapporto che punta il dito contro la poca trasparenza e i costi piu’ alti d’Europa degli istituti di credito dei quattro Paesi. Secondo gli esperti della Commissione, le banche tendono a nascondere i costi. ”
A mio giudizio la crisi alcuni gruppi bancari in parte l’hanno superata per l’intervento dello Stato , e purtroppo in molti casi, nonostante l’Euribor è arrivato ai minimi storici , hanno continuato ad applicare tassi alti soprattutto ai clienti più deboli .
La giustificazione???
Sembrerebbe , anche se in parte sicuramente è così,
che le banche hanno applicato le normative di Basilea 2 , cioè più hai il rating basso e peggiori sono le condizioni a te applicate.
Bene ,… nel mese di giugno 2009 ho “discusso” per conto di un mio cliente con una Funzionaria ,che tra l’altro rispetto per la sua serietà e competenza , perchè prima della chiusura del 2° trimestre 2009 non diminuiva il tasso sul conto corrente passivo che applicava intorno al 9% quando l’Euribor 6 mesi si avvicinava all’1,47%-
Non c’è stato niente da fare ,la sua Direzione non le approvava la diminuzione.
Le mie parole grossomodo sono state:
“come sempre ve ne approffitate di chi ha bisogno , peccato che ora non ci sono le condizioni per chiudere tutto e purtroppo si è costretti ad utilizzare i fidi , altrimenti ………”
Non continuo per non scivolare nel pettegolezzo ma la realtà è che ognuno fa il suo lavoro e anche la Brava Funzionaria doveva rispondere ai suoi superiori .
Comunque al di là delle mie parole ,le condizioni altissime sono state riviste nel terzo trimeste a seguito anche di una nuova istruttoria della pratica.
Cosa ne pensi? Lasciami un tuo commento.
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Pubblicato da davidone1967 su 4 Ottobre 2009
Di David Di Luca
Come sa qualcuno che mi legge e/o mi conosce, non sono contrario al gioco in sè e per sè. L’importante, per quel che mi riguarda, è decidere quanto perdere e fare in modo che la perdita non incida sulla qualità della vita.
Finora sono stato un aficionado del “Gratta e Vinci”, scoprendone uno da un euro al giorno e saltando se perdo. Questa settimana ho fatto la mia prima giocata a “Win for life”, il nuovo gioco della Sisal. Devo dire che mi è piaciuta più che altro l’idea della “rendita”. 4000 euro al mese per vent’anni mi sembrano molto più costruttivi di un jackpot da x milioni.
Penso che continuerò a giocare. Un colpo da due euro la settimana, o la va o la spacca. Sapete come la penso: vince molto chi gioca il giusto. Se andate sul sito della Sisal c’è scritta la stessa cosa.
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Pubblicato da davidone1967 su 3 Ottobre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Buone notizie per le persone affette da Celiachia, ovvero l’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica contenuto in alcuni cereali. Entro due o al massimo tre anni verrà messa a punto una pillola che rivoluzionerà le abitudini di stretta dieta alimentare cui si sottopongono. Dopo la fine della sperimentazione di fase 2 su circa 300 pazienti, infatti, è previsto l’arrivo del farmaco, che si potrà assumere prima dei pasti in modo tale da bloccare l’effetto tossico del glutine. La novità è stata presentata questa mattina all’Istituto superiore di Sanità, nel corso della presentazione della campagna nazionale di comunicazione sulla celiachia realizzata dall’associazione italiana celiachia.
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Pubblicato da davidone1967 su 6 Ottobre 2009
Oggi vi proprongo un articolo che ho letto su EPolis di ieri. E mi sono detto: questo lo devo proprio far conoscere a chi legge il mio blog… Mi sento di condividere ogni virgola. D.
Di Marco Stefanini
Come ci avrà cambiato questa crisi? Azzardo qualche ipotesi a partire da osservazioni concrete. Nonostante decine di fattori avrebbero potuto provocare il contrario, la coesione sociale ha resistito. E per coesione sociale s’intende quel patrimonio di unità tra le persone che non solo capiscono il legame di tutti in un destino comune, ma agiscono di conseguenza. Il caso degli operai della Innse, che dopo giorni di protesta sul tetto dell’azienda, hanno convinto il proprietario a riassumerli, è davvero una notizia eclatante.
Il fatto che nell’opinione comune sia emerso un senso di repulsione verso lo scudo fiscale è positivo: i furbetti che evadono le tasse sono oggi persone da odiare.
Un atteggiamento che smentisce quei circoli di intellettuali che disegnano l’italiano medio incapace di un sentimento di sdegno civile. L’italiano s’indigna, invece, è che non si fida delle èlites che lo invitano a farlo. Un altro aspetto che colpisce, questa volta nel dibattito politico, è la fine della distinzione delle persone tra progressisti e conservatori, sostituita dalle categorie del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto, dell’utile e dell’inutile. Tutto sommato è un bel passo in avanti.
Se perfino la Lega ha abbassato i toni dello scontro politico (Bossi dal Papa non se lo aspettava nessuno), significa che qualche cosa sta cercando davvero di cambiare. Forse (forse!) questa crisi ci sta veramente cambiando in meglio. Forse questa crisi sta facendo venire alla luce un tipo di italiano che è stato sepolto sotto l’incuria della trasandatezza degli ideali civili. Il sostegno a questo tipo di italiano, che non è un’astrazione, passa anche attraverso il sostegno alle famiglie e alle persone. Senza un (più) moderno stato sociale le nostre piazze sarebbero bollenti. Per questo le pensioni, la cassa integrazione, il sostegno alla mobilità, non sono affatto impedimenti al mercato, ma ne sono un imprescindibile fattore.
Il liberalismo senza la certezza che nessuno resterà indietro trasforma le persone in ladri del futuro di tutti. La responsabilità di chi è chiamato a gestire questa fase di crisi economica, è esattamente quella di garantire che questo patrimonio di unità sociale non vada disperso attraverso favoritismi nell’allocazione delle poche risorse disponibili che deluderebbero le aspettative di chi rimane fuori dal banchetto. Deludere è il primo passo verso la perdita dell’autorità.
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Pubblicato da davidone1967 su 10 Ottobre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Dati allarmanti quelli resi noti dall’Associazione di Dietetica e Nutrizione clinica, che proprio in questi giorni si sta occupando dell’organizzazione italiana della giornata mondiale dell’obesità. I bambini obesi infatti rischiano otto volte in più di restare obesi anche da adulti, quattro volte in più di ammalarsi di diabete, mentre è due volte più alto il rischio di sviluppare un tumore, per non parlare delle malattie cardiovascolari.
I bambini italiani sono i più grassi d’Europa, basti pensare che oltre uno su tre (il 36%) di quelli fino a 18 anni sono obesi o in sovrappeso, soprattutto i maschi e quelli del Sud. Già a 9 anni il 23% dei bambini è in sovrappeso, il 13% obeso.
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Pubblicato da davidone1967 su 10 Ottobre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
La cannabis potrebbe portare gli uomini alla sterilità. Lo afferma uno studio condotto in collaborazione tra ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto di chimica biomolecolare, Istituto di cibernetica e Istituto dibiochimica delle proteine e dell’Università di Roma Tor Vergata, pubblicata sulla rivista “Pnas”. Esso dimostra per la prima volta come, nel topo, il sistema endocannabinoide (cioè il sistema su cui agisce anche la marijuana) sia coinvolto nel processo della spermatogenesi. In particolare potrebbe portare all’oligospermia, cioè alla diminuzione del numero degli spermatozoi.
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Pubblicato da davidone1967 su 14 Ottobre 2009
Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com
Ti è mai capitato di pensare di non farcela più ad andare avanti? Ad Annalisa sì, e proprio l’altro giorno, in preda all’ennesimo momento di sconforto, si è messa davanti al computer ed ha trovato in rete uno dei miei articoli, lo ha letto e poi ha deciso di telefonarmi.
La storia di Annalisa potrebbe essere la Tua: una giovane donna di 53 anni, madre di due ragazze adolescenti, abbandonata dal marito che si è innamorato di una cubana ed è scappato all’estero, portandosi dietro tutti i risparmi di una vita.
Ho passato quasi due ore parlando al telefono con Annalisa, credimi: era letteralmente disperata. Alla fine della lunga telefonata sono riuscito a farle capire che pur difficile, la vita, vale il massimo dell’impegno nell’essere vissuta.
La vita è meravigliosa, qualcosa di magico che ci viene donato e pertanto, merita di essere vissuta intensamente.
Capisco che per molte persone potrebbe essere tutt’altro che meravigliosa, prese da problemi di soldi, di salute o di felicità, e proprio a loro vorrei ricordare che la vita non regala nulla e che bisogna lottare per conquistarsela.
Io lo so bene; so bene quanto sia difficile e quanto abbia dovuto lottare per conquistarmi un “posto al sole”. Può sembrare strano alle persone che m’incontrano e conoscono “oggi”, eppure ieri era diverso.
Forte della mia esperienza personale, ad Annalisa e a tutte le donne che in questo momento sono in difficoltà dico: su col morale, anche Tu puoi farcela.
Sì, anche Tu puoi farcela. Così come ce l’ho fatta io e tantissime altre persone che ho conosciuto. Voglio che Tu sia consapevole che solo reagendo riuscirai a risolvere i problemi che hai.
Solo smettendo di commiserarti potrai rialzare la Tua testa e tornare a sorridere, quindi, fallo ora: mettiti in un angolo della Tua casa e urla, urla forte, tira fuori tutta la rabbia che hai!
Fatto? E adesso gira pagina e pur nelle difficoltà che la vita Ti ha riservato, comincia a “viverla”.
Un piccolo passo in avanti alla volta, solo un piccolo passo in avanti. Fallo ora, senza rimandare a domani.
So che Annalisa ama leggere i miei post e pertanto, ho deciso di scriverne uno incentrato proprio su di Lei. Spero vivamente che lo legga e possa comprendere che anche Lei, può farcela.
Un abbraccio e lasciami un commento al post.
Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le donne a creare Autostima e raggiungere un Obiettivo in 5 passi”
Autore degli ebook Donne In Crisi e Penso Positivo e dell’Audio Corso Autostima, appositamente creato per le donne
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Pubblicato da davidone1967 su 18 Ottobre 2009
Di David Di Luca, www.enxerio.com/david
Oggi vi voglio consigliare un articolo che ho beccato sul blog della Giacomo Bruno Editore . Si tratta di Come imparare l’ottimismo: un argomento che affascina ed interessa un numero sempre maggiore di persone del pregevole Giovanni Raimondi.
Raimondi si domanda: ottimisti si nasce o si diventa? La mia opinione personalissima è che si nasca, si venga influenzati dall’ambiente fino a diventare pessimisti professionisti, e poi occorra re-imparare ad essere ottimisti adoperando le nostre risorse intellettive.
Per fare un esempio, i mezzi di informazione (e mi ci metto pure io, che faccio il giornalista di professione) fanno di tutto per istillarci dentro un senso, come minimo, di confusione. Inondazioni de qua, stragi de llà, terremoti de su ed epidemie de giù. Ma il punto è che queste cose fanno notizia perchè creano emozioni. E il giornalista, l’autore di programmi tv ecc. se vuole fare audience, su quello deve lavorare, per portare a casa la pagnotta.
Questo significa che bisogna sempre prendere cum grano salis quello che leggiamo, sentiamo, vediamo ecc. Le belle notizie non fanno notizia, e quindi tranne rari casi non hanno grande risalto. Ma accadono anche le cose belle. Basta pensare a tutte le persone che ogni giorno si impegnano, su piccola o grande scala, per aiutare il prossimo. Di esempi ce ne sono tanti, ognuno cerchi quelli vicino a sè.
Quindi, la catastrofe non incombe su di noi, contrariamente a quanto pensano molti. Si può essere ottimisti, anzi, peggiore è la situazione, più si dovrebbe esserlo. Vediamo qualche esempio fornito da Raimondi. Sono considerazioni fatte da un pessimista (P) e un ottimista (O):
(P) “Non riuscirò mai a prendere la sufficienza in matematica”
(O) “Non sono ancora riuscito a prendere la sufficienza in matematica”
(P) “Gli autobus arrivano sempre in ritardo”
(O) Ultimamente alcuni autobus arrivano in ritardo
(P) “Non sono portato per vendere”
(O) Non conosco le tecniche e le abilità di vendita
(P) “Mi sento distrutto”
(O) Mi sento un po’ stanco
Come vedete, la situazione alla fine non cambia. La differenza sta nell’atteggiamento. Nel primo caso sembra che non ci sia nulla da fare. Nel secondo invece, per così dire, si “intravede la via della salvezza”. Fate un po’ voi…
Su questo argomento, Raimondi ha scritto un ebook dal titolo Il potere dell’ottimismo. A tale proposito, vi ricordo che acquistare gli ebook della Bruno Editore partendo dai link di questo sito è uno dei modi per sostenerlo.
Se volete leggere l’articolo completo di Raimondi lo potete trovare a questo link.
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Pubblicato da davidone1967 su 23 Ottobre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Sabato 24 e domenica 25 ottobre verrà celebrata la giornata mondiale della psoriasi. Saranno oltre 40 le città in Italia in cui verranno allestiti per l’occasione gazebo informativi. Qui si potranno trovare dermatologi e volontari dell’Adipso, l’associazione per la difesa degli psoriasici, saranno a disposizione per dare informazioni sulla malattia che in Italia colpisce circa 2,5 milioni di persone, pari a uno su 24. Potrebbe essere curata nel 98% dei casi, eppure la psoriasi è ancora una malattia ignorata: chi ne soffre non sa a chi rivolgersi né dove curarsi.
Il 76% di coloro che ne soffrono sono vittime della depressione e i ragazzi arrivano a non voler piu’ andare a scuola. Un’indagine promossa dall’Adipso e pubblicata sull’European Journal of Dermatology ha dimostrato come l’infiammazione sia il filo rosso che lega tante altre malattie che accompagnano la psoriasi, come ipertensione (ne soffre il 12,9% degli psoriasici), obesita’ (10,3%), diabete di tipo 2 (7,1%).
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Pubblicato da davidone1967 su 24 Ottobre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Non arrivano buone notizie sul fronte della difesa ambientale. Secondo quanto reso noto dal Segretariato delle Nazioni Unite, le emissioni di gas a effetto serra dei Paesi industrializzati sono aumentate nel 2007, come i sei anni precedenti. In particolare le emissioni di Gas riportate da quaranta nazioni industrializzate sono aumentate dell’1 per cento tra il 2006 e il 2007. Le emissioni del 2007 sono inferiori di circa il 4 per cento ai livelli del 1990 ma sono aumentate del 3 per cento sul periodo 2000-2007. Secondo il segretario dell’Unfccc Yvo de Boer “La crescita continua delle emissioni dei Paesi industrializzati rimane preoccupante, nonostante l’aspettativa di un calo momentaneo provocato dalla recessione globale. Quindi i numeri per il 2007 sottolineano, ancora una volta, la urgente necessità di siglare un accordo globale, equo ed efficace il cambiamento climatico a Copenaghen a dicembre”. Per de Boer, dunque, la situazione in generale “Resta preoccupante, per la continua crescita delle emissioni nei Paesi industrializzati”.
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Pubblicato da davidone1967 su 24 Ottobre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Se c’è una situazione di rischio il nostro corpo reagisce immediatamente. Questa capacità risiede in un’area specifica del cervello, come dimostra una recente ricerca fatta da un’equipe di studiosi della Georgetown University Medical Center a Washington DC. Si tratta degli strati profondi del ‘collicolo superiore’, una regione a più strati, appunto, che regola i movimenti (per esempio oculari) e anche la sensorialità. Gli esperti hanno visto che quando questa regione si attiva il corpo subisce tutta una serie di modifiche
funzionali tenersi pronto a difendersi: trasalisce e si fa piccolo per la paura preparandosi a un’eventuale fuga.
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Pubblicato da davidone1967 su 26 Ottobre 2009
Questa mi è arrivata via email. Fa molto riflettere…
La vita è una ruota. Il Primo giorno, Dio creò la Mucca e disse: – Dovrai andare nei campi con il contadino, soffrire tutto il giorno sotto il sole, figliare in continuazione e farti spremere tutto il latte possibile. Ti concedo un’aspettativa di vita di 60 anni. La Mucca rispose: – Una vita così disgraziata me la vuoi far vivere per 60 anni? Guarda, 20 vanno benissimo, tieniti pure gli altri 40! – E così fu.
Il secondo giorno, Dio creò il Cane e disse: – Dovrai sedere tutto il giorno dietro l’ingresso della casa dell’uomo, abbaiando a chiunque si avvicini. Ti
assegno un’aspettativa di vita di 20 anni. Il Cane replicò: – 20 anni a rompermi le palle e a romperle agli altri? Guarda, 10 sono più che sufficienti, tieniti pure gli altri! – E così fu.
Il terzo giorno, Dio creò la Scimmia e disse: – Dovrai divertire la gente, fare il pagliaccio ed assumere le espressioni più idiote per farla ridere. Vivrai 20 anni. La scimmia obiettò: – 20 anni a fare il cretino? Mi associo al cane e te ne restituisco 10! – E così fu
Infine, Dio creò l’Uomo e disse: – Tu non lavorerai, non farai altro che mangiare, dormire, scopare e divertirti come un matto. Ti assegno 20 anni di vita! E l’Uomo, implorante: – Come, 20 anni?!? solo 20 anni di questo Bengodi? Senti, ho saputo che la Mucca ti ha restituito 40 anni, il Cane 10 e la Scimmia altri 10, sommati ai miei 20 farebbero 80, dalli tutti a me!!! – E
così fu.
Ecco perché per i primi 20 anni della nostra vita non facciamo altro che mangiare, dormire, giocare, scopare, godercela e non fare un cazzo, per i successivi 40 lavoriamo come bestie per mantenere la famiglia, per gli ulteriori 10 facciamo i cretini per far divertire i nipotini, e gli ultimi 10 li passiamo rompendo le palle a tutti
Tutto gira intorno ad una ruota palindromica: A 3 anni il successo è: non pisciarsi addosso. A 12 anni il successo è: avere tanti amici. A 18 anni il successo è: avere la patente. A 20 anni il successo è: avere rapporti sessuali.
A 35 anni il successo è: avere moltissimi soldi. A 50 anni il successo è: avere moltissimi soldi. A 60 anni il successo è: avere rapporti sessuali. A 70 anni il successo è: avere la patente. A 75 anni il successo è: avere tanti amici. A 80 anni il successo è: non pisciarsi addosso!
Amen.
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Pubblicato da davidone1967 su 27 Ottobre 2009
Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com
Oggi ti parlo di un argomento un pochino osé: come aiutare una donna a mettersi nello stato necessario per raggiungere un orgasmo.
Oltre alle mie specifiche esperienze, ho raccolto centinaia e centinaia di punti di vista femminili e quasi tutti, convergono su di un aspetto: se una donna vuole avere un orgasmo deve eliminare dalla propria testa paure e ansia.
Ripeto con parole diverse: se una donna vuole avere un orgasmo, deve lasciarsi completamente andare, sentirsi al sicuro, priva di ogni minima tensione e paura.
Ciò denota una differenza sostanziale tra l’uomo e la donna: il vero centro sessuale della donna è il suo cervello, mentre nell’uomo è il suo organo genitale.
Dunque, mentre noi uomini ci eccitiamo principalmente in base agli stimoli visivi che riceviamo dall’esterno (ci basta anche una semplice rivista per eccitarci), per le donne il desiderio dipende da tutta una serie di componenti emotive e sensoriali.
Credo che questa sia una delle differenze più importanti che gli uomini dovrebbero comprendere, quando fanno o vogliono fare l’amore con il proprio partner.
Insomma, caro amico che leggi, è bene che tu sappia che problemi di lavoro, famigliari, relativi ai figli, ansia, scadenze e mancanza di comunicazione tra i partner, possono letteralmente “bloccare il desiderio sessuale” della tua signora.
Il calo della libido della tua compagna, infatti, può dipendere da almeno due fattori diversi:
- un problema ormonale;
- da stimoli emotivi e sensoriali che non la fanno sentire tranquilla e che anzi, la mettono a disagio e le creano ansia.
Pertanto, la prossima volta che ti dirà che ha il famoso “mal di testa”, e magari questa cosa si protrae da parecchio tempo, anziché pensare egoisticamente al tuo orgasmo quotidiano, chiediti dov’è, realmente, la sua testa.
Scommetti che ha un grosso problema che la tormenta?
Accetti un consiglio banale? Parla con lei.
Aiutala a spiegarti cosa la preoccupa tanto e, soprattutto, ascoltala. Spesso il problema può essere risolto con poco, altre volte No. Quello che conta e che ti fai trovare al suo fianco, al momento giusto.
Nel nuovo libro che sto scrivendo su “come riuscire a conoscere e capire meglio le donne”, ho dedicato tutto l’intero settimo capitolo a raccontare come le donne vivono il sesso. Vi trovi consigli come quelli esposti in questo post e tanto altro ancora.
Se sei un uomo e sei veramente interessato a capire e amare le donne, ti consiglio di smetterla di pensare egoisticamente al tuo esclusivo orgasmo quotidiano e cominciare a fare uno sforzo per cercare di coinvolgere nel orgasmo anche la tua donna.
E stai attento: ho parlato di “coinvolgere” e non, di ricerca delle performance sessuali tanto care agli uomini.
Del resto, sbaglio o l’amore si fa in due?
Troppo osè l’argomento? Dai, dammi il tuo feedback, lasciami un commento al post.
Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
Il Coach delle Donne
“Che aiuta le donne a creare autostima e raggiungere un obiettivo in 5 passi”
Autore degli ebook Penso Positivo e Donne In Crisi e dell’audio corso Autostima
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Pubblicato da davidone1967 su 27 Ottobre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
A Firenze opera da un mese un centro che si occupa della riabilitazione e della cura degli uomini violenti. L’idea è in sè rivoluzionaria: affrontare la violenza sulle donne non solo dal punto vista delle vittime, ma anche da quello di la violenza la agisce. Uomini che usano le mani perché non sanno confrontarsi in altra maniera con le loro compagne.
Per questo a Firenze è nato il Centro di ascolto di Uomini maltrattanti, il primo luogo in Italia ad occuparsi (su progetto firmato dall’Associazione Artemisia) di violenza maschile contro le donne dal punto di vista opposto. Insomma, sono gli uomini stessi a chiamare per chiedere aiuto, per cercare di cambiare. E’ un ambulatorio pubblico, non si paga neanche il ticket.
Il centro ha pochi mesi di vita (con diramazioni anche a Bologna) ma già in molti vi si sono rivolti per intraprendere un percorso di cura, un iter che prevede un paio di colloqui iniziali e poi l’inserimento in gruppi di auto aiuto. La terapia va avanti per sei mesi, ma si va oltre se necessario. Il numero di telefono a cui rivolgersi è il 339 89 26 550.
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Pubblicato da davidone1967 su 29 Ottobre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Pain” stabilisce che le donne, dopo un’iniziale ipersensibilità al dolore, si adattano molto rapidamente allo stimolo. L’esperimento condotto dai ricercatori è stato quanto mai semplice: piazzare una sorgente di calore sulla pelle dei 32 volontari e osservare cosa accadeva. Dopo appena 20 secondi, nelle donne, che fino a quel momento avevano sperimentato una maggiore sofferenza rispetto agli uomini, si registrava un calo nella percezione dell’intensità del dolore e un minor fastidio.
Fenomeno che non è stato riscontrato nei maschi. Inoltre, anche il tipo di dolore percepito tra i due sessi era diverso. Infine, i ricercatori dell’University of Toronto in Canada, hanno rilevato che le donne possedevano una sorta di “memoria” dello stimolo doloroso, che consentiva loro, una volta esposti di nuovo a quella stessa causa di sofferenza, di percepirla in maniera attenuata.
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Pubblicato da davidone1967 su 30 Ottobre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
In occasione del Mese per la Ricerca sul Cancro le Edizioni Lindau pubblicano il saggio del professor Dominique Belpomme sulla prevenzione dei tumori: “Come guarire dal cancro e come evitarlo“.
Dominique Belpomme è medico chirurgo oncologo presso il centro ospedaliero universitario “Georges Pompidou” di Parigi e docente di cancerologia all’Università “Paris-Descartes”. Presidente dell’ARTAC (Associazione per la Ricerca Terapeutica Anti-Cancro, un’associazione indipendente composta di medici e ricercatori specializzati nello studio biologico, terapeutico e clinico dei tumori, da lui fondata nel 1984), promotore dell’”Appello di Parigi”, la Dichiarazione Internazionale sui pericoli sanitari dell’inquinamento chimico, sottoscritta anche dall’Italia, è autore di numerosi volumi e di saggi pubblicati dalle più importanti riviste specializzate. Il professor Belpomme ha organizzato molteplici campagne di sensibilizzazione pubblica sui tumori e la loro diffusione.
In occasione della pubblicazione del suo volume in Italia per la Lindau, il professor Dominique Belpomme ha dichiarato: “Ho aspettato a lungo prima di scrivere questo libro tanto il suo tema è cruciale per i malati e vasto e complesso per la scienza e per la medicina. Dopo trent’anni di studio e di pratica clinica sento di avere l’obbligo morale di informare i malati e la società civile dello stato della ricerca e delle azioni che occorre intraprendere sul piano politico.
Come guarire dal cancro e come evitarlo si indirizza ai malati e alle loro famiglie, ai medici, e alle persone sane, le quali vi potranno reperire indicazioni utili per evitare di ammalarsi di cancro.
Ai malati e alle loro famiglie, questo libro invia un messaggio di speranza. Oggi riusciamo a guarire completamente più di un malato di cancro su due. La condizione necessaria, però, è quella di rispettare le sette regole che raccomando. Ai medici, il volume mostra che i progressi della medicina hanno raggiunto i loro limiti, ed è quindi necessario osservare la malattia con occhi nuovi. Appare ormai chiaro che numerosi tumori sono causati dall’inquinamento fisico, chimico o biologico del nostro ambiente. Quindi prevenire è meglio che curare e, come diceva Ippocrate: “Et primum non nocere”, primo non nuocere. è per questo che l’Associazione per la Ricerca Terapeutica Anti-Cancro, l’ARTAC, ha deciso di collaborare con l’Istituto Ramazzini, diretto con competenza dal dottor Morando Soffritti e dalla dottoressa Fiorella Belpoggi, proprio in ragione dell’importante apporto offerto da questo Istituto nella scoperta delle cause ambientali all’origine dei tumori.Infine, questo libro si indirizza anche a tutti quelli che desiderano evitare la malattia.
Sono proposte sul piano individuale ventinove raccomandazioni di prevenzione ambientale, così come diverse misure collettive di sanità pubblica per proteggersi dal cancro.Non dobbiamo dimenticare che è stato Lorenzo Tomatis, ai tempi in cui era direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), uno dei primi ad avere aperto la via dell’ambiente ai ricercatori in oncologia. Spero che il messaggio scientifico contenuto nel presente volume contribuirà a rafforzare l’azione dei medici e dei ricercatori dell’Associazione Internazionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE), impegnati in un enorme lavoro di comunicazione nei differenti Stati membri dell’Unione Europea”.
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Pubblicato da davidone1967 su 1 Novembre 2009
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Pubblicato da davidone1967 su 1 Novembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Se anche voi, come chi scrive, soffrite di dolori al braccio da uso eccessivo di Wii, può gioire per la notizia di un nuovo controller mentale. Insomma, la console per videogiochi di settima generazione più venduta al mondo prodotta della giapponese Nintendo (oltre 54 milioni di pezzi dal 1989 ad oggi), potrebbe presto essere utilizzabile grazie ad un dispositivo “cerebrale”. E’ sufficiente infilare una cuffia bianca, bellissima, e sforzare le meningi.
L’aggeggio porta la firma di un ingegnere elettronico di Venezia Andrea Gaiba. “Siamo i primi a impiegare l’uso delle onde cerebrali per i giochi della Wii”, dice Gaiba . Ed entro il 2010 ci prepariamo a sbarcare sul mercato internazionale: stiamo solo cercando un grosso editore che possa distribuire l’applicazione”. Per questo, tuttavia, non dovrebbero esserci problemi: i colossi del settore, dalla statunitense Electronic Arts alla stessa Nintendo, hanno già mostrato un forte interessamento per l’invenzione made in Albignasego, che promette di trasformarsi in un affare dalle dimensioni colossali. Il funzionamento è semplice: la cuffia contiene alcuni sensori che sono in grado di registrare le onde emesse dal cervello. Non tutto lo spettro delle onde viene però considerato: quelli che rilevano sono solo due parametri, la concentrazione e il rilassamento. Ed è grazie a questi due elementi che si costruisce l’interazione con la console.
Libro correlato su Ibs.it: Il tuo cervello. Istruzioni per l’uso e la manutenzione, di Sandra Aamodt e Sam Wang
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Pubblicato da davidone1967 su 2 Novembre 2009
Di David Di Luca
Sono un estimatore dei libri del buon Robert Kiyosaki, ormai abbondantemente pubblicati in italiano (utilissimo Padre ricco, padre povero, in inglese Rich Dad, Poor Dad). Da lui ho imparato due ho tre “trucchetti” che mi hanno molto aiutato nella gestione dei miei soldini. Ma ecco che il “politically correct” si affaccia anche in queste faccende.
Difatti: i libri di Kiyosaki parlano prevalentemente di persone che lavorano da dipendenti, e che vogliono diventare imprenditori o crearsi una loro indipendenza finanziaria. Ma… si tratta pur sempre di un libro scritto da un maschietto! E se io invece fossi una donzella!?
Problema risolto, almeno in inglese. Infatti, ecco che Kim Kiyosaki, naturalmente la moglie di Robert, dice la sua in Rich Woman. Insegna alle donne come essere innanzitutto indipendenti finanziariamente dall’altro sesso, ma anche, com’è giusto, dagli umori del mercato, dei datori di lavoro e da tutti gli altri fattori che a volte ci fanno sentire come su un ottovolante. Con in più, per le donne, la liberazione dall’idea che debbano sposarsi per forza o rimanere sposate per avere una stabilità finanziaria.
Già che ci sono, vi ricordo che il mio grande socio Giancarlo Fornei ha pubblicato un ebook dal titolo Donne in crisi, che fa il paio con il libro (cartaceo) della Kiyosaki.
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Pubblicato da davidone1967 su 3 Novembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Per Cyrano de Bergerac era un apostrofo rosa tra le parole t’amo. Tuttavia sembra che le origini del bacio, siano tutt’altro che sentimentali. Secondo uno studio portato avanti dallo scienziato britannico Colin Hendrie dell’Università di Leeds il vero scopo che spinge le persone a baciarsi è quello di scambiarsi germi e in particolare un virus chiamato “Citomegalovirus”, un virus che non è pericoloso per gli adulti, ma può diventare nocivo durante una futura gravidanza, mettendo a rischio la salute del nascituro.
Allora gli uomini, baciando le loro compagne, diffondono assieme alla saliva anche questo virus. A questo punto il sistema immunitario femminile sviluppa anticorpi che rendono col tempo il germe innocuo cosicché la donna quando rimarrà incinta non avrà alcun problema. Dunque la ricetta giusta per non avere problemi durante la gravidanza è scambiarsi baci con continuità e soprattutto con passione: “Baciare lo stesso uomo per sei mesi di fila è la migliore profilassi”.
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Pubblicato da davidone1967 su 4 Novembre 2009
Fonte: www.naturaebenessere.it
Il pane è da sempre il cibo fondamentale della nostra tradizione culinaria mediterranea essenziale componente primario dell’ alimentazione dell’uomo. La sua origine si perde nella notte dei tempi. Già l’ uomo delle caverne aveva intuito come, impastando con acqua la farina ottenuta dalla macinazione di cereali e cotta su pietre roventi, si potesse produrre alimenti nutrienti e conservabili. Sono gli Egizi che scopriranno le meraviglie del lievito che rende il pane piu morbido digeribile e saporito.
Per saperne di più
Facciamo il pane. Manuale pratico con oltre cinquanta ricette per imparare a fare il pane con il lievito naturale di Annalisa De Luca
Eppure, è di questi ultimi anni la netta contrazione dei consumi di questo fantastico alimento, che nella concezione comune resta uno dei più calorici. Va tenuto conto, però, che con un introito quotidiano di circa duemila calorie, un consumo di duecento grammi di pane viene ritenuto accettabile sempre che non vengano introdotte calorie accessorie come merende gelati pizza e via dicendo.
Il pane oltre ad avere un buon contenuti in vitamine del gruppo B ha un valore calorico di circa 300 calorie ogni 100 grammi di sostanza è in grado di offrire un guisto potere saziante specialmodo quello prodotto con farina integrale. Dunque, motivo per lasciar fuori dalla nostra dieta proprio il pane non esiste, a patto di consumarne una quantita congrua. In ogni caso è ingiusto privarsi del gusto del frutto della terra per eccellenza, un valido ed unico piacere caldo di giornata.
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