La strategia della Cipolla

Di David Di Luca – Il blog di MotivAzione e David&DiLucaOnline

> Val più una cosa fatta…

Pubblicato da David Di Luca su 22 gennaio 2012

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

“Val più una cosa fatta, che cento da fare”. Verissimo. Vi siete mai ritrovati che siete lì, con la testa che vi bolle, e ci si affollano tremila cose, duecentomila obiettivi, quattocentomila tasks da eseguire? Sembra che si divertano a fare a cazzotti l’uno con l’altro. Si sospetta che siano responsabili di parecchie emicranie.

Eppure, il tempo è uno. Non ci sono più minuti ore giorni da vivere in parallelo per fare più cose alla volta. Possiamo fare  gesummio con cento mani, ma il flusso temporale è unico.  Delle centomila possibili combinazioni di cose da fare, se ne realizzerà sempre e solo una . E quindi?

E quindi, dovremmo scegliere l’azione che ci porta maggior vantaggio. Ma che cosa fare se tutte sembrano ugualmente importanti? La mia esperienza ci riporta al proverbio di cui sopra. Dobbiamo prendere una cosa a caso, e portarla avanti, fosse anche solo di un passettino piccolo piccolo.

Dopo un po’ ci potremo anche fermare e valutare quello che abbiamo fatto, ma intanto è probabile che avremo ridotto la pressione dentro il nostro cranio. Senza contare che abbiamo preso una decisione. Il che, mi risulta,  è alla base di ogni vita che voglia chiamarsi soddisfacente…

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> Libri, “Come la Grecia”? di Dimitri Deliolanes

Pubblicato da David Di Luca su 21 gennaio 2012

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Il volume è disponibile su Amazon.it 

E’ ormai da mesi  che ci sentiamo dire che potremmo finire come la Grecia per via del famoso debito pubblico. In realtà, come mai la Grecia potrebbe fallire?  Cosa può fare il nostro paese per evitarlo?

In questo libro pubblicato da Fandango Dimitri Deliolanes, corrispondente in Italia della televisione pubblica greca ERT ci racconta con un linguaggio semplice semplice la crisi che sta attraversando il suo paese e  che potrebbe contaminare l’Europa.

La Grecia, come l’Italia, ha un debito pubblico molto sostanzioso.I due paesi sono al primo e secondo posto di questa particolare hit parade.  Secondo l’autore, il problema risiede in un sistema politico inefficiente con una burocrazia pletorica, totalmente asservita ai politici, un governo travagliato e diviso da mille interessi clientelari. Basti pensare che l’Unione Europea che ci ha impiegato un anno a capire cosa stesse succedendo.

Le draconiane misure di contenimento del debito e di tagli alla spesa pubblica che il governo Papandreou sta mettendo in atto per cercare di restituire i prestiti che l’Europa ha concesso alla Grecia mettono a durissima prova la popolazione, che infatti da due anni sta protestando con decine di scioperi generali.

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> Impara a risparmiare…

Pubblicato da David Di Luca su 17 gennaio 2012

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com
Hai mai pensato di non riuscire a metterti da parte nulla?
Di non riuscire a risparmiare neanche un misero euro?
Io, la pensavo esattamente come te, e sino all’ottobre del 2004 non ero riuscito a mettermi da parte nulla!
Per molti anni sono stato “preda” di bollette da pagare e“buchi” da riempiere…
Per molti anni mi è stato impossibile anche solo“pensare” a risparmiare…
Cosa volevo risparmiare se non avevo neppure i soldi per pagare le bollette…
Scommetto che è successo anche a te, vero?
Allora voglio che tu sappia che “risparmiare” è un metodo, e non dipende dai soldi che guadagni, bensì da come li sai gestire e amministrare!
Grazie ad un libro e ad un comunissimo barattolo di marmellata, la mia vita e quella di David Di Luca, caro amico e co-autore dell’ebook Gestire I Soldi è cambiata.
Da allora, abbiamo imparato a risparmiare tutti i mesi: prima un solo euro, poi cinque, poi dieci, poi cinquanta e oggi, molti di più.
Entrambi, riteniamo che in un momento difficile come questo, con la crisi economica che c’è in giro, saper risparmiare anche un solo euro, sia più utile che mai!
Pertanto, ti segnaliamo un ebook molto particolare, che non farà miracoli, ma ti aiuterà a comprendere meglio perché e come anche Tu, puoi risparmiare.
Tra l’altro, è con orgoglio che ti informo che questo ebook è stato recensito anche su Millionaire di luglio 2010.
A scanso di equivoci, l’ebook non insegna a fare i soldi (tranne un capitolo dove insegnamo a creare rendite complementari, sulla base delle nostre esperienze specifiche).
Così come non ti darà ricette magiche per diventare, improvvisamente, ricco!
No! Non è stato scritto per quel motivo.
All’interno delle sue 103 pagine, troverai consigli semplici e pratici, che sia io sia David abbiamo messo in pratica nella nostra vita, per cominciare, da subito, a risparmiare.
Entrambi, vogliamo che il maggior numero di persone possano conoscere come migliorare finanziariamente la propria vita.
Siamo dell’avviso che queste cose dovrebbero essere insegnate a scuola, ma dato che al momento è solo un’utopia, ci abbiamo provato io e David, a descriverti, con parole semplici, cosa dovresti conoscere per imparare, poche e banali cose, che potrebbero migliorare anche la tua vita dal punto di vista finanziario.
Credimi, anzi, credici, questi saranno i nove euro meglio spesi della tua vita.
E se così non fosse, siamo pronti a rimborsarti tutti i soldi, senza chiederti neppure il motivo.
Che cosa hai da perdere?
E se invece, quei banali consigli che trovi nell’ebook, potrebbero risultarti utili?
Il sommario dell’ebook:
* Premessa (pag. 8);
* Il barattolo di marmellata (pag. 13);
* Il libro che ha cambiato la mia vita finanziaria (pag. 16);
* La mente dei ricchi (pag. 18);
* La conoscenza paga sempre (pag. 30);
* L’importanza del Cashflow (pag. 38);
* Paga prima te stessa/o (pag. 45);
* La tecnica dei cinque salvadanai (pag. 49);
* Risparmia più di quanto spendi (pag. 55);
* Taglia le carte di credito (pag. 62);
* Fai solo debiti attivi (pag. 64);
* Crea delle forme di reddito complementari (pag. 74);
* Conclusioni, libri e link consigliati (pag. 97);
* Chi sono Giancarlo Fornei e David Di Luca (pag. 101).
Acquistalo ora, con fiducia, a questo link.
Un grande abbraccio
Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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> I segnali della menzogna: voce, mani e piedi…

Pubblicato da David Di Luca su 15 gennaio 2012

Foto di Giancarlo ForneiUn guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei,com

Capire se qualcuno ci mente dipende da quanto è emozionato: se è tranquillo e disinteressato si controlla di più, al contrario gli scapperanno segnali rivelatori.
Voce, mani e piedi sono l’equivalente del naso lungo di Pinocchio.

Le bugie sono spesso accompagnate da variazioni di tono della voce e del ritmo delle parole.

Se chi parla maschera risentimento nei nostri confronti, la voce si fa metallica, secca, e tende a mangiarsi le parole.

Se invece è deluso ma non vuole farlo capire, il timbro si abbassa, diventa un pò sospirato, flebile.

Le parole sono scandite più lentamente.

Le mani: non è vero che chi mente gesticola, al contrario tende a ridurre la gestualità.

Questo perchè è concentrato su quello che dice e perchè stando fermo si sente meno esposto.

Aumenta però il contatto mani-viso: nel momento della bugia si tocca la bocca, o sposta la mano dalla bocca al naso.

Spesso tiene qualcosa tra le mani e ci giocherella.

Se si pensa che qualcuno menta, basta osservargli piedi e gambe:ansia e senso di colpa orientano le estremità verso porte e finestre, sentiti come vie di fuga.

Anche il movimento incessante dei piedi è segnale del desiderio di fuggire.

Estratto da “Analisi Fisica”, un interessante articolo, molto più ampio, di Simona Acquistapace, da News - giugno 2011

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> Il cervello deperisce già dopo i 45 anni

Pubblicato da David Di Luca su 15 gennaio 2012

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Versione Audio

Il cervello è uno dei nostri organi più importanti eppure è uno dei più delicati. Secondo una ricerca pubblicata recentemente dal British Medical Journal, il tessuto cerebrale si indebolisce già dopo i 45 anni, con conseguenti problemi cognitivi e di memoria. Lo ha certificato un gruppo di studiosi inglesi, francesi e americani, guidato da Archana Sing-Manoux dell’University College di Londra, che ha monitorato l’influenza dell’età sulle capacità di ragionamento e sull’attitudine a comprendere le cose.

Per lo studio sono state reclutate oltre settemila persone, più di cinquemila uomini e duemila donne, seguite scrupolosamente per dieci anni (dal 1997 al 2007), durante i quali sono state sottoposte regolarmente a test per valutare la memoria, il vocabolario, la capacità di comprensione visiva e uditiva, la fluidità semantica e fonologica. Ebbene, i punteggi relativi a tutte le funzioni cognitive (compresi appunto la memoria, il ragionamento, la fluidità verbale), tranne il vocabolario, si riducevano con l’avanzare dell’età, con un’accelerazione del declino nelle età più alte.

Si passa da un 3,6% in meno della capacità di ragionamento negli uomini fra i 45 e i 49 anni e del 9,6 % in quelli fra i 65 e i 70, solo per fare un esempio. Dunque se il decadimento cerebrale inizia così in fretta, sarebbe opportuno cominicare fin da subito a seguire uno stile di vita più sano, stimolando il nostro cervello e soprattutto proteggendo il cuore. La salute cardiovascolare, infatti, è strettamente connessa a quella neurologica, quindi tenere sotto controllo il peso, la pressione e il colesterolo, rappresenta un aiuto valido per evitare i danni legati alla demenza; una patologia subdola che si sviluppa in venti o trent’anni.

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> Siate positivi, siate perseveranti

Pubblicato da David Di Luca su 11 gennaio 2012

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com 

Foto di Giancarlo ForneiIl 2012 è iniziato e si sa, non promette nulla di buono con la crisi economica in cui siamo sprofondati.

Da ogni parte, si sente la parola “recessione”.

Poi, sulla nostra testa, pende la “spada di Damocle”della Profezia Maya sul 2012, anno in cui dovrebbe esserci la temuta fine del mondo.

Insomma, se tanto mi da tanto…

Eppure, io voglio essere controcorrente e darvi un messaggio di speranza, perchè se è vero che siamo in crisi economica, ed è sempre vero che esiste la tanto vituperata profezia Maya, è altrettanto vero che l’andamento del 2012 dipenderà in larga parte da noi.

Da come sapremo cogliere le opportunità che ci riserva.

Da come sapremo essere propositivi e guardare avanti.

Da come sapremo rimboccarci le maniche e agire, senza aspettare che qualcuno risolva i problemi per noi.

Pertanto siate positivi nei vostri pensieri, e siate perseveranti nelle vostre azioni.

I conti, poi, li faremo alla fine del 2012, ma sono certo che se avremo“seminato” bene, alla fine, raccoglieremo.

Un grande abbraccio e che il 2012 possa portarvi serenità, lavoro e prosperità.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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> Torna “MotivAzione: Pillole di crescita personale”…

Pubblicato da David Di Luca su 8 gennaio 2012

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Ci siamo, oggi pomeriggio, intorno alle 17,30 sono ad Antenna 3 a registrare il promo di presentazione del nuovo ciclo di trasmissioni di “MotivAzione: Pillole di Crescita Personale”.

Dopo le 12 puntate dell’anno scorso, molto seguite sia in diretta, sia sul web, con i video delle trasmissioni postati su YouTube e sul mio sito web. (Clicca sui link se vuoi rivederle).

Torno su Antenna 3 con altre 12 trasmissioni televisive sulla crescita personale.

Dodici puntate completamente nuove, con nuovi argomenti e in qualche puntata, anche con degli ospiti in studio, a raccontarci le loro esperienze.

Se tutto va bene, la prima puntata dovrebbe andare in onda tra il 20/25 gennaio, proprio in tempo per festeggiare il mio compleanno.

Ti aspetto su Antenna 3, canale 99 del Digitale Terrestre.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Navighi? Fatti pagare

Pubblicato da David Di Luca su 2 novembre 2010

Di David Di Luca

Logo-berubyIn quanto aspirante blogger professionale, sono sempre alla ricerca di nuove affiliazioni. Penso questa volta di averne trovata una davvero interessante. Si tratta di Be Ruby.

Il meccanismo è abbastanza semplice. BeRuby crea una pagina con dei links, che puoi personalizzare aggiungendone di tuoi o scegliendo da una lista. Alcuni di questi pagano per gli acquisti, per le registrazioni o anche solo per le visite. Ad esempio, si incassa mezzo centesimo per visite a siti come Repubblica.it ma anche Facebook, Excite, Libero.

Siti che insomma uno visiterebbe a prescindere. Quindi, perchè non farsi pagare? Oh, non sono cifre enormi: si tratta di mezzo centesimo a visita. Però è da considerare che i siti sono una decina, per cui cliccando a destra e manca si tirano su 5 centesimi al giorno, che in capo al mese sono un euro e cinquanta che prima non c’erano.

Ma non finisce qui, come diceva quello. Per registrarsi ad alcuni siti, come ad esempio Assicurazione.it, si ricevono 18 centesimi o comunque cifre simili. Senza comprare alcunchè.

Il passo successivo è sfruttare un accredito/sconto per gli acquisti che in alcuni casi arriva al 6%. Scusate se è poco.

Infine: si guadagna anche sulle persone che presentiamo, se si iscrivono attraverso il nostro link.

Se ho stuzzicato la vostra curiosità, provate subito:

http://it.beruby.com/promocode/uamS6N

…E ovviamente fatemi sapere le vostre impressioni.

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Obiettivi “allargati”

Pubblicato da David Di Luca su 3 febbraio 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/David

Più passa il tempo, più sono convinto che porsi degli obiettivi è sempre meglio che non porseli. Tuttavia… non vi è mai capitato di mettervi delle mete, lavorara anche duramente per raggiungerle, e a un certo punto avere l’impressione che state girando in tondo???

Ho riflettuto parecchio su questa faccenda. Più volte mi è venuto il sospetto che, se uno si pone degli obiettivi troppo grandi, finisce che non solo non li raggiunge, ma si sente anche un tantino deficiente.  Insomma, se uno non è mai andato in palestra, forse è un po’ troppo pretendere alla prima seduta di tirare su cinquanta chili, o no?

Il bel concettino è espresso molto bene in questo articolo di Steve Pavlina:

http://www.stevepavlina.com/blog/2011/01/how-to-achieve-stretch-goals/

Per chi non mastica l’inglese, ecco la versione italiana di Google Translate: http://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&tl=it&u=http%3A%2F%2Fwww.stevepavlina.com%2Fblog%2F2011%2F01%2Fhow-to-achieve-stretch-goals%2F

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Guadagnare con un blog: se po’ fa’!

Pubblicato da David Di Luca su 13 febbraio 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com

Riporto qui sotto la risposta ad un amico che – bontà sua – mi ha chiesto un consiglio tramite Facebook su come arrotondare su Internet…

Ciao carissimo, qui butta abbastanza bene, cerchiamo passo passino di creare qualcosa di solido, come del resto abbiamo sempre cercato di fare.

Per quanto riguarda il discorso internet, a mio parere il modo più semplice di cominciare è aprirsi un bel bloggettino. Non per raccontare di quello che hai fatto l’altra sera o di quanto è buona la Ceres come fanno tanti ma per scrivere qualcosa che dia valore a chi ti legge.

Per fare questo, il modo più sicuro è scrivere delle tue passioni. Nel mio caso (vedi www.lastrategiadellacipolla.info) la motivazione, la letteratura, l’ecologia etc. Nel tuo caso, immagino, può essere la tecnologia, o le apparecchiature del suono eccetera. O qualsiasi cosa della quale non ti stanchi a scrivere.

Dirai: ma come si fanno i ghelli? Ora ci arrivo: tu scrivi cose interessanti, e arrivano le visite. Ora, le visite vanno trasformate in gente che paga. Questo può esssere fatto o con un pulsantino che permette la donazione tramite Paypal, o con le affiliazioni. Ovvero: se scrivi di tecnologia, trovi un sito che ti da una commissione per ogni vendita. O magari anche due o tre siti. Dopodichè metti un po’ di linketti negli articoli o nel corpo del sito.

Come immaginerai, prima di vedere cifre consistenti ci vogliono parecchi articoli e parecchio tempo. Però è anche vero che ti serve soltanto il tuo tempo, e conta che l’articolo, una volta scritto, rimane in rete, e se è interessante riceverà molte visite. Poi sta anche a te diffondere la voce.

E mi raccomando, sii spudorato nel dire che, se i contenuti sono gratis, è gradito che chi legge clicchi sulla donazione o acquisti i prodotti consigliati. Molti pensano che sia come chiedere la carità. Niente affatto: è un atteggiamento molto professionale che addirittura aumenta la stima di chi ti legge nei tuoi confronti.

Fammi sapere che ne pensi, e se serve io son qua.

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Forex for beginners :)

Pubblicato da David Di Luca su 8 febbraio 2011

Di David Di Luca

L’articolo che segue in realtà è una risposta ad una mia amica che mi ha chiesto un consiglio su come cominciare con il mercato delle valute, il Forex. Mi sono messo lì, e ho cercato di sempliificare al massimo il concetto. Siccome personalmente ci ho messo un po’ di tempo ad avere le idee (spero)  abbastanza chiare, spero che sia utile anche a chi legge questo blog. Fatemi sapere lasciando un commento.

Allora: per quanto riguarda i guadagni, diciamo che è realistico aspettarsi un 20-30% l’anno. Poi ci sono quelli che fanno molto di più, ma quelli  stanno appiccati al computer, e non te lo consiglio :-) .

Per quanto riguarda quanto tempo stargli dietro, ti spiego un po’ come funziona
la faccenda:
1. Tu compri una valuta, poniamo il dollaro, a 0.50 euro
2. Aspetti che vada, che so, a 0.60, 0.70, o quello che ti poni come obiettivo
3. E’ ovvio che nel caso vada a 0.60, hai guadagnato 0.10  euro a dollaro
4. Se hai comprato 1000 dollari a 500 euro, ti ritrovi  600 euro, con un guadagno di
100 euro.
- Se hai comprato 10000 dollari a 5000 euro, te ne ritrovi 6000, con un introito
di 1000 euro.  ecc. ecc.
A questo punto vendi, e automaticamente  incassi.  La cosa è istantanea.

Quindi, uno ci può stare anche dieci minuti la mattina (quando metti l’ordine di comprare) e dieci minuti la sera (per vedere se il dollaro è andato su). Naturalmente, non è detto che sia accaduto. In quel caso continui ad aspettare. Come del resto succede con tutti gli investimenti, non ha senso chiudere quando sei in perdita  e puoi  recuperare in seguito. :-) .

Te l’ho schematizzato al massimo per farti capire proprio il nocciolo della questione.
Poi ci sono altre tecniche, ma non volevo crearti confusione.

Fammi sapere se sono stato chiaro.

Baci D.

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Libri, arriva “Delitto sulla scogliera”, nuovo romanzo di David Di Luca

Pubblicato da David Di Luca su 8 aprile 2011

Di David Di Luca (ebbene sì, mi faccio pubblicità da solo :-) )

Sì, sì, lo so, vabbene, l’Italia è piena di scrittori. Chi non ha il suo libro nel cassetto? E allora ce l’ho anch’io. Dopo La strategia della Cipolla, che ha dato il titolo a questo blog, stavolta ho scritto un calepino.

Difficile definirlo un romanzo, visto che conta sì e no una settantina di pagine. Però ritengo di essere riuscito a scrivere un bel racconto lungo. La trama ruota attorno a un delitto, ma non è un giallo. Non ci sono indagini, non nel senso che siamo abituati a pensare dai casi di cronaca in diretta.  Ci trovate dei personaggi che si muovono in un ambiente all’apparenza rarefatto. E ci sono  anche dei riferimenti all’esoterismo.

Insomma, non potevo evitare ancora una volta di copiare Buzzati. Ma la cosa che conta è che mi sono divertito come un pazzo a scriverlo, così spero che vi divertirete a leggerlo. Oltretutto, penso di aver imparato molto sul metodo che uno deve darsi per riuscire a completare qualcosa che è più lungo del solito raccontino.

Ora basta, se siete curiosi, e/o volete sostenere tangibilmente il sito, potete accattarvi la copia cartacea cliccando qui.  Approfittatene, finchè è in promozione a 9,60 euretti.

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Pubblicare un libro: pagare o non pagare? Questo è il problema

Pubblicato da David Di Luca su 26 febbraio 2011

Di David Di Luca

Pubblico di seguito un mio intervento sul sito NetEditor,  ispirato da questo racconto.

Ho anche trovato un bel librino da leggere, Esordienti da spennare. Giusto per non perdere il vizio di segnalarvi prodotti…

Caro Stefano,  molto ficcante questo raccontino, che secondo me ha un tot di tratti autobiografici, nevvero? Dicono del resto che Moravia cominciò pubblicandosi da solo il primo romanzo, che poi, dicono sempre,  fu il suo capolavoro.  Personalmente, non sono mai stato contrario all’autopubblicazione.

Ho praticato poco questo tipo di editori, voglio dire, quelli che chiedono un contributo all’autore. Prima dell’avvento di Internet pensavo seriamente di pubblicare qualcosa a pagamento, ben cosciente che avrei dovuto comprarmene x copie, e ben cosciente anche del fatto che le avrei usate per regalarle ad amici e parenti e poi, perchè no, per provare ad organizzare una presentazione a mie spese in qualche sala della circoscrizione, giusto per vedere come veniva. Come te, non ho mai messo insieme cinquemila euro che mi fossero abbastanza di troppo da poterli mettere in quella faccenda.

Adesso per fortuna c’è il Web, coi siti che ti permettono di depositare il tuo bravo filino Pdf, e se la gente vuole il tuo libro ne stampano anche solo una copia e gliela mandano, sparandoti la quota che ti spetta direttamente in banca. Fantastico. Adesso basta lavorare sulla promozione.  E le varie Palomar, come si dice dalle mie parti, si ciucceranno “i diti”.

Un abbraccio D.

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Dimezziamo il prezzo della benzina?

Pubblicato da David Di Luca su 19 marzo 2011

Di David Di Luca

“Postino” veloce veloce per (ri)lanciare un’idea, che in realtà circola da parecchio tempo. Quella di costringere le compagnie petrolifere ad abbassare il prezzo della benzina.

In effetti, a me delle benzina interessa poco. Pur amando la mia Carolina, non la uso, credo, dallo scorso Giugno. In città vado in giro a piedi o col bus, e quando mi sposto in genere uso il treno. Però capisco che per molti l’auto è ancora un mezzo fondamentale, e di conseguenza il prezzo della benzina è tema interessante assai.

Il file che trovate alla fine di questo articolo propone in pratica il metodo “divide et impera”. Ovvero: se per un mese non compriamo benzina (o altro) da un fornitore x, quello per stare aperto sarà costretto ad abbassare i prezzi…

http://www.enxerio.com/Iniziativa_antitrust.pdf

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Val più una cosa fatta

Pubblicato da David Di Luca su 16 aprile 2011

Di David Di Luca

Val più una cosa fatta che cento da fare.

Questo sì che è un Haiku…

Ci troviamo spesso con due milioni di cose da fare, una “to do list” piena di “tasks”… e ne abbiamo davvero piene, le “task”. Eppure, il tempo è lineare. Noi siamo uno solo, non possiamo sdoppiarci, certamente. Quindi, mettiamo in campo i metodi più svariati.

Per esempio, cerchiamo di dare valori numerici ad ogni task. Scrivere il tale articolo ha importanza 10, portare i panni in lavanderia: 20. Quindici preoccupiamo prima dell’igiene delle nostre vestimenta e poi, se il tempo ce lo consente, ci buttiamo su pezzo.

Ma anche quando il metodo di cui sopra non sortisce l’effetto desiderato, comunque il concetto rimane valido. Delle cento cose nella “to do list”, nel nostro tempo lineare possiamo farne una (e solo una) alla volta. Di conseguenza, può servire anche un metodo all’apparenza un po’ drastico e stolido come assegnare un numero a ciascun task, e tirare a sorte.

Quello che conta è uscire dalla Palude dell’Impasse.

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Cosa vogliono le donne? L’ebook di Giancarlo Fornei recensito su Millionaire di maggio

Pubblicato da David Di Luca su 7 maggio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiHo appena scoperto che il mio ultimo ebook, Cosa vogliono le donne? è stato recensito questo mese su Millionaire.

Allegato alla rivista, trovi uno speciale intitolato “Il fisico che vuoi in 6 settimane”.

A pag. 75 di questo allegato, curato dalla giornalista Lucia Ingrosso, fa capolino la copertina del mio ultimo ebook scritto sulle donne ed una breve recensione.

Nulla di trascendentale, ma un simpatico invito della giornalista ai maschietti a leggere il mio ebook per cercare di capire un pò meglio le donne.

A Lucia Ingrosso il mio sentito grazie per avere recensito l’ebook, nonché i complimenti per la splendida rivista su cui scrive, che leggo ormai da quasi due decenni.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Libri, “Di materno avevo solo il latte”, di Deborah Papisca

Pubblicato da David Di Luca su 8 maggio 2011

Fonte: Ufficio Stampa Dalai Editore

Il volume è disponibile su Amazon.it

Avete partorito e siete depresse come un’otaria spaggiata? La vostra vita di coppia è “in arresto cardiaco”? Avete capito che per fare la mamma non basta il latte materno? Mamme imperfette, armatevi di ironia, perché non tutte le maternità escono con il buco!

Cosa succede se una donna esageratamente indipendente, con «sane» inclinazioni ossessivo com­pulsive per l’ordine e la pianificazione rimane incinta? Oltretutto dopo che le è stata diagnosticata l’impossibilità di concepire un bambino? Non può che lanciarsi con entusiasmo in quella che il mondo intero definisce «la più grande esperienza della vita». Per nove lunghi mesi, Deborah colti­va le più rosee aspettative, annota sogni e bisogni sulla sua stramba agenda in finto coccodrillo e cede al richiamo della temibile Sindrome del Mulino Bianco. Fino al momento fatidico, quello del ritorno a casa quando, dinnanzi alle strane sensazioni che prova, digita su Google le parole chiave «maternità + pianto incontrollato + avrei voluto non essere mai nata + non pensavo che la vita fosse così di merda», e scopre di soffrire di DPP, DEPRESSIONE POST-PARTO.

Incapace di provare sentimenti materni verso sua figlia, ma soprattutto terrorizzata all’idea di essere sbagliata, si ritroverà alle prese con un viscido serpentello (la proiezione mentale del suo malessere) che le spaccherà i neuroni 24 ore su 24 mostrandole un lato duro della maternità, fatto di angosce e paure. Fino al contrattacco.

Dopo impervi viaggi interiori, esercizi yoga spurganti, faticose conquiste dei ritmi quotidiani e benefiche sedute terapeutiche con le mamme on line, Deborah scoprirà nuove dimensioni e nuovi modi di vedere e vivere questa irripetibile dis(avventura), ma soprattutto capirà che nessuna madre è incapace, perché non c’è mestiere più difficile al mondo. Qualcuna pensa che fare la mamma NON sia una cosa meravigliosa? Fidatevi, lo può sempre diventare!

Deborah Papisca, laureata in Lingue, lavora dal 2000 all’ ufficio Stampa della Provincia di Pesaro e urbino. Collabora con il magazine on line www.nostrofiglio.it come redattrice. È riuscita a realizzare il sogno di vedere pubblicare la sua opera prima grazie a un blog aperto per gioco. e che ora l’ha fatta diventare «padrona» della rete. Appassionata di filosofie orientali e di fantasy, appena può si eclissa per immergersi tra letture buddiste e magiche storie di elfi e maghi. È sposata con quel sant’uomo di Carlo ed è mamma di Camilla, 4 anni e mezzo.

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Tenete lontano i vostri bambini dalla televisione e nutrite le loro menti

Pubblicato da David Di Luca su 11 maggio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiMi capita spesso di parlare con genitori giovani, cui sono solito consigliare di tenere lontani i propri bambini dalla televisione.

Il motivo è presto detto: la televisione rimbambisce i grandi, figuriamoci i bambini.

Nella mia esperienza di coach e di formatore, ho scoperto che non soltanto gli adulti possono compiere cose straordinarie, ma lo possono fare anche i bambini.

Certo, dobbiamo “nutrire le loro menti” di cose belle e insegnar loro a “fare cose straordinarie”.

Ma i bambini sono fantastici, sono capaci di performance favolose e di meravigliarci ogni giorno con le loro scoperte e la loro capacità di apprendimento.

Il modo migliore, dunque, non è certamente quello di permettergli di guardare ore e ore di televisione.

Fidatevi di me: teneteli lontani dalla televisione e lanciate loro delle sfide mentali e fisiche!

Nulla di trascendentale, ci mancherebbe, i bambini, alla loro età, devono giocare e non, fare come qualche genitore pretende, i geni.

Stimolate i vostri figli con giochi mentali e fisici, fateli sorridere, nutrite la loro autostima e tenete aperta la loro mente.

Teneteli lontano il più possibile dalla televisione e aiutateli a “crescere”, sia fisicamente  sia mentalmente.

Aiutateli a “pensare”, sin da piccoli, in maniera positiva, a fare delle piccole cose straordinarie.

Quando saranno grandi, vi ringrazieranno.

E se proprio volete fargli guardare la tv, scegliete dei programmi educativi intelligenti.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Come persuadere con entusiasmo

Pubblicato da David Di Luca su 13 maggio 2011

Un guest post di Marco Germani,  http://meccanismipersuasione.blogspot.com/

Napoleon Hill è da molti considerato il padre di tutti i formatori moderni. Il suo libro del 1937 “Think and grow rich”, la cui stesura lo impegnò per ben venti anni, rimane ancora oggi uno dei libri di sviluppo personale più venduti al mondo e un testo di riferimento imperdibile per chiunque sia interessato a questi argomenti. L’idea di fondo del libro “tutto ciò che la mente umana può concepire, lo può anche realizzare”, racchiude in una semplice frase l’essenza e lo spirito della crescita personale e dello sviluppo del potenziale umano.

Tra i numerosi altri testi scritti da Hill, c’è “Grow rich with peace of mind”, un interessante testo che evidenzia come la serenità la “pace della mente” siano una ricchezza molto più grande di quelle materiali e che non debbano in nessun modo essere trascurate, nella ricerca dei propri obiettivi personali e professionali, pena la presenza di un perenne senso di insoddisfazione e frustrazione.

In uno dei capitoli di questo libro, Hill si sofferma sull’importanza dell’entusiasmo come strumento di persuasione, allo scopo di motivare gli altri ad accettare nostre proposte, servizi o raccomandazioni. Scrive Hill “L’entusiasmo è il grande strumento della persuasione. Chiedi un favore con entusiasmo e la tua richiesta diventerà irresistibile. Dietro l’entusiasmo, tuttavia deve nascondersi un genuino desiderio di servire gli altri e il fatto che il favore che ti sia concessa, debba in qualche modo beneficiare anche chi te lo sta facendo”.

In altre parole Hill, sta esprimendo uno dei concetti base della persuasione: a fronte di un intento nobile, sincero e che abbia lo scopo di beneficiare tutte le parti coinvolte, il modo in cui presentiamo la nostra richiesta, in questo caso aggiungendo la componente dell’entusiasmo, può fare la differenza sull’esito finale della stessa.

A chi serve questo consiglio ? Hill prosegue dicendo: “Forse non hai un lavoro di venditore, ma in ogni caso, devi sempre vendere una cosa: te stesso. Potresti pensare di non avere alcun motivo di persuadere nessun altro di qualcosa e tuttavia, una grande parte del tuo successo e della tua felicità dipendono dal fatto che le tue idee e opinioni siano ragionevolemente accettate dagli altri”. Cos’è l’entusiasmo secondo Hill ? “E’ la forza vitale che da energia ad ogni azione del tuo corpo e della tua mente”.

Capiamo insomma che l’entusiasmo può essere veramente la nostra marcia in più nelle comunicazioni con gli altri. Sarà capitato anche a te di avere a che fare con un venditore o un commesso di un negozio che faceva il suo lavoro senza entusiasmo, quindi sai quanto questo può influire su chi deve prendere una decisione di acquisto. La vendita, è stata definita da qualcuno come il processo di trasferimento dell’entusiasmo dal venditore al compratore. Se questo processo è efficace, la vendita di solito avviene. Se il venditore non ha entusiasmo, oviamente non potrà trasferirlo a nessuno.

Infine, Hill ci mette in guardia su un altro principio, quello della coerenza: ” Nessuno può permettersi di esprimere, attraverso pensieri o azioni, quello che non è in armonia con le sue credenze e i suoi valori. Se lo fa, dovrà pagare il prezzo di perdere il suo potere di influenzare gli altri”.

Seguendo i consigli di Napoleon Hill, possiamo provare a mettere un pò più di entusiasmo nelle nostre relazioni con gli altri, specialmente quando dobbiamo chiedere qualcosa. I risultati potrebbero soprenderci.

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Sei pronto ad agire adesso, senza rimandare a domani?

Pubblicato da David Di Luca su 17 maggio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Facile rimandare le cose a domani, vero?

E’ sempre più facile rimandare impegni e decisioni da prendere al giorno dopo.
Il mondo è pieno di persone che rimandano, rimandano ed ancora… rimandano.
Conosco personalmente un’infinità di persone che fanno, per esempio, affermazioni di questo genere:
* domani mi metto a dieta;
* domani smetto di fumare;
* domani comincio a cercare lavoro;
* domani mattina voglio alzarmi presto;
ecc.
Ogni volta che devono prendere una decisione o fare una cosa importante, la rimandano al giorno dopo, a domani.
Sperando che il giorno dopo possano essere “illuminati sulla via di Damasco” e fare la cosa migliore, più giusta, più bella, più perfetta.
O, nella peggiore delle ipotesi, sperando che durante la notte qualcuno abbia fatto la cosa per loro, sgravandoli della loro responsabilità.
Anche Tu fai così?
Anche Tu rimandi continuamente a domani?
Allora voglio che Tu sappia che qualsiasi cosa fai, qualunque sia il luogo in cui la fai, e qualunque sia il momento in cui la cominci, non raggiungerai mai la perfezione.
Così come voglio che Tu sappia che non è “scappando” dalle Tue responsabilità che riuscirai a risolvere i Tuoi problemi, o migliorare la Tua vita.
Oggi.
Oggi è il giorno giusto per fare le Tue cose, per affrontare i Tuoi problemi.
Oggi, e non domani.Scrivi la frase che segue su un biglietto e portalo sempre con Te, quando senti che stai per rimandare qualcosa, prendi il biglietto e leggi la frase:

“Fallo ora, fallo ora”!

Un abbraccio
Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”
ps:
il disegno che vedi lo ha fatto Seba, mio figlio e molto probabilmente diventerà la copertina del mio ultimo audio corso, proprio sull’Agire.

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Sgravi fiscali alle imprese che fanno Rete?

Pubblicato da David Di Luca su 22 maggio 2011

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

L’ Agenzia delle Entrate ha pubblicato nei giorni scorsi una circolare che spiega le modalità ed i tempi per accedere agli sgravi fiscali relativi alle Reti d’ Impresa.

Lo scopo è incentivare l’ aggregazione tra imprese…..strada quasi obbligatoria per molte piccole e medie imprese che vogliono rimanere sul mercato senza per questo perdere né la propria identità e nemmeno la loro autonomia.

La cooperazione tra imprese rappresenta uno dei più fruttuosi e possibili percorsi di sviluppo del capitalismo moderno” (A. Chandler).

Ricordiamo che il Contratto di Rete, introdotto con il c.d. “decreto incentivi”, è il contratto con il quale “più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato …” (articolo 3, comma 4-ter, del decreto legge 5/09, convertito nella legge 33/09 ed ulteriormente modificato dall’articolo 1 della legge 99/09). Diversamente da quanto avviene con altre forme di aggregazione aziendale, con il Contratto di Rete le imprese contraenti, pur creando un nuovo soggetto giuridico, rimangono entità distinte ed indipendenti tra loro, senza alterare le principali caratteristiche delle piccole e medie imprese: la singolarità, la flessibilità, l’individualità, la qualità.

L’agevolazione consiste in una sospensione d’imposta della quota degli utili dell’esercizio destinata, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare. La quota degli utili deve essere accantonata in una apposita riserva e concorre a formare il reddito se utilizzata per scopi diversi dalla copertura delle perdite di esercizio ovvero viene meno l’adesione al contratto di rete.

L’importo che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può, comunque, superare il limite di euro 1.000.000.

Per ottenere il beneficio fiscale, nel periodo compreso tra il 2 maggio e il 23 maggio di ciascun anno, le imprese interessate devono presentare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate. La trasmissione deve essere effettuata telematicamente, direttamente o tramite un intermediario.

L’Agenzia delle Entrate comunicherà, con appositi provvedimenti, la percentuale massima del risparmio d’imposta spettante per ciascuna annualità.
(Fonte : http://www.agenziaentrate.gov.it/ )

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Ogni giorno, metti pensieri positivi nel tuo cervello

Pubblicato da David Di Luca su 22 maggio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiDico sempre alle persone che incontro: “Oggi hai messo un pò di pensieri positivi ed eccitanti nel tuo cervello?”

Perché se lo hai fatto e, soprattutto, se lo fai con costanza, ogni giorno, è molto probabile che riuscirai a vivere una vita gioiosa e stimolante.

Poi mi fermo un attimo, e aggiungo, con fare serio:

“L’alternativa a mettere ogni giorno dei pensieri positivi nel tuo cervello è quella di farlo riempire, in automatico, di pensieri negativi, che ti porteranno, inevitabilmente, ad una vita scialba, triste, piena di problemi e di lamentele”.

Capisco che la vita sia difficile, così come capisco che non sia per nulla facile nutrire la propria mente di pensieri positivi, soprattutto, farlo ogni giorno.

Lo capisco bene, perché ci sono passato prima di te, e proprio per questo ti chiedo di fidarti di me: se impari a vivere con il sorriso sulle labbra, in maniera positiva e ottimista, potresti stupirti delle cose belle che l’Universo potrebbe inviarti.

Nutrilo, il tuo cervello, nutrilo ogni giorno di pensieri positivi.

E tu?
Oggi hai messo un pò di pensieri positivi ed eccitanti nel tuo cervello?

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Ps
se hai dei problemi a farlo, forse ti conviene leggere il mio primo ebook Penso Positivo

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Lavorare oggi

Pubblicato da David Di Luca su 29 maggio 2011

Di David Di Luca

Adesso i miei genitori sono molto più tranquilli (o rassegnati) ma credo che per un certo periodo un po’ di preoccupazione l’abbiano provata. Se mi metto nei loro panni, capisco bene che non è confortante vedere il proprio figliolo aggirarsi per casa in pigiama per la maggior parte della giornata. Oltretutto, quando si appartiene a una generazione per la quale il lavoro è quello nei campi o nelle officine, o al limite quello in ufficio. Comunque, certamente per loro non si lavora in pantofole, con il caffellatte in mano, sbatacchiando ad una tastiera.

Questo, comunque, è ciò che sta accadendo un anno dopo aver lasciato quello che potremmo definire un lavoro “classico”: ero dipendente, con tanto di assicurazione ferie bollini. Trovavo la situazione piuttosto comoda, in realtà, specialmente dopo 15 anni di quella che potremmo chiamare “libera professione” (ho avuto prima una partita Iva, poi collaborazioni, CoCoCo ecc.). E diciamoci la verità, non avevo quella grande intenzione di andarmene. Lo stipendio non era enorme, ma riuscivo a gestirmi e a vivere in maniera sopportabile lontano dal nido familiare. Insomma, diciamolo, ero orgoglioso del risultato che avevo raggiunto.

C’è chi dice tuttavia che l’Universo non ti dà quello che vuoi, ma quello che ti serve. Per una serie di situazioni che qui non hanno grande importanza, a un certo punto trovai più opportuno lasciare che rimanere. In realtà, fu una scelta assolutamente razionale, senza alcuna tinta drammatica. Nulla dura per sempre, ed evidentemente quell’esperienza aveva espresso tutto quello che aveva da esprimere.

Certo, la scelta fu resa relativamente più facile dal fatto che c’era un sussidio di disoccupazione su cui ricadere. Ma francamente, non credo fosse quello il punto. Ciò che davvero conta era che avevo riflettuto su ciò che davvero volevo, mi ero domandato se lo stavo raggiungendo o no, e mi ero comportato di conseguenza.

La conseguenza è stata che sono tornato a vivere con i miei, tanto per cominciare. Indubbiamente, con loro ho un rapporto più che sereno, ma anche se così non fosse stato, calcoli puramente economici sconsigliavano di trovare un posto per conto mio. Anche perchè (altra fortuna!) non ho famiglia, e voler stare per conto mio avrebbe sicuramente fatto di me un uomo, ma non avrebbe davvero giovato alle mie finanze.

Insomma, da molti punti di vista sono un privilegiato. Ci sono genitori che avrebbero detto ai loro pargoli: hai voluto la bicicletta, ora pedala. Ma il punto non è questo. Il punto è che occorre stare con i piedi per terra, anche quando l’istinto (o il condizionamento sociale?) ci dice che è bello soffrire per essere ‘indipendenti’.

Ora, se c’è qualcosa che ritengo di aver imparato negli anni passati lontano da casa e poi negli ultimi mesi, è che alla fine quello che ci rimane sempre è la nostra capacità di essere imprenditori di noi stessi. E qui, badate, non sto parlando di prendere un garage e fondarci la Apple.

Questa potrebbe essere una conseguenza. Sto parlando di rimanere sempre in contatto con quello che vogliamo realizzare, verificando periodicamente se ci stiamo avvicinando, oppure se ci siamo infilati in un cul de sac.  Se è così, forse dobbiamo imparare qualcosa di nuovo. In ogni caso, raramente conviene dormire sugli allori. Anche quando gli allori sembrano ‘sicuri’.

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Mai smettere di sognare…

Pubblicato da David Di Luca su 23 maggio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiNon è mai troppo tardi per sognare, sia nella vita sia nello sport.

Se ci s’impegna con tenacia e si persevera con costanza i propri sogni, prima o poi si avverano… anche nello sport, anche nel tennis.

Lo sa bene Alberta Brianti che a 31 anni ha vissuto la settimana più gratificante della sua carriera sportiva.

Prima il debutto in Fed Cup nella proibitiva trasferta di Mosca, poi la conquista del primo torneo Wta sulla terra rossa di Fes, in Marocco, battendo in finale 6-4 6-3 la rumena Simona Halep.

Il giusto premio per la ragazza di Fontanellato (provincia di Parma), che dice:

“Non mi aspettavo di vincere, è la conferma che c’è sempre tempo per sognare; giocherò altri 3 – 4 anni, non ho ancora voglia di fare la maestra”.

Mai smettere di sognare!

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Fonte della notizia: La Nazione – 26 Aprile 2011

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Letture: Il Cantar de Mio Cid

Pubblicato da David Di Luca su 25 maggio 2011

Scheda di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Il Cantar de Mio Cid è un poema epico. Appartiene cioè allo stesso genere di opere come la Chanson de Roland o I Nibelunghi. Con la differenza che le azioni del protagonista hanno un carattere molto più realistico. Ovvero, niente anelli magici, niente di soprannaturale. Ruy Diaz de Bivar è un guerriero coraggioso, che compie grandi imprese, ma è pur sempre un uomo.

Il poema inizia con l’esilio del Cid, disonorato con l’accusa di furto, e di conseguenza privato dei suoi beni e della patria potestà sulla propria famiglia. Grazie al suo valore come guerriero conquista la città di Valencia, ed ottiene il perdono reale. Viene deciso che le sue figlie si sposeranno con gli Infantes di Carrión, Questi ultimi però le oltraggiano, lasciandole abbandonate nel bosco di Corpes, di fatto ripudiandole. Il Cid farà in modo che gli infanti siano disonorati, mentre le figlie si sposeranno con uomini ancora più nobili.

Quindi, come si diceva, nessuna impresa eccezionale, se non quelle che un uomo può compiere essendo un abile guerriero e sapendo guidare degli uomini. Tuttavia, Il Cantar de Mio Cid rappresenta un’esempio di epica attraverso una storia tipicamente spagnola, ed è da notare che la guerra faceva ancora parte, all’epoca (sec XI-XII) della quotidianità degli spagnoli. Era in atto la Reconquista, ovvero il lunghissimo periodo (iniziato nel 711, terminerà nel 1492) in cui la Spagna era impegnata nel riconquistare i territori occupati a suo tempo dai Mori.

Edizioni Italiane: Cantar de mio Cid-Cantare del Cid (Grande Universale Mursia)  |   Cantare del Cid. Testo spagnolo a fronte (I grandi libri Garzanti) | Cantare del Cid (I millenni Einaudi)

Edizioni in spagnolo: Cantar de Mio Cid (Castalia)  |  Cantar de Mio Cid (Catedra)

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Riviste, torna “Autografo”

Pubblicato da David Di Luca su 26 maggio 2011

Fonte: Edizioni Interlinea

Dall’estate 2011 Interlinea e il Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia tornano a pubblicare “Autografo”, una delle riviste di letteratura italiana più autorevoli, fondata da Maria Corti e interrotta dopo la sua morte.

I nuovi direttori del semestrale, caratterizzato da numeri monografici sui maggiori problemi e autori del Novecento, sono Maria Antonietta Grignani e Angelo Stella, mentre fanno parte del comitato scientifico Franco Contorbia, Gabriele Frasca, Gianfranca Lavezzi, Anna Longoni, Niva Lorenzini, Clelia Martignoni, Anna Modena, Giuseppe Polimeni e Carla Riccardi, con un comitato scientifico internazionale.

Il primo numero della nuova serie è intitolato La “scommemorazione”. Giorgio Manganelli a vent’anni dalla scomparsa: volume monografico con gli atti della giornata di studi (Pavia 11 novembre 2010), con inediti e immagini, di pagine 272. Il prossimo numero sarà dedicato ad Andrea Zanzotto, con inediti e testimonianze, in occasione dei suoi 90 anni.

Chi si abbona può anche acquistare numeri arretrati della rivista di cui restano le ultime copie.

è possibile utilizzare il modulo allegato oppure andare sul sito di Interlinea  all’indirizzo www.interlinea.com/autografo o inviarci un’e-mail all’indirizzo ordini@interlinea.com.
Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti al numero    0321 612571    e ringraziamo della fiducia e dell’attenzione.

Con un cordiale saluto.

Link:
AUTOGRAFO

IL PROSSIMO NUMERO DELLA RIVISTA
MODULO D’ORDINE
I NUMERI DISPONIBILI DI “AUTOGRAFO”

Centro Manoscritti Università di Pavia

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Post Parade Maggio 2011

Pubblicato da David Di Luca su 1 giugno 2011

Ed ecco come ogni mese i post più cliccati…

1. Cosa significa essere assertivi

2. Come chiedere un aumento di stipendio – Parte 2

3. Pressione arteriosa, ecco i numeri “giusti”

4. Come finire dentro un film

5. Libri, “Destini incrociati” di Giacomo Zito

6. Libri, “Di materno avevo solo il latte”, di Deborah Papisca

7. Come convincere le persone

8. Il ritorno di Alfio Bardolla: come diventare milionari in due anni e sette mesi

9.  Come chiedere un aumento di stipendio – Prima parte

10. Libri, “Il mito dell’Alzheimer”

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Il commento di Marco Galeazzi al mio ebook Penso Positivo

Pubblicato da David Di Luca su 30 maggio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

L’ebook è disponibile su Autostima.net

Oggi pubblico il lungo commento di Marco, un giovane amico di Spello, un bellissimo paesino in provincia di Perugia, vicino ad Assisi.

Marco lavora come impiegato amministrativo in un’azienda di Terni, ma il suo sogno è quello di aprie un suo studio da dottore commercilalista.

Sono certo che riuscirà a raggiungere il suo obiettivo, perché lo “sento” pieno di motivazioni e con una gran carica positiva.

A Marco, il mio grazie per il suo bel commento, ricco di particolari e l’auspico che presto, molto presto, possa esaudire il suo desiderio.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Il commento di Marco Galeazzi a Penso Positivo
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Il libro di Giancarlo Fornei, a mio avviso è uno dei migliori volumi di  ‘ Nuova psicologia applicata ‘. Tratta magistralmente le motivazioni che ci portano a decidere di intraprendere un percorso di sviluppo e miglioramento personale.

Una strada non semplice se non si ha una profonda motivazione di miglioramento. Magari non siamo soddisfatti della ns. sfera economica, lavoriamo e facciamo una professione che non ci piace, vorremmo conoscere la donna della ns. vita:  in pratica dobbiamo fare decisi il primo grande ma importante passo  ed essere responsabili delle ns. azioni.

Giancarlo Fornei nel suo meraviglioso volume ci insegna il tema della responsabilità. Innanzi tutto dobbiamo pensare in modo positivo, proiettando il ns pensiero e vivere le emozioni di felicità tipiche di chi a superato i propri obiettivi, quelli più impegnativi.

In modo tale che quando li affrontiamo nella realtà  abbiamo la giusta aspettativa di lungo periodo che ci spetta di diritto.

Poi non importa poi se qualche ostacolo ci rende la vita dura ciò che conta è la ns. consapevolezza di essere vincenti e imparare, anche dai ns. errori. Infatti una delle pietre miliari dell’ ottimismo realistico dice  che nella vita nulla è pervasivo ma tutto è estemporaneo.

 Ci tengo molto a precisare che il pensiero positivo, o ottimismo realistico è il miglior atteggiamento che tutti dovremmo acquisire perché migliora la ns. personale ‘ mappa della realtà ‘.

Chi pensa positivo crede in sé e nelle sue potenzialità : si stima.  

L’ autostima è un profondo senso di sicurezza che deriva dalla consapevolezza di credere in sé stessi: nelle proprie capacità e potenzialità. Non c’ è autostima se per primi non sappiamo di volerci bene.

Volersi bene è prendersi cura di sé e non essere causa del ns. personale degrado fisico ed emotivo. Dobbiamo ancorarci verso il ns. successo e imparare a gestire la ns fortuna investendo, anche in noi stessi acquisendo le giuste competenze per il ns. continuo e costante rinnovamento.

Non c’ è pensiero positivo senza realismo. Perché ? Il principale ostacolo al ns miglioramento siamo noi. 

Convinzioni limitanti, idee sbagliate e credenze tipiche del ns. ambiente di vita concorrono a formare la ns. personalità e il ns. carattere.  Dovremmo definire a tavolino quali aspetti della ns. vita non sono ancora perfetti e prendendone coscienza ci dobbiamo autorizzare a cambiare gli schemi che non vanno.

Come fare ? Semplicemente autorizzandoci a perseguire il ns. miglioramento, contando anche su libri come quello proposto da Giancarlo Fornei.

La valenza di due piccole parole ‘ IO POSSO ‘ ci spinge a incorniciare la ns. vita in un contesto più amplio nel quale padroneggiamo quello che un tempo erano le ns. insicurezze. Anche  imparando a parlare con un linguaggio  positivo e propositivo ricordando che il ns. inconscio esegue solo comandi positivi e non riconosce il ‘ non ‘.

Marco Galeazzi – Spello (PG)

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Libri, “Va’ a quel paese” di Marino Montano

Pubblicato da David Di Luca su 2 giugno 2011

Fonte: Ufficio Stampa Cairo Editore

Il volume è disponibile su Amazon.it

Chi è l’autore dei nomi dei paesi? Chi ha deciso che una frazione si sarebbe dovuta chiamare per sempre Cocomaro di Focomorto?

Marino Montano è il cicerone che ci accompagna in giro per la penisola, da Sfruz a Xirbi passando da Zum Zeri, alla ricerca dei luoghi d’Italia dai toponimi più stravaganti.

Durante un viaggio capita a tutti di indicare dal finestrino i cartelli che segnalano i paesi dai nomi più bizzarri, ma nessun umorista aveva mai pensato di classificarli con una pazienza da entomologo e riunirli in un libro. Definire quest’opera solo come una meticolosa catalogazione sarebbe tuttavia riduttivo.

L’autore mette in relazione etimi e toponimi in modo originale, creativo e personale trasformando veri paesi, borghi, villaggi, borgate e frazioni in luoghi di fantasia, onirici e surreali. E se i risultati sono spesso esilaranti, in taluni casi sono anche terribilmente plausibili.

Va’ a quel paese è un dizionario deviato di toponomastica, un viaggio organizzato secondo criteri linguistici prima che geografici, una guida d’Italia dove tutte le località, finalmente, si possono davvero definire «amene».

L’AUTORE
Marino Montano non è nato, né vive, in nessuno dei paesi citati in questa guida. Questo dovrebbe metterlo al riparo da qualsiasi accusa di campanilismo.

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Lo stress femminile? Colpa dei livelli di estrogeno

Pubblicato da David Di Luca su 3 giugno 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiUno dei motivi per cui le donne soffrono maggiormente di stress rispetto agli uomini è senza dubbio perché hanno livelli più elevati di estrogeno rispetto a noi.

Pensa che quando sono sotto stress, l’estrogeno provoca nel loro organismo una dura reazione:

* prolunga la produzione dell’ormone dello stress, il famigerato cortisolo, facendo in modo che si sentano decisamente più stressate di noi maschietti.

Insomma, ancora una volta, gli ormoni sono fatali alle nostre dolci metà.

Non sarebbe male, se noi maschietti, prendessimo atto di questo problema e ne tenessimo conto quando abbiamo di fronte la nostra Signora un pò stressata.

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Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Autore di Cosa vogliono le donne?

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Libri, “Banda stretta” di Francesco Caio

Pubblicato da David Di Luca su 4 giugno 2011

Recensione di David Di Luca
Il volume è disponibile su Amazon.it

Ecco un pregevole volume a firma di qualcuno che di Internet e reti in genere ne ha masticata parecchia, visto che è stato consulente e dirigente di aziende del settore e dello stesso governo italiano.

In un linguaggio piano e semplice, alieno da ogni tecnicismo, il buon Caio ci parla in questo libro dell’importanza di avere un’Internet veloce per non rimanere tagliati fuori dal resto del mondo, e dalle opportunità di sviluppo che sicuramente i fiumi di dati in circolazione porteranno nei prossimi decenni.

Altrove ci si è organizzati. Nel nostro paese un po’ meno, perchè pochi si vogliono sobbarcare i costi degli scavi per la posa dei cavi necessari alla banda larga. Si tratta di un calcolo economico, che però, secondo Caio (e non solo secondo lui) non prende in considerazione i ritorni in termini economici e di sviluppo, sicuramente molto superiori alle spese.

Insomma, vale la pena di conoscere l’opinione in merito di questo simpatico (e modesto) signore.

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Il mestiere più antico del mondo

Pubblicato da David Di Luca su 5 giugno 2011

Un guest post di Marco Germani, http://meccanismipersuasione.blogspot.com

Il mestiere più antico del mondo è la vendita. Se stavi pensando a qualcos’altro non hai del tutto torto, anche in quel caso, si tratta di una vendita. Se tu ora stai leggendo ad un pc, sei seduto su una sedia o ci sono dei mobili nella tua stanza, questo è stato possibile solo perché qualcuno te li ha venduti.

Anche il fatto che tu abbia un abbonamento a internet, che non è una cosa materiale ma un servizio, è dovuto al fatto che un venditore si è occupato di presentarti questa opportunità e chiudere la vendita. In ogni azienda, sono i venditori che generano materialmente il fatturato che consente all’impresa di sopravvivere e, se ci pensi, esistono solo due tipi funzioni in un’azienda: quelle di vendita e quelle di supporto alla vendita !

Il mestiere del venditore è uno dei mestieri più avvincenti e gratificanti al mondo, eppure molto spesso i venditori evocano nelle persone un’immagine profondamente negativa, di qualcuno che vuole convincere gli altri a fare qualcosa, spesso con modi poco etici oppure in maniera poco opportuna e invadente. Ciò è dovuto principalmente al fatto che la maggior parte dei venditori non affronta questo mestiere con la giusta professionalità ed è carente sui concetti base relativi al mestiere della vendita.

Un dentista si sognerebbe di estrarre un dente ad un paziente senza essersi debitamente preparato, con anni e anni di studio e pratica di odontoiatria ? sicuramente no, come pure un pompiere non si avventurerebbe in mezzo alle fiamme per spegnere un incendio se non sentisse di avere un’adeguata preparazione, frutto di lunghe sessioni di addestramento e simulazione di situazioni reali. Molti venditori invece, si “avventurano” nel mercato proponendo un prodotto o un servizio, senza essere minimamente preparati o conoscere alcuni concetti fondamentali su come si vende.

Uno degli errori più comuni dei venditori “amatoriali” e anche più fastidioso per chi ne è vittima è quello di cercare di “chiudere” la vendita troppo presto, senza aver sufficientemente valutato l’effettivo bisogno e le effettive necessità di chi si ha di fronte. Questi tentativi di vendita, basati principalmente sul desiderio di portare a casa una commissione o raggiungere un obiettivo numerico, piuttosto che sul genuino desiderio di aiutare l’altro a migliorare la propria vita, tramite l’acquisto del proprio servizio o prodotto, terminano spesso in veri e propri disastri, lasciando in entrambi le parti sentimenti di frustrazione, fastidio e risentimento. Se il nostro sistema scolastico prevedesse dei corsi di formazione alla vendita, fin dalle scuole elementari, avremmo certamente meno disoccupati in giro e molti più clienti soddisfatti.

Infine, qualunque sia la propria occupazione attuale, non è mai troppo tardi per iniziare ad acquisire e sviluppare abilità di vendita. Il miglior modo in assoluto resta a mio giudizio quello di iniziare part-time un’attività nel network marketing.

Vuoi approfondire il tema della persuasione ?
http://www.ebookpersuasione.altervista.org/

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Con Mozart i prematuri crescono bene

Pubblicato da David Di Luca su 10 giugno 2011

Un Guest Post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiOrmai è un dato di fatto, la musica aiuta i bambini a crescere bene e positivamente.

In particolar modo, oggi Ti parlo del Flauto Magico di Mozart, che fa bene ai neonati prematuri.

Un recente studio dell’Università di Tel Aviv, in Israele, ha rivelato che i bebè nati prima dei nove mesi tendono ad acquisire più velocemente peso se cullati da Mozart.

Cosa che invece non succede se ascoltano Bach o Beethoven (con tutto il rispetto per questi due grandi compositori).

Sulla rivista americana Pediatrics, i ricercatori spiegano che l’aumento di peso è la conseguenza dell’azione rilassante della musica: con le note del genio austriaco, i neonati si agitano meno, si rallenta il loro metabolismo e si riduce il dispendio di energie.

Alla soglia dei cinquant’anni, sono un pò vecchietto per avere il terzo figlio, ma se fossi un neo papà, sin dai primi mesi in cui mia moglie rimarrebbe incinta, cullerei il suo pancione e farei ascoltare a “mio figlio, seppur ancora feto”, la musica di Mozart.

Oggi, con un paio di cuffiette sulla pancia ed un buon mp3, è possibile questo e altro (gli americani insegnano).

Inoltre, indipendentemente dal fatto che un bambino possa nascere prematuro o meno, credo che sia molto intelligente utilizzare la musica e in particolar modo, le note di Mozart come sottofondo per il suo riposo.

Ogni volta che apprendo una notizia nuova di questo genere, mi chiedo come e se sarebbero cresciuti meglio i miei ragazzi, Sebastian e Mattia.

Non lo sapremo mai.

Io, ai miei tempi, non conoscevo queste tecniche, ma Tu, in questo momento le stai apprendendo.

Fanne buon uso.

Se sei una neo mamma, un neo papà, lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

La notizia è tratta da un interessante articolo apparso su: OK – La Salute prima di tutto

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Impara ad agire con il nuovo audiocorso di Giancarlo Fornei

Pubblicato da David Di Luca su 11 giugno 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Mi sembra giusto fare un po’ di pubblicità al nuovo audiocorso del mio grande amico e collaboratore della “Strategia” Giancarlo Fornei. Questa volta si parla di Azione. Cioè: dopo aver pianificato, pensato e ripensato, occorre mettere in atto quello che si vuol fare. Qui spesso casca l’asino.

Sì, perchè pensare alla fin fine è gratis, mentre agire… bè, quello è un altro paio di maniche. In genere si aspetta sempre “che sia il momento giusto”. Ed è bene notare che questo beato “momento giusto”… potrebbe non arrivare mai!

Bisogna quindi imparare ad agire anche se si ha paura di sbagliare. Non fosse altro perchè un errore è veramente tale solo quando non impariamo nulla. Solo chi non fa non falla. Ma chi non fa, non fa esperienza.

Proprio di questo tratta il nuovo audiocorso di Giancarlo. Ti prende per mano (e a volte per un orecchio) insegnandoti un sacco di tecniche per renderti più facile agire, fare le cose adesso, specie quelle che stai rimandando da un bel po’.

Trovi il nuovo audiocorso cliccando qui: http://www.giancarlofornei.com/new/pagina_vendita_cervello.asp

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Reti d’impresa: Pmi alla ricerca di credito!!!

Pubblicato da David Di Luca su 12 giugno 2011

Un Guest Post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

Le Reti dì impresa sembrano essere la “moda”  del momento…..le PMI ci credono e tentano la carta dell’ aggregazione vuoi per convinzione vuoi per necessità.

Senza dubbio le Reti possono rappresenatare un’ ottima opportunità per riprendersi dalla crisi e diventare più competitivi sui mercati internazionali ma anche un’ ottima occasione per facilitare i rapporti con il sistema bancario.

Lo strumento della rete infatti si fonda su programmi e progetti depositati e monitorati quindi potrebbe consentire una migliore conoscenza reciproca e fornire maggiori elementi di valutazione per le banche….le banche non si devono limitare a “ leggere solo i libri contabili, ma dovrebbero essere disposte a valutare l’impresa anche sotto il profilo della governance e dei progetti”…. Le banche dovrebbero recuperare quel legame con il territorio che ormai da tempo si è perso.

Le banche garantiscono alle aggregazioni condizioni di accesso al credito più favorevoli. Alcuni istituti di credito, hanno già sviluppato accordi per individuare prodotti bancari/creditizi idonei per le Pmi che sono in rete e possibili massimali di credito e condizioni di erogazione.

Alcune prevedono addirittura iniziative di supporto per la costituzione e l’ internazionalizzazione delle Reti….saranno davvero condizioni favorevoli per le imprese?

…..Non ci resta che restare a guardare!

(Fonte: www.ilsole24ore.com)

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Domenica 19 giugno sono a San Benedetto del Tronto, nelle Marche

Pubblicato da David Di Luca su 14 giugno 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiDomenica 19 giugno sono nelle Marche, a San Benedetto del Tronto, invitato da Francesco Cannella, coordinatore del Centro Anam locale.

Come al solito, sarò in aula con i docenti e allievi dell’Accademia Nazionale Acconciatori Mistilocale, per insegnar loro a comunicare bene e meglio.

Sarà un seminario all’insegna della comunicazione efficace, del sorriso sulle labbra e della simpatia.

Insomma, sono convinto che la giornata formativa passerà velocemente e i partecipanti si divertiranno moltissimo.

Approfitto per salutare e ringraziare Francesco Cannella, che ho avuto il piacere  di conoscere personalmente in alcuni eventi nazionali Aname che ha gentilmente deciso di invitarmi e coinvolgermi nel progetto formativo dell’Anam di San Benedetto.

Naturalmente, un grazie anche all’Anam nazionale, per la preferenza e la fiducia che ogni volta mi riserva.

Vedi, per esempio, l’accoglienza che mi hanno riservato questo week-end appena passato a Torino.

Tra le altre cose, non vedo l’ora di essere a San Benedetto del Tronto, anche perché nella vicina Ascoli Piceno era nato mio padre, Guido.

A domenica.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Libri, “Papà Mekong” di Corrado Ruggeri

Pubblicato da David Di Luca su 16 giugno 2011

Fonte: Ufficio Stampa Infinito Edizioni

Il volume è disponibile su Amazon.it

Una storia di riscatto e solidarietà lungo il Grande Fiume , dove anche gli ultimi ritrovano la forza di lottare per un futuro migliore

Un autore d’eccezione per raccontare una storia straordinaria di riscatto umano in Asia, tra Birma­nia, Thailandia, Sri Lanka, Laos, Vietnam e Cambogia.
Una giovane donna italiana, Silvia, insegue la verità sulla vita del padre e, gettandosi in questa inattesa avventura, mette in discussione la sua intera vita, il suo sistema di valori, la sua fede cieca e forse ingenua in tutti i suoi punti di rife­rimento, a cominciare dalla figura del padre, profondamente amato in vita e ora, improvvisamente, ricoperto da una lunga ombra negativa e infamante.

Lungo le rive del Grande Fiume, il Mekong, Silvia e il suo alter ego, la vergine Tamil Amina, incontrano e quasi vengono ingoiate in un mondo di sconfitti che cerca riscatto dalla guerra, dalla povertà e dalla malattia per un futuro migliore: questo è, in sintesi, “Papà Mekong”, un libro che tratta con penna sicura e grande capacità narrativa temi solo apparentemente lontani ma in realtà in tutto con­tigui tra loro e con la nostra vita di “occidentali” quali il furto d’opere d’arte e il loro commercio illegale internazionale (che implica anche italiani), il traffico di minori e il loro sfruttamento, la condizione dei minori negli orfanotrofi e il disastroso stato sanitario in cui versano centinaia di milioni di esseri umani, la guerra e l’odio, il desiderio di pace e la capacità di perdonare e di spendere la vita a favore degli altri; ma anche il viaggio e le sue meraviglie, i colori, gli odori e i sapori incredibili che l’Asia sa lasciarti addosso e dentro.

I proventi dei diritti d’autore di questo libro saranno devoluti a vantaggio del progetto Ecpat Italia a favore dei bambini cambogiani vittime dello sfruttamento sessuale.

Corrado Ruggeri (Roma, 1957) è caporedattore della redazio­ne romana del Corriere della Sera, volto televisivo di Marcopolo (pacchetto Sky) e curatore della rivista “Viaggi” del settimana­le Anna. Ha pubblicato per Feltrinelli (“Farfalle sul Mekong” , “Il canto delle lucciole” e “Bambini d’Oriente”), Mondadori (“Sì, viaggiare. Come, quando, con chi, perché”, con Folco Quilici), e Sitcom (“Il Drago e la Farfalla, racconti di viaggio in Vietnam”, con cui ha vinto la XIII edizione del premio letterario internazio­nale Città di Gaeta per la letteratura di viaggio e d’avventura). Ha scritto reportage da tutto il mondo.

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Libri, “Twilight Manager” di Matthew Stewart

Pubblicato da David Di Luca su 18 giugno 2011

Recensione di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Il volume è disponibile su Ibs.it

Personalmente ho sempre letto più che volentieri ogni tipo di libro sul management e/o sulla gestione del tempo. Non sono mai stato un top manager nè un middle manager, però ho sempre cercato di gestire al meglio me stesso e le mie risorse, quelle che erano.

Tuttavia, certi testi mi sono sempre parsi un po’ esagerati nel loro porsi come verità ultima e scientifica. Pensavo di essere io a non essere addentro a certe cose, e applicavo quello che potevo. Adesso mi giunge notizia di questo testo di Matthew Stewart, Twilight Manager. Il crepuscolo del management. Laddove si afferma che la mia non era solo un’impressione. Certi testi esageravano davvero.

Cioè: non esiste un modo “scientifico” di essere manager. Ma a quanto pare ne esiste uno “umanistico”. Ovvero, se uno ha letto un bel po’ di libri (intesi proprio come romanzi, poemi epici, racconti…) e ha conosciuto un bel po’ di gente, ecco che si ritrova con discrete capacità manageriali.

Inutile dire che da laureato in materie umanistiche tutto questo mi fa molto molto piacere…

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Come investire sempre bene il proprio tempo

Pubblicato da David Di Luca su 19 giugno 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Qualcuno suona il campanello. Vinco la tentazione di aprire di volata, e guardo dallo spioncino. Lo riconosco dal vestito nero, lo sguardo grifagno. E’ lui, il pensiero negativo.

E’ un vecchio amico, d’accordo, ma di quelli che si mette lì e ti tormenta per ore con problemi che si possono risolvere, oppure no, ma comunque non è il caso di starci tanto a rimuginare sopra. Conviene aprire ad un amico così, e più in generale farsi e mantenere amici di questo tipo?

Non faccio entrare dentro di me il pensiero negativo.  Perlomeno non troppo.  Quando mi rendo conto che non si limita ad aleggiarmi intorno come in genere fa, ma cerca di entrarmi nella testa e, se riesce, di prenderne il controllo, immagino di chiudergli la porta in faccia.  Oppure di guardare dallo spioncino e, riconoscendolo già da allora, di non aprirgli neanche.

Il perchè è abbastanza evidente. La nostra testa non può ospitare più di un pensiero per volta, quindi dare spazio a un’idea che non ci aiuta non solo è una perdita di tempo, ma ci impedisce di vedere alternative che magari potrebbero essere molto ma molto più costruttive.

In questo modo, sono certo che il mio tempo sarà sempre investito al meglio. Magari lì per lì non ci saranno miracoli. Però coltivo l’abitudine di avere un’atteggiamento costruttivo davanti alle inevitabili difficoltà. E credo proprio che questo sia molto utile.

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21 giugno: Giornata Mondiale sulla SLA, AISLA onlus promuove campagna per raccolta fondi a favore della ricerca

Pubblicato da David Di Luca su 19 giugno 2011

Fonte: NonSoloAbili, www.nonsoloabili.org

La Sclerosi Laterale Amiotrofica è una grave malattia neurodegenerativa, che porta alla paralisi progressiva di tutta la muscolatura volontaria. In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla patologia, che si celebra annualmente il 21 giugno, AISLA Onlus rinnova il suo appello a favore dei malati di SLA e delle loro famiglie: muoviamoci insieme per chi non può muoversi, donando al numero solidale 45507 un piccolo contributo, a favore di un grande progetto di ricerca (dal 12 al 26 giugno).

Un invito che è stato raccolto con grande generosità e sensibilità, anche da tanti artisti italiani, che daranno vita ad un doppia maratona radiofonica, in onda su Radio 1, per contribuire a sostenere la raccolta fondi. Si stima che in Italia i malati di SLA siano circa 5.000. Con il progredire della patologia, non sono più in grado di muoversi, comunicare, nutrirsi e respirare autonomamente, pur mantenendo, nella maggior parte dei casi, intatte le proprie capacità cognitive. Ad oggi, non esiste ancora una terapia efficace per guarire la SLA.

L’unica opportunità per vincere la malattia è affidata alla ricerca scientifica. Per questo, in occasione della Giornata Mondiale del 21 Giugno, AISLA Onlus – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, ha scelto di promuovere una campagna di raccolta fondi per finanziare un importante progetto di ricerca.

Il progetto sarà finalizzato, nello specifico, alla sperimentazione di una nuova possibile speranza terapeutica per il trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica con Ciclofosfamide, sostenuto da Trapianto Autologo di Cellule Staminali Ematopoietiche. Il coordinamento del progetto sarà affidato al Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica dell’Università degli studi di Genova, mentre l’ente promotore sarà il Centro Clinico NeMO – Fondazione Serena Onlus, di cui Aisla Onlus è socio partecipante, specializzato in malattie neuromuscolari operativo dal 2008 presso il Padiglione. De Gasperis dell’A.O. Niguarda Cà Granda di Milano.

“Per i malati di Sla la ricerca rappresenta la speranza più grande, e la speranza è vita – sottolinea il Presidente di Aisla Onlus, Mario Melazzini – Per questo la nostra Associazione, tra i propri scopi statutari, annovera anche lo stimolo, il sostegno ed il finanziamento di numerosi progetti di ricerca, nella convinzione che un giorno, si spera il più presto possibile, si scoprirà come arrestare la SLA”.

E’ possibile contribuire alla raccolta fondi per sostenere questo importante progetto di ricerca donando 2 € attraverso SMS oppure da 2 a 5 € chiamando da rete fissa al numero solidale 45507: all’iniziativa aderiscono per la rete mobile, gli operatori Tim, Vodafone, Wind, “3″, CoopVoce, Poste Mobile, e, per la rete fissa, Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, Tiscali e Teletu. Il numero sarà attivo dal 12 al 26 giugno.

A dare voce ai malati di SLA, affiancando Aisla Onlus nella lotta alla malattia, sarà anche il mondo della musica, dell’arte e dello spettacolo. Racconta Ron, testimonial e consigliere di AISLA Onlus nonché promotore e protagonista, insieme a tanti altri colleghi, di una “maratona radiofonica” in onda su Radio Rai 1: “Dal 2004 sono vicino ad AISLA Onlus come testimonial. La vicenda dell’amico fraterno Mario Melazzini mi ha portato a sostenere tutti i malati di SLA.

Il futuro per la cura della SLA è la ricerca per questo ho scelto di prestare la mia voce a chi non ne ha. Essere Testimonial di AISLA Onlus, poter con la musica, insieme ai miei colleghi liberare nell’aria suoni, vibrazioni a sostegno dei malati di SLA, lanciare attraverso la musica, che è vita, un messaggio di solidarietà, mi rende felice e riempie il mio cuore di speranza in un futuro diverso.”

Il 21 e 24 giugno alle ore 21:00 in diretta su Rai Radio 1 “Suoni d’estate: Speciale “Io si” Due dirette radiofoniche dallo studio di Rai Radio 1 a Saxa Rubra Roma ,dedicate alla lotta contro la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) in cui Radio 1 e Ron con AISLA Onlus ospiteranno Renato Zero, Lina Sastri, Marco Mengoni ,Giusy Ferreri, Max Gazzè, Serena Abrami, Susanna Tamaro, Mara Venier, Max Giusti, Luca Barbarossa, Daniela Dessi’ ed in collegamento Gianni Morandi ,Luca Carboni, Lucio Dalla , Claudio Baglioni e tanti altri. Durante le due giornate interverranno anche vari personaggi del mondo della cultura e della scienza come Antonino Zichichi, Oliviero Toscani, Margherita Hack e tanti altri per sostenere la raccolta fondi per la lotta contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Musica poesia racconti e testimonianze in due serate eccezionali, tutti insieme per sostenere la ricerca contro la SLA. Su www.radio1.rai.it tutte le informazioni anche per sostenere la ricerca. AISLA Onlus: L’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica AISLA Onlus, fondata nel 1983, è l’associazione nazionale di riferimento per i malati di SLA e le loro famiglie, riconosciuta con Decreto del Ministero della Sanità del 30 giugno 1999. Attualmente conta 55 sezioni diffuse su tutto il territorio nazionale.

L’Associazione è unico membro italiano dell’International Alliance of ALS/MND Association, promotrice della Giornata Mondiale. AISLA è, inoltre, tra i soci fondatori di AriSLA, Agenzia Italiana per la ricerca scientifica sulla SLA (www.arisla.org) ed associata a FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), FIAN (Federazione Italiana delle Associazioni Neurologiche), SICP (Società Italiana di Cure Palliative), FCP (Federazione Cure Paliative) ed è aderente-sostenitore dell’Associazione “Registro Distrofie Muscolari, Atrofie Muscolari Spinali e Sclerosi Laterale Amiotrofica”.

Aisla è anche socio aderente dell’Istituto Italiano Donazione, organismo che ne attesta l’uso chiaro, trasparente ed efficace dei fondi raccolti, a tutela dei diritti del donatore. (www.aisla.it) 21 Giugno – Giornata Mondiale sulla SLA (Global Day): Ogni anno, dal 1997, l’International Alliance (www.alsmndalliance.org), organismo che raggruppa varie associazioni di pazienti con SLA, tra cui anche AISLA Onlus, celebra il 21 giugno la giornata mondiale di sensibilizzazione sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Si tratta di un appuntamento importante, perché vede tutti i membri dell’International Alliance darsi contemporaneamente appuntamento con iniziative di sensibilizzazione, informazione o raccolta fondi in tutto il mondo, dimostrando il proprio impegno congiunto nella battaglia globale contro la SLA. Il 21 giugno è un giorno di solstizio e la speranza è che questo giorno possa segnare in futuro un punto di svolta nella ricerca della causa, della terapia e della cura della SLA.

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Come gestire le obiezioni in una vendita

Pubblicato da David Di Luca su 20 giugno 2011

Un guest post di Marco Germani, http://meccanismipersuasione.blogspot.com/

La vendita inizia nel momento del NO. Se presenti un prodotto, un’idea o una raccomandazione a qualcuno con l’intento che venga accolta favorevolmente e questo avviene immediatamente, senza alcuna obiezione, non hai fatto una vendita, ma solo una bella presentazione.

I venditori professionisti sanno invece che la realtà è diversa e che la normale resistenza che tutti abbiamo a comprare qualcosa o, in senso più ampio, ad accogliere favorevolmente una nuova proposta, da origine spesso ad obiezioni.

Una vendita, nella grande maggioranza dei casi, non avviene a causa di una sola obiezione principale, che può essere il prezzo ma anche un qualunque altro fattore legato al rischio che l’acquirente crede di assumersi, procedendo con l’operazione. Identificare e trattare in modo professionale questa obiezione principale, abbattendo questo rischio percepito dal cliente, sono le abilità sulle quali ogni buon venditore non dovrebbe mai smettere di imparare e di migliorare.

Andiamo ora a vedere un modo, semplice, pratico ed efficace per trattare le obiezioni durante la vendita, il metodo è denominato in inglese “FEEL – FELT – FOUND” (in italiano: comprendo – credevo – ho scoperto) e si basa sui seguenti tre passi.

1) ISOLARE L’OBIEZIONE
Supponiamo di stare vendendo un prodotto di consumo, oppure di stare convincendo il nostro partner ad andare in vacanza in un certo posto di nostro gradimento. Il nostro interlocutore, dopo la presentazione della proposta, non è convinto e ci esprime la sua obiezione. Costa troppo (ad esempio nel primo caso), oppure è troppo lontano (nel secondo caso).

La prima cosa da fare è capire se questa è veramente l’obiezione principale che impedisce l’accettazione della proposta, ponendo una semplice domanda: “C’è solo questo, o c’è dell’altro ?”. In altre parole sto chiedendo al mio interlocutore chiaramente se, risolto questo punto, si potrà procedere alla vendita. Se la risposta è affermativa, posso ora procedere a trattare l’obiezione. Ovviamente, se la risposta non è affermativa, il mio compito è di individuare quali sono le altre obiezioni e quali tra di esse è la principale.

2) FEEL – FELT – FOUND
A questo punto trattiamo l’obiezione nel modo seguente: “Comprendo esattamente esattamente questa tua obiezione” (FEEL), “Anch’io, inizialmente, ero convinto che questo prodotto costasse troppo, oppure che questo posto fosse troppo lontano per una vacanza, (FELT), “poi ho scoperto che…..” (FOUND) e qui esprimiamo in una semplice frase il motivo, reale e concreto per cui l’obiezione è infondata.

Ovviamente ciò presuppone una preparazioe e una conoscenza del tema approfondita, quella appunto che un venditore (o un persuasore !) professionista devono avere. Allo stssso, modo, sempre per restare etici, se non è vero che anche noi abbiamo pensato lo stesso ad una prima analisi della proposta, possiamo sostituire il soggetto con una terza persona che invece lo ha fatto.

Nel primo caso, la “scoperta” potrebbe essere “…ho scoperto che, con la qualitò di questo prodotto, il prezzo è assolutamente conveniente, dato che comprando ad un prezzo più basso e a una qualità inferiore, nel lungo periodo, avrei speso almeno il doppio”. Nel secondo caso “…ho scoperto che se andiamo in macchina a 200 km da casa, con il traffico, impieghiamo più tempo che ad andare in aereo a 2.000 km, inoltre prenotando un volo low-cost, i costi sono più o meno comparabili”.

3) CHIUSURA

Se la gestione della obiezione è stata efficace, passiamo all’importantissima fase di chiusura, spesso ignorata da molti venditori. Basta una semplice domanda, che presuppone la vendita avvenuta: “allora, di che colore lo vuoi ?”, oppure: “preferisci pagare con carta di credito o in contanti ?” e nel secondo caso: “bene, allora partiamo venerdì sera o sabato mattina ?”, oppure “preferisci un hotel vicino al mare oppure in centro ?”.

A questo punto, se l’obiezione è stata trattata efficacemente, il semplice rispondere a questa domanda da parte dell’interlocutore, è il segnale inequivocabile che la vendita è chiusa e si può procedere con l’azione che la consolida (pagamento, acquisto del biglietto aereo, ecc.).

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Il momento ideale per fare le cose? Ora!

Pubblicato da David Di Luca su 21 giugno 2011

Di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiNon so tu, ma la maggior parte delle persone compie l’errore di aspettare il “momento ideale” per agire, per fare le cose.

Ma il momento ideale, non esiste!

O meglio, in base alle mie specifiche esperienze, il vero momento ideale per fare le cose, è ORA.

Comincia ORA ad agire.
Comincia ORA a fare le cose.

La principale debolezza che rovina la vita di moltissime persone si chiama “procrastinazione”.

Ovvero: rimandare a domani quello che devi fare oggi!

Il tuo miglior alleato è, e sarà sempre, l’Azione.

Tutte le persone di successo hanno sviluppato l’abilità di prendere decisioni e di agire velocemente.

Ogni giorno, una piccola percentuale di uomini e donne, pur con paura di sbagliare, AGISCE e ottiene risultati. Mentre la stragrande maggioranza delle persone, per paura di sbagliare, rimanda a domani, nell’attesa del famoso “momento ideale”.

Io stesso, nel corso della mia vita, ho avuto tante volte paura di agire, di fare le cose, e sono rimasto in attesa di un momento che non arrivava mai.

Paura di sbagliare e paura del giudizio degli altri mi bloccavano, e non andavo più avanti. Rimandavo continuamente.

Poi ho capito che è l’errore che poteva nascere da una decisione presa in fretta, era sicuramente minore di quello che derivava dal rimandare ogni giorno a domani, decisioni che dovevo prendere oggi e cose che dovevo fare subito.

Insomma, il momento ideale per fare le cose non è mai domani, ma ora.

E tu, quando vorresti che iniziasse la tua capacità di agire e di smetterla di rimandare le cose?

Scommetto che vorresti che iniziasse proprio in questo momento, vero?

Allora clicca su questo link e dammi 21 giorni del tuo tempo, t’insegnerò i 6 passi per motivarti ad agire.

Un abbraccio e, mi raccomando: comincia ora a fare le cose.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Libri, “Eureka” di Antonio Cianci

Pubblicato da David Di Luca su 23 giugno 2011

Fonte: Sito Ufficiale De Agostini

Il volume è disponibile su Amazon.it

Chi ha inventato il lettore Mp3, il tappo della bottiglia, il post-it o il bancomat? Ci sono oggetti, nella nostra vita quotidiana, di cui non sappiamo più fare a meno, talmente indispensabili e comuni da apparire scontati. Eppure anche la più semplice delle idee è balenata per la prima volta nella mente di qualcuno, da qualche parte nel mondo, per risolvere un problema strettamente pratico. Insomma un’invenzione è frutto della creatività, della tenacia, ma anche del caso, o perfino di un errore. E a volte è nata in tempi più recenti di quanto crediamo. Questo libro racconta l’affascinante storia degli oggetti d’uso comune e dei loro inventori, piccoli geni che, talvolta senza volerlo, ci hanno cambiato la vita.

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Sta per arrivare il nuovo ebook sul marketing turistico di Giancarlo Fornei…

Pubblicato da David Di Luca su 24 giugno 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiCi siamo, ormai è questione di un mese, due al massimo, e il mio ultimo lavoro letterario, prenderà vita.

Questa volta sono tornato alle mie origini di marketer (ahimè, quand’ero giovane) ed ho scritto un ebook sul marketing turistico e le mie innumerevoli esperienze.

In realtà, quest’ebook era pronto da anni, ma non l’avevo mai pubblicato perché dal 1999 avevo smesso di fare il “marketer”, occupandomi a tempo pieno, solo della “crescita personale”.

Dopo un attento restyling, ho deciso di farlo pubblicare su consiglio di Andrea, un caro amico imprenditore nel campo turistico, che dopo averlo letto, mi ha letteralmente dato dell’egoista, dicendomi che avrei fatto un torto al mondo del turismo a tenere, solo per me, le cose che avevo imparato.

Secondo Andrea, l’ebook contiene dei suggerimenti preziosi, che “valgono oro”. Secondo lui, qualsiasi giovane imprenditore o marketer che opera nel turismo, leggendoli ne trarrebbe grandi benefici.

Staremo a vedere se ha ragione.

Ho colto al volo l’occasione e, pur essendo leggermente distante dal concetto turistico, ne ho approfittato per raccontare anche la storia del mio posizionamento come “Coach delle Donne”.

Naturalmente, l’ebook, contiene anche tantissimi esempi pratici di marketing turistico.

Come al solito, sarà la Bruno Editore di Roma a pubblicare il mio nuovo ebook.

Del resto, tra me e Giacomo Bruno, si è instaurata un’amicizia che va ben al di là del semplice rapporto editore/autore.

Non conosco ancora il titolo esatto e neppure la copertina, ma prometto che appena avrò notizie più dettagliate, pubblicherò entrambi su questo blog.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Film, “All that Jazz”

Pubblicato da David Di Luca su 25 giugno 2011

Scheda di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Il film è disponibile su Ibs.it

Palma d’oro nel 1980 (ex aequo con Kagemusha di Akira Kurosawa) All that Jazz – l’ultimo spettacolo è considerato giustamente il testamento artistico del grande regista e coreografo americano Bob Fosse, scomparso nel 1987 stroncato da un infarto dopo anni di vita sregolata e vissuta all’insegna della passione per la danza, per le donne e per alcool e droghe. Esattamente come il protagonista del suo capolavoro, Joe Gideon, un apprezzato coreografo, regista e ballerino di Broadway alle prese con il più importante spettacolo della carriera; il cuore però non regge a tanto stress e l’uomo viene ricoverato in gravi condizioni.

La degenza in ospedale è l’occasione per rivedere i momenti salienti della sua vita: dagli esordi su poveri palcoscenici di Chicago, la sua città natale, ai successi; dalle storie d’amore, alla nascita della figlia. Fino al momento del grande addio, fatto ovviamente in grande stile, con uno show mastodontico che ironicamente riporta sulle tavole del palcoscenico la circolazione sanguigna, con le ballerine coperte da una tuta effetto nudo, su cui sono disegnate le vene. Puntellato da alcuni dei numeri musicali più celebri di Hollywwod, basta citare il pezzo On Broadway, All that Jazz è un’opera barocca ed estrema, ricchissima dal punto di vista visivo (grazie alle splendide coreografie firmate dallo stesso Fosse) e recitata magnificamente dal protagonista Roy Scheider, che qualche anno prima aveva interpretato un altro cult dell’epoca, Lo Squalo di Steven Spielberg.

Nel cast anche la radiosa Jessica Lange che veste i panni della Morte, una sorta di fata con cui il protagonista dialoga costantemente fino al termine della sua esistenza. Bob Fosse, di origini norvegesi, ha letteralmente cambiato il mondo della danza creando uno stile jazz dai movimenti sensuali e molto stilizzati. Altra perla della sua carriera è Cabaret che si aggiudica l’Oscar nel 1973 e che fa conoscere al mondo il talento puro di Liza Minnelli. E quello di un regista originale come pochi.

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Basilea 3 – Le Banche pensano alle loro ricapitalizzazioni! E le Imprese?

Pubblicato da David Di Luca su 26 giugno 2011

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

Basilea 3 entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2013, anche se sembra che agli Istituti di credito sarà accordato un periodo di adattamento che va sino a gennaio 2019, per evitare ripercussioni troppo negative sull’economia reale.

Con le nuove regole ci si attende che ogni banca debba predisporre come capitale di alta qualità il 4,5% dal precedente 2% e che debba avere un patrimonio base comprendente strumenti di qualità rafforzata al 6% dal precedente 4%.

A tutto questo bisogna aggiungere il cosiddetto “buffer“, ossia una specie di cuscinetto composto da capitale aggiuntivo di elevata qualità pari al 2,5%, una percentuale che però potrebbe essere innalzata in momenti particolarmente critici dell’economia .
(Fonte: Cinzia De Stefanis-”Al via la ricapitalizzazione degli istituti di credito per adeguarsi a Basilea III”- http://www.ipsoa.it )

Intanto il 20.6.2011 il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, aprendo i lavori del Convegno Basilea 3-2011 ha ribadito «Banche e imprese condividono timori e valutazioni sulle nuove misure e in maniera congiunta hanno formulato una proposta che, senza mettere in discussione l’impianto della direttiva, prevede un meccanismo di correzione che limita i rischi di una restrizione del credito per le piccole e medie imprese, ossatura dell’economia italiana ed europea». (Fonte ItaliaOggi Numero 146 pag. 41 del 21/6/2011)

In questa situazione le banche si stanno attrezzando a rafforzare ed aumentare i loro capitali e per le imprese che hanno bisogno di credito che tempi si prospettano ???

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Post Parade Giugno 2011

Pubblicato da David Di Luca su 1 luglio 2011

Ecco come ogni mese i post più cliccati….

1.  Cosa significa essere assertivi

2.  Come chiedere un aumento di stipendio – Parte 2

3.  Storia di un cappuccino a km zero (o quasi)

4.  Libri, “Destini incrociati” di Giacomo Zito

5.  Pressione arteriosa, ecco i numeri “giusti”

6.  Come finire dentro un film

7. Libri, “Di materno avevo solo il latte”, di Deborah Papisca

8. Come convincere le persone

9. Libri, “Banda stretta” di Francesco Caio

10. Libri, “Il mito dell’Alzheimer”

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Come stai ad Autostima? Questa è la conferenza giusta per te…

Pubblicato da David Di Luca su 29 giugno 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Confermato!
Sabato 23 luglio sono a Grosseto, dalle 21 in poi, ospite del Ristorante e Caffè Letterario “Il Fontanile”, con una delle mie conferenze sull’Autostima.

E tu, come stai ad Autostima?
Spero che sia al massimo, in ogni caso, questa è la conferenza che fa per te…

Avere una buona Autostima è fondamentale nella vita.

Tutto parte dal piacersi, dal volersi bene, dal sapersi accettare per quello che si è. Spesso, invece, le persone vorrebbero essere “qualcun altro”, non si piacciono e neppure si apprezzano.

Questo determina un abbassamento del livello di autostima e l’entrata in funzione delle nostre convinzioni più limitanti, finendo per bloccarci e farci vedere solo gli aspetti negativi della vita.

L’Autostima è l’insieme delle percezioni che una persona ha di se stessa:

* come si vede (bella o brutta),
* come si sente (importante o una nullità),
* come si parla (il famoso dialogo interno, insomma, le cose che si dice).

L’Autostima è formata principalmente da come una persona si percepisce, ma anche dalle convinzioni e dalle credenze che si è creata durante tutto l’arco della vita, in seguito alle esperienze che ha vissuto direttamente e, soprattutto, all’interpretazione che ha dato alle stesse.

Durante la conferenza di circa un’ora e mezza, ti spiegherò come funziona il cervello umano, come si possa imparare a pensare in positivo, far crescere e alimentare continuamente l’autostima dentro di noi.

Adesso immagina di partecipare alla mia conferenza e di ricaricare le tue batterie con un pieno motivazionale…

immagina ancora, di gustare, a fine serata, il particolare buffet che lo chef del Fontanile ha preparato per noi…

infine, immagina il prezzo per partecipare alla conferenza: 70, 60, 50, 40, 30 euro?

NO! Solo 20 euro.

Con soli 20 euro, potrai ascoltarmi dal vivo e pormi la domanda che vorrai. Mi piacerebbe permetterti di pormi tutte le domande che vorresti, ma sono certo che sarete tantissimi ed è giusto dare a tutti la possibilità di pormi una domanda.

A questo punto ti starai chiedeno perchè un prezzo così basso, giusto?

Semplice:
perchè l’autostima è l’energia motivante di ogni essere umano e la mia missione è aiutare il maggior numero possibile di persone ad imparare ad alimentare la propria!

Quantomeno, ci provo…

Ma c’è ancora spazio per la sorpresa finale:

* a fine conferenza, ti sarà regalata una copia del mio ebook Penso Positivo, edito dalla Bruno Editore di Roma e stampato, per l’occasione, in versione cartacea.

Una versione unica, che non si trova in commercio e che solo le persone che partecipano alle mie conferenze possono avere.

Approfitto dell’occasione per ringraziare pubblicamente Giacomo Bruno e sua moglie Viviana Grunert della Bruno Editore, per avermi autorizzato a stampare il mio ebook, nonché ad omaggiare con lo stesso, le persone che partecipano ai miei seminari motivazionali e alle mie conferenze.

E’ gradita la prenotazione allo 0564/49.29.59 oppure, puoi scrivere a Sara De Matteis (responsabile della comunicazione & eventi) a questo indirizzo email: sara.dematteis@ristoranteilfontanile.it

Ti aspetto al Fontanile sabato 23 luglio e mi raccomando, anche se siamo al 29 di giugno, prenota subito la tua partecipazione e porta con te tante amiche e amici.

Sarà l’occasione per conoscerci personalmente.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps: segnati sul calendario o sull’agenda questa data: sabato 23 luglio al Fontanile di Grosseto! Perché tu vuoi partecipare alla mia conferenza, vero?

ps2: se abiti lontano da Grosseto e vuoi organizzare una delle mie conferenze nella tua città, chiamami al 392/27.32.911.

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Libri, capire la monnezza: “Autoritratto dell’immondizia” di Lorenzo Pinna

Pubblicato da David Di Luca su 2 luglio 2011

Recensione di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Il volume è disponibile su Amazon.it

Il problema dell’immondizia, della monnezza, insomma della spazzatura, c’è sempre stato, ma ultimamente sta riempiendo le cronache. “Buttare via” è un gesto tutto sommato abbastanza semplice, specie quando non ci si rende conto di cosa succede dopo, delle problematiche sollevate poi dallo ‘smaltire’ i rifiuti. Che poi spesso vengono accatastati da qualche parte piuttosto che smaltiti, ma questo è un altro discorso. L’importante è che non li accatastino sotto casa nostra, che puzzano.

Comunque, può essere interessante capire quali sono i percorsi storici che hanno portato al sistema-monnezza come lo conosciamo oggi. Ci pensa questo pregevole volume intitolato Autoritratto dell’immondizia, firmato da Lorenzo Pinna e pubblicato da Bollati Boringhieri. Pinna ci riporta alle basi del problema, partendo da quando, per esempio, le città non avevano un sistema fognario o, ancora più simpaticamente, ce l’avevano a cielo aperto.

Si trattava ovviamente di ricettacoli di malattie ed infezioni, finchè non si ebbe l’idea di interrare tutto e scaricare altrove. Ed ecco che con i rifiuti si cominciò ad avere un atteggiamento del tipo “allontana e dimentica”, almeno finchè qualcuno non si rese conto che il nostro pianeta comunque costituisce un tutto unico, e in mezzo a mille ambasce cominciò a darsi da fare perchè (a) di rifiuti se ne producessero un po’ di meno (b) di quelli prodotti, se ne riciclassero il più possibile, con in mente il sol dell’avvenire degli “zero rifiuti”.

Cammino ancora oggi lungo e tortuoso, come dimostra la cronaca. Intanto leggiamoci ‘sto libretto, e ne sapremo un po’ di più.

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L’incapacità delle persone di apprezzare le cose belle che hanno intorno

Pubblicato da David Di Luca su 4 luglio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiE’ di oggi la notizia che il giovane attore Jonathan Rhys Meyers ha tentato il suicidio.

Attore protagonista del film “Match Point” di Woody Allen e della serie televisiva “The Tudors”.

Baciato dalla fortuna, sia perché è un gran bel ragazzo, sia perché a differenza di molti, fa un lavoro gratificante, che la maggior parte di noi sognerebbe di poter fare.

Eppure, nonostante tutto, sembrerebbe che abbia tentato il suicidio, come racconta il tabloid britannico “Sun”.

Devo ammettere che quando mi trovo di fronte a situazioni come queste, perdo la mia imparzialità e non riesco a non giudicare “stupido” un comportamento del genere.

Penso a tutte quelle persone che ogni giorno lottano contro problemi seri: handicap, povertà, malattie, solitudine degli anziani, e altro ancora.

Problemi che nella maggior parte delle volte, non si sono cercati volutamente e che, nonostante tutto, sanno sorridere alla vita, perché capaci di apprezzare le poche cose belle che hanno intorno.

La vita è meravigliosa e basterebbe poco per saperla vivere appieno.

No, caro Jonathan, non capisco il tuo gesto e neppure lo commisero.

Tu hai tutto: sei giovane (solo 33 anni), famoso, bello, eppure… non sai apprezzare nulla delle cose belle che l’Universo ti ha dato.

Sarò anche cattivo, ma la notizia del tuo tentato suicido non m’intenerisce per nulla.

Dopo aver letto la notizia, ho subito pensato a Federica, una ragazza che ho conosciuto su Facebook alcuni giorni fa, purtroppo malata di cancro.

Lei sì, dovrebbe essere “incazzata” con la vita, invece, le sorride ed è sempre piena di vitalità.

Caro Jonathan, dovresti prendere lezioni di vita da Fede, sono certo che in breve tempo impareresti ad apprezzare di più, le cose belle che hai intorno a te.

E tu, sai apprezzare le cose belle che hai intorno?

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Sei in un momento difficile della tua vita? Ecco cosa puoi fare…

Pubblicato da David Di Luca su 6 luglio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Se sei in un momento difficile della tua vita, ti consiglio di partecipare alla mia conferenza del 23 luglio 2011 a Grosseto, in Toscana.

Perché farlo?

La risposta è semplice:

ti aspettano novanta minuti pieni di consigli utili e pratici per imparare a migliorare la tua Autostima e farla crescere verso l’alto!

90 minuti, ovvero un’ora e mezza, ecco quanto durerà la mia conferenza di Sabato 23 luglio, dalle 21 in poi, nello splendido giardino del Ristorante e Caffè Letterario “Il Fontanile” di Grosseto…

90 minuti in cui ti racconterò:

* cos’è l’Autostima e da cosa è formata;
* quanto sia importante, per ogni persona, avere un buon livello di Autostima;
* come imparare ad alimentarla continuamente e farla crescere verso l’alto.

Hai 4 motivi per partecipare alla mia conferenza, anche se abiti lontano da Grosseto:

1. se sei in un momento difficile della tua vita, uscirai dalla conferenza piena di voglia di vivere, motivata e carica come non ti accadeva da chissà quanto tempo (vale anche per i maschietti).

Se c’è una cosa che so fare molto bene, è ri-caricare le pile delle persone!

2. imparerai a guidare il tuo cervello, a pensare in positivo, ad alimentarlo continuamente, per far crescere e alimentare l’autostima dentro di te.

Io ci ho impiegato quasi 10 anni per capire quanto il mio inconscio potesse fare la differenza, tu potresti scoprirlo in novanta minuti.

3. il prezzo, solo 20 euro per partecipare ad una conferenza di 90 minuti e concludere la serata con gli stuzzichini che Paolo Presenti, l’artista della cucina de Il Fontanile, preparerà per noi.

Con soli 20 euro, potrai partecipare ad una conferenza che potrebbe darti un pieno motivazionale unico e forse, ripeto, forse, dare un cambiamento positivo alla tua vita.

A questo punto, ti starai chiedendo: “Ma se è così importante, perchè un prezzo così basso?”

Perchè voglio condividere quello che ho imparato, con il maggior numero possibile di persone.

Molti anni fa, quando ero in piena crisi esistenziale e non sapevo dove sbattere la testa, ci furono delle persone che mi dettero la loro fiducia e mi aiutarono a riprendere in mano la mia vita.

Oggi, è la mia Missione: aiutare gli altri a tornare a sorridere!
O quantomeno, ci provo…

4. sarà l’unica conferenza motivazionale live che organizzerò in tutta l’estate 2011.

Forse, in autunno o in inverno, ci sarà un’altro evento live del genere, sicuramente in un’altra parte d’Italia. Forse al nord, o forse al sud, al momento non ho ancora deciso nulla.

Di sicuro, questa del 23 luglio a Grosseto, resta al momento, l’unica mia conferenza live certa.

Non ti chiedo 200 o 300 euro per partecipare, ti chiedo solo un pò di tempo e di buona volontà. In qualsiasi città abiti, da Varese a Catania, lo sforzo che farai per partecipare alla mia conferenza del 23 luglio, sarà ampiamente ripagato:

fidati di me e investi su di Te!

Inoltre, nella peggiore delle ipotesi che la mia conferenza non ti piaccia, puoi sempre farti uno splendido week-end in Maremma, una delle zone più belle della Toscana.

Infine, se ancora i 4 motivi non ti hanno convinto del tutto, sappi che partecipando alla mia conferenza di Grosseto, avrai in OMAGGIO una copia dell’ebook Penso Positivo, edito dalla Bruno Editore di Roma e stampato, per l’occasione, in versione cartacea.

UNA VERSIONE UNICA NEL SUO GENERE, che non si trova in commercio, non la puoi acquistare da nessuna parte. Puoi solo averla partecipando alla mia conferenza.

Approfitto dell’occasione, per ringraziare Giacomo Bruno e sua moglie Viviana Grunert della Bruno Editore, per avermi autorizzato a stampare il mio ebook, nonché ad omaggiare con lo stesso, le persone che partecipano ai miei seminari e alle mie conferenze.

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Per motivi organizzativi, è necessaria la prenotazione allo 0564/49.29.59 – 334/76.65.032 oppure, scrivere una email a Sara De Matteis (responsabile della comunicazione & eventi) a questo indirizzo: sara.dematteis@ristoranteilfontanile.it
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Ti aspetto al Fontanile sabato 23 luglio e mi raccomando, prenota subito la tua partecipazione e porta con te tante amiche e amici.

Sarà l’occasione per conoscerci personalmente.

Ringrazio ufficialmente anche Jessica Bernardini e Paolo Presenti, proprietari del Ristorante Il Fontanile, che con la loro sensibilità, hanno messo a disposizione lo splendido giardino della struttura e permesso la realizzazione dell’evento a condizioni economiche irripetibili

Un abbraccio a loro e uno a te, sperando di poterti salutare personalmente sabato 23 luglio a Grosseto.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps:
segnati sul calendario o sull’agenda questa data: sabato 23 luglio al Fontanile di Grosseto! Perché tu vuoi partecipare alla mia conferenza, vero?

ps2:
se abiti lontano da Grosseto, vuoi partecipare alla mia conferenza e soggiornare in zona a condizioni particolari, chiama la mia cara amica Ljuba, si occupa di turismo e ti aiuterà a trovare la sistemazione più ideale per te.

Chiamala al 335/74.93.372 e dille che il suo numero te l’ho dato io.

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Libri, “Cinema e pittura” di Angelo Moscariello

Pubblicato da David Di Luca su 7 luglio 2011

Recensione di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Il volume è disponibile su Ibs.it

Forse per la mia formazione di narratore, quando guardo un film tendo sempre a concentrarmi sulla storia, insomma su quello che succede nel film. Dimentico così che si tratta di un’arte visiva, e che quindi ha molto a che fare con la pittura.

A ricordarmelo è stato questo volume, Cinema e pittura, di Angelo Moscariello, pubblicato da Progedit. Moscariello sottolinea come, per dirne una, già Leonardo da Vinci concepisse un quadro tenendo ben presente la “storia” che si doveva rappresentare. Quindi, in buona sostanza, pensando quantomeno a qualcosa che oggi potremmo chiamare sceneggiatura.

Senza contare che, come si compone un quadro pensando all’equilibrio e all’armonia delle figure e dei colori, o comunque all’impressione che si vuole suscitare in chi guarda, altrettanto fa il regista che realizza una scena. E non a caso Moscariello fa dei paralleli molto diretti tra artisti del pennello e artisti della macchina da presa, come Antonioni-Degas, Godard-Manet, Polaski-Parmigianino e così via.

Qualcosa da portarsi in valigia se si vuole andare (molto) oltre le parole crociate.

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Libri, “Il meraviglioso mondo dei numeri” di Alex Bellos

Pubblicato da David Di Luca su 11 luglio 2011

Recensione di David Di Luca

Il volume è disponibile su Amazon.it

Brrrr…. la matematica. Cioè: ad essere precisi, mi affascina. Il punto è che non ci capisco un tubo. Mi mancano quelle che qualcuno definisce “le basi”.

Dimostrazione: ci fu un tempo in cui mi piccavo di voler prendere una seconda laurea, in economia. Lo scoglio fu Matematica (cosiddetta) “Generale”. Che però non era per niente generica. E infatti allo scritto mi buttarono fuori tipo una ventina di volte, prima che mi arrendessi.

Quindi, ben vengano questi libri un po’ più tranquillini rispetto ai manuali che mi sono toccati all’università, assolutamente spietati con noi poveri umanisti.  La forma di racconto rende tutto molto più digeribile. Certo, non serve per superare un esame, ma ti prende per la manina e ti chiarisce certi concetti che altrimenti ben difficilmente ti entrerebbero nella cabeza.

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Quanti minuti passi a stimolare positivamente il tuo cervello?

Pubblicato da David Di Luca su 10 luglio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiLa giornata di ogni essere umano è fatta di 24 ore, ovvero: 1440 minuti.

Tenendo conto che mediamente 8 ore le passiamo a dormire, significa che ogni giorno abbiamo in media 960 minuti di stimoli celebrali, pari a circa 16 ore di attività.

Niente male!

La domanda che nasce spontanea e che dovresti porti, è la seguente: quanti minuti passi a stimolare positivamente il tuo cervello?

Il problema è come usiamo questi 960 minuti, che sembrano tanti, ma vengono per lo più impiegati a pensare cose negative o ad avere un dialogo interno critico e limitante con noi stessi.

Non esistono statistiche in merito, ma sappiamo che per la maggior parte delle persone è molto più facile pensare in negativo, che volgere i propri pensieri a cose belle, da raggiungere e da avere.

Questo fa si che una percentuale notevole di questi 960 minuti venga sicuramente impiegata per lamentarci, autocommiserarci, pensare a cose negative e brutte, avere un dialogo interno limitante e frustrante, ecc.

Come invertire questa tendenza?

Purtroppo, non conosco rimedi miracolosi o effetti speciali.

In compenso, l’esperienza m’insegna che se ogni giorno mi fermo, consapevolmente, cinque minuti di orologio a pensare a quello che vorrei avere, ai miei sogni, ai desideri, alle cose belle…

comincio a stimolare positivamente il mio cervello!
Ad alimentare la mia mente!

La settimana dopo, passerò a dieci minuti di orologio, e la settimana successiva a quindici, e così via.

A lungo andare, questo processo si fissa dentro di me, diventando, nel tempo, una forma di sana e positiva abitudine, che va ad alimentare la mia Autostima.

Fidati.
Ha funzionato con me, funzionerà anche con te.
Solo così, puoi sperare di stimolare in positivo e maggiormente, il tuo cervello.

Niente effetti speciali, ma solo tanta costanza, come amava ripetere anche il grande filosofo Aristotele.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps:
e tu, come stai ad Autostima?

Male?

Allora iscriviti subito alla conferenza che terrò sabato 23 luglio a Grosseto; l’ingresso, comprensivo di buffet finale, costa solamente 20 euro. Trovi tutte le info per partecipare a questo link scarica il file in pdf.

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Incrocia le braccia e soffrirai di meno

Pubblicato da David Di Luca su 22 luglio 2011

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Audio (YouTube)

 

La botta è stata forte e il dolore lancinante. Cosa fare per non soffrire troppo? Basta incrociare le braccia, un gesto all’apparenza semplice che tuttavia riesce a mandare in confusione in cervello riducendo la percezione della sensazione dolorosa che si avverte. Lo sostiene lo studioso italiano Giandomenico Giannetti, autore di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Pain.

L’esperimento condotto dal neuroscenziato dello University College di Londra ha coinvolto un gruppo di 8 persone che venivano sottoposte per quattro millisecondi ad uno stimolo doloroso sulle mani. L’operazione è stata compiuta due volte, la prima con gli arti tenuti in posizione normale, la successiva con le braccia incrociate. I partecipanti hanno tutti affermato di provare meno dolore in questo secondo caso, cioè con le mani accavallate sopra la linea mediana immaginaria che taglia il corpo in due.

I dati sono stati suffragati anche dal riscontro dell’elettroencefalogramma, che ha confermato l’intensità inferiore della risposta cerebrale al dolore con le braccia incrociata. Tutto questo dipende dal disallineamento delle aree cerebrali che normalmente agiscono in maniera concertata, in questo modo si indeboliscono molti stimoli, tra cui il dolore. Quindi l’effetto analgesico si ottiene impedendo il processo con cui a livello cerebrale viene localizzato nello spazio lo stimolo doloroso.

Una scoperta che l’equipe del dott. Iannetti sta utilizzando per gli studi su pazienti che soffrono di dolore cronico alle mani.

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Ricominciare da capo!

Pubblicato da David Di Luca su 14 luglio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiCome dice il proverbio?
“Non c’è uno senza due, non c’è due senza tre”!

Tra ieri ed oggi, ho provato sulla mia pelle quanto sia vero, ed ero anch’io sul punto di fare come il cartello qui accanto: chiudere per sfiga!

Ma siccome sono fatto di pelle dura, ormai temprato ad ogni esperienza, eccomi qui, a scrivere questo post, per farti sapere che sono più forte della sfortuna e della sfiga messi insieme.

Ecco la prima disavventura.
Tutto è cominciato ieri pomeriggio, quando sono andato a fare benzina per la mia amata Bmw Z3.

Sono solito andare in un certo distributore, dove mi conoscono da anni (fortunatamente). Dopo aver fatto il pieno, vado alla cassa e pago con la carta di credito.

Il ragazzo dietro il banco, mi guarda e mi dice sottovoce, dato che mi conosce ed era pieno di gente che attendeva di pagare a sua volta: “Transazione rifiutata. Vuoi che ci riprovo?”…

Certo dico io, cominciando a diventare rosso dalla vergogna (non sono abituato a fare certe figure).

Ma la risposta è sempre la stessa: “Transazione rifiutata”.

Mi dice, gentilmente, come a volermi togliere dall’imbarazzo: “Succede, stai tranquillo”.  Poi stabiliamo che sarei tornato il giorno dopo a pagare in contanti (ovvero, oggi), dato che non portavo denaro con me.

Ed ecco la seconda disavventura.
Questa mattina, parto di buon ora per Pontedera, dove avevo una sessione di coaching con un noto parrucchiere della zona.

All’altezza di Migliarino Pisano, sull’autostrada, sento uno strano rumore e improvvisamente mi cade l’occhio sulla lancetta della temperatura dell’acqua, fissa sul rosso fuoco.

Non faccio in tempo ad accostare nella corsia di emergenza che comincia a salire fumo dal cofano della macchina. Lo apro e vedo il fumo uscire dal radiatore…

Aspetto mezz’ora, nulla: la macchina non riparte.
Aspetto quaranta minuti, nulla.
Aspetto un’ora intera ma di mettersi in moto, la mia Z3 non ha nessuna voglia.

(Con un post a parte, racconterò dell’insensibilità delle persone, cui facevo segnali per chiedere aiuto).

Senza più speranza, non mi resta che chiamare il carro attrezzi dell’Aci e avvisare il mio cliente a Pontedera che oggi non è giornata.

Il viaggio con il carro attrezzi, da Migliarina (provincia di Pisa) ad Avenza di Carrara, presso l’officina del mio caro amico Jo, mi costa la bellezza di 300 euro. Per l’esattezza, 250 euro + Iva.

Terza disavventura (collegata alla seconda).
Arrivo dal mio meccanico di fiducia, nonché caro amico. Jo apre il cofano della macchina, toglie il tappo del radiatore, riempie lo stesso e dice: “Prova a mettere in moto”.

Ma la macchina non va in moto e l’acqua esce dal buco del radiatore con pressione.

Giorgio mi guarda, e senza infierire mi dice: “Gianca, nel bene è partita la guarnizione della testata, nel male, hai fuso il motore”.

Poi, dato che ero rimasto letteralmente senza parole (hai presente la faccia di uno con la bocca aperta? era la mia), aggiunge: “Ci possono volere dai 2 ai 4/5 mila euro, dipende dal danno”!

In quel momento penso all’agenda che avevo in macchina, l’apro e controllo la data: “Mi accorgo che oggi non è venerdì 17, quindi impreco contro la mala sorte e mi faccio riaccompagnare a casa”.

Morale: la vita è strana e talvolta la sfortuna o la sfiga (magari tutte e due insieme), proveranno a metterti a terra.

A farti abbassare la “saracinesca” della vita; a prenderti per sfinimento. A distruggere il tuo morale.

Tu devi essere molto forte e fare come me, rialzarti prontamente!

Posso affermare che in quest’ultimo periodo ho avuto una serie di disavventure degne del miglior Paperino (conosciuto come uno dei più sfigati).

Così come posso garantirti, che le storie che ho raccontato in questo post, sono solo la “ciliegina” sulla torta.

Ho imparato che non è commiserandomi che potrò rialzare la testa, così come non è dando la colpa alla sfiga o alla sfortuna per quello che è accaduto, che tornerà “sana” la mia amata Z3.

Devo rimboccarmi le maniche, far tesoro dei miei errori (perché evidentemente ce ne sono stati) e ricominciare da capo.

Solo questo posso e debbo fare.

Ricominciare da capo.
Solo questo farò, senza lamentarmi, come ho sempre fatto in tutta la mia vita.

Un grande abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps
sono appena tornato da pagare la benzina di ieri in contanti.
Prima, però, sono passato dalla banca, dove ho chiesto lumi sul problema alla mia carta di credito: secondo la banca, è tutto a posto.

Così com’è tutto a posto per il gestore della carta.

Ma allora, perché la figura di ieri?
La risposta è arrivata prima, dallo stesso distributore di benzina, dove sembra che altre tre persone, ieri, abbiano fatto la mia stessa figura per un guasto al sistema di transazione elettronico della carta.

Come vedi, ho motivo di sorridere.

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Trovare la propria strada in automatico (o quasi)

Pubblicato da David Di Luca su 16 luglio 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Ultimamente sto riflettendo su un bel concettino: l’uomo propone e il destino dispone. Ovvero: è giustissimo porsi degli obiettivi, guai a chi non lo fa, ci mancherebbe. Tuttavia, le cose accadono. Le circostanze cambiano. E può succedere che, con tutta la buona volontà di questo mondo e di quell’altro, gli obiettivi che ci eravamo posti, proprio non riusciamo a raggiungerli.

Come ci dobbiamo comportare davanti a una iattura del genere? Personalmente, l’ipotesi su cui sto lavorando ora come ora è la seguente: gli obiettivi non sono altro che pietre miliari che ci portano da una  destinazione all’altra, ma non possiamo sapere dove ci porta la strada nel suo complesso. Cioè, ci è sconosciuta la destinazione finale, se mai ce n’è una.

Parlando un po’ più in soldoni: c’è stato un tempo in cui il mio obiettivo era avere x euro in banca entro un tempo y. Tuttavia, che è che non è, questo obiettivo proprio non sono riuscito nemmeno a sfiorarlo. Ovviamente, per un po’ sono stato, come si dice, a rosicare. Finchè mi sono chiesto: ma in effetti, a me i soldi a che servono? Ad essere sereno.

Illuminazione. Posso essere sereno senza soldi? Certo che sì. Basta capire bene quali sono le priorità. Se io voglio essere sereno, e i soldi mi tolgono la serenità, fanculo i soldi. O fanculo quel rapporto che mi sta disastrando l’esistenza. O fanculo quel lavoro che mi sta togliendo la forza di essere creativo.

Insomma, tiriamo le fila. Spesso le sensazioni che proviamo sono molto importanti, e ritengo che vadano ascoltate. Probabilmente quello che stiamo facendo è stato il meglio per un periodo, ci ha portato a un certo livello. Adesso invece ci sta facendo girare in tondo. Magari è tempo di imboccare una strada diversa. La fregatura può essere attaccarci a quello che stiamo facendo adesso perchè si sa, chi lascia la via vecchia per la nuova…

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Dopo questa serata, la tua Autostima esploderà letteralmente…

Pubblicato da David Di Luca su 19 luglio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiStai pensando che è una vita di cacca?
Che è un momento in cui tutto ti va male?
Non riesci proprio a vedere il lato positivo delle cose?

Allora hai bisogno di una bella ricarica alle Tue pile!!!

Sabato 23 luglio, dalle 21 in poi, sono ospite dello splendido Ristorante e Caffè Letterario “Il Fontanile” di Grosseto.

Dove terrò una delle mie conferenze sull’Autostima: 1 ora e mezza insieme a me, per ricaricare le Tue pile.

Ci sono ancora dei posti disponibili e Ti consiglio di prenotare ora, allo 0564/49.29.59 e chiedere di Sara De Matteis.

Durante la conferenza, ti aiuterò a capire come funziona il Tuo cervello e come Tu possa imparare a guidarlo, a far crescere e alimentare continuamente l’autostima dentro di te.

E sai perchè io posso aiutarti?
Perchè ho superato molti momenti bui nella mia vita, l’ultimo proprio una settimana fa.

Pertanto, poniti una domanda: se sono in grado di superare i miei personali momenti negativi e sono in grado di alimentare la mia autostima, posso aiutare anche te a tornare a sorridere?!

Adesso immagina di partecipare alla mia conferenza e di ricaricare le Tue batterie con un pieno motivazionale…

immagina ancora, di gustare, a fine serata, il particolare buffet che lo chef del Fontanile ha preparato per noi…

infine, immagina di pagare tutto questo solamente20 euro.

Si, hai letto bene.
Con soli 20 euro, potrai ascoltarmi dal vivo, ricaricare le Tue pile e gustare gli stuzzichini di Paolo Presenti.

Ma c’è ancora spazio per la sorpresa finale:

* a fine conferenza, a tutti coloro che si saranno prenotati, sarà regalata una copia del mio ebook Penso Positivo, edito dalla Bruno Editore di Roma e stampato, per l’occasione, in versione cartacea.

Una versione unica, che non si trova in commercio e che solo le persone che partecipano alle mie conferenze possono avere.

Gradita la prenotazione allo 0564/49.29.59 oppure, puoi scrivere a Sara De Matteis (responsabile della comunicazione & eventi) a questo indirizzo email: sara.dematteis@ristoranteilfontanile.it

Ti aspetto al Fontanile sabato 23 luglio e mi raccomando, prenota subito la Tua partecipazione e porta con te tante amiche e amici.

Sarà l’occasione per conoscerci personalmente.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps

a questo link, trovi tutto il programma nel dettaglio
http://www.giancarlofornei.com/new/Locandina%20Conferenza%20Autostima%20del%2023%20luglio%202011-%20Il%20Fontanile%20-%20Grosseto.pdf

ps2
se abiti lontano da Grosseto, vuoi partecipare alla mia conferenza e soggiornare in zona a condizioni particolari, chiama la mia cara amica Ljuba, si occupa di turismo e ti aiuterà a trovare la sistemazione più ideale per te.

Chiamala al 335/74.93.372 e dille che il suo numero te l’ho dato io – visita il suo sito a questo link

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Quest’estate hai uno strumento in più per la Tua Crescita Personale: i miei Mp3!

Pubblicato da David Di Luca su 22 luglio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiNon so se ami di più leggere o ascoltare, in ogni modo, volevo segnalarti che quest’estate hai uno strumento in più per la Tua Crescita Personale:
i miei Mp3!
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Mp3 Gratuiti
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Cominciamo con quelli completamente GRATUITI.
A questo link trovi alcuni dei miei migliori post in versione audio, formato mp3:

http://www.giancarlofornei.com/new/content.asp?pagina=articoli_audio.htm

————————-
Mp3 a soli 7 euro
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Proseguiamo con dei veri e propri audio corsi (il più piccolo dura 20 minuti), a soli 7 euro cadauno.

A questo link trovi ben 9 audio corsi in formato mp3:

http://www.giancarlofornei.com/new/scaffale_virtuale_audio_7euro.asp

—————————-
Offerta estate 2011
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Infine, l’offerta estate 2011: se acquisti contemporaneamente tutti e nove gli Mp3 sulla Crescita Personale creati da me, li paghi solamente 47 euro, anzichè 63 euro.

A questo link trovi la promozione sui 9 audio corsi:

http://www.giancarlofornei.com/new/scaffale_virtuale_audio_7euro.asp

Buon ascolto e buona estate.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Tre consigli per alimentare la Tua Autostima

Pubblicato da David Di Luca su 22 luglio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiImparare ad alimentare la Tua Autostima è più facile di quanto tu possa pensare.

Il vero problema non è apprendere dei sistemi per alimentare l’autostima, bensì cambiare il Tuo atteggiamento mentale.

E’ il Tuo atteggiamento che devi cambiare, se lo farai, sono certo che tornerai presto a guardati allo specchio e a sorridere.

Ad ogni modo, eccoti tre “banali” consigli per alimentare e accrescere la Tua Autostima:

1.  Torna a volerti bene.
Riscopri il piacere di amarti, di volerti bene, anche se commetti degli sbagli.

Se non lo hai mai fatto prima, comincia subito a volerti bene. Fallo ora, senza rimandare a domani; comincia col guardati allo specchio e dirti: “Mi piaccio per quello che sono, mi piaccio per come sono”!

Se non ti vuoi bene Tu, mi spieghi chi lo farà per te?
Nessuno!

2. Accettati per quello che sei.
Anch’io ho dei lati del mio carattere e degli aspetti del mio lato estetico che non mi piacciono.

Avrei voluto essere alto, biondo e con gli occhi azzurri.
Avrei voluto fare il modello…

ma purtroppo, non ho queste prerogative fisiche. Pazienza!
Non per questo mi “butto a mare” o, peggio, cerco di annientare la mia personalità.

Ho imparato ad accettarmi per quello che sono, con i miei limiti, i miei difetti.

Piuttosto, dato che c’erano delle cose che non mi piacevano, ho anche deciso di lavorare su di me, per migliorarmi.

Quindi, anziché stare con le mani in mano e lamentarmi, ho cercato di sviluppare quegli aspetti del mio carattere e della mia personalità, che mi piacevano di più.

3. Smetti di aver paura di non farcela.
Più ti concentri sulle Tue paure, più crei i presupposti che le stesse si avverino.

Più pensi al fatto di non essere capace di fare una certa cosa, o di avere una certa opportunità, più quelle paure prendono corpo, e diventano realtà.

Pertanto, fai uno sforzo e concentrati solamente sulle cose che puoi fare.

Magari saranno poche.
Magari saranno semplici.
Magari saranno senza effetti speciali.

Ma io sono certo che anche Tu, sei capace di fare delle cose.

Quindi, molto meglio focalizzare i “Tuoi pensieri” su quelle cose che sai fare, perché alimenteranno la Tua Autostima e giorno dopo giorno, acquisirai sempre più fiducia.

Come puoi notare, sono tre consigli molto banali.

Ma il vero problema, non sarà metterli in pratica, ma cambiare il Tuo atteggiamento mentale per “accettare” che questi tre banali consigli, possano realmente fare la differenza nella Tua vita.

Naturalmente, insieme a tanti altri piccoli e banali consigli.

Un grande abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”
ps
che ne dici di sorridere un pò e di fare un pieno motivazionale di Autostima?
Ti aspetto sabato 23 luglio alla mia conferenza a Grosseto, clicca su questo link per sapere come partecipare.

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Il potere delle domande

Pubblicato da David Di Luca su 22 luglio 2011

Un guest post di Marco Germani, http://meccanismipersuasione.blogspot.com/

L’idea per l’articolo di questa settimana mi è venuta guardando il DVD del recente film “Silvio Forever” che ripercorre le tappe della vita e della carriera di Berlusconi, tra l’altro in modo completamente asettico e senza prendere alcuna posizione specifica, creando così un contenuto generale abbastanza scialbo e incolore, a mio giudizio.

Quello che mi ha colpito è un intervento di Berlusconi ad un convegno in cui, in modo scherzoso, spiegava una tecnica molto nota ai professionisti della vendita e relativa all’uso delle domande condizionate. Spiegava Silvio che, quando in gioventù (e forse ancora oggi !) aveva l’obiettivo di uscire con una bella ragazza, non commetteva l’errore di chiederle “vuoi uscire con me sabato ?” ma le poneva la domanda nel modo seguente “preferisci uscire con me venerdì o sabato ?”.

In quel modo, continuava nella sua spiegazione, il cervello della ragazza escludeva automaticamente l’ipotesi di dire di no e si focalizzava solo sulla scelta tra le due alternative proposte.

La richiesta dell’appuntamento non era nè più nè meno che una vendita e Berlusconi, definito in modo unanime, anche dai suoi detrattori più accaniti come un venditore eccellente (Indro Montanelli, all’interno dello stesso documentario lo definisce “il più abile piazzista del mondo) semplicemente applicava l’arte di vendere anche in quella circostanza.

Il vecchio adagio “chi domanda comanda” esprime una grande verità, con le domande si indirizza l’interlocutore nella direzione a noi più favorevole, non portandecelo a forza ma facendolo arrivare grazie alle sue stesse affermazioni. Con le domande si ottengono informazioni preziose, si identificano al meglio i bisogni e le esigenze della controparte, per poter poi modellare la nostra proposta in modo efficace. Fare domande però presuppone due abilità fondamentali:

1) saper formulare una domanda efficace
2) sapere ascoltare la risposta

Per il primo punto, strategica l’alternanza di domande chiuse (a cui si risponde con un si o con un no) e quelle aperte, in cui la risposta deve contemplare delle frasi complete. Le prime sono di fondamentale importanza nella fase iniziale del contatto. Quanti più “si” riusciremo a far dire al nostro interlocutore quanto più la strada verso l’accettazione sarà spianata. Le seconde, sono vitali per ottenere le informazioni relative ai bisogni del cliente di cui abbiamo parlato.

Paradossalmente, la maggior parte dei venditori ha poca pazienza o capacità di ascoltare. Mentre il cliente parla, sta già pensanso a cosa dire dopo e in che modo raggiungere la chiusura della vendita. Ascoltando invece attentamente la risposta, ripetendo quanto abbiamo appena ascoltato con parole nostre, per assicurarci di averlo capito, crea una grossa fiducia da parte dell’acquirente nei nostri confronti e ci avvicina certamente verso un esito positivo della vendita.

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Sistema incentivante nei centri di responsabilità: attenzione ad ottenere l’effetto contrario!

Pubblicato da David Di Luca su 25 luglio 2011

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

Il titolare di un’impresa che produce prodotti diversi in vari centri di costo, mi raccontava che ha voluto provare un sistema di incentivazione sui centri di responsabilità per i capi reparto se riuscivano a produrre diminuendo le spese di produzione minimo di  un 4% .

In realtà la Direzione non ha dato nessun premio in quanto l’amministrazione non aveva fatto adeguatamente i conteggi.

Infatti quest’ultima  ha inserito nel calcolo dei margini , anche costi non controllabili direttamente dai responsabili dei reparto , come le spese generali relative anche ad altri settori aziendali.

L’azienda in generale non aveva migliorato il reddito ,  però un  responsabile di reparto era riuscito a diminuire  i costi direttamente imputabili al suo centro di costo di un  5% .

Questo ha comportato che il middle management  aziendale si è risentito, e in azienda si è creato l’effetto contrario a ciò che si voleva impostare .

Purtroppo non era stato capito bene il meccanismo di incentivazione ed ora l’azienda sta cercando di rimediare .

Attenzione che se  vuoi improntare un sistema incentivante dovresti adottare  solo il conteggio di costi gestibili dai responsabili del centro di costo .

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Come tornare a volersi bene

Pubblicato da David Di Luca su 26 luglio 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiQuanto tempo è passato dall’ultima volta che ti sei guardata nello specchio e ti sei piaciuta?

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che ti sei detta… “I love me, mi voglio bene”.

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che hai apprezzato le scelte che hai fatto nel corso della tua vita?

Un giorno, un mese, un anno, due, cinque anni?

Anche fosse solo un giorno, direi che è ora di tornare a volerti bene, ad amarti per quello che sei.

Devi tornare a volerti bene senza mezzi termini, senza mediazioni, senza alcun tentennamento. Devi accettarti ed amarti per quello che sei.

Perchè se non ti ripeti da sola la frase “Io amo me”, è molto probabile che non troverai nessuno che lo farà al tuo posto.

Purtroppo, molti aspetti della vita lo dimostrano.

Amati, apprezzati, impara a volerti bene ed accadrà un miracolo: presto troverai persone disposte ad amarti, ad apprezzarti e che ti vorranno bene.

E’ così che funziona l’Universo, evita di scordarlo.

Ma come tornare a volersi bene, dopo che per mesi e anni ci siamo ripetutamente detti che non ci piacciamo, che siamo dei falliti, che la nostra è una vita di m….?!

Potrei suggerirti molti effetti speciali, strategie innovative, consigli fantasmagorici ma, in base alla mia esperianza di coach, che ha lavorato con tante “donne in crisi di autostima”, sono certo che alla lunga, non cambierebbe nulla.

No, amica mia, posso solo dirti come io stesso sono tornato a volermi bene.

Posso solo dirti come ho aiutato molte altre donne a tornare a volersi bene, a sorridere.

Posso insegnare anche a te, lo stesso banale consiglio che ho offerto a quelle donne che hanno fatto coaching con me.

Accettati per quello che sei.

Hai letto bene la frase?

Questo è il consiglio più banale e al tempo stesso più potente che possa darti.

C’è scritto: accettati per quello che sei!

Come raccontavo l’altro giorno in un’intervista su Radio Nostalgia Toscana, anch’io sarei voluto essere biondo, alto e con gli occhi azzurri.

Anch’io avrei voluto fare il modello o trasmettere in radio.

Purtroppo non è stato possibile.

Ma dopo la prima fase di rifiuto, di tristezza per quello che non potevo fare o essere, ho capito che dovevo accettarmi per quello che ero e che, paradossalmente, proprio l’accettarmi mi avrebbe permesso di potermi migliorare.

Probabilmente anche tu, come me, e come molte altre persone, non ti piacci e vorresti essere qualcun’altro.

E sicuramente anche per te, vale la stessa regola che è valsa per me: non puoi avere un altro corpo, un’altra faccia, un’altra personalità!

No, non è possibile.Tu sei quella persona, con quei pregi e con quei difetti. Ciò che ti rende unica, sono proprio quelle caratteristiche, quelle tipicità.

Perché cavolo vuoi buttarle via?

Se vuoi tornare a volerti bene, impara ad accettarti per quello che sei.

Dopo che ti sarai accettata per quello che sei, ti accadrà lo stesso miracolo che è capitato a me, e a tante altre donne (ed anche a qualche maschietto) che hanno avuto il coraggio di accettarsi: comincerai a volerti maggiormente bene e dentro di te si creeranno i presupposti per migliorati.

Piano piano, mentre imparerai a volerti bene, ad accettarti per quello che sei, imparerai a smussare i lati del tuo carattere e della tua persona che non ti piacciono.E per miracolo, comincerai a compiere quelle azioni che ti permetteranno di migliorarli, di cambiarli in meglio.

Adesso hai capito come puoi tornare a volerti bene?

Comincia subito ad accettarti per quello che sei.
Comincia ora, senza rimandarlo a domani.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps
hai letto il mio ebook Penso Positivo?
Non ancora?

Allora fallo subito, perché sono convinto che potrebbe aiutarti a tornare a volerti bene.

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Che cosa succede davvero?

Pubblicato da David Di Luca su 30 luglio 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

In qualsiasi situazione, ho trovato spesso molto utile chiedermi: che cosa succede? Voglio dire, che cosa succede davvero? Troppo spesso ci lasciamo prendere dal panico, mentre invece fare un bel respirone ed esaminare le circostanze per quelle che sono, con un certo distacco, può cambiare le nostre reazioni da così a così.

Quando si dice di qualcuno: quello o quella è capace di cavarsela spesso, è probabilmente perchè il quello o quella in questione non si lascia prendere dall’emotività, e cerca piuttosto di capire esattamente cosa succede.

E’ un po’ come con le paure: abbiamo timore di ciò che non conosciamo. Spesso però affrontando la questione più in dettaglio, in un certo senso facendo amicizia con ciò che ci spaventa, ci rendiamo conto che di impanicarsi così non ne valeva davvero la pena.

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La Torre di Pisa in mutande? Perchè no?

Pubblicato da David Di Luca su 2 agosto 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Ha fatto scalpore l’idea di qualche buontempone (che rivela peraltro anche un notevole senso degli affari) che ha pensato bene di riprodurre la Torre di Pisa a guisa di simbolo fallico sulle solite magliette, sciarpe, mutande ecc che da sempre riproducono il celebre monumento.

E’ il caso di dire: apriti cielo! La chiesa pisana ha espresso la sua perplessità su questo uso un po’ sui generis dell’immagine di quello che alla fine è pur sempre un edificio religioso, anche se non so quanti si ricordano che è così.

Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi ha varato a velocità di curvatura un regolamento comunale che sanziona i gestori delle bancarelle che espongono i tremendi oggetti. Facendo così loro un’incredibile pubblicità.

Per quanto mi riguarda, forse per il mio spiritaccio labronico, la cosa non mi ha dato affatto fastidio. Vabbè, direte, sono i pisani ad essere colpiti. Quindi è ovvio che ci godi.

Ma non si tratta di questo. E’ che francamente, con tutto quello che si vede in giro, non capisco a chi debba far specie un simbolo fallico, oltretutto trattato con grande ironia. Nel 2011 forse sarebbe ora di lasciarsi la pisellofobia alle spalle. Con la esse davanti.

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Riflessioni di un ingenuo sul digitale terrestre

Pubblicato da David Di Luca su 3 agosto 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Qui da noi in Toscana il digitale terrestre ha ancora da venire, ma fino a un annetto fa stavo nel Lazio, dove invece lo switch-off era già avvenuto.

A sentire i suoi sostenitori, il digitale terrestre doveva essere una sorta di bacchetta magica che avrebbe moltiplicato la possibilità di espressione.  Infatti, mi capitò di vedere una televisione locale zeppa di televendite, che con il Dtt era passata da uno a quattro canali…  zeppi di televendite.

A parte questo trascurabile dettaglio, a costo di passare per luddista, confesserò che non capisco la necessità di stravolgere in questo modo le abitudini televisive dell’italiano medio. Per dire, mia mamma, che non è poi così anziana, non ha idea di come si faccia a gestire la cosa.

Senza contare che proprio in questi giorni il Tar ha preso l’AgCom per un orecchio per via della numerazione dei canali, che il digitale dovrebbe gestire in automatico, senza che noi smanettiamo per trovare l’emittente che ci interessa. Quindi, sull’1 Raiuno, sul 2 Raidue… sul 5 canale5… Tutto predeterminato. Molto bello. Sarà insomma più facile guardare RaiSet piuttosto che altro.

Tutto quanto sopra dando per scontato che al momento dello switch-off noi toscani vedremo ancora qualcosa, visti i casini che ci sono stati nelle altre regioni. Ci sarà da divertirsi soprattutto nelle zone dove i ripetitori se li sono installati i cittadini, perchè altrimenti non si vedeva un tubo. Questi o fanno l’abbonamento a Sky, oppure vedranno quelle che dalle mia parti si chiamano “le corse delle formicole” (per i foresti: vedranno statico ovunque).

Fortuna che (a) volendo,  Rai e Sky Tg 24 si vedono anche su Internet (b) Film e telefilm ci sono anche su Dvd.

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Ma cosa rende, una donna normale, una grande donna?

Pubblicato da David Di Luca su 5 agosto 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Alcuni giorni fa, Lisa, un’amica della mia mailing list mi ha posto questa domanda: che cosa rende una donna “grande”?

Avevo promesso a Lisa di scrivere un post sull’argomento ed eccomi qui.

Devo ammettere che la domanda è di quelle da “un milione di dollari”, ma proverò a dare il mio parere di coach; di coach che lavora, tra l’altro, in maniera particolare proprio con le donne.

Prima di provare a rispondere alla domanda, faccio una premessa: a mio avviso, le donne, per il ruolo che hanno e per le cose che fanno ogni giorno, spesso neppure riconosciute, sono già grandi di sé.

Una donna che sa amare con il cuore (senza tenere in considerazione solo il conto in banca), è una grande donna.

Una donna che rimane fedele a se stessa, ai suoi valori (nonostante cerchino di calpestarglieli), è una grande donna.

Una donna che rispetta se stessa e le persone che ha intorno (anche accettandone i limiti e i difetti), è una grande donna.

Una donna che cade e si rialza sempre (nonostante tutto il dolore e i problemi del mondo), è una grande donna.

Credo che una donna normale, con queste caratteristiche, si possa definirsi una “grande donna”!

Non so se la mia risposta sia piaciuta a Lisa, ma sono certo che queste caratteristiche rendano una donna normale, una grande donna, una donna speciale!

Dedico questo post a tutte le donne normali nel mondo, che ogni giorno dimostrano di essere delle grandi donne, nella loro “normalità”.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps:
ho volutamente messo la foto di Madre Teresa di Calcutta perché incarna, a mio avviso, molto bene i presupposti di una donna normale, diventata una “grande donna”.

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Migliorare la gestione finanziaria? Prova con l’utilizzo del budget di cassa!!!

Pubblicato da David Di Luca su 6 agosto 2011

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

Come migliorare la gestione monetaria con il budget di cassa

Una piccola impresa metalmeccanica dall’inizio del 2010, per pagare le scadenze, si trova a farsi anticipare dalla banca tutto il fatturato del mese. In pratica si trova a rincorrere i fatturati.

Da un punto di vista di merito creditizio avendo sempre avuto un buon comportamento col sistema bancario , l’impresa ha rating (punteggi) abbastanza buoni.

 

Nel 2010 le insolvenze  sono aumentate  e ciò ha dato origine  a difficoltà per i pagamenti ai fornitori, inoltre  la mancanza di liquidità ha  creato nel titolare anche  dei dubbi circa la redditività dell’azienda.

In realtà fortunatamente l’azienda produceva mediamente utili per ogni commessa che eseguiva,  ma ogni riscossione  andava a coprire  uscite causate da costi per le quali l’azienda non aveva avuto tutte le  entrate.

Nel caso specifico l’azienda ha ricevuto un grosso insoluto per un  importante ordine di produzione  e per affrontare questo inconveniente l’impresa  ha applicato la pianificazione finanziaria con  budget di cassa e di tesoreria  che hanno contribuito a gestire la liquidità nel migliore dei modi per  raddrizzare la situazione.

Il budget di cassa che prevede di solito un periodo di programmazione annuale, insieme al budget di tesoreria che abbraccia invece un periodo intorno ai tre mesi,  hanno permesso alla piccola azienda di pianificare e  gestire adeguatamente le movimentazioni bancarie. Grazie anche a questo tipo di controllo, l’azienda ha ottenuto buoni affidamenti che hanno contribuito a salvarla in un periodo veramente nero.

Al di là di tali situazioni spiacevoli in cui si è trovata la piccola impresa è comunque buona metodologia mantenere  continuamente sotto esame i movimenti finanziari in entrata e in uscita per averne un adeguato equilibrio.
Per il budget di cassa, bisogna organizzare una previsione dei movimenti monetari generati dallo scorrere delle operazioni di gestione e quindi elaborare efficaci procedure di pianificazione e controllo dei flussi di cassa col fine di predefinire i tempi di scadenza e gli importi delle entrate e delle uscite .

Lo schema del budget di cassa con le date previste per la movimentazione dovrebbe contenere:
I crediti derivanti dai ricavi effettivi e quelli previsti in sede di budget economico in funzione delle scadenze concesse

  •   Crediti scaduti e non ancora incassati (esclusi i crediti inesigibili)
  •   Debiti verso i fornitori per i pagamenti degli acquisti con le relative scadenze
  •   Scadenze di rate di mutui, finanziamenti , leasing ,
  •   Pagamento F24 per Inps, Inail, Iva e imposte

Io sono dunque convinto che la pianificazione finanziaria sia effettivamente basilare per tutte  le imprese oltre  che ad essere fondamentale per tante.

A cura di Patrizio Gatti, autore degli ebook La pianificazione aziendale e Amministrare l’Azienda.

 

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Questa è la copertina di “Marketing Turistico”, l’ultimo ebook scritto da Giancarlo Fornei

Pubblicato da David Di Luca su 7 agosto 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Meno di un mese alla pubblicazione!

Ormai è questione di attendere con pazienza qualche settimana e poi, il mio quarto ebook vedrà la luce.

Questa volta sono tornato indietro nel tempo, alle mie origini di marketer (ahimè, quand’ero molto più giovane) ed ho scritto un ebook sul marketing turistico e dei servizi e le mie innumerevoli esperienze.

In oltre 200 pagine, ho condensato tutti i segreti che ho imparato facendo marketing per gli altri e, negli ultimi anni, per me stesso.

Un ebook molto pratico, con pochissima teoria sul marketing (concentrata quasi tutta nel primo capitolo), e molti esempi pratici e consigli attuabili da qualsiasi struttura turistica o dei servizi.

Mi sono rivolto, soprattutto, ai piccoli e medi imprenditori, che hanno bisogno di un marketing pratico e subito operativo.

Senza tanti giri di parole, senza tante frasi ad effetto. Con un linguaggio semplice e diretto, che mi contraddistingue sempre.

Nel mio ebook, queste imprenditrici e imprenditori, troveranno degli esempi pratici, da “copiare” e applicare subito nella loro realtà.

In particolare, ho scritto due capitoli molto particolari:

* uno dedicato all’importanza del Personale (con molti consigli su come sceglierlo e valorizzarlo), quello che in gergo si chiama Quinta P;

uno dedicato al posizionamento (dove racconto la storia di come sia nata l’idea di posizionarmi come “Coach delle Donne”), quello che in gergo si chiama Sesta P.

Approposito, potrà sembrarti che la mia esperienza non c’incastri nulla con il marketing turistico e in effetti, è così, ma ti prego di leggere con particolare attenzione proprio questo capitolo:

t’illuminerà letteralmente, e ti farà capire quanto sia fondamentale sapersi posizionare nel mercato complesso di oggi.

Un particolare grazie alla Bruno Editore di Roma, per aver creduto in me e pubblicato, con questo, il mio quarto ebook.

Non mi resta che darti appuntamento al 25 di agosto, giorno in cui uscirà il calendario ufficiale della pubblicazione degli ebook di settembre della Bruno Editore.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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A nostro agio, dormendo su una panchina…

Pubblicato da David Di Luca su 7 agosto 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Mio nonno materno, essendo nato nel 1910, aveva vissuto in pieno la crisi del ’29.  A parte questo, ovviamente, si era sciroppato in modo diretto o indiretto, due guerre mondiali. Ma diceva sempre che aveva imparato molto dal crack del ’29, e soprattutto dal fatto di essere tranquillamente sopravvissuto, come accadde, fino al 1993, anno in cui morì serenamente di vecchiaia.

Cosa aveva imparato mio nonno? Mettendola in soldoni, che i beni materiali contano molto meno della nostra capacità di essere creativi e sopravvivere. Per la mia generazione, questo è un discorso abbastanza privo di senso. Io stesso, lo ammetto, sono legato alla “mia” casa, ai “miei” libri, al “mio” computer e via andare. Ma se con lo sguardo della nostra mente ci spingiamo appena un po’ sotto la superficie, ci rendiamo conto del fatto che… col cavolo che sono nostre!

La ruota della fortuna gira in continuazione, cari miei. Non è una minaccia, è una promessa. Consideriamo “nostre” le cose solo per abitudine. In realtà, potremmo perdere tutto tra cinque minuti.

Questo fatto, però, non dovrebbe causarci angoscia, nè trovarci impreparati. Al contrario: ci pensate se davvero, anche di fronte a catastrofi di dimensioni immani, fossimo sempre capaci di pensare: cristo che casino, ma ora rimbocchiamoci le maniche?

Riconosco che io stesso mentre scrivo ‘ste cose dico a me stesso: ma sei scemo, non posso sopravvivere senza il “mio” televisore piatto. Eppure. Eppure, sono sempre più convinto, personalmente, che la più grossa conquista per noi sia quella di trovarsi a dormire su una panchina e pensare: d’accordo, è un periodo difficile, ma ce la farò. Ho tutte le risorse necessarie.

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Quand’è che smetti di lamentarti e cominci ad agire?

Pubblicato da David Di Luca su 12 agosto 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiOggi rispondo ad Antonietta, una cara amica della mia mailing list che tempo fa mi ha inviato un’email dal tono un po’ troppo lamentoso.

Pubblico la mia risposta (non la sua email, non mi è arrivata l’autorizzazione), perché sono certo che le molte amiche del blog, sapranno coglierne i vari suggerimenti tra le righe e farli propri.

Se anche tu hai la brutta abitudine di lamentarti in continuazione, leggi il post, smettila di lamentarti e comincia ad agire.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Cara Antonietta, ma perché non incominci ad apprezzare quello che hai?

Sei giovane, sei bella, sei intelligente e di successo.

Permettimi di farti notare che non tutte le persone che mi scrivono possiedono queste doti (e tutte insieme), pertanto, cara amica mia, ti prego di tenerne conto in futuro…

Mi dispiace molto che tu e il tuo compagno siate alla frutta, purtroppo sono cose che succedono, anche nelle migliori famiglie.

Certo, col senno di poi, avresti potuto gestire il rapporto in maniera diversa, ma ormai è andata.

Piuttosto, vorrei che tu la smettessi di rimpiangere il passato e guardassi un po’ avanti, fiduciosa del tuo domani.

Sei laureata ed hai anche maturato ottime professionalità nel settore della contabilità,
quindi, amica mia: smettila di piangerti addosso e comincia a rimboccarti le maniche.

Ogni essere umano di questo mondo ha paura.

Anche i vincenti sentono questa brutta emozione, eppure, la differenza è tutta qui: i vincenti agiscono nonostante la paura, i perdenti rimandano continuamente le cose.

Per favore, voglio che a partire da questo momento, quando leggerai queste parole, tu ti renda conto che puoi ancora combattere, lottare per la tua vita.

Puoi ancora farcela.

Ma di quali limiti parli?
Io a quasi 50 anni combatto ancora come un leone.

Ci sono delle amiche che leggono questo blog che hanno la mia età o molto più dei tuoi anni, e combattono come delle leonesse.

Tu dove hai il tuo coraggio?
Smettila di commiserarti e comincia ad agire, per favore.

Per quanto riguarda i tuoi obiettivi, ti consiglio di rivolgerti ad un buon coach, che forse, oltre ad aiutarti a definirli e poi raggiungerli, ti aiuterebbe anche a creare della sana autostima.

Cercalo nella tua zona, sono certo che ci sono e se proprio non lo trovi, io sono qui. Armati di coraggio nel metterti in discussione e vienimi a trovare.

Purtroppo gli uomini sono spesso stupidi e mi dispiace che il tuo compagno si comporti così male con te.

Ma ti stai facendo del male da sola, mentre lui, beatamente, è sicuro di averti in mano, di spezzarti in due, il brutto è che tu glielo permetti, con il tuo comportamento passivo.

Voglio che tu sappia che puoi farcela: a 40 anni hai ancora tutto un mondo davanti, una vita da percorrere.

Cerca un qualsiasi lavoro che ti permetta di uscire di casa, comincia con il renderti indipendente economicamente, al lavoro della tua vita, ci penserai dopo.

Torna libera, al resto penserai dopo.

Un grande abbraccio
G.F.
ps
Se anche Tu, come Antonietta, sei una donna in crisi e non riesci ad uscire da questa brutta situazione, leggi il mio ebook omonimo, scritto appositamente per aiutare tutte le donne a tornare a sorridere. Clicca su questo link

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Qual è il momento giusto per una richiesta?

Pubblicato da David Di Luca su 12 agosto 2011

Un guest post di Marco Germani, http://meccanismipersuasione.blogspot.com/

Le poste italiane hanno recentemente introdotto una curiosa pratica presso i loro uffici postali: dopo aver pagato la tua bolletta o la tua contravvenzione, l’impiegato dietro allo sportello, ti presenta prontamente un rotolo di gratta e vinci e ti chiede se ne vuoi acquistare uno. Non so se l’azienda riconosca agli impiegati una percentuale su queste vendite ma, dall’entusiasmo e dalla costanza con cui gli impiegati tentano di piazzare i tagliandini, ho il sospetto che sia così.

Lontani sono i tempi in cui l’impiegato della posta era solo un pubblico funzionario, il cui unico obiettivo era quello di portare a casa il suo stipendio mensile, preferibilmente facendo il meno possibile. La privatizzazione dell’azienda ha trasformato ora gli addetti allo sportello in venditori, esponendoli agli inevitabili e numerosi rifiuti da parte dei potenziali acquirenti, mi domando con quali ripercussioni psicologiche a fine giornata.

Ad ogni modo, la mia riflessione è la seguente: dopo che un utente ha appena pagato un bollettino postale, spesso di una cifra importante e che nella maggior parte non sono soldi spesi con piacere, gioia e entusiasmo, è veramente nello stato d’animo adatto ad investire altro denaro in qualcosa che, per definizione, presenta bassissime possibilità di ritorno ? dalla lunga e costante serie di rifiuti che ho potuto osservare durante una mia recente permanenza in un ufficio postale di Roma, mi sento di poter dire che la risposta è no.

Una vendita come quella di un gratta e vinci, per sua definizione molto emotiva e poco razionale, il cui contraccambio del denaro speso è nella stragrande maggioranza dei casi pari solo a una fugace sensazione di suspance e di eccitazione per una potenziale vincita, è sicuramente molto influenzata dallo stato d’animo dell’acquirente. Le Poste Italiane sembrano non aver minimamente tenuto in conto questo fattore, introducendo la pratica sopra descritta.

Quale sarebbe invece un buon momento per proporre un gratta e vinci ? sicuramente dopo che il cliente ha speso dei soldi di sua volontà, per qualcosa di piacevole e per un importo non rilevante.

Nei moderni uffici postali privatizzati si può acquistare di tutto, dai libri ai cd a ogni sorta di articolo per la cancelleria. Dopo questi acquisti però, non viene stranamente proposto il gratta e vinci, mentre le possibilità di successo sarebbero certamente più elevate.

Uscendo dall’ufficio postale, un ottima circostanza per fare la stessa proposta sarebbe quella di un bar, dopo un caffè o altra consumazione da parte dell’utente. Tutti i bar vendono i gratta e vinci, ma non mi è mai capitato che un barista, dopo il pagamento della consumazione, mi faccia questa richiesta, ovvero tiri fuori il rotolo e mi proponga l’acquisto, magari con gli spicci che mi ha appena dato di resto.

Conoscere questo semplice meccanismo della vendita, ovvero che lo stato d’animo del potenziale acquirente influenza fortemente l’esito di una vendita emotiva, molti bar potrebbero aumentare considerevolmente il proprio fatturato, semplicemente introducendo questa pratica di routine presso i loro addetti di cassa.

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“Sfigati in cinque facili lezioni”, ecco il report!

Pubblicato da David Di Luca su 14 agosto 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Se volete essere dei perfetti sfigati, continuate a leggere…

Ci stavo lavorando da tempo, sulla base di alcuni articoli già pubblicati qualche mese fa sulla Strategia. Adesso mi sembra completo, e ve lo offro totalmente gratis. Un trentina di pagine di preziosi consigli su come diventare assolutamente, totalmente sfortunati, da fare invidia a Fantozzi.

Insomma, un report da non perdere e, quello che più conta, senza che dobbiate tirar fuori un centesimo. Ecco il link per scaricarlo.

 

http://www.giancarlofornei.com/_private/sfigati_facili_lezioni.pdf

Se volete farmi sapere cosa ne pensate, lasciate un commento. Se no… evviva! Vuol dire che sono proprio sfigato.

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Libri, “Volevo solo vendere la pizza”, di Luigi Furini. Ovvero: apro un negozio, e cominciano i guai

Pubblicato da David Di Luca su 15 agosto 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Il volume è disponibile su Amazon.it

Se non si trova lavoro cosa si fa? Semplice, si apre un negozio. Potrebbe però non essere così facile. Personalmente, tempo fa volevo aprire una cosina in franchising, e mi misi ad organizzare la faccenda.

Dopo un paio di settimane avevo il mal di testa. Naturalmente, dipende dal fatto che non ho mai gestito un negozio, nè ci ho mai lavorato, e quindi non ho esperienze pratiche, però ho avuto l’impressione che, se non hai un bel capitale da parte, la cosa è molto complicata.

Io ho lasciato perdere, perchè mi sono reso conto che non faceva per me. In particolare, andava contro uno dei miei valori più importanti, la serenità. Però c’è chi ha fatto questa esperienza fino in fondo e ci ha pure scritto un libro, che è poi quello che vi presento oggi, “Volevo solo vendere la pizza”, di Luigi Furini, pubblicato da Garzanti.

Furini, di professione giornalista, per scrivere questo libro ha effettivamente aperto un negozio, e in queste pagine racconta quello che gli è successo. Ossia, di tutto.  Basta leggere la scheda sul sito della Garzanti:

Segue i corsi di primo soccorso, quello antiincendio, quello sulla prevenzione degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. Informa le «lavoratrici gestanti» dei rischi che corrono – ma solo quelle «di età superiore ad anni 15». E poi c’è l’ASL con tutti i regolamenti sull’igiene e l’obbligo di installare e numerare le trappole per topi (non basta il topicida, vogliono fare una statistica?). C’è persino il decalogo che insegna quando bisogna lavarsi le mani. Compra centinaia di marche da bollo, compila (e paga) un’infi nità di bollettini postali.
Sei mesi dopo e con centomila euro di meno, apre fi nalmente l’attività: un piccolo negozio di pizza d’asporto. Ma a quel punto si trova a dover fare i conti con i cosiddetti «lavoratori» e con i sindacati. Dopo due anni infernali, chiuderà bottega: non è sfiga, è il sistema. L’eccessiva rigidità nei rapporti di lavoro porta a un eccesso di flessibilità? Le leggi troppo restrittive spingono inevitabilmente verso l’economia sommersa e il lavoro nero? Sono i temi di discussione in questi mesi caldi, mentre si parla di riforma della Legge Biagi.
Quello di Gigi Furini non è un trattato di economia del lavoro. È il resoconto di due anni impossibili, con tanti aneddoti spassosi. Eroica e sfortunata protagonista, una piccola società che «voleva solo vendere la pizza».

L’ho riportata pari pari pari, perchè non avrei saputo dirlo meglio. In un paese dove non si fa altro che dire: se non trovate lavoro, diventate imprenditori di voi stessi, quando decidi di farlo davvero dovrebbero stenderti un tappeto rosso. O no? No.

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Autotrattamento Reiki: Un grande atto d’amore

Pubblicato da David Di Luca su 22 agosto 2011

Un guest post di Fabiana Del Torto

Oggi si utilizza la parola amore con molta facilità e semplicità,ma spesso è difficile incontrare e comprenderne a fondo il significato ,soprattutto se riferito a se stessi.Davvero sarebbe molto più leggera la vita quotidiana se ogni individuo rivolgesse a se stesso una fonte immensa d’amore ,che lo relazionerebbe inscindibilmente a coloro che lo circondano,così da vivere in modo tangibile l’essere in quanto infinitesimale scintilla dell’Universo che si unisce alle altre scintille ,formando la grande Luce o Energia della vita.

In riferimento a questo semplice ma profondo ed elaborato concetto ,oggi ci immergiamo nella descrizione di uno dei più importanti atti d’amore che ogni reikista ha la gioia di vivere:  l’autotrattamento REIKI.

Innanzitutto, ritagliare un arco di tempo da dedicare a sè stessi in una società che coinvolge nella frenesia della vita, è molto difficile: ritrovarsi nel giardino dell’anima sorto sulla pace, tranquillità ed ascolto,oltre ogni giudizio esterno,induce all’accettazione di sè stessi, nella propria vera essenza.

Non è una decisione semplice, anzi direi che il cammino reiki è piuttosto una scelta, dove l’autotrattamento è uno dei momenti fondamentali di crescita sana, durante il quale l’Energia Pura Universale s’infonde nell’Essere, propagandosi e sanando là dove c’ è bisogno.Ecco che in questo fondamentale atto d’amore, ci si vive eludendo schemi mentali, sensi di colpa e d’inadeguatezza, i limiti umani,accettando ciò che si è ed incontrando la Scintilla d’Amore Divina,che è una perla preziosa e silente, racchiusa nell’intima essenza di ognuno di noi.

In realtà, è proprio nell’incontro di Dio in sè stessi che s’impara ad amarsi, e conseguentemente si può proiettare all’esterno e quindi agli altri l’amore vero ed il sincero rispetto.

Durante l’autotrattamento Reiki, il contatto con se stessi stimola la crescita dell’autostima, l’autoespressione e il rispetto per sè stessi.

Tutto ciò conduce all’avanzamento dei processi di consapevolezza ,rafforzando l’organismo in generale ed accelerando i processi di guarigione, di cui ognuno necessita.

E’ un’esperienza unica ed indispensabile che auguriamo a tutti di fare,anche perchè dona la possibilità di aiutarsi quando si sta male, di fare azione di prevenzione e rilassamento quando si sta bene,  e ritrovarsi in armonia mentale, emozionale e spirituale con il meraviglioso mondo del quale si è parte attiva d’amore!!!

Il significato delle parole RISPETTARE e ONORARE viene spesso frainteso. Esse non vogliono dire che è necessario fare qualcosa, identificarsi o caricarsi di una certa lealtà. Il vero rispetto scaturisce dalla comprensione, è un effetto collaterale che si verifica quando siamo pienamente capaci di riconoscere una persona e tutte le esperienze della sua vita senza interferire. L’amore non implica un fare ma la profonda reverenza verso qualcuno e l’accettazione della solitudine di ognuno”.Da LE RADICI DELL’AMORE, Svagito, ed. URRA

Continua…

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Gli incontentabili…

Pubblicato da David Di Luca su 23 agosto 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiRicevo una media di oltre 25 email ogni giorno, per la maggior parte di persone che neppure conosco…

ognuno mi parla dei suoi problemi, mi pone domande, mi chiede consigli…

Ed io, un po’ alla volta rispondo a tutti!

Magari ci metto qualche mese, ma ognuna di queste persone che mi scrive, riceve sempre una mia email, personalizzata e scritta di mio pugno.

Eppure, spesso, alle persone non basta.

Sono incontentabili.

Gli dai un consiglio, ne voglio due… ne dai due, ne vogliono tre!

Rispondi a una loro email con la massima velocità che puoi (tenendo conto che devi rispondere anche ad altri), e ti fanno notare che ci hai messo un po’ troppo a rispondere…

Rispondi ad una email e subito c’è ne pronta una seconda, una terza, una quarta…

Insomma: gli esseri umani sono sempre più incontentabili.

L’ultima, che mi ha fatto sorridere e al tempo stesso un po’ incazzare, è di questa mattina.

Rispondo ad una email di un amico pugliese, che si dice in difficoltà e dopo aver letto la mia risposta, mi ringrazia per i consigli che gli ho dato e poi ne chiede altri…

Sin qui, nulla di nuovo, ma il nostro amico si supera, ed ha la faccia tosta di chiedermi di chiamarlo… si, io dovrei chiamare lui.

Perché lui “avrebbe piacere di ricevere una mia telefonata”, tra virgolette le sue testuali parole.

Non ha scritto: “Mi piacerebbe parlare con te, posso chiamarti?”… chiedendomi gentilmente il permesso di chiamarmi (come in passato qualcuno ha fatto e ha ottenuto).

NO!
Il nostro amico mi ha mandato il suo numero di telefono e fatto notare che a lui “farebbe piacere ricevere una mia telefonata!”

Io dovrei chiamare lui?
Ma siamo fuori di testa?!
Ma chi sei?

Manco fossi un mio cliente…

Questo succede quando abitui troppo bene le persone.
Questo succede quando cerchi di aiutarle.
Questo succede quando sei disposto a dare una mano, senza chiedere nulla in cambio.

Pazienza.
Mentre scrivo questo post, ci ripenso sorrido sopra.

Continuerò a rispondere alle email che mi arrivano ogni giorno.
Magari in ritardo di qualche mese, ma continuerò a farlo.
Continuerò a rispondere a tutti.

Perché a dispetto di qualche “approfittatore” come il nostro amico di Barletta, ci sono tante persone che hanno veramente bisogno di aiuto.

Un abbraccio e se avevi intenzione di scrivermi un’email, stai tranquilla, stai tranquillo…
scrivila pure.

Appena posso, ti rispondo.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Libri, “Topi” di Gordon Reece: mi prende…

Pubblicato da David Di Luca su 25 agosto 2011

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Il volume è disponibile su Amazon.it

Premetto che non amo molto i cosiddetti “bestseller”. Ritengo che l’importanza di un libro debba essere giudicata dal tempo. Tuttavia, ogni regola ha le sue eccezioni.

Così, quando mia sorella mi ha consigliato questo libro, mi sono detto ma figurati, sarà la solita storiella ben scritta ad uso di massaie che di tanto in tanto leggono. Il libro è rimasto lì, nella pila di roba da leggere.

Poi, sapete com’è, ogni tanto capita che uno dice: vebbè, diamo una sbirciatina. E qui, mi sono ritrovato impelagato, tanto da lasciar momentaneamente perdere gli altri libri che sto leggendo in questo periodo. Voglio sapere assolutamente come va a finire.

Sì, perchè Gordon Reece è un ragno, e la narrazione di questo libro è la sua tela. Io ovviamente ci faccio la figura della mosca, anzi del moscone. Ma non importa. La storia di questa ragazzina, del suo essere vittima del bullismo, del suo 16esimo compleanno davvero fuori dall’ordinario, a circa metà del libro diventa così complessa che sei costretto a chiederti: e ora cosa succederà?

Il che, credo sia il massimo complimento per un thriller….

Quando l’ho finito, magari posto altre impressioni.

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> Post Parade Agosto 2011

Pubblicato da David Di Luca su 1 settembre 2011

La classifica dei posti più visitati degli ultimi 30 giorni…

1. Cosa significa essere assertivi

2.Come chiedere un aumento di stipendio – Parte 2

3.Storia di un cappuccino a km zero (o quasi)

4.Pressione arteriosa, ecco i numeri “giusti”

5.Come convincere le persone

6.L’importanza di tenere un diario

7.Libri, “Destini incrociati” di Giacomo Zito

8.Libri, “Il mito dell’Alzheimer”

9.Il ritorno di Alfio Bardolla: come diventare milionari in due anni e sette mesi

10.La persuasione e Frank Abbagnale

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> La protezione e rispetto degli operatori Reiki durante il trattamento

Pubblicato da David Di Luca su 2 settembre 2011

Un guest post di Fabiana Del Torto

Un buon operatore Reiki si accosta alla persona che richiede un trattamento con sobrietà, gentilezza e cuore aperto; colui che con  presenza e consapevolezza si dedica all’ascolto dell’altro ed esprime un atteggiamento amorevole e rispettoso. Un buon operatore Reiki però ha anche bisogno, soprattutto, di prendersi cura di sé: ascoltandosi, regalandosi del tempo libero, nutrendosi in modo sano, riposando in modo adeguato, coltivando un atteggiamento ottimistico, lavorando su se stesso ecc…

Un’altra cosa importantissima che l’operatore Reiki dovrebbe fare è evitare di aprirsi alle scorie energetiche altrui. Nel Reiki, come sappiamo, è assai facile curare gli altri in modo naturale: questa energia è intelligenza e consapevolezza, essa  sa cosa deve fare e come farlo. Considerando che ogni sintomo è un messaggio che il corpo dà a se stesso, l’efficacia del trattamento dipende da quanto la persona, intimamente (inconsciamente) si autorizza a guarire attivando le sue risorse in base alla consapevolezza raggiunta.
Per essere dei buoni terapeuti olistici occorre saper entrare in contatto con se stessi, aprirsi all’ascolto (all’introspezione) per rafforzarsi nel corpo fisico, per purificare il corpo emozionale ed eliminare il più possibile le proprie scorie energetiche, fino a poter trattare altre persone senza esserne contaminati. Quando si esegue un trattamento si realizza un contatto energetico tra persone, e per quanto Reiki sia pulito, esistono due persone protagoniste dell’azione energetica.

L’influenza energetica può essere reciproca se non si effettua una sana schermatura e non la si gestisce adeguatamente.

E’ fondamentale divenire coscienti di quanto sta accadendo. Per un operatore Reiki è importante mantenere distacco e lucidità durante un trattamento. Operare nel campo dell’aiuto al prossimo non significa solo acquisire le tecniche adatte. Occorre anche dedicare tempo e intento per rafforzare la propria persona ed acquisire il necessario distacco al fine di tutelare la propria salute. Un insegnante olistico dovrebbe andare ben oltre la mera tecnica. Dovrebbe stimolare i suoi studenti a dedicare tempo e costanza all’apprendimento e all’applicazione di tecniche per coordinare e rafforzare il corpo fisico, il corpo emozionale e il corpo energetico, in modo da acquisire distacco e contemporaneamente mantenere la piena presenza.

Visualizzare una luce protettiva intorno a sé è una buona cosa, ci sono molte varianti di questa tecnica ma questo non basta. Una barriera protettiva efficace non si crea solamente con un atto mentale: essa è il risultato di pratica, sforzo, disciplina e di un sano rigore. Più energia si riesce a mettere grazie all’allenamento, più impenetrabile diventa la barriera.

La contaminazione può provenire da diverse impronte energetiche esterne, sia umane che ambientali di vario genere.  E’ fondamentale allenarsi al distacco. Non è un banale concetto intellettuale, permette invece di evitare di entrare in risonanza con i problemi della vita altrui. Di fronte all’impeto dell’energia pesante che si potrebbe incontrare  durante un trattamento, l’operatore Reiki dovrebbe essere fermo nell’impedire di essere attaccato e “vampirizzato” energeticamente. Questo distacco richiede assai più sforzo di una semplice visualizzazione o della manifestazione della volontà, richiede superare anche una resistenza acquisita socialmente e vissuta come senso di colpa. Mai sentirsi in colpa perché si è distaccati. Questa attitudine non è freddezza, piuttosto è non indulgere nell’importanza personale, nell’esaltazione dell’ego tipo: IO MI SACRIFICO PER GLI ALTRI.
Questo distacco è profondo rispetto.

Pur facendo del proprio meglio per aiutare il prossimo è opportuno non sentirsi colpevoli se i risultati non sono sempre quelli auspicati, è opportuno non sentirsi frustrati se colui che riceve il trattamento oppone resistenza energetica. Rispetto in questo caso significa non forzare una procedura energetica quando il ricevente (anche inconsciamente) non vuole essere aiutato o non è pronto in quel particolare tempo della sua vita a sostenere una determinata consapevolezza di sé. Non è corretto obbligare una persona ad accettare un aiuto, per quanto buono o meraviglioso possa sembrare.

Ognuno di noi ha un grande dono:  il libero arbitrio, ognuno di noi può fare la differenza, può scegliere.

Voler aiutare a tutti i costi una persona in nome dell’altruismo, della generosità o della cooperazione, può diventare una misera forma di ostentato buonismo che mette in luce l’ importanza personale, l’ arroganza, l’ eccessivo coinvolgimento in se stessi. L’incessante dialogo interiore è un grosso spreco energetico e limita la percezione. Lavorare attivamente per entrare in uno stato di silenzio interiore permette di mantenere uno stato di consapevolezza più elevato. E’ sano durante il trattamento Reiki evitare di nutrire qualsiasi immagine o pensiero negativo e portare l’attenzione in modo disciplinato, silenzioso, sul distacco.

Questo atteggiamento andrebbe praticato regolarmente finché non diventi naturale permettendo la formazione di una preziosa barriera difensiva: IL CONFINE DEL RISPETTO. Creare, mantenere e rafforzare l’integrità energetica è una questione di rigorosa disciplina e di volontà.

“ … nessun cliente, o meglio nessun essere umano, ha bisogno di essere salvato o protetto, anzi il desiderio o l’intenzione di salvare qualcuno tradisce sostanzialmente un atteggiamento arrogante (…) si può diventare un buon terapeuta se si lascia andare ogni idea su quale dovrebbe essere il risultato di una sessione e ci si rilassa assumendo un atteggiamento di indagine aperta, propenso all’esplorazione e alla sperimentazione e soprattutto consapevole di “non sapere.”  Da: LE RADICI DELL’AMORE, Svagito, Ed. URRA
Continua…

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> Il commento di Caterina Salmini Sturli al mio ebook Penso Positivo

Pubblicato da David Di Luca su 2 settembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiAlcuni giorni fa, su Facebook, mi ha scritto Caterina, un’amica di Padova che mi sembra aver capito, adesso vive a Roma.

Caterina mi ha ringraziato per aver aver risvegliato qualcosa dentro di lei…

Sono felice che il mio libro abbia aiutato Caterina ha dare una svolta positiva alla sua vita.

Così come sono felice di ricevere, ogni giorno, testimonianze di persone che affermano che Penso Positivo ha cambiato loro la vita.

A Caterina, il mio grazie per il suo bel commento, nonchè per avermi permesso di pubblicarlo, e la promessa che se capito a Roma con uno dei miei seminari o conferenza, sarà mia gradita ospite in prima fila.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Il commento di Caterina Salmini Sturli a Penso Positivo
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Ciao Giancarlo, mi permetto di darti del tu anche se non ci conosciamo.

Qualche settimane fà cercando su internet un libro da leggere, sono rimasta colpita dalla copertina e dal titolo di “Penso Positivo” ed ho acquistato l’ ebook.

Ho cominciato a leggerlo e sono rimasta molto colpita dai contenuti. Ti devo ringraziare di cuore perchè leggendo il tuo libro, si è risvegliato qualcosa dentro di me.

La mattina mi sveglio con il sorriso e cerco di trovare sempre il lato positivo delle cose.

Ho passato un periodo molto difficile negli ultimi mesi, affrontavo le situazioni con angoscia e negatività.. pessimismo allo stato puro.

Grazie a te e al tuo libro ho cominciato a dare una svolta positiva alla mia vita.

Continuerò a seguirti (hai qualche nuovo libro in uscita?) e se dovessi tenere qualche seminario a Roma, verrò a seguirti.

Una buona giornata
Caterina

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> Sprechi aziendali: si possono rilevare in qualsiasi organizzazione

Pubblicato da David Di Luca su 3 settembre 2011

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

“Il tipo di spreco più pericoloso è quello che non siamo in grado di riconoscere”
Shigeo Shingo

Riprendo il tema degli sprechi come già iniziato nell’articolo “Sprechi Aziendali:Ma è argomento per tutte le imprese?

Nell’articolo Avevo scritto che avremo ripreso con dei racconti reali alcuni dei quali raccontati dal Presidente della piccola cooperativa protagonista nel precedente post.

Questo semplice episodio per dire che gli sprechi si possono rilevare in qualsiasi realtà, non solo nelle grandi imprese.

Siamo a novembre 2010 in un ufficio dove tra gli altri si svolgono anche servizi commerciali.

Qui lavorano tre persone , 2 impiegate ed un responsabile commerciale .

Oltre ai computer uniche attrezzature sono stampanti ed una macchina fotocopiatrice unica che funge sia da fax che stampante .

La spia del toner della macchina stampante , fax e fotocopiatrice , segnava che l’inchiostro era in esaurimento.

Delle due impiegate che vi lavorano una crede che i Toner ci sono , l’altra crede che la collega se ne sta occupando .

Succede che la fotocopiatrice smette di funzionare.

Una di loro chiama la ditta che ha venduto la macchina fotocopiatrice che purtruppo da qualche giorno ha chiuso e non si riesce a trovare nessuno. Allora l’impiegata ha l’idea di rivolgersi ad un negozio specializzato di rigenerazione toner e cartucce .

Era mercoledì ed il commerciante dice che farà al più presto ma pensa che entro il venerdì si dovrebbe essere a posto.

In realtà il venerdì arriva una mail che dice che non è possibile la consegna dei toner e quindi questa va rimandata alla settimana dopo .

All’arrivo dei materiali essi vengono inseriti nella macchina fax fotocopiatrice , che continua però a non funzionare.

A questo punto il responsabile dell’ufficio riesce a contattare il tecnico della vecchia ditta venditrice e chiede l’intervento.

Ripassano altri  2 giorni ed il tecnico va  a verificare il danno .

Egli riscontra che il toner è  sbagliato in quanto manca all’interno di esso un chip che   avrebbe  permesso di funzionare  .

Il giorno stesso viene notificato al venditore di toner riciclati il problema il quale si fa carico subito del disguido  ed ordina immediatamente al suo fornitore un nuovo toner facendogli presente questa volta il problema tecnico riscontrato.

Chi ha rigenerato il toner ammette l’errore e il giorno dopo ne fa arrivare uno nuovo  che finalmente permette di sistemare la questione.

Per fortuna ci sono le e-mail e gli scanner , e molte pratiche sono state sistemate grazie a questi mezzi.

Un grosso problema però si è creato ugualmente  infatti  un corrispondente che aveva bisogno di un preventivo per una pratica importante , aveva inviato un  fax senza avvisare con e mail o telefonicamente l’ufficio commerciale.

Il fax ha  memorizzato il tutto ma non era stato possibile stamparlo nel periodo utile.
Quindi si è persa l’occasione di fare una importante offerta per una sostanziale considerevole cifra .

Quanto tempo, possibilità di offerte per clienti , quindi soldi buttati per una semplice inefficienza per una  una mancata accortezza nell’ordinare un Toner ???

Ora immagina una realtà più grossa anche in altri settori con altri materiali o macchinari che problematiche può creare una mancata prevenzione .

Pensi che questi esempi non siano frequenti?

Se  tiriamo le somme per questo banale errore che  ha creato inefficienze in ufficio, quanto è stato il costo “sconosciuto “,  oltre naturalmente  aver comportato una spesa per il tecnico che ha riscontrato il problema .

Credi che esempi simili in altri settori , in altre organizzazioni più grosse non accadano ?

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> Il nuovo ebook di Giancarlo Fornei sul pensiero positivo e i bambini

Pubblicato da David Di Luca su 4 settembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiDevo ammettere che questo è un periodo in cui passo molto tempo al computer, complice anche il fatto che la formazione non è ancora ricominciata.

Sto creando parecchi infoprodotti nuovi e, in particolare, sto scrivendo per la Bruno Editore di Roma, un nuovo mini ebook su “Pensiero Positivo e bambini”…

L’ho quasi completato, e al momento ho buttato giù questi quattro capitoli:

* come parlare a tuo figlio;

* come aiutarlo a pensare in positivo;

* come alimentare la sua autostima;

* come aiutarlo a diventare un vincente.

Se hai qualche consiglio da darmi, su cosa aggiungere nel nuovo ebook, lasciami pure un commento al post.

Ti prometto che prenderò in seria considerazione i suggerimenti che mi darai.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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> Libri, “Kuttanimata”. Il manuale della perfetta cortigiana

Pubblicato da David Di Luca su 6 settembre 2011

Fonte: Ufficio Stampa Cairo Editore

Il volume è disponibile su Amazon.it

Come si diventa una prostituta di lusso? In India, già nell’VIII secolo d.C., circolava un manuale che elencava con dovizia di particolari tutti i trucchi per imparare il mestiere più vecchio del mondo.

Si tratta del Kuttanimata o «L’insegnamento della mezzana»: un malizioso breviario composto da Damodaragupta, ministro del re del Kashmir, nonché poeta e fine letterato, con il pretesto di mettere in guardia le persone per bene dalle donne di malaffare.

Inserito in un filone ben preciso all’interno della letteratura indiana antica, il kavya, e ispirandosi alle direttive del Kamasutra, l’opera racconta l’apprendistato di Malati, una giovane cortigiana che viene istruita da una vecchia mezzana per sedurre uomini facoltosi, farli innamorare, privarli di tutte le ricchezze e, infine, sbarazzarsi di loro «come si getta via un pesce di cui non rimangono che la pelle e le lische».

Un vero e proprio vademecum della professione – declinato in eleganti strofe – perché la bellezza non basta per esercitare con profitto il meretricio. Bisogna coltivare anche altri talenti quali l’intelligenza, l’astuzia, l’organizzazione, la raffinatezza e la trasgressione. Occorre saper di musica, canto, danza, pittura, poesia e teatro, sviluppare abilità nei giochi di società e in quelli d’azzardo, imparare le buone maniere. E persino – perché no? – conoscere le arti magiche.

Con godibili inserti novellistici e scene di amplessi esplicite, ma sempre poetiche, l’opera accompagna alla traduzione dal sanscrito passi di commento utili soprattutto a quei lettori che vogliono conoscere più da vicino il mondo indiano.

Genevienne Pecunia si è laureata in Lingua e Letteratura Sanscrita presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi intitolata La figura della cortigiana nella letteratura indiana antica. Cultrice di lingue antiche, traduce dal latino, dal greco, dal sanscrito e dal pali. Nel 2006 ha realizzato una versione italiana dal pali e il commento del Dhammapada, la via del Buddha, opera che espone attraverso strofe poetiche i concetti fondamentali del buddhismo delle origini.

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> Torna MotivAzione, la trasmissione televisiva di Giancarlo Fornei su Antenna 3

Pubblicato da David Di Luca su 11 settembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiA ottobre arriva la seconda serie di MotivAzione: Pillole di Crescita Personale, la mia trasmissione televisiva su Antenna 3 in Toscana.

Ad Andrea Lazzoni (patron della tv) e a tutto lo staff, il mio più sentito grazie per la fiducia e la gentilezza che mi hanno riservato nella prima serie, andata in onda l’anno scorso.

A questo link, trovi tutti i miei video e puoi vedere le puntate vecchie.

Sono certo che anche questa volta, saranno gentili e pazienti con un vecchietto come me…

Ti aspettano tante novità ed un nuovo format!

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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> Saponi fai da te

Pubblicato da David Di Luca su 19 settembre 2011

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Risparmiare e fare del bene alla natura. Sono sempre di più i rimedi ‘old fashion’ per pulire la casa, rispettando l’ecologia, senza svuotare il portafoglio. E allora i detersivi possiamo farli in casa. Come? Semplice, usando i vecchi e buoni rimedi della nonna, sfruttando le virtù benefiche di bicarbonato, aceto, soda da bucato e naturalmente, il sapone di marsiglia.

Ad esempio per lavare i piatti si possono diluire le scaglie di sapone di marsiglia con acqua e oli essenziali. E si può autoprodurre di tutto: dall’anticalcare al dentifricio, dal detersivo della lavatrice allo scrub per il corpo e poi detersivi per piatti e superfici, sapone e deodorante.

Quando si fanno le pulizie bisogna sempre tenere aperte le finestre e poi bisogna usare il meno possibile sostanze profumate, particolarmente ricche di Voc (composti organici volatili).

Per lo stesso motivo è meglio evitare i deodoranti per ambiente e controllare che i mobili abbiano etichette a bassa emissione Voc. In cucina, poi, va sostituito periodicamente il filtro della cappa e del tubo di raccordo del gas e pulire accuratamente griglie spargifiamma con uno spazzolino a setole dure.

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> Salumi, pro e contro di un alimento unico

Pubblicato da David Di Luca su 21 settembre 2011

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Ammettiamolo: quando la fame ci assale e non abbiamo alcuna voglia di spadellare ai fornelli, il primo pensiero che facciamo è quello di prepararci un succulento panino, magari con un salume.

L’Italia può davvero sfoggiare una varietà enormi di questi prodotti norcini, dal leggendario prosciutto San Daniele, alla mortadella, dalla coppa al salame milano. E l’elenco sarebbe ancora lunghissimo.

Considerati a torto dei nemici della nostra alimentazione, per via dell’alta quantità di sale e grassi in essi contenuti, i salumi sono stati recentemente rivalutati. Se consumati in quantità modiche, infatti, possono rappresentare una buona fonte di sostentamento. 50 grammi, grosso modo 3 o 4 fette medie di prosciutto ad esempio, sono più che sufficienti per soddisfare il nostro gusto e non incappare nei pericoli di un’alimentazione troppo ricca; per quanto concerne la frequenza, invece, se ne consiglia l’assunzione non più di tre volte a settimana.

Da questo punto di vista purtroppo nel Belpaese si eccede un po’, visto che un maschio tra i 10 e i 18 anni ne consuma circa una porzione al giorno.

Mangiamo i nostri salumi quindi con moderazione, ma senza eccessivi patemi. In fondo i nostri alimenti, per quanto sapidi e calorici, non possono essere paragonati agli omologhi americani o canadesi, hot dog, carne affumicata, bacon, salsicce, decisamente più dannosi per il nostro benessere.

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> Fascino magnetico

Pubblicato da David Di Luca su 17 settembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Eccomi a rispondere ad Alessio e al suo bel commento.

Per prima cosa: GRAZIE!

Grazie per i complimenti, fanno sempre piacere riceverli; così come fa immensamente piacere sapere di essere stato utile a te e a tanti altri amici ed amiche che seguono il blog.

Rispondo sia al tuo commento che ho postato ieri, sia ad un altro tuo commento lasciatomi su Facebook.

In effetti, il sapersi vestire bene aiuta e rafforza anche l’autostima, dando maggior sicurezza in se stessi.

Il fatto che tu non sia per nulla bello o non ti senta tale, non è così importante, quanto il sentirti “sicuro di te”.

Conosco molte persone “brutte o comunque non belle”, che trasmettono un fascino magnetico, dato anche dal loro stile.

Ma soprattutto, dalla loro personalità, dalla loro sicurezza.

Guarda gli occhi della ragazza nella foto: noti il loro fascino magnetico?

Ecco, sono convinto che tale fascino non sia dato solo dalla bellezza estetica, ma come affermavo sopra, vi sono molti altri elementi che concorrono a crearlo, come la propria personalità o il proprio stile, per esempio.

Caro Alessio, oggi hai un nuovo stile, e ti senti decisamente meglio.
Più sicuro. E’ questo che conta.

Sono certo che saprai lavorare su di te e costruire, giorno dopo giorno, questo fascino magnetico.
Per quanto riguarda le “persone che ti sono sfuggite di mano”… lasciale perdere, ormai appartengono al passato.

Vivi il tuo presente Alessio, vivilo intesamente.

Un grande abbraccio e continua a seguirmi.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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> Malanni da scuola

Pubblicato da David Di Luca su 23 settembre 2011

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Per i nostri figli andare a scuola e un vero e proprio lavoro e tra gli inconvenienti di un impegno quotidiano così importante ci sono i tanti malanni che si possono buscare durante l’anno scolastico. Raffredori, mal di gola, influenza, tosse e disagi intestinali; è davvero lunga la lista di patologie, più o meno gravi, che possono colpire un organismo delicato come quello di un bambino, organismo che viene messo a dura prova proprio a scuola, il posto ideale per scambiarsi i germi.

Ambiente chiuso, in cui i bambini sono costantemente vicini, la scuola rappresenta una sorta di focolaio per la diffusione delle più comuni malattie. Un bimbo di due anni che sta a casa può avere 3-4 infezioni respiratorie con tosse, raffreddore e febbre in un inverno; si sale a 6-7 episodi durante la stagione invernale se il bambino va all’asilo.

Naturalmente, con la crescita la situazione tende a migliorare visto che il sistema immunitario matura e l’organismo del piccolo ‘impara’ a riconoscere i virus che lo aggrediscono. Nel caso di infezioni non particolarmente grave basterà tenere a casa il bambino per 1 o 2 giorni, l’importante è che si riprenda bene, altrimenti la ricaduta potrà essere più difficile da sostenere, senza contare l’ulteriore diffusione di batteri ai danni degli altri compagni di classe.

Obbligatorio preoccuparsi solo se le malattie riguardano frequentemente un solo organo, ad esempio le orecchie (otiti) o l’apparato respitorio (bronchiti e tonsilliti) e se il bambino non cresce correttamente.

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> Il motivatore Conte

Pubblicato da David Di Luca su 18 settembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiPerché mi piace Conte pur non essendo un tifoso bianconero?

Perchè pretende il massimo dai suoi giocatori e non guarda in faccia nessuno.

Antonio Conte, l’attuale allenatore della Juventus, pur allenando da pochi anni, ha capito da tempo che nel calcio di oggi non basta più essere allenatori, bensì bisogna essere un pò psicologi e grandi, grandissimi, motivatori.

Non ho idea se la Juve vincerà o meno qualcosa, quest’anno, ma ho la sensazione che sia una gran bella squadra: grintosa, caparbia e motivata come il suo allenatore.

Conte mi piace perché è un allenatore preparato, che lavora meticolosamente sul campo e sulla testa dei giocatori. Un vero e proprio martello, che plasma la loro Autostima ogni giorno.

Con un solo obiettivo: “Insegnar loro a Vincere”.

Si, pur non essendo Juventino, mi piacerebbe lavorare in coppia con Conte.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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> Tutti parlano di crisi, io voglio parlare di opportunità

Pubblicato da David Di Luca su 20 settembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiIn un momento in cui tutti parlano di crisi economica, di effetti nefasti sull’economia, di ultima spiaggia, di mancanza di lavoro, ecc…

io ho deciso di creare questo nuovo blog perchè voglio parlare di Opportunità!

Sarà perchè da sempre Penso Positivo, sarà perché sono un formatore motivazionale, sarà perché da sempre faccio il professionista… ma non mi arrendo!

Non ci penso neppure lontanamente ad arrendermi.

Come afferma in un suo editoriale, anche Virgilio De Giovanni il patron di Millionaire (la più bella rivista di idee per lavorare e vivere meglio che esista sul mercato): “Dai, dai, dai!!!”

Ci sono tantissime cose che si possono fare, basta solo avere un’idea, un pò di coraggio e tanta buona volontà.

Dalle pagine di questo blog, proverò a raccontarti un mondo diverso, proverò a darti delle idee, dei suggerimenti.

Proverò a motivarti, a stimolarti e, se necessario, anche a darti il mio appoggio morale.

Ricorda che dietro ad ogni grande crisi, ci sono sempre grandi opportunità.
Basta saperle cogliere.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazioanle, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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> L’elenco delle cose belle

Pubblicato da David Di Luca su 21 settembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com
Foto di Giancarlo ForneiOggi rispondo ad Angela, una cara amica della mailing list che mi ha scritto l’email qui sotto.
L’email di Angela
“Gentile Giancarlo, sono capitata casualmente sul Suo sito.
Ho 24 anni e soffro di ansia e attacchi di panico da molto tempo. Sono in terapia da una psicologa, ho preso farmaci per molti anni e ora prendo solo qualche goccia nel momento del bisogno.
Vorrei essere ottimista, non aver paura della paura, vorrei avere le endorfine in giro per il mio corpo.
Invece faccio solo pensieri brutti, ho paura che mi possa venire l’ansia e mi viene, ho paura di sentirmi soffocare ed ecco che la gola si chiude.
Ma se la mia mente è così forte da far accadere tutto ciò di cui ho paura, perchè non è altrettanto forte per farmi stare bene e pensare positivo?
Qual è il metodo giusto?
Ho 24 anni e non mi sto godendo la vita.
Come si diventa ottimisti? Come posso avere fiducia in me stessa?
Mi scusi per lo sfogo, grazie per l’ascolto”.
Angela

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Cara Angela,
la mente umana è fantastica e al tempo stesso, terribile.

Il segreto è riuscire a governarla, ma c’è un problema: per la mente, è molto più facile focalizzarsi su tutto ciò che è negativo, anzichè su ciò che è positivo.

E come se ci fosse una sorta di calamita gigante, che attira in automatico nella nostre mente le cose brutte e per la Legge di Attrazione, quello che la nostra mente pensa, si materializza, prende forma.

Sulla Legge di Attrazione, guarda questo mio video, ti aiuterà a capire il processo, a questo link.

Ecco perché per te, e per qualsiasi altro essere umano di questa terra, è molto più facile far accadere tutto ciò di cui hai paura“, mentre è molto più difficile concentrarsi e ottenere le cose belle, le cose piacevoli e positive.

Questo nostro modo di pensare in negativo, è quasi sempre è un problema di retaggio mentale: credenze e convinzioni che ci sono state trasferite da nostri genitori, nonni, zii, fratelli, sorelle, ecc.

Insomma, dalla nostra famiglia di appartenenza.

Evita di pensare che lo abbiano fatto apposta per affossarti e volerti male: questo modo di pensare è stato inculcato a loro volta, e la ruota gira.

Devi spezzare questo meccanismo perverso, devi avere la forza di invertire il modo di pensare della tua mente che, come dicevo, va in automatico a pensare alle cose brutte, alle paure più nascoste, materializzandole.

Ti offro due brevi e semplici consigli, ma ti avverto: devi praticarli con costanza e perseveranza, altrimenti, non funzioneranno:

Consiglio n° 1.
Crea l’elenco delle tue cose belle.

Pur con tutti i problemi e dispiaceri di questo mondo, sono convinto che anche tu hai delle cose belle intorno a te.

Possono essere delle cose banali come un gatto, un cane, l’andare in bicicletta, oppure qualcosa di più profondo, come un figlio cui vuoi un bene dell’anima.

Acquista un diario, Angela, e butta già un elenco di almeno dieci cose belle che hai intorno a te.

Per esempio, nel mio elenco ci sono Sebastian e Mattia (i miei figli), il lavoro che faccio, il fatto che aiuto tante persone, la passione per il giardinaggio, ecc.

Butta giù il tuo fantastico elenco delle cose belle e tienilo sempre a portata di mano.

Consiglio n°2.
Ogni volta che pensi in negativo, prendi l’elenco e leggilo a voce alta.

Porta con te il diario ed ogni volta che noti che stai per ricadere nel tuo modo di pensare in negativo, apri il diario e “nutri la tua mente” dei pensieri positivi che vi hai scritto.

Leggi ad alta voce (se non puoi, va bene anche dentro di te) le dieci cose belle che hai, più volte, sino a quando non noti che i pensieri negativi cominciano a lasciare il posto alle cose belle.

La strategia è semplice ma efficace: sostituire i pensieri negativi con altri pensieri, ma questa volta, positivi.

Del resto, se tu non fai uno sforzso attivo di pensare a qualcosa di bello, lei, la tua mente, lo farà in automatico e si focalizzerà, sempre di più, sulle cose brutte.

Volendo, puoi anticipare la tua mente e cominciare a nutrirla di cose belle, in modo che sia più facile per lei decidere di focalizzarsi sulle cose belle anziché su quelle brutte.

Fai in questo modo: la sera prima di andare a letto, addormentati con il diario in mano, rileggendo più volte l’elenco delle cose belle che hai.

Inoltre, ogni volta che ottieni una nuova cosa bella, aggiungila nel tuo elenco.

Insomma, batti la tua mente!
Rendile la vita impossibile!
Dille ripetutamente quello che di bello hai!

Usa i due consigli insieme: fai l’elenco delle cose belle e poi ripetilo tutte le volte che puoi.

Un abbraccio

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> I segnali seduttivi di una donna: quando lei ti sorride…

Pubblicato da David Di Luca su 23 settembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiDa che mondo e mondo, il sorriso è un segnale inequivocabile di “apertura”.

Un bel sorriso spontaneo è un segnale positivo, che ogni uomo dovrebbe cogliere al volo e… contraccambiare con un altro sorriso.

Se poi il sorriso della donna che hai davanti è aperto e lascia intravedere i denti e i suoi occhi brillano un po’, come se avessero una certa luce dentro…

direi che è un ottimo segnale di gradimento.

Forse mi sbaglio, ma azzarderei che gradisce la tua compagnia.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps
Hai letto il mio penultimo ebook, Cosa vogliono le donne?
Sono certo che lo troverai molto interessante, lo puoi acquistare a questo link

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> Virologa italiana la più brava al mondo

Pubblicato da David Di Luca su 24 settembre 2011

Foto di Giancarlo ForneiPer “Donne Vincenti”, oggi ti parlo, con un pizzico di orgoglio, di Ilaria Capua.

L’ennesima dimostrazione dell’eccellenza italiana.

Gli hanno assegnato un vero e proprio Oscar per la ricerca sui virus animali!

Comincio col dirti che Ilaria Capua è la direttrice del dipartimento di Scienze biomediche comparate dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, del ministero della Salute.

E’ la prima volta che il Penn Vet World Leadership in Animal Health – pari a 100mila dollari (la consegna è avvenuta lo scorso 14 settembre), viene assegnato a una donna ed è anche la prima volta che va a un ricercatore che abbia meno di 60anni.

“E’ un motivo di orgoglio per tutte le persone che lavorano affinchè il servizio pubblico italiano sia capace di eccellenze”, ha detto la Capua, che nel 2000 ha sviluppato la prima strategia di vaccinazione per l’influenza aviaria che ha permesso di controllare la malattia.

Ma soprattutto nel 2006, quando l’aviaria è diventata una seria minaccia, Ilaria Capua ha avviato una campagna internazionale senza precedenti e che ha portato alla prima banca dati al mondo liberamente accessibile, nella quale sono raccolte le sequenze genetiche di tutti i virus dell’influenza, animali e umani.

Cosa dire, a te che segui questo blog, se non di prendere spunto dalla forza e dalla tenacia di Ilaria.

Cosa dirti, se non quello di prendere questa donna ad esempio.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Fonte notizia: La Nazione, 11 settembre 2011

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> I consigli del fondatore della rivista “Millionaire”: Virgilio Degiovanni

Pubblicato da David Di Luca su 25 settembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei,  www.giancarlofornei.com

I consigli del fondatore della rivista Millionaire: Virgilio Degiovanni

Oggi, prende il via una rubrica particolare, che vedrà come protagosti due persone: tu che stai leggendo questo blog e il vincente di turno (donna o uomo), che nella sua vita si è “rimboccato le maniche” ed è riuscito a costruire qualcosa di buono.

Raggiungendo i suoi obiettivi, o comunque (come nel caso dei più giovani), essendoci molto vicino.

Queste persone, possono essere considerate, a tutti gli effetti, dei vincenti: nel loro specifico settore, sono riusciti a costruire, chi più chi meno, delle aziende di successo

Dimostrando a tutti, che i sogni si possono perseguire.

Che anche in Italia è possibile “sognare” e raggiungere i propri obiettivi.

Che se sei disposto ad impegnarti di più (della maggior parte delle persone), a rimboccarti le maniche (senza attendere passivamente gli eventi), nonchè a farlo con costanza e con tanta forza di volontà, nulla ti è precluso.
Leggi con attenzione i consigli che ognuno di loro ti darà, perchè a mio avviso, valgono più dell’oro.
Buona lettura e per qualsiasi domanda, lascia sempre un commento al post.

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Ma veniamo all’amico che apre questa rubrica con i suoi consigli.

Non poteva esserci esordio migliore, perché l’intervistato di oggi è Virgilio Degiovanni, imprenditore, fondatore della Virgilio Degiovanni Communication, società di formazione ma, soprattutto, fondatore della più bella rivista di idee e opportunità che esista in Italia: Millionaire!
A Virgilio, il mio personalissimo grazie per aver risposto alle mie domande e, ancor di più, per la sua immediata disponibilità.
Giancarlo Fornei

Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”
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I consigli del fondatore di Millionaire: Virgilio Degiovanni
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D. Tutti parlano di crisi economica e difficoltà nel trovare lavoro, qual è la tua idea a riguardo?

R. La crisi indubbiamente c’è, non si può discuterla. E’ anche certamente grave. Ma non certo come diversi periodi della nostra storia in cui tutto fu letteralmente raso al suolo. Pensi al dopoguerra, solo per intenderci…Cosa fece la gente? Si rimboccò le maniche! E per quanto stanchi, stravolti, affamati…ricostruì tutto ancora meglio.

Ovvero: quando arriva la crisi occorre LAVORARE DI PIU’. Questa la verità più difficile da accettare…:-)))

D. Quali consigli ti senti di dare ad un giovane che vuole mettersi per conto suo, fare impresa in un momento così difficile per l’Italia?

R. Solo uno: punta su TE STESSO! Dimenticati aiuti, favori, porte aperte di qualsiasi tipo. Non ce ne saranno. Ma TU sei in grado di aprire ogni porta, se non ti fermi alle prime che ti verranno chiuse in faccia.

Quando iniziai, nei primi 6 mesi, feci 158 appuntamenti. 4 si conclusero positivamente, 154 con un secco NO”. Ovvero neanche 2 su 100 positivi. Non per questo persi un minimo di entuasiasmo…:-))

D. Quali sono, a tuo avviso, le doti principali per un buon imprenditore e/o libero professionista?

R.
1. Volontà assoluta, al limite della abnegazione. Ne occorrerà una quantità senza limiti, sempre.
2. Capacità di “switch”. Ovvero di mutare idee, pensieri, convinzioni ogni volta che i FATTI diranno il contrario di quel che si pensava.
3. Focus. Chi non ce l’ha, finisce inevitabilmente per perdersi.

D. Un errore che hai commesso all’inizio della tua attività professionale e che puoi raccontare pubblicamente per far sì che altri evitino di farlo;

R. E’ una domanda che mi mette nell’ imbarazzo della scelta tra i tanti errori commessi.

Ne dirò uno che solo oggi – finalmente – tento di non rifare: NON OCCUPARMI DI QUELLO CHE DETESTO FARE.

Ognuno di noi ha inclinazioni, in un’attività: c’è chi ama il lato commerciale; chi quello organizzativo; chi ancora quello produttivo o finanziario. Io ad esempio detesto quello amministrativo, ed in passato l’ ho spesso ignorato. Malissimo.

Per qualsiasi attività l’imprenditore deve avere i suoi occhi su TUTTO, nulla escluso. O alla fine ci rimette…le penne :-) )

D. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi nel fare impresa o libera professione?

R. Hai la tua vita in mano.
Punto, basta, fine dei discorsi. Chi ha bisogno di spiegazioni su questo…non deve semplicemente volere fare un qualcosa che gli darà per certo maggior peso, problemi, rischi, malesseri rispetto a qualsiasi lavoro dipendente.

D. Un settore imprenditoriale o una professione che secondo te offre buone opportunità di crescita, mercato e lavoro;

R. Non posso che dire quello in cui mi sto buttando con le mie nuove iniziative: il Green, ed in particolare quello relativo alle nuove energie pulite, anzichè dannose.

Il mondo NON PUO’ PIU’ proseguire come ha fatto negli ultimi 50 anni o finirà per suicidarsi letteralmente. Punto, non c’è altro da dire. Se non che sta sviliuppandosi un mercato dalle risorse ed opportunità infinite, ma non per “qualche anno”…per qualche decennio :-) )

D. Un consiglio pratico a tutti quei giovani che in questo momento sono a casa, in cerca di lavoro e temono per il loro futuro.

R.
1. Smetterla di perdere tempo a “temere”: dovete avere paura solo della vostra pigrizia. Di nient’altro.
2. Rimboccatevi le maniche e siate pronti a lavorare realmente, senza guardare l’ orologio in alcun modo.
3. Sbattetetevi, datevi da fare, correte in cerca di un’ opportunità: perdete un solo giorno sul web e ne trovate quante volete. Inseguite solo quelle serie e tralasciate le promesse stellari: state al concreto. Ovvero a quelle che vi danno “tanto per tanto”: oggi occorre inseguire la realtà.

Iniziando comincerete poco alla volta a riprendere a sognare. Ed un giorno, forse, a volare.

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> Colpo all’Italia da parte dell’agenzia di rating Standard and Poor’s! E per le Imprese?

Pubblicato da David Di Luca su 2 ottobre 2011

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

E’ vero , c’è chi dice che la crisi sta rovinando tante imprese e tante le ha rovinate ,c’è chi è stato capace di reinventarsi e cambiare rotta per rimediare ai cali dei fatturati, c’è chi cavalca la crisi per non pagare puntualmente le fatture, c’è chi ha subito la crisi pesantemente e si è indebitato più del dovuto per pagare gli stipendi e mantenere posti di lavoro, c’è chi è riuscito a creare business che non hanno risentito della recessione e poi ci sono le banche che invece di aiutare le imprese in molti casi le hanno messe in difficoltà grazie alla stretta creditizia .

Ma allora qual’è la verità?

Secondo me tutto ciò detto sopra è vero, dipende naturalmente dalle circostanze di ogni impresa e anche dalle zone di appartenza , oltre che naturalmente dalla reazione dell’imprenditore; io ho visto ogni caso sopradescritto.

Ma ora , cosa succede per la maggior parte delle PMI visto che anche per il nostro paese è arrivato il declassamento dell’Italia da parte dell’ agenzia di rating Standard & Poor’s ?

Prendendo spunto ancora, come nel precedente articolo, dalle parole di Paolo Galassi presidente di Confapi (120 mila PMI e associate) ” tutto ciò deve rappresentare una spinta per fare meglio e di più per stimolare la crescita”

“La manovra avrebbe dovuto rappresentare un’occasione per creare sviluppo ed estirpare le criticità annose che fanno procedere da troppo tempo la nostra economia a rilento.

Se le misure previste riusciranno ad annullare il debito sarà un bene per tutti, altrimenti si riveleranno l’ennesima promessa mancata”. “Per scongiurare ciò, ora è necessario guardare oltre e mettere in atto riforme che possano davvero fare la differenza e creare nuovi posti di lavoro. L’Italia non deve diventare ostaggio delle agenzie di rating, ma la situazione è senza dubbio critica. I dati Istat di oggi, che segnano a luglio un lieve incremento di ordini e fatturato non devono farci abbassare la guardia; come attesta una recente indagine Confapi, una PMI su tre prevede entro fine anno un drastico calo di ordini e fatturato - prosegue Galassi –

Noi imprenditori siamo professionisti dell’ottimismo e oggi dobbiamo sforzarci per esserlo ancora di più, confidando in un miglioramento effettivo della congiuntura economica”.

Fonte: http://web.confapi.org

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> I consigli del fondatore della Bruno Editore di Roma: Giacomo Bruno

Pubblicato da David Di Luca su 2 ottobre 2011

Guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Da un vincente come Virgilio Degiovanni, il fondatore della più bella rivista che si trova in edicola, Millionaire, ad un altro grande personaggio di successo, come Giacomo Bruno, il fondatore della Casa Editrice che dal 2002 ha stravolto il mercato della formazione con i suoi ebook: la Bruno Editoredi Roma.

Cosa dire di Giacomo Bruno:

* trainer di PNL (Programmazione Neuro-Linguistica);

* formatore capace ed apprezzato;

* imprenditore di successo (al suo attivo nove diverse aziende);

* autore di oltre 50 ebook;

* persino attore nel film “The Secret of The Web”.

E con un pizzico di orgoglio, aggiungo anche mio mentore nonchè editore.

A Giacomo, il mio personalissimo grazie per aver risposto alle mie domande e, ancor di più, per l’amicizia che mi riserva.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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I consigli del fondatore della Bruno Editore: Giacomo Bruno
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D. Tutti parlano di crisi economica e difficoltà nel trovare lavoro, qual è la tua idea a riguardo?

R. La crisi è tutta aria fritta, solo chiacchiere della stampa. Se uno sa come muoversi nel mondo del lavoro non ha alcun problema nè a trovare nè ad inventarsi un lavoro o un business.

E’ solo questione di competenze e in questo i libri possono aiutare molto.

D. Quali consigli ti senti di dare ad un giovane che vuole mettersi per conto suo, fare impresa in un momento così difficile per l’Italia?

R. Formarsi tantissimo: ebook, libri, ebook gratis, corsi di formazione sono indispensabili per crescere nel mondo del business. Solo gli imprenditori che si formano hanno successo.

D. Quali sono, a tuo avviso, le doti principali per un buon imprenditore e/o libero professionista?

R. Non serve avere l’idea del secolo. Non serve saper fare tutto. La dote principale è capire il mercato e trovare le persone giuste per svolgere il lavoro, organizzarlo e portarlo avanti, indipendentemente da se stessi.

D. Un errore che hai commesso all’inizio della tua attività professionale e che puoi raccontare pubblicamente per far sì che altri evitino di farlo;

R. Ci ho messo 9 anni per far funzionare alla grande la mia prima azienda. Ora nell’ultimo anno ne ho create altre nove. Qual è stata la differenza? Le persone.

Ho scoperto che lavorare in gruppo moltiplica i risultati. Ognuno è forte nella propria area di competenza e insieme ci si motiva e si ottengono risultati veloci.

D. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi nel fare impresa o libera professione?

R. I vantaggi sono enormi: libertà personale, libertà finanziaria, sicurezza economica.

Lo svantaggio, uno solo, è che fare l’imprenditore non è per tutti: si è sottoposti a forti stress e bisogna imparare a gestirlo. In questo caso lavorare in team è un buon modo per andare avanti con successo.

D. Un settore imprenditoriale o una professione che secondo te offre buone opportunità di crescita, mercato e lavoro;

R. Internet è il settore. Online puoi costruire aziende, prodotti, servizi a costo zero e avere la stessa visibilità di aziende dal brand forte.

Internet è democratica e dà una possibilità a tutti. Guadagnare 1000 euro al mese online è veramente facile come obiettivo, quindi non c’è alcun motivo per non operare online.

D. Un consiglio pratico a tutti quei giovani che in questo momento sono a casa, in cerca di lavoro e temono per il loro futuro.

R. Comprate libri e formatevi. Se non aumentate il vostro valore, non guadagnerete mai più soldi di quelli che vi danno adesso.

La legge di attrazione vi porta ciò che realmente desiderate e credete possibile.

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> Gli uomini sicuri e ottimisti piacciono di più alle donne?

Pubblicato da David Di Luca su 9 ottobre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiOggi rispondo  all’email di Jack, che pone una domanda molto interessante e sono dell’avviso  che possa interessare anche a te, che stai leggendo il blog.

Colgo l’occasione per scusarmi con lui per il  ritardo con cui gli ho risposto, ma ogni giorno ricevo decine e decine di
email…

credimi caro  Jack, rispondere a tutti è diventato un “lavoro” nel  lavoro.

Un abbraccio e continua
a seguirmi

Giancarlo Fornei
Formatore  Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle  Donne”

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La  domanda di Jack
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Ho letto nel suo blog,  che per attrarre le donne bisogna comunicare sicurezza in se stessi ed essere  ottimisti.  Quali possono essere le frasi o i modi di agire che mi permettano di fare cio’ senza cadere nella sbruffonaggine?

grazie

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Gli uomini sicuri e ottimisti piacciono di più alle donne?
La mia risposta è… Si!
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Caro Jack,
ti confermo che alla maggior parte delle donne  piacciono gli uomini sicuri di sé, positivi e ottimisti della
vita.

Purtroppo, debbo deluderti, non esiste una ricetta magica, una sorta di copione che io possa dare a te e a tutti gli altri amici del blog, per diventare, “magicamente”  sicuri e positivi.

Almeno  io, non la conosco.

Così come non esistono frasi fatte per sembrar tali.

Tra l’altro, permettimi di farti notare che,  conoscendo un pochino le donne, verresti smascherato in quattro e quattr’otto:
hanno una sorta di sesto senso e  capirebbero immediatamente che stai “recitando un copione”.

Capirebbero subito che quelle frasi non sono tue, ma le hai bensì studiate tutta la notte, prima di andare
all’appuntamento.

No, amico mio, molto meglio sviluppare la sicurezza in te stesso attraverso una
sana autostima.

Impara a piacerti per quello che sei, a volerti bene. Ad apprezzarti.

Impara ad aver fiducia in  te stesso. Più ti ami, più sei  fiducioso di te, e più trasmetti sicurezza agli altri.

Anche in una donna.

Lavora su di te, sulla tua autostima.

Certo, il percorso di crescita è molto più lungo,  ma posso garantirti che i benefici sono molteplici.

Infine, evitare di cadere nella sbruffonaggine è facile, devi solamente essere “te stesso”.
Sii naturale, sii te stesso.

Tanto, se sei sbruffone e racconti balle, le donne se ne accorgono. E sono rare quelle cui piacciono uomini del
genere.

Un abbraccio

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> La menopausa non fa più paura

Pubblicato da David Di Luca su 9 ottobre 2011

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Versione Audio

Una volta veniva considerato un traguardo triste nella vita di una donna, oggi la menopausa non fa più paura. E lo dimostrano i dati relativi all’utilizzo di farmaci ormonali, in nettissimo calo negli ultimi dieci anni. Le italiane non considerano questa fase biologica come una malattia e non sentono la necessità di prendere pillole o integratori vari: se nel 2000 la percentuale di ultracinquantenni che nel Belpaese ricorrevano agli ormoni era intorno al 7%, negli ultimi anni la quota è calata ulteriormente, dalle 30 dosi giornaliere di farmaco ogni mille abitanti nel periodo 2000-2002, alle 15 del 2010.

Naturalmente non esiste una regola unica applicabile per tutte. In certi casi, infatti, l’utilizzo degli ormoni è necessario, mentre in altri è totalmente superfluo. L’importante è che la cura non vada fatta a scopo preventivo o per altri motivi che non siano legati ai disturbi della menopausa, ad esempio per rimanere giovani e prevenire i malanni che compaiono con l’età, dall’infarto all’ictus.

Alla terapia sostitutiva si può ricorrere quando la menopausa è precoce o i disturbi sono così impegnativi da compromettere la qualità di vita della donna. Una volta sospesa la cura, le vampate torneranno esattamente come prima e spariranno spontaneamente dopo un tempo variabile.

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> Come sfruttare la mente al 100%

Pubblicato da David Di Luca su 23 ottobre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiI bambini sono in grado di usare tutto il cervello, sia la parte conscia sia  quella subconscia.

Diventando adulti, si viene a formare una struttura di credenze negative nel subconscio e la persona inizia ad autoimporsi una serie di limiti.

Basta pensare che, secondo molte ricerche, in media ogni persona usa, al massimo, il 10% del proprio cervello (Albert Einstein ne usava il 15%).

Il subconscio ha il compito di elaborare informazioni e imparare “archiviando” le nozioni immesse.

Il cervello è una sorta di “hard disk” programmabile al 100%: se la persona non lo programma, a farlo ci penseranno gli altri e le informazioni provenienti dall’esterno.

E’ chiaro, quindi, che imparare a usare appieno il proprio cervello, in modo consapevole, può aiutare moltissimo.

Quella di Fotografia mentale è una tecnica di Whole life enhancement (miglioramento dell’intera vita) e aiuta a recuperare proprio questa abilità, dimenticata con gli anni.

In pratica, permette di controllare in modo consapevole il subconscio e di usarlo a proprio vantaggio in sinergia con la mente conscia.

La disciplina è nata 30 anni fa negli Stati Uniti e, dopo vari perfezionamenti, nel 2000 è giunta anche in Italia.

Consente a chi la conosce di programmare al meglio il proprio cervello, così da velocizzare i processi di apprendimento di concentrazione e non solo.

Tratto da “Usa il cervello come un hard disk”, uno splendido articolo, molto più ampio, di Silvia Finazzi

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> Come difendersi da un venditore invadente con la tecnica del disco rotto

Pubblicato da David Di Luca su 29 ottobre 2011

Un guest post di Marco Germani, http://meccanismipersuasione.blogspot.com/

La tecnica denominata del “disco rotto” è spesso uno dei mezzi più efficaci per difenderci da qualcuno che, in modo invadente cerca di proporci un servizio o un prodotto. E’ cosa nota che un bravo venditore dovrebbe inizialmente identificare un bisogno da parte del suo potenziale cliente, fargli quante più domande possibili per capire le sue reali esigenze e, solo in un secondo momento, presentare la sua soluzione, sottoforma del prodotto o del servizio che sta commercializzando.

Questo processo, che ogni venditore di successo pratica quotidianamente, presuppone però una certa disciplina, una solida preparazione e soprattutto contempla l’ipotesi, per quanto poco auspicabile per il venditore che, dopo aver ascoltato il cliente, si capisca che il prodotto in vendita non può essere di aiuto alla persona, o non sia conforme alle sue specifiche esigenze e quindi la presentazione dettagliata dello stesso vada evitata, chiedendo al massimo all’interlocutore delle referenze di altri contatti potenzialmente interessati.

Nel mondo reale però, i venditori validi sono pochi e le cose vanno diversamente. Ci troviamo spesso, al telefono o di persona, di fronte a persone che hanno pochissimo interesse ad ascoltare le nostre esigenze e sono focalizzati esclusivamente sulla presentazione del loro prodotto, iniziando a chiudere la vendita molto prima di aver ricevuto da parte nostra dei “segnali di acquisto”. Dire che non siamo interessati non basta, le nostre parole non sono minimamente ascoltate e il venditore è talmente desideroso di chiudere la vendita e portare a casa la sua commissione, che a volte liberarcene, senza essere scortesi, può essere un problema.

Vediamo allora in cosa consiste la tecnica denominata “del disco rotto”. Un disco musicale rotto, metaforicamente, è quello che a causa di un problema sulla sua superficie, continua a ripetere lo stesso frammento musicale all’infinito. Ecco come possiamo fare lo stesso: quando il venditore è insensibile alle nostre parole di disinteresse, possiamo costruirci una frase, un po’ più articolata del semplice “non mi interessa” e dire ad esempio:

“Guardi, il suo prodotto è sicuramente molto interessante e sono sicuro che lei lo promuove con la massima integrità. Tuttavia, in questo momento, ho altre priorità e non sono interessato all’acquisto”

Quando il venditore, continuerà ad insistere, magari chiedendoci perché o continuando a descrivere le meraviglie del suo prodotto, non dobbiamo fare altro che ripetere esattamente la stessa frase, senza alcuna variazione, in tono però rilassato e cordiale. L’efficacia della tecnica si vede quando, dopo massimo la terza ripetizione da parte nostra (ma molto spesso basta la seconda) il venditore capisce che è meglio lasciare perdere perché ha di fronte una persona che conosce le tecniche di comunicazione e che comunque non procederà all’acquisto.

Questa semplice tecnica, quando serve, può far risparmiare molto tempo sia a noi che all’impreparato venditore, a cui rendiamo quindi, indirettamente un servizio.

Vuoi approfondire il tema della persuasione ?
http://www.ebookpersuasione.altervista.org/

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> I consigli di un autore emergente, che ha fatto tutto da solo: Roberto Tartaglia

Pubblicato da David Di Luca su 6 novembre 2011

Un Guest Post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiEccomi con una nuova, emozionante intervista, questa volta ho parlato con Roberto Tartaglia.

Potremmo dire “uno di noi”, dato che Roberto, dopo una serie di delusioni ricevute dall’editoria tradizionale, ha deciso di pubblicare il suo primo thriller, “Casus belli”, in self-publishing.

Risultato? 5mila copie in circa 6 mesi…

Semplicemente fantastico, per un autore che ha fatto tutto da solo.
Un esempio da seguire, per i molti giovani che ambiscono a diventare, un giorno, autori di successo.

Ora, per celebrare questa piccola vittoria, ha deciso di offrirlo gratuitamente a chiunque si iscriva entro dicembre alla newsletter su questa pagina.

Tartaglia è in continuo fermento, ed ha creato anche il primo progetto online che intende aiutare tutti gli autori emergenti che vogliono affidarsi al self publishing.

Questa è la Fan Page di Vivere di Scrittura.

Ma Roberto ha, a mio avviso, anche un altro grande pregio: è di una semplicità e disponibilità unica.

A lui, il mio personalissimo grazie per aver risposto alle mie domande.

A te che stai leggendo, il consiglio di fare “tuoi” i molti suggerimenti che Roberto ha condensato nelle risposte.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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I consigli di Roberto Tartaglia
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D. Tutti parlano di crisi economica e difficoltà nel trovare lavoro, qual è la tua idea a riguardo?
R. Che purtroppo questa è una triste realtà. Però, dipende sempre da che lavoro si cerca. Siamo stati indottrinati, negli anni addietro, a pensare in un certo modo, a cercare il lavoro fisso.

Quello che ti darà da magiare per tutta la vita. Questo, purtroppo, è stato vero solo fino all’inizio degli anni ’90, più o meno. Da allora ne sono cambiate di cose.

Io credo che oggi si debba abbandonare questo tipo di forma mentis e puntare alla microimprenditoria. Pensare in grande guardando al piccolo.

Mi spiego meglio: ognuno di noi è più bravo degli altri nel fare qualcosa, chiunque abbia aspirazioni punta ad una specializzazione che lo renda migliore degli altri in un campo specifico.

Ecco, quello è il lavoro giusto.

Grazie al Web, oramai, diventa sempre più facile farsi, a bassissimi costi, un seguito di clienti (o fan) che credano in te e che abbiano bisogno del tuo servizio.

Sia che tu scriva romanzi, sia che tu faccia l’idraulico. Ecco, io penso che questa sia la strada giusta per aggirare i pericoli e le frustrazioni della crisi.

Certo, questa non è una soluzione per tutti i tipi di mestieri, ma è già un punto di partenza per far girare l’economia.

D. Quali consigli ti senti di dare ad un giovane che vuole mettersi per conto suo, fare impresa in un momento così difficile per l’Italia?

R. Puntare sul Web. E non pensare ai soldi. No, non sono impazzito. È una regola importantissima: se si pensa ai soldi si finisce col fornire un’immagine di sé e un servizio del tutto scadenti.

Perché ci si concentra solo sui profitti. Occorre pensare, invece, con la mente dei nostri potenziali clienti. Cosa cercano?
Di cosa hanno bisogno realmente? Ecco, fornisci quel tipo di servizio.
E ancora: non occorre pensare in grandi numeri. Bastano poche centinaia di clienti fedeli per portare avanti la propria attività. Non occorre racimolare migliaia e migliaia di “utenti-fan” per avere successo.
Un ultimo consiglio: rischia, ma mai fino a farti male.
All’inizio sarà dura, ma assicurati sempre di avere degli introiti. Se hai un lavoro, ad esempio, non mollare tutto per buttarti a testa bassa in un nuovo progetto. All’inizio porta avanti tutti e due finché non avrai una sicurezza.
Serve coraggio, ma coraggio non fa rima con stupidità. Ricordalo.

D. Quali sono, a tuo avviso, le doti principali per un buon imprenditore e/o libero professionista?

R. Coraggio, appunto, e anticonformismo. Occorre rompere le regole per saltare più in alto degli altri e fare canestro.
Occorre avere coraggio e originalità di idee.
Queste, credo, sono le qualità che più di altre possono fare la differenza.

D. Un errore che hai commesso all’inizio della tua attività professionale e che puoi raccontare pubblicamente per far sì che altri evitino di farlo;

R. Hm, vediamo, ascoltare gli altri. Non è politicamente corretto dire certe cose, lo so :) ma è così. Ho dato troppo ascolto a chi mi diceva mille cose, ho dato retta a chi mi diceva di affidarmi alla piccola editoria per essere pubblicato, e ho ascoltato anche chi mi diceva che, forse, era il caso di affidarsi all’editoria a pagamento.
Fortunatamente il mio carattere non mi ha permesso di accettare questi consigli e mi ha spinto a documentarmi sulle varie fregature che avrei potuto prendere, ma stare ad ascoltarli mi ha portato fuori strada per un bel po’ di tempo.
Ha distolto la mia attenzione dal mio fine ultimo: scrivere un libro e farlo leggere. Se avessi evitato di stare lì a pensare se fosse giusto o meno ciò che mi si stava dicendo, forse, avrei accelerato i tempi.
Però è stata una lezione di vita anche questa. Ragiona sempre con la tua testa perché, se hai degli obiettivi precisi in mente, niente e nessuno più del tuo istinto sarà in grado di suggerirti la strada migliore.
Ma ragiona sempre, non agire mai d’impulso.

D. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi nel fare impresa o libera professione?

R. Inizierò con gli svantaggi: potrebbe andare male. Punto.
I vantaggi, invece, sono infiniti. Dalla flessibilità oraria alle soddisfazioni personali. Io, al momento, divido la mia vita tra la mia attività di scrittore indipendente e quella di giornalista/addetto stampa.
Quindi sono, al contempo, libero professionista e dipendente. Ergo: credo di conoscere bene i vantaggi e gli svantaggi delle mie due vite :) .
Come dicevo prima sarebbe stato stupido mollare tutto e avviare da zero una nuova attività senza avere le spalle coperte. Non si affronta così la vita, a mio avviso. È dura, ma adesso sto puntando sul farmi un nome.
È importante che la gente mi conosca per dire “questo Roberto Tartaglia vale”.

D. Un settore imprenditoriale o una professione che secondo te offre buone opportunità di crescita, mercato e lavoro;
R. Be’, ultimamente stanno andando molto di moda i lavori di nuova generazione, quelli di specializzazione sul Web, ma ripeto: bastano pochi clienti per avere successo.
Quindi, credo che qualsiasi tipo di attività che possa essere portata “in proprio” ha le potenzialità per garantire un mercato in tal senso.

D. Un consiglio pratico a tutti quei giovani che in questo momento sono a casa, in cerca di lavoro e temono per il loro futuro.

R. Io sono stato per molti anni disoccupato. Ho lavorato senza percepire stipendio per mesi, facendo orari assurdi. C’era chi mi diceva che mi stavano sfruttando. Fortunatamente, anche in quei casi non ho dato ascolto.

Nonostante avessero ragione, sapevo bene che c’è sempre qualcosa di positivo in ogni situazione. Lì c’era il fatto che mi stavo costruendo un curriculum. Stavo mettendo a posto i primi mattoncini che mi avrebbero fatto erigere casa.
Questo è il consiglio che do a tutti: non fatevi prendere dallo sconforto o dalla negatività.
Agite! Prendete un obiettivo di vita e perseguitelo.
Non pensate in negativo, siate ottimisti. Credete a ciò che fate, alzatevi dal divano e mettetevi al PC o uscite in strada. L’importante è che non smettiate mai di pianificare il vostro futuro.
Un proverbio americano dice “Rome wasn’t built in a day” e così è: Roma non è stata costruita in un solo giorno, il futuro va costruito da oggi.
O forse già da ieri.

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> “Azzerare gli Sprechi Aziendali” – Per migliorare l’efficienza in azienda ! L’Ebook di Patrizio

Pubblicato da David Di Luca su 10 novembre 2011

Un guest post di Patrizio Gatti

Ciao, è con vero piacere che Ti presento il mio nuovo Ebook in uscita il 4 novembre 2011  “Azzerare gli Sprechi Aziendali” per Migliorare l’Efficienza dell’Impresa Attraverso il Controllo dei Costi ,  edito da Bruno Editore Casa Editrice Leader per gli ebook per la formazione in Italia.

Leggendo questo ebook  entrerai nel mondo dei costi aziendali e  scoprirai vari  modi pratici per controllarli e ridurre gli sprechi.

È molto importante rendersi conto che conoscere tutte le spese è essenziale  per avere una base per le scelte da farsi.

L’ebook è rivolto a chi vuole limitare al massimo gli sprechi di denaro nella sua azienda, agli amministrativi esperti che vogliono  confrontare il loro sistema di controllo, agli imprenditori che desiderano mettere sotto esame i costi della loro impresa, a chi non è specialista in materia e che vuole avere una base sulla quale implementare un sistema di verifica della sua gestione.

Per la presentazione completa dell’ebook per andare direttamente al sito dell’Editore   clicca qui

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> 11 novembre, giornata per la ricerca sul cancro

Pubblicato da David Di Luca su 10 novembre 2011

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

La ricerca corre. Per nostra fortuna. Questo è il tema principale scelto per la Giornata per la ricerca sul cancro dell’AIRC, l’Associazione Italiana per la ricerca sul Cancro, che si terrà venerdì 11 novembre in tutta Italia. Asso nella manica nella lotta contro questa patologia c’è l’avvicinamento sempre maggiore tra le varie scienze che si occupano dello studio della malattia, ovvero medicina, chimica, fisica, biologia, ingegneria e informatica.

Non solo, ma si è accorciata progressivamente la distanza fra i test effettuati in laboratorio e cura effettiva. Questo vuol dire che in tempi relativamente brevi un paziente può usufruire dei benefici della ricerca. Del cancro si sanno molte cose, ad esempio che non esiste una forma unica di tumore, ma bisogna affrontare diverse tipologie di una stessa malattia di volta in volta e che la si può colpire trovandone il tallone d’Achille, il punto debole molecolare.

Ecco quindi l’arrivo di farmaci che intervengono ad hoc sul tessuto ammalato, con interventi mirati e certosini effettuati attraverso le nanotecnologie. Inoltre, lo sviluppo del tumore dipende dall’interazione con l’ambiente in cui si trova, dalle caratteristiche metaboliche del paziente o dalla presenza di processi infiammatori in corso.

Altra frontiera prima minimanente concepibile è quella sulle cellule staminali del cancro, studiate per essere neutralizzate o usate a loro volta come arma contro la malattia. Per avere maggiori informazioni sulla Giornata e le iniziative: http://www.airc.it/

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> “Storia di una storia senza storia” – Prologo

Pubblicato da David Di Luca su 11 novembre 2011

Di David Di Luca

Cominicio a pubblicare i capitoli di un romanzuccio che sto buttando giu da diverso tempo. Spero vi garbi. D.

La signoria vostra mi perdonerà se ho tardato così tanto nell’inviarle questa relazione sul singolare caso di Sergio Dal Bo. Creda che non si è trattato di mancanza di volontà. Piuttosto, ho riscontrato che era assai laborioso comporre in un unico quadro tutte le informazioni in mio possesso. Ogni volta che ritenevo di esserci riuscito — di aver compreso il significato della sua vicenda — ecco che mi si presentava non una sola possibile interpretazione differente — ma decine, centinaia, migliaia. Senza che peraltro ci fosse il minimo indizio che mi aiutasse a decidere quale fosse quella giusta, o quantomeno se ce ne fosse una più corretta delle altre — tutte apparivano esatte — nessuna conclusiva. 

Quindi, la signoria vostra comprenderà come per lungo tempo io sia rimasto indeciso sul dal farsi. Alla fine, ho pensato di presentarle i dati che ho raccolto non in modo organico, ma un po’ secondo l’ordine temporale, un po’ secondo le relazioni che tenevano un dato insieme all’altro. Ne è risultata una composizione alquanto strana — ma, spero, non priva di interesse.

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> Novembre, mese del benessere gastrointestinale

Pubblicato da David Di Luca su 13 novembre 2011

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

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Un italiano su quattro soffre di difficoltà digestive, bruciori di stomaco, gonfiore addominale e stitichezza; disturbi gastrointestinali strettamente legati ad abitudini di vita non proprio sane. Per dare una mano a risolvere questi inconvenienti fastidiosi dal primo di novembre è partita una campagna di informazione sostenuta da farmacie Apoteca Natura e dalla Società di Medicina Generale (SIMG).

Basterà sottoporsi ad un semplice test, messo a punto dai medici di famiglia, presso le 500 farmacie Apoteca Natura sparse in tutta Italia, per individuare con precisione quali siano i nostri effettivi disturbi e stabilire la cura più appropriata per risolverli. Il farmacista quindi fornirà tutti i dati necessari e gli strumenti per un’automedicazione consapevole, ricorrendo solo se necessario all’aiuto delle piante medicinali.

L’importante è che si utilizzino rimedi di qualità. Non sempre il termine “naturale” è sinonimo di sicuro; l’etichetta va scrupolosamente controllata per essere certi di assumere il quantitativo giusto delle sostanze attive.

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> Nasce per la prima volta una biblioteca interamente dedicata alla disabilità

Pubblicato da David Di Luca su 14 novembre 2011

Fonte: Ledha

Il cinema e la letteratura dedicata al mondo dei disabili hanno finalmente la propria casa. Grazie alla Regione Lombardia, Bando Associazionismo, la LEDHA ha realizzato il progetto “La mediateca cresce: dal cinema alla letteratura”: presso gli uffici di Milano della Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, accanto alla Cineteca da oggi è infatti presente la Mediateca libri, una vera e propria biblioteca con circa 100 volumi dedicati alla disabilità. Torna così a splendere la Mediateca, il servizio nato negli anni ’80 che comprende la raccolta ed il prestito di materiale audiovisivo e multimediale dedicato all’handicap.

Non solo film, dunque. La grande novità è rappresentata proprio dalla possibilità di consultare numerosi libri e romanzi che trattano il tema delle differenti realtà vissute dalle persone disabili. Negli scaffali della biblioteca trovano posto soprattutto romanzi d’autore e vengono privilegiati la narrativa ed il racconto. Attenzione particolare è riservata alla letteratura per l’infanzia, con libri che fanno conoscere al più piccoli i temi della diversità/disabilità. La consultazione e il prestito dei volumi è gratuita: è sufficiente iscriversi annualmente alla Mediateca.

L’obiettivo della Mediateca libri è dunque quello di raccogliere nel tempo il maggior numero di testi che raccontano la disabilità, cercando inoltre di diffondere le opere di autori che difficilmente trovano spazio negli scaffali delle grandi librerie. La LEDHA organizzerà incontri, letture pubbliche e presentazioni nei propri uffici di via Livigno,2 o presso biblioteche e librerie sensibili a queste tematiche. La LEDHA offre, inoltre, la possibilità agli aspiranti scrittori e agli amanti della lettura di recensire un libro.

I lavori, che saranno poi pubblicati sulla testata on-line www.personecondisabilita.it , possono essere inviati a mediateca@ledha.it L’altro grande obiettivo della Mediateca Libri è quello di raggiungere il prima possibile la fama della Mediateca, ritenuta la maggiore Cineteca sulla disabilità in Italia e tra le più importanti e ricche d’Europa.

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> Con la crisi economica che c’è in giro, saper risparmiare anche un euro è utile più che mai…

Pubblicato da David Di Luca su 22 novembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Noi te ne facciamo risparmiare subito sei!
In comune accordo con David Di Luca, mio socio internettiano e co-autore dell’ebook Gestire I Soldi, abbiamo deciso di abbassare il prezzo di questo ebook, portandolo da 15 a soli 9 euro.
Riteniamo che in un momento difficile come questo, con la crisi economica che c’è in giro, saper risparmiare anche un solo euro, sia più utile che mai!
Pertanto, abbiamo deciso di rendere, ancor più alla portata di tutti, questo ebook, che con orgoglio è stato recensito anche su Millionaire di luglio 2010.
A scando di equivoci, l’ebook non insegna a fare i soldi (tranne un capitolo dove insegnamo a creare rendite complementari, sulla base delle nostre esperienze specifiche).
Così come non ti darà ricette magiche per diventare, improvvisamente, ricco!
No! Non è stato scritto per quel motivo.
All’interno delle sue 103 pagine, troverai consigli semplici e pratici, che sia io sia David abbiamo messo in pratica nella nostra vita, per cominciare, da subito, a risparmiare.
Entrambi, vogliamo che il maggior numero di persone possano conoscere come migliorare finanaziariamente la propria vita.
Siamo dell’avviso che queste cose dovrebbero essere insegnate a scuola, ma dato che al momento è solo un’utopia, ci abbiamo provato io e David, a descriverti, con parole semplici, cosa dovresti conoscere per imparare, poche e banali cose, che potrebbero migliorare anche la tua vita dal punto di vista finanziario.
Credici, questi saranno i nove euro meglio spesi della tua vita.
E se così non fosse, siamo pronti a rimborsarti tutti i soldi, senza chiederti neppure il motivo.
Che cosa hai da perdere? E se invece, quei banali consigli che trovi nell’ebook, potrebbero risultarti utili?
Il sommario dell’ebook:
* Premessa (pag. 8); * Il barattolo di marmellata (pag. 13); * Il libro che ha cambiato la mia vita finanziaria (pag. 16); * La mente dei ricchi (pag. 18); * La conoscenza paga sempre (pag. 30); * L’importanza del Cashflow (pag. 38); * Paga prima te stessa/o (pag. 45); * La tecnica dei cinque salvadanai (pag. 49); * Risparmia più di quanto spendi (pag. 55); * Taglia le carte di credito (pag. 62); * Fai solo debiti attivi (pag. 64); * Crea delle forme di reddito complementari (pag. 74); * Conclusioni, libri e link consigliati (pag. 97); * Chi sono Giancarlo Fornei e David Di Luca (pag. 101).
Acquistalo ora, con fiducia, a questo link http://www.giancarlofornei.com/new/paypal_gestire_soldi.asp?affiliato=GiancarloFornei
Un grande abbraccio

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> Virus, i peggiori sono i nostri

Pubblicato da David Di Luca su 26 novembre 2011

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

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Quando si parla di virus si è spesso portati a pensare che quelli esotici siano i più pericolosi, invece la minaccia è molto più vicina di quello che possa sembrare. In Europa infatti ci sono microrganismi infettivi che potrebbero causare pandemie ben più gravi dell’influenza H1N1. Si tratta di infezioni che fanno 25 mila morti l’anno e contro cui ben poco si è riusciti a fare fino ad ora.

I dati sono stati presentati a Bruxelles in occasione della Giornata di sensibilizzazione al corretto uso degli antibiotici, da Marc Sprenger, direttore del Centro europeo di controllo delle malattie (ECDC). In Italia sono in aumento i ceppi di Klebsiella pneumoniae, un batterio molto resistente agli antibiotici, cheaumenta la sua pericolosità nel momento in cui non risponde ai farmaci.

Solo nel 2010, i malati che non reagivano agli antibiotici erano tra il 10 e il 25%; percentuale allarmante visto che il germe può essere trasmesso da un malato all’altro dal personale sanitario che non ha rispettato a dovere tutte le norme igieniche. Ad essere maggiormente colpiti da queste pandemie sono i paesi mediterranei, Grecia e Italia in testa, due nazioni in cui per motivi culturali gli antibiotici vengono usati in maniera non appropriata.

Assumere questo tipo di farmaci senza motivi plausibili, fa crescere la resistenza di batteri e virus. La Commissione Europea ha dunque stilato un piano d’azione, firmato all’unanimità, per arginare la diffusione dei virus. Oltre alla stretta collaborazione fra le nazioni continentali, un occhio particolare verrà dedicato alla promozione di un uso adeguato dei farmaci, lo sviluppo di nuovi medicinali e di strumenti per una diagnosi precoce e rapida oltre che l’incremento delle più elementari norme igieniche soprattutto da parte del personale sanitario.

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> La straordinaria storia di Fabrizio Vignali

Pubblicato da David Di Luca su 26 novembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Riporto pari pari la storia che Il Tirreno ha pubblicato il 14 novembre scorso, perché bellissima e fa capire cosa significhi “non arrendersi mai”.
La straordinaria storia di Fabrizio Vignali, in lotta contro quella brutta bestia di malattia che è la “sclerosi multipla”, è un chiaro esempio di  grande forza motivazionale.
Come coach e come formatore motivazionale, non posso che essere ammirato dalla voglia di lottare di Fabrizio, cui invio il mio personalissimo abbraccio.
Giancarlo Fornei Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach “Il Coach delle Donne”


Vignali anche questa volta batte la sclerosi multipla

Tra i protagonisti di Livorno una citazione di merito anche per Fabrizio Vignali, 46 anni, massese trapiantato a Carrara, al via nella mezza maratona.
Vignali, affetto da sclerosi multipla, una malattia che ha scoperto di avere nel 2006, era la terza volta (su invito degli organizzatori) che correva a Livorno e ogni anno ha sempre fatto un tempo migliore dell’altro.
“Ma non è questo che mi interessa – spiega Vignali-, il mio è un messaggio rivolto a tutte le persone colpite, come me, dalla “brutta bestia”.
A loro dico di non mollare ma soprattutto di non farsi prendere dallo sconforto.
Di lottare come faccio io, che mi alleno tutti i giorni e ogni volta quando vado a testarmi noto dei progressi.
Perchè l’interferone non è roba da poco, ma questo farmaco muovendo gambe e braccia, almeno nel mio caso, viene smaltito meglio.
Sia chiaro, sono monitorato spesso, ho un’equipe medica che mi segue e mi dice cosa fare e come farlo oltre a un preparatore di eccellenza, l’ex fondista azzurro Alessandro Lambruschini.
Ma chiunque con la costanza può fare le mie stesse cose”.

Fonte notizie: Il Tirreno lunedì 14 novembre 2011

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> Dormi, e salvaguarderai la pressione

Pubblicato da David Di Luca su 5 dicembre 2011

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Dormire è un rimedio sano e per nulla “faticoso” per tenere sottocontrollo la pressione alta; e il consiglio è rivolto in particolare agli anziani. Lo dimostra uno studio dell’università di San Diego pubblicato sulla rivista Hypertension dell’American Heart Association.

L’ipertensione infatti si sviluppa solo quando a mancare è il sonno ristoratore profondo. Non si tratta di dormire tanto, ma di farlo bene.

La ricerca californiana è stata supportata da un controllo polisomnografico del sonno su 784 soggetti maschi con età media di 75,3 anni studiati per sei anni. Se i soggetti venivano selettivamente risvegliati durante la fase di sonno profondo la loro pressione tendeva inevitabilmente a salire.

Questo avviene perché la riduzione di sonno determina un aumento dell’attività del sistema nervoso simpatico che controlla la risposta allo stress e che contribuisce a un aumento della pressione sanguigna quantificabile in un + 37% per ogni ora di sonno persa.

Ma quali sono i problemi che ostacolano un sonno lungo e ristoratore? Il primo è l’età elevata. Poi la difficoltà di addormentamento e i disturbi respiratori. Tra i fattori conta anche la circonferenza del collo e il sovrappeso.

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> Un bel sorriso dipende dal cibo

Pubblicato da David Di Luca su 8 dicembre 2011

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Con quella bocca può dire ciò che vuole, recitava lo slogan di una marca di dentifrici, riferendosi al sorriso leggendario di Virna Lisi. Ma avere un sorriso smagliante dipende anche dalla nostra alimentazione. E’ quanto scoperto dall’americano Wake Forest Baptist Medical Center che ha stilato delle raccomandazioni precise su cosa mangiare per mantenere intatto il bianco dei nostri denti.

Fumo e alcool danneggiano il colorito, frutta e verdura croccanti, come mele, cavolfiori e sedano, contribuiscino a tenere puliti i denti grazie alla loro azione meccanica e proteggono dagli acidi che danneggiano lo smalto. Un aiuto alla salute dei denti arriva dai latticini, naturalmente ricchi di calcio e per questo vera e propria manna contro la carie. Masticare un pezzo di parmigiano o di un altro formaggio a pasta dura, inoltre, elimina residui di cibo rimasti in bocca. Da limitare assolutamente caffè, tè, bevande zuccherate in genere, salsa di soia, i mirtilli, che con il loro succo violaceo macchiano i denti, e naturalmente il fumo.

In ultima analisi, meglio questi accorgimenti che ricorrere sistematicamente a cure sbiancanti, alla lunga dannose per lo smalto. Lo sbiancamento va fatto assolutamente da dentisti esperti ed effettuato su una bocca sana.

E a proposito di questo, il Consiglio Europeo ha reso nota una direttiva per la vendita di sbiancanti per denti. I prodotti che contengono dallo 0,1 al 6 per cento di perossido di idrogeno (l’acqua ossigenata) potranno essere venduti solo da dentisti. In farmacia resteranno disponibili solo quelli con concentrazioni inferiori.

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> Cavalcare la crisi

Pubblicato da David Di Luca su 10 dicembre 2011

Foto di Giancarlo ForneiUn guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

In un momento di difficoltà economica, afferma Anthony Robbins, possiamo arrenderci o “restare a galla”, ma anche trasformare i problemi in un’occasione di crescita. Ecco quattro spunti su cui riflettere

1. Riconosci la stagione che stai vivendo. Molte persone fanno la cosa giusta al momento sbagliato. Cosa conviene di più ora a te?
Ogni stagione ha le sue sfide, le sue difficoltà ma anche le opportunità da cogliere.

2. Trai vantaggio dal pessimismo economico. E’ proprio in tempi di crisi che nascono le grandi fortune. Uno dei più grandi investitori, John Templeton diceva che il mercato “nasce nel pessimismo, cresce nello scetticismo, matura nell’ottimismo, muore nell’euforia”. Il tempo del massimo pessimismo è il migliore per comprare e quello di massimo ottimismo per vendere e guadagnare.

3. Gestisci le tue emozioni. Paura e fiducia sono due tipi diversi di reazione possibile ed entrambe sono un prodotto della tua immaginazione. Ma se la paura ti paralizza, la fiducia ti aiuta ad avere una visione più chiara del tuo futuro.

4. Pensa “oltre te stesso”. Quando hai paura, diventi egoista, ti concentri solo su te stesso. Le persone di successo sanno che è dando agli altri che si riceve veramente qualcosa. Offri agli altri ciò che vorresti ricevere e… lo otterrai.
Fonte notizie: Psychologies, luglio/agosto 2009

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> La maleducazione delle persone non ha limiti…

Pubblicato da David Di Luca su 11 dicembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiIl 20 gennaio prossimo compio cinquant’anni e credevo di averle viste e sentite tutte, ma oggi pomeriggio mi sono ricreduto!
Ho l’abitudine di rispondere personalmente a chi mi scrive, magari impiego un po’ di tempo, ma lo faccio io, con le mie manine.
E, soprattutto, rispondo a tutti.
Ieri mattina ho risposto ad una “Signora” del Sud (evito di omettere il nome e la città per la Legge sulla Privacy), che mi aveva inviato il suo curriculum in visione, pregandomi di leggerlo e dirle se andava bene.
Dopo averlo letto, ho ravvisato alcune cose che a mio avviso era meglio cambiare e le ho inviato un’email con i miei “banali” consigli.
Ero felice di essere riuscito, anche ieri, a rispondere a qualcuno, dato che ricevo ogni giorno oltre venti/venti cinque email con richieste varie…
ma la vita è piena di sorprese!
Una decina di minuti fa, ricevo una telefonata di un uomo, che mi dice: sono il marito della signora xyz, chi è lei e perché ha scritto a mia moglie?
La voce è tipicamente del Sud e il tono mi sembra “sull’incazzato” andante…
Penso tra me e me: “Ecco un marito geloso, chissà cosa immagina questo!”…
Gli spiego chi sono e cosa faccio, e che è stata sua moglie, seppure alcuni mesi fa, a scrivermi e chiedermi dei consigli (ho tenuto ancora la sua email)…
Allora comincia a dirmi che il curriculum a sua moglie lo ha fatto lui e che i miei consigli non servono a nulla, anzi… puntini di sospensione!
Mi apostrofa nella parte finale della telefonata (durata almeno tre minuti) e dopo pochi secondi ricevo anche un sms offensivo…
Passano cinque minuti e ricevo anche un’email di risposta da sua moglie (o è lui che scrive?), dove oltre a ribadirmi che non capisco nulla e che i miei consigli non valgono niente (le parole era più colorite) mi ri-offende allegramente!
Faccio finta di nulla e rispondo con tranquillità alla “Signora” che è stata lei a cercarmi e mi complimento per la maleducazione del marito…
Altri cinque minuti e mi risponde che sono un gran cafone perché mi permetto di darle del “tu” senza conoscerla e giù una sfilza di insulti, sino alla minaccia di denunciarmi!
Le ho appena risposto con molto tatto e educazione (il Signore mi ha trattenuto).
A parte le due email infarcite di errori di ortografia e di offese (posso garantirti che sono ripetute e pesanti), la cosa che mi ha dato più noia è la maleducazione della gente! Pensavo di fare del bene, rispondendo all’email di una persona che mi ha chiesto aiuto e invece, mi sono “beccato” una caterva d’insulti!
E dire che alla “Signora” avevo anche inviato in regalo uno dei miei ebook…
E’ proprio vero: la maleducazione delle persone non ha limiti!
Giancarlo Fornei Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach “Il Coach delle Donne”
ps a parte questo spiacevole episodio, continuerò a rispondere alle persone e aiutare chi me lo chiede, perché sono convinto che se uno può fare del bene, lo deve fare, senza chiedere nulla in cambio.

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> Banche: possibile credit crunch? Ma come si fa ad investire con queste incertezze?

Pubblicato da David Di Luca su 17 dicembre 2011

Guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

Si è ricominciato purtroppo a parlare di credit crunch ,anche se in realtà non si era mai smesso, ma solo un pò diminuito forse nella speranza anche di vedere le cose in modo un pò più positivamente .

 Ecco una notizia apparsa oggi su www.ansa.it

Banche: Eba, possibile credit crunch
Enria a Der Spiegel, istituti non siano troppo avversi a rischio

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(ANSA) – ROMA, 11 DIC - Dopo aver sollevato le ire di molti con i propri test sulla patrimonializzazione, ora l’Eba avverte di un rischio di stretta al credito nel caso in cui le banche dovessero ridurre l’ammontare dei prestiti concessi. ”Potremmo avere il problema che le banche diventano troppo avverse al rischio”, dichiara al Der Spiegel il presidente dell’Autorita’ bancaria europea, Andrea Enria, e questo potrebbe portare ad un ‘‘grave credit crunch’‘.

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Dopo aver letto la notizia sono uscito e per strada ho incontrato un amico imprenditore che mi ha chiesto:
“Ho varie idee .Come faccio ad investire in questo clima di crisi e di incertezza ?”

La mia risposta è stata riferendomi ad una citazione di John Fitzgerald Kennedy :“Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità.

A questo punto Lui con le dita sotto al mento si è girato e andandosene e salutandomi mi ha detto “Giusto, giusto , Ti richiamo in settimana e ne parliamo ”

Spero che lui abbia le garanzie giuste per poter affrontare qualsiasi investimento poichè se il credit crunch diventa ancora più pesante non sarà facile affrontare i futuri investimenti produttivi.

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> Come smettere di lamentarsi

Pubblicato da David Di Luca su 6 gennaio 2012

Di Steve Pavlina, www.stevepavlina.com, traduzione di David Di Luca
Probabilmente il passo più importante nell’abbandonare l’abitudine di lamentarsi è quello di scollegare il comportamento indesiderato dalla nostra  identità. Un errore comune che fanno coloro che hanno l’abitudine cronica di lamentarsi è di identificarsi con i pensieri negativi che si aggirano nella loro mente.  Questo tipo di persone può ammettere di essere responsabile dei propri pensieri, ma allo stesso tempo affermare di non sapere come smetterla di pensare così spesso in negativo. Può sembrare un passo nella giusta direzione, e fino a un certo punto è così, ma può anche rivelarsi una trappola. E’ cosa buona e giusta prendersi la responsabilità dei propri pensieri, ma non è bene identificarsi con essi fino al punto di incolparsi perchè li abbiamo avuti, sentendoci ancora peggio.

Un’ affermazione migliore può essere: “Riconosco questi pensieri negativi che si aggirano nella mia testa. Ma non fanno parte di me. Se alzo il livello della mia consapevolezza, posso sostituirli con delle alternative positive”. Abbiamo la possibilità di ricondizionare i nostri pensieri, ma il trucco consiste nel tenere la nostra coscienza fuori  dal pantano. smettendo di darci la colpa di ciò che pensiamo. Rendiamoci conto che, sebbene questi pensieri vadano a zonzo per la nostra mente, non fanno parte di noi. Siamo semplicemente una conduttura cosciente attraverso cui fluiscono.

Condizionamento mentale

Anche se i pensieri non fanno parte di noi, se ce li ripetiamo più e più volte finiranno per condizionare parecchio la nostra mente.   E’ abbastanza preciso affermare che diventiamo i nostri pensieri dominanti, anche se penso che sia un po’ esagerato.

Pensiamo a come il cibo che mangiamo condizioni il nostro corpo. Non ci trasformeremo certamente nel nostro prossimo pasto, ma di sicuro quel cibo influenzerà la nostra fisiologia, e se continuiamo a mangiare lo stesso pasto più e più volte, nel corso del tempo l’effetto  sarà evidente.  Il corpo svilupperà una sorta di assuefazione per quel tipo cibo, aspettandosi lo stesso pasto ancora ed ancora.  Tuttavia, il nostro corpo rimane separato e distinto dai cibi che mangiamo, e siamo sempre liberi di cambiare il nostro tipo di alimentazione, ricondizionando gradualmente la nostra fisiologia in accordo con i nuovi input.

E’ questo il motivo per cui il pensiero negativo crea tanta asseuefazione. Se continuiamo a pensare in negativo, condizioniamo la nostra mente ad aspettarsi input negativi, addirittura a smaniare per riceverli. I nostri neuroni impareranno addirittura a predire l’arrivo di stimoli negativi. In pratica, diventeremo dei magneti che attraggono negatività.

La trappola del pensiero negativo

Questa è una situazione da cui è difficile uscire perchè tende ad auto-perpertuarsi, come sa fin troppo bene chi si trova impegolato nel pensiero negativo. Le esperienze negative rinforzano le vostre aspettative negative, che attraggono a loro volte esperienze negative.

Effettivamente la maggior parte delle persone che imboccano questa strada non ne escono più in vita loro. Tanto è difficile uscirne. Anche se si battono contro la propria negatività, senza rendernesene conto la rendono perpetua perchè ci si identificano. Se ti incolpi perchè sei troppo negativo, non fai altro che rinforzare lo schema anzichè uscirne.

Penso che la maggior parte della gente che si trova impastoiata in questa trappola ci rimarrà fino a quando non eleverà il proprio livello di coscienza. Devono riconoscere che sono intrappolati, e che continuare a combattere la loro negatività mentre si identificano con essa è una battaglia che non potranno mai vincere. Pensiamoci. Se darci la colpa perchè ci lamentiamo eccessivamente funzionasse, non avrebbe funzionato già da un bel po’? Con tutto lo sforzo che avete messo in questo piano d’attacco, siete più vicini a una soluzione, oppure no?

Di conseguenza, la soluzione che mi piace di più è quella di smettere di combattere e arrendersi. Invece di resistere frontalmente alla negatività, riconoscere che esiste ed accettare la sua presenza. Ciò avrà l’effetto di elevare il livello della nostra coscienza.

Superare la negatività

Possiamo effettivamente imparare ad abbracciare i pensieri negativi che scorrono nella nostra testa, e così facendo trascenderli. Lasciamo che ci siano, ma non identifichiamoci con essi, perchè non sono parte di noi. Iniziamo a interagire con loro come osservatori.

Qualcuno ha detto che la mente è come una scimmia iperattiva. Più combattiamo con la scimmia, più diventa agitata. Quindi rilassiamoci, invece, e osserviamo finchè la scimmia non scarica tutta la tensione.

Riconosciamo anche che è questa la vera ragione per la quale siamo qui, a vivere la nostra attuale vita come esseri umani. La ragione per cui siamo qui è sviluppare la nostra coscienza. Se siamo impantanati nella negatività, il nostro compito è di sviluppare la nostra coscienza fino al punto in cui impariamo a rimanere concentrati su quello che vogliamo, a creare positivamente anzichè in modo distruttivo.  Puo’ servirci più di una vita per arrivarci, e va bene. La nostra vita riflette costantemente verso di noi i contenuti della nostra coscienza. Se non ci piace quello che stiamo provando, è perchè dobbiamo ancora sviluppare le nostre abilità nella creazione consapevole. Non è un problema, però, perchè siamo qui proprio per questo. Stiamo provando esattamente quello che ci serve perchè possiamo imparare.

Creazione consapevole

Se ci servono un po’ di altre vite per lavorare sulla nostra negatività, siamo liberi di prenderci il nostro tempo. La creazione consapevole è una grossa responsabiità, ed è possibile che ancora non ci sentiamo pronti. Quindi, fino ad allora continueremo a ripetere lo schema del pensiero negativo per tenerci lontani da quell’obiettivo. Dobbiamo ammettere che l’idea di essere il creatore dell’intera realtà in cui viviamo attualmente è un po’scoraggiante. Cosa faremo della nostra vita. E se rovinassimo tutto? E se facciamo un gran casino? E se nonostante ce le mettiamo tutta finiamo per fallire? Questi dubbi su noi stessi ci incatenano in uno schema negativo che ci serve per evitare responsabilità.

Sfortunatamente, questo rifuggire dalle nostre responsabilità ha delle conseguenze. L’unico modo in cui i veri creatori possono negare di essere responsabili delle proprie creazioni è cullarsi nell’illusione che in effetti non stanno creando nulla. Ciò significa rivolgere la tua energia creativa contro noi stessi. Siamo come un dio che usa i suoi poteri per non avere più poteri. Usiamo la nostra forza per renderci deboli.

La ragione per cui ci possiamo trovare impelagati in uno schema di pensiero negativo in questo momento è perché a un certo punto, lo abbiamo scelto. Abbiamo valutato che l’alternativa di assumerci la responsabilità di ogni aspetto della nostra vita era ben peggiore.  Era troppo difficile da gestire. Quindi abbiamo rivolto i nostri propri pensieri contro noi stessi, per evitarci questa terribile responsabilità. Continueremo a rimanere in questo schema di manifestazione negativa finché non saremo pronti ad accettare un po’ di quella responsabilità.

La negatività non deve essere per forza una condizione permanente. Abbiamo sempre la libertà di fare una scelta diversa. In pratica, ciò avviene per gradi, attraverso uno sviluppo della nostra consapevolezza. Cominciamo ad accettare e ad accogliere una responsabilità sempre maggiore per la nostra vita.

Prendersi tutta la responsabilità

Vedete… la vera soluzione al fatto di lamentarsi è la responsabilità. Dovete dire all’universo (ed esserne convinti): “Voglio accettare più responsabilità per ogni cosa di cui faccio esperienza”.

Ecco alcuni esempi di quello che intendo per “accettare la responsabilità”:

  • Se sono infelice, sono io che creo l’infelicità.
  • Se questo mondo ha un problema che mi disturba, sono io ad avere la responsabilità di risolverlo.
  • Se qualcuno ha bisogno, ho la responsabilità di aiutarlo.
  • Se voglio qualcosa, spetta a me ottenerlo.
  • Se voglio certe persone nella mia vita, devo impegnarmi ad attrarle e invitarle a stare con me.
  • Se non mi piacciono le mie circostanze attuali, devo porvi fine.

Il lato positivo della faccenda è che siamo responsabili anche per tutto il bello della tua vita. Le cose belle non succedono e basta. Siamo noi che le creiamo. Ottimo lavoro.

Diamoci una pacca sulla spalla per aver realizzato quello che ti piace, ma non fingiamo di gioire di quello che chiaramente non possiamo soffrire. Ma accettiamo la responsabilità per entrambi… almeno, per quanto siamo pronti a farlo.

Lamentarsi vuol dire negare la nostra responsabilità. Dare la colpa a qualcun altro è anch’esso un modo per sottrarsi alla propria responsabilità. Tuttavia, anche questa negazione ha un suo potere creativo.

La creazione creativa è in effetti una responsabilità che fa tremare le vene e  i polsi. Ma secondo me è la parte migliore della condizione umana.  Non c’è altro sistema per creare una vita piena di gioia, anche se implica il prendersi la responsabilità di tutta la spazzatura indesiderata che abbiamo manifestato fin’ora.

Quando ci pizzichiamo mentre ci lamentiamo, fermiamoci, e domandiamoci se vogliamo continuare a negare che siamo responsabili per la nostra realtà o se vogliamo assumercene un po’. Forse siamo pronti per farlo, forse no, ma facciamo del nostro meglio per  prendere questa decisione in modo consapevole.  Preferiamo essere compatiti per aver creato quello che non vogliamo, o ricevere congratulazioni per aver creato quello che volevamo?

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> I consigli del fondatore della Alfio Bardolla Training Company: Alfio Bardolla

Pubblicato da David Di Luca su 31 dicembre 2011

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com 
Foto di Giancarlo ForneiDopo aver ospitato due grandi imprenditori come Virgilio Degiovanni e Giacomo Bruno, oggi ho l’onore di presentarti l’intervista fatta ad Alfio Bardolla, quello che in Italia è considerato una vera autorità nell’aiutare le persone a diventare“libere finanziariamente”.
Alfio è un financial coach, autore di best-seller e imprenditore milionario, ha aiutato migliaia di persone a rivoluzionare la propria situazione finanziaria.
Alfio Bardolla è il più affermato autore italiano della finanza personale, con oltre 150.000 copie vendute dei suoi libri: I soldi fanno la felicitàl’Arte della ricchezzaMilionari in 2 anni 7 mesi e Business Revolution.
Nel 2006 ha fondato la Alfio Bardolla Training Company,società leader della formazione finanziaria personale, che ha aiutato oltre 9.000 persone tra manager, imprenditori e sportivi a perseguire l’obiettivo della Libertà Finanziaria.
Non conosco Alfio personalmente, ma lo ringrazio sentitamente per aver risposto alle mie domande e permesso ad ogni amica e amico del blog, di usufruire dei suoi utilissimi consigli.
Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”
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I consigli del fondatore della Alfio Bardolla Training Company: Alfio Bardolla
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D. Tutti parlano di crisi economica e difficoltà nel trovare lavoro, qual è la tua idea a riguardo?
R. Come spiego spesso, secondo me esistono 2 tipi di economia: la propria economia e quella generale. L’economia generale è quella di cui parlano tutti, e sulla quale non si ha alcun potere. Sulla tua economia, invece, puoi fare molto. Non è detto che se l’economia generale va male, la tua economia debba andare male.
Per esempio, ci sono diversi settori che si sviluppano enormemente in tempo di crisi, o nonostante la crisi. Ci sono imprenditori che riescono a cavalcare nuovi movimenti, nuove opportunità e che rendono fiorenti le proprie aziende, nonostante la crisi o grazie alla crisi.
La crisi è sempre un’opportunità, se sai guardare il mercato nel modo giusto. La crisi spazza via strutture obsolete e prodotti che hanno saturato il mercato, ma crea nuovi settori e nuovi posti di lavoro. Di solito, subisce la crisi chi non ha saputo adattarsi velocemente al cambiamento del mercato.
D. Quali consigli ti senti di dare ad un giovane che vuole mettersi per conto suo, fare impresa in un momento così difficile per l’Italia?
Cerca dei mentori, prendi esempio da chi ha già ottenuto risultati nel campo di tuo interesse.  Se sei un imprenditore, o vuoi creare il tuo business, ricordati di avere chiaro in mente dove vuoi andare, ricordarti che l’obiettivo non è diventare schiavo della tua azienda.
Dovrai lavorare sodo per i primi anni, ma fai in modo in seguito di creare dei processi aziendali che ti permettano di godere del frutto del tuo lavoro. Evitare di essere un tuttofare e crea una struttura che non abbia costantemente bisogno di te.
D. Quali sono, a tuo avviso, le doti principali per un buon imprenditore e/o libero professionista?
Un imprenditore deve avere due caratteristiche fondamentali: la leadership e la vision. Siamo abituati a considerare che se l’imprenditore di una pasticceria debba essere un bravo pasticcere. Non è cosi’.
Un imprenditore deve sapere esattamente dove vuole andare, dove vuole portare la sua azienda e deve avere la capacità di trascinare i suoi collaboratori e di responsabilizzarli.  Un imprenditore non deve essere un tecnico.
La buona notizia è che la leadership e le capacità manageriali non sono doti. Sono il risultato di un lavoro costante su se stessi, attraverso percorsi di formazione costante e continuata.
D. Un errore che hai commesso all’inizio della tua attività professionale e che puoi raccontare pubblicamente per far sì che altri evitino di farlo.
Come tanti, ho commesso molti errori all’inizio della mia attività e posso assolutamente raccontarli tutti. Certo, se avessi avutola possibilità di evitarli, magari grazie al consiglio di chi ci era già passato, avrei risparmiato tempo e denaro! Ecco perché ho deciso di creare dei corsi di formazione per imprenditori o aspiranti tali.
Insegno loro a non commettere gli errori che ho commesso io, in questo modo risparmiano molto tempo e molta fatica! Li ho addirittura elencati e spiegati in un ebook gratuito, che potete scaricare  a questo link: 29 errori da evitare, che ho commesso facendo l’imprenditore.
D. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi nel fare impresa o libera professione?
L’imprenditore o il libro professionista sono coloro che raggiungono più rapidamente la libertà finanziaria. Vi spiego cosa intendo. Per me l’azienda deve funzionare indipendentemente dall’imprenditore, permettendo cosi’ di avere più tempo libero e più soldi.
Questo è il sogno di tutti: avere entrate che non dipendono direttamente dal tuo lavoro, quelle che chiamo entrate automatiche. Questo approccio è alla base del mio corso “A scuola di Business”, dedicato agli imprenditori.
Inoltre, l’imprenditore è colui che puo’ vedere rapidamente messa a frutto la propria intelligenza finanziaria, la propria capacità di essere produttivi in modo intelligente e di fare del bene al proprio paese. Dopo tutto, sono gli imprenditori che fanno girare l’economia!
D. Un settore imprenditoriale o una professione che secondo te offre buone opportunità di crescita, mercato e lavoro.
Come dicevo, da tempo si parla di crisi ma non ci si focalizza sulle opportunità. Ci sono ottime opportunità di crescita nelle energie alternative, nella ristorazione e nelle nuove tecnologie. Una versione anomala di imprenditoria, che stai portando ottimi risultati è anche il trading.
Il trader lavora per conto suo, prendendo decisioni di investimento. Tutti parlano della borsa che scende, senza dire che la volatilità attuale sta facendo fare incredibili guadagni a molti esperti di trading.
D. Un consiglio pratico a tutti quei giovani che in questo momento sono a casa, in cerca di lavoro e temono per il loro futuro.
Fanno male i giovani a perdere energie a preoccuparsi del proprio futuro. Devono investire le proprie energie a formarsi, crescere e sviluppare capacità posizionanti.  C’è sempre spazio per una persona in gamba.
Il problema è che c’è una tendenza preoccupante a lamentarsi, ma non compiere azioni concrete ed efficaci per cambiare la propria situazione.  Prendete esempio da chi ha già ottenuto risultati eccezionali nel vostro campo, cercate anche figure straniere.
Focalizzatevi sul capire che cosa ha reso grande quella persona e fate la stessa cosa. I risultati arriveranno.
E’ importante analizzare ogni passo chiave della vita di una persona. Facciamo un esempio:
Mennea è stato il più grande velocista della storia. Cosa ha fatto Mennea per arrivare a quel punto? Qual è stato il suo segreto?
Se leggete il suo libro, scoprirete che è stato l’uomo che si è allenato di più nella storia dell’atletica. Mennea è diventato il migliore perché si è impegnato di più degli altri, con maggior determinazione.
Il vostro mentore, perché è diventato migliore? Trovate la risposta, e diventerete grandi

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> Scaffali Animati: “Il cinema di cartone (animato)” di Roberto Ormanni

Pubblicato da David Di Luca su 2 gennaio 2012

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david 

Il volume è disponibile su Amazon.it

Vi segnalo oggi uno dei numerosi libri dedicati alla storia dei cartoni, “Il cinema di cartone (animato)”, di Roberto Ormanni, pubblicato da Infinito Edizioni. Ormanni, giornalista e collaboratore di trasmissioni tv come Indietro Tutta e Quelli della Notte, è anche un appassionato di cartoni animati.

Nel volume e espone le tappe fondamentali che hanno caratterizzato la storia del cinema d’animazione. Storia che si lega ovviamente a quella del cinema in generale, e come questo porta testimonianza della cultura e dei progressi della tecnica che si sono succeduti a partire dal 1895, anno in cui  i fratelli Lumière riuscirono a ricreare sullo schermo l’illusione del movimento.

Ancora di più il cinema d’animazione si lega alla storia in generale, quella con la S maiuscola, recuperando moltissimi simboli, in particolare nelle produzioni della Disney. Ormanni affronta l’evoluzione del cartoon partendo dalle sue radici e dal suo significato, percorrendo tutti i Paesi e gli autori che ne hanno fatto un’arte evidenziandone gli sviluppi.  Insomma, si tratta di un’occasione calarsi nel mondo dell’animazione senza considerarlo un prodotto per bambini. L’invito di Ormanni, insomma, è quello a considerare il cartoon un mezzo con forti elementi pedagogici, ottimo per imparare, per grandi e piccini.

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> La recensione di Alessandro Boldrini al mio libro “Penso Positivo”…

Pubblicato da David Di Luca su 6 gennaio 2012

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com
Nella vita di tutti noi, a volte, si verificano degli eventi spiacevoli che portano conseguenze tragiche. Inizi a non riuscire più a sorridere e tutto quello che pensavi fosse bello, perde di significato.

La soluzione spesso sta nell’affidarci a specialisti che parlano solo in maniera tecnica e, purtroppo, non ti rivolgono nemmeno le attenzioni di cui hai bisogno (senza contare le parcelle sostanziose).

Ma c’è anche l’alternativa: leggere un libro scritto davvero con il cuore, pieno di esperienze tristi vissute dall’autore che ti fanno capire quanto sia importante il sorriso nella vita.

Se riesci a sorridere, a crederci, sei più forte di tutte le avversioni che ti possono capitare.

Parlo così perché sono un ottimista di natura, la vita è sempre stata gentile con me sia dal punto di vista sociale che economico e per questo ringrazio il Signore ogni giorno.

Ma un evento che pensavo non si verificasse mai, mi ha fatto cambiare la concezione che avevo della vita stessa. Sto ancora attraversando questo periodo nero, un periodo che non ho mai passato in 27 anni di esistenza e che quindi non sono capace di poter affrontare.

Ho scopero il libro di Giancarlo appena in tempo, consigliato da un amico.

Io non so se mi aiuterà ad uscire del tutto dalla crisi emotiva in cui sono entrato, non so nemmeno se sarò in grado di affrontare il mio problema…

quello che so è che il libro ti da una carica spaventosa, sembra quasi che Giancarlo mi conosca e che parli a me direttamente…

io ho tratto dei piccoli benefici eseguendo gli esercizi proposti, ed è questa la ragione che mi fa avere fiducia: se ho avuto piccole risposte, significa che impegnandomi di più posso veramente superare i miei problemi.

Grazie Giancarlo, mi hai dato una motivazione a guardare avanti con il sorriso.

Alessandro Boldrini, agente immobiliare.

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Cosa dire ad Alessandro, se non GRAZIE!

Grazie per aver letto il libro…
Grazie per la splendida recensione…
Grazie per avermi autorizzato a pubblicarla.

Un abbraccio Ale, che il 2012 possa portarti tanta Serenità e Felicità.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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> Il 2012 dipenderà in gran parte da te…

Pubblicato da David Di Luca su 7 gennaio 2012

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com 

Foto di Giancarlo ForneiTempo di oroscopi, di lettura di pianeti, di analisi e previsioni astrologiche…

Per carità, tutto lecito e tutto utile, se serve a darti la giusta carica per affrontare al meglio questo 2012 appena iniziato.

2012 che si preannuncia terribile per l’economia e su cui, tra l’altro, poggia la “spada di Damocle” della famosa profezia Maya ma, c’è un ma…

Voglio che sia ben chiaro che, indipendentemente da quello che le stelle hanno “scritto” per te,  l’unica persona che può cambiare in meglio o in peggio la tua vita, sei tu!

Forse le stelle posso aiutarti, possono persino guidarti…

Ma se tu non compi le azioni, non agisci e rimandi continuamente scelte e cose da fare, mi dispiace: anche l’oroscopo più positivo, può tramutarsi in un fallimento totale.

Viceversa, mi è successo più di una volta di conoscere persone cui la società, gli amici, la famiglia e magari anche le stelle, gli davano contro, nessuno avrebbe scommesso un euro su di loro…

Ma loro sapevano cosa volevano, erano ostinati, agivano anche pur avendo paura di sbagliare e alla fine, la loro perseveranza, ha fatto la differenza in positivo…

Ho conosciuto molte donne e molti uomini capaci di cambiare in meglio la propria vita e ognuna di queste persone aveva un dono, una capacità rara: AGIVANO, SENZA RIMANDARE A DOMANI LE COSE DA FARE!

Quindi, leggi e ascolta pure gli oroscopi…

Ma poi, indipendentemente da quello che ti raccontano, prendi in mano la Tua vita e AGISCI!

Mettici entusiasmo, mettici passione e agisci, anche se hai paura di sbagliare…

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Ps
non sai come agire?
Nessun problema: a questo link, trovi un audio corso molto utile, capace di insegnarti i 6 passi per motivarti ad agire e smetterla di rimandare le cose.

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> Una proteina ci difende dal grasso

Pubblicato da David Di Luca su 27 gennaio 2012

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

I gusti che la nostra lingua riesce ad assaporare sono sei. Oltre a quelli già conosciuti come salato, dolce, aspro, amaro e piccante, va inserito a buon diritto il grasso. Un gusto così particolare che, se non percepito a sufficienza da una persona, può portare ad ingrassare.

L’arcano si svela con la presenza di un gene ipoattivo. Gli scienziati della Washington University School of Medicine hanno individuato un recettore chimico nelle papille gustative della lingua che riconosce le molecole di grasso; tuttavia una proteina, la CD36, incaricata di metabolizzare i lipidi ne influenza la percezione. E di fronte ad una minore sensazione del sapore di grasso si è spinti a mangiare di più, quindi a prendere chili su chili.

Quando i partecipanti allo studio condotto dall’equipe americana si sono trovati davanti tre campioni di olio, uno dei quali ad alto contenuto lipidico, non sono stati subito in grado di riconoscere quello più grasso. Tutto questo proprio grazie all’azione limitata della CD36.

Ecco perché alcune persone non riescono a saziarsi nemmeno davanti ad una pietanza ipercalorica; è come se la loro sensibilità al grasso fosse ridotta. Non solo ma a quanto dimostrato dalla ricerca, un regime alimentare carico di grassi inibisce l’azione della proteina, mettendo in moto una vera spirale pericolosa.

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> Il sonnellino è fondamentale per i bambini

Pubblicato da David Di Luca su 17 gennaio 2012

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com 

Volete fare del bene al vostro bambino? Abituatelo al sonnellino quotidiano, un’attitudine sanissima che diminuisce ansia e aumenta allegria e benessere. Lo conferma uno studio condotto dai ricercatori della University of Colorado di Boulder, condotto su bambini tra i trenta e i trentasei mesi di età.

Gli studiosi hanno monitorato l’espressività emotiva dei bimbi un’ora dopo che avevano saltato il loro abituale riposo pomeridiano, ripetendo l’operazione il giorno successivo, lasciandoli però dormire in santa pace. Ogni mossa è stata immortalata nei video che riprendevano i bambini mentre erano impegnati nella soluzione di un puzzle, una con tutti i pezzi giusti e un’altra con un pezzo sbagliato.

I piccoli che avevano dormito hanno completato il puzzle senza problemi, mentre quelli che non avevano riposato mostravano una diminuzione della risposta a eventi gioiosi e un calo espressivo di fronte al puzzle irrisolvibile. Col passare degli anni questa condizione in qualche misura potrebbe modellare la risposta cerebrale dei bambini alle emozioni, dando luogo, a lungo termine, ad adulti con problemi di instabilità umorale.

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> Fumo, occhio ai cerotti alla nicotina

Pubblicato da David Di Luca su 16 gennaio 2012

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

La verità è che per smettere di fumare ci vogliono abnegazione e forza di volontà. I rimedi pratici come le gomme da masticare, i cerotti alla nicotina o gli spray, rischiano di essere un palliativo senza alcun valore terapeutico. Questa è la conclusione a cui sono giunti gli esperti dell’Harvard’s Center For Global Tobacco Control e dell’ Università del Massachusetts di Boston, pubblicato sulla rivista Tobacco Control, secondo cui queste tecniche possono sortire anche un effetto nocivo, spingendo il più incallito dei fumatori a perseverare nel suo vizio.

Alla ricerca hanno partecipato 1.916 individui adulti, intervistati in tre periodi, con un intervallo di tre anni ciascuno. Ai partecipanti, poi, è stato chiesto se avessero usato una terapia sostitutiva con nicotina e se avessero smesso di fumare o ricominciato. I risultati sono stati soprendenti; un terzo degli ex tabagisti aveva subito una ricaduta.

La notizia ovviamente non ha mancato di suscitare polemiche in patria, visto che negli USA il business dei prodotti che dovrebbero aiutare a smettere di fumare è in continua espansione, con 800 milioni di dollari di fatturato annuo. Un successo che si spiega con il via libera, dato dal governo americano nel 1997, ad acquistare cerotti e caramelle senza bisogno di ricetta medica e con il rimborso totale del costo da parte del Medicaid, (programma federale sanitario per individui e famiglie a basso reddito).

A risultare decisivo, inoltre, per l’impennata delle vendite di questi prodotti anche lo studio clinico risalente al 1996, «Smoking Cessation Clinical Practice Guideline», realizzato dal pannello governativo di esperti guidati da Michael Fiore, direttore del Center For Tobacco Research and Intervention della Università del Wisconsin, che ufficializzò l’efficacia di tali ritrovati. Peccato che secondo il New York Times i membri del pannello avessero ricevuto larghe somme di denaro da parte dell’industria dei farmaci alla nicotina.

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